Snow Leopard Wildlife Expedition Viaggio di gruppo • Trekking • India, Nepal e Dintorni
Nel cuore dell’inverno himalayano, un viaggio fotografico ci porterà fino agli altopiani dello Spiti alla ricerca di uno dei felini più rari ed elusivi del pianeta. Sei giornate nel territorio di Kibber, accompagnati da tracker locali, per seguire impronte e segnalazioni del Leopardo delle nevi e fotografare la straordinaria fauna che abita queste montagne.
Scaricare il form di richiesta da presentare all’arrivo da http://www.nepalimmigration.gov.np/?page_id=119
Passaporto valido per almeno 6 mesi.
Raccomandata profilassi antimalarica (clorochino-resistente) e l’antitifica, se si visita il Terai.
Il trek permit si prende in arrivo.
visione delle condizioni delle due polizze), i voli interni, pasti cucinati dal cuoco, guida, permesso, tende, ufficiale di collegamento, portatori.
Giorni 1-4
Da Chandigarh saliremo progressivamente verso l’Himalaya attraversando Shimla, il Kinnaur e la valle del Sutlej. A Kalpa fotograferemo le grandi cime innevate del Kinner Kailash, prima di raggiungere Nako e addentrarci nel paesaggio sempre più arido e spettacolare dell’altopiano tibetano.
Giorni 5-6
Entreremo nel cuore dello Spiti tra monasteri buddhisti, villaggi d’alta quota e montagne coperte dal gelo perenne. Da Kaza visiteremo il suggestivo Key Monastery e raggiungeremo Kibber, a oltre 4.200 metri, nostra base nel territorio del Leopardo delle nevi.
Giorni 7-12
Aiutati dai tracker locali, dedicheremo sei giornate alla ricerca fotografica del Leopardo delle nevi. Seguendo tracce e segnalazioni, ci muoveremo tra Kibber e i villaggi circostanti. Saranno gli avvistamenti a decidere dove andare, aumentando le possibilità di trovarci nel posto giusto al momento giusto.
Il Leopardo delle nevi è uno dei felini più rari ed elusivi del pianeta. Vive sulle montagne dell’Asia centrale, tra pareti rocciose, canaloni e altopiani d’alta quota, dove il suo mantello grigio e maculato si confonde perfettamente con il paesaggio. Incontrarlo nel suo ambiente naturale è una delle esperienze più ambite della fotografia wildlife, una sfida che richiede tempo, pazienza e una profonda conoscenza del territorio. Questo viaggio ci porterà nello Spiti, nell’Himachal Pradesh, una remota regione dell’Himalaya indiano, uno dei luoghi più importanti al mondo per l’osservazione del Leopardo delle nevi. Dedicheremo sei giornate complete alla ricerca fotografica del felino, affiancati da esperti tracker locali che ne seguono gli spostamenti attraverso impronte, marcature e segnalazioni, adattando quotidianamente il programma alle possibilità di avvistamento. Accanto al Leopardo delle nevi, avremo l'opportunità di fotografare altre specie caratteristiche dell'ecosistema trans-himalayano, come bharal, ibex, lupi tibetani, volpi rosse, aquile reali e gipeti. Una spedizione fotografica in un ambiente di straordinaria bellezza.
VERSO L’ALTOPIANO TIBETANO
Il nostro viaggio inizierà a Chandigarh, da dove partiremo immediatamente verso le montagne dell’Himachal Pradesh. La nostra prima tappa sarà Shimla, antica capitale dell’India britannica, una città di montagna, distesa lungo i rilievi himalayani: tra The Ridge e Mall Road visiteremo la Christ Church, il Gaiety Theatre e gli edifici coloniali che raccontano un aspetto insolito e poco conosciuto dell’India. Questa prima notte in quota sarà anche l’inizio del nostro graduale acclimatamento. Il giorno successivo proseguiremo lungo la storica Hindustan-Tibet Road, entrando nel Kinnaur e seguendo la profonda valle scavata dal Sutlej.
Le montagne davanti a noi diventeranno sempre più imponenti fino a raggiungere Kalpa, piccolo centro adagiato a circa 3.000 metri di quota di fronte al massiccio del Kinner Kailash. Se le condizioni saranno favorevoli, alba e tramonto ci offriranno una delle prime grandi occasioni fotografiche del viaggio, quando la luce radente accenderà di tonalità rosse e dorate le pareti innevate delle vette che superano i 6.000 metri. Visiteremo anche il Narayan-Nagini Temple, caratterizzato dall’architettura lignea tradizionale del Kinnaur, e il monastero buddhista Hu-Bu-Lan-Kar, prima di continuare la nostra salita verso l’interno dell’Himalaya.
Lasciandoci alle spalle il Kinnaur, ci troveremo davanti un paesaggio totalmente diverso. La vegetazione diventerà sempre più rada, le montagne saranno più spoglie e il territorio assumerà progressivamente i caratteri dell’altopiano tibetano. Raggiungeremo così Nako, a oltre 3.600 metri, piccolo villaggio buddhista raccolto intorno al suo lago che, nel cuore dell’inverno, potremo trovare completamente ghiacciato. Templi, case tradizionali e il piccolo monastero saranno immersi in un ambiente ormai dominato dalla roccia, dalla neve e dall’alta quota.
NEL CUORE DELLO SPITI
Da Nako entreremo definitivamente nello Spiti, una delle regioni più remote dell’Himachal Pradesh. Viaggeremo tra montagne sedimentarie, vallate profonde e minuscoli insediamenti, in un paesaggio nel quale la cultura buddhista tibetana ha lasciato alcune delle sue testimonianze più importanti. Lungo il percorso infatti avremo modo di incontrare alcuni dei monasteri che punteggiano queste vallate, prima di raggiungere Kaza, principale centro dello Spiti, situato a circa 3.800 metri. Qui saremo ormai completamente immersi nel deserto freddo trans-himalayano. Da Kaza saliremo verso Key Monastery, uno dei luoghi simbolo della valle. Costruito su un rilievo a oltre 4.000 metri, il complesso domina lo Spiti con il suo intrico di edifici, sale di preghiera e corridoi, conservando thangka, pitture e antichi manoscritti. Ancora pochi chilometri e raggiungeremo finalmente Kibber, a circa 4.200 metri. Il villaggio sorge ai margini del Kibber Wildlife Sanctuary, una vasta area protetta d’alta quota appartenente all’Upper Spiti Landscape e habitat di molte specie: leopardo delle nevi, bharal, ibex, lupo tibetano, volpe rossa e aquila reale. Qui terminerà il nostro percorso di avvicinamento ed inizierà la vera e propria ricerca del leopardo delle nevi.
SULLE TRACCE DEL LEOPARDO DELLE NEVI
Avremo sei giornate da dedicare completamente alla fotografia naturalistica e alla ricerca di uno degli animali più difficili da osservare dell’Himalaya. Il Leopardo delle nevi è perfettamente adattato a queste montagne e il suo mantello gli permette di confondersi in maniera sorprendente con pareti, ghiaioni e affioramenti rocciosi: individuarlo, anche quando sappiamo che si trova davanti a noi, può essere estremamente difficile. A guidare la ricerca saranno dei tracker locali, che esploreranno differenti settori del territorio cercando impronte, marcature e altri indizi del passaggio dei felini. I tracker saranno in contatto telefonico tra loro e con le altre squadre impegnate nella zona: quando verrà comunicato un avvistamento, ci sposteremo verso il luogo della segnalazione. Non avremo quindi una successione prestabilita di escursioni. La base sarà Kibber, ma potremo muoverci tra Gette, Tashigang e Chicham e raggiungere anche Langza e Demul quando arriveranno segnalazioni confermate. Dove possibile utilizzeremo i veicoli per avvicinarci alle zone di osservazione, proseguendo poi a piedi. Alcuni avvistamenti potranno richiedere soltanto brevi spostamenti, mentre nelle giornate più impegnative potremo camminare per alcuni chilometri, affrontando dislivelli nell’ordine dei 200 metri. Durante le attese continueremo a osservare l’intero ecosistema. Il bharal, o blue sheep, e l’ibex costituiscono importanti prede del Leopardo delle nevi e condividono queste montagne con lupo tibetano e volpe rossa, mentre nei cieli potremo cercare aquile reali e grandi avvoltoi himalayani. Saranno giornate di lunghi silenzi e osservazioni attraverso binocoli e teleobiettivi, di attese nella neve e improvvisi spostamenti. Una fotografia potrà richiedere ore o giorni. Ed è proprio questa imprevedibilità a rendere speciale la ricerca del fantasma delle montagne. Terminata la spedizione, lasceremo Kibber e inizieremo la lunga discesa attraverso l’Himachal Pradesh, facendo tappa a Rampur Bushahr prima di raggiungere nuovamente Chandigarh, dove si concluderà il nostro viaggio.
FOTOGRAFARE IL LEOPARDO DELLE NEVI
Fotografare il Leopardo delle nevi nello Spiti richiede un'attrezzatura adatta alle lunghe distanze e alle condizioni climatiche dell'inverno himalayano. Gli avvistamenti avvengono spesso a diverse centinaia di metri, su pendii rocciosi dove il mimetismo del felino rende difficile persino individuarlo. Per questo è consigliabile una fotocamera mirrorless o reflex con autofocus affidabile e un teleobiettivo di almeno 400 mm, preferibilmente uno zoom 100-500 mm, 180-600 mm o 200-600 mm. Un moltiplicatore di focale può offrire maggiore ingrandimento, ma comporta una perdita di luminosità e può ridurre le prestazioni dell'autofocus. Le lunghe focali richiedono stabilità: un treppiede, eventualmente abbinato a una testa gimbal, facilita le osservazioni prolungate, mentre un monopiede può risultare più pratico negli spostamenti. Per i soggetti immobili si potranno utilizzare tempi intorno a 1/500–1/1000 di secondo, da adattare alla focale e alla stabilità del supporto; per un leopardo in movimento sarà preferibile partire da 1/1600–1/2500 di secondo, utilizzando l'autofocus continuo e lo scatto a raffica. La presenza della neve richiede particolare attenzione all'esposizione. Le superfici molto chiare possono indurre l'esposimetro a sottoesporre la scena: sarà quindi utile controllare frequentemente l'istogramma e, quando necessario, applicare una compensazione positiva dell'esposizione, evitando di bruciare le alte luci. Scattare in RAW consentirà una maggiore flessibilità nella gestione dei forti contrasti tra neve, rocce e mantello dell'animale. Un altro aspetto fondamentale sarà la gestione delle temperature, che in inverno possono scendere ben al di sotto dello zero. Il freddo riduce l'autonomia delle batterie, per cui sarà opportuno portarne diverse di riserva, conservandole al caldo nelle tasche interne. Per limitare la formazione di condensa, prima di riportare l'attrezzatura in ambienti riscaldati sarà consigliabile riporla in una borsa chiusa e lasciarla acclimatare gradualmente. Guanti fotografici, protezioni per l'attrezzatura e un binocolo di buona qualità completeranno il corredo.

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