Ladakh Viaggio di gruppo • Trekking • India, Nepal e Dintorni
India: è obbligatorio ottenere il visto per l'India on line.
Dal 1 ottobre 2025 è necessario ottenere online anche la Digital Arrival Card, da compilare entro le 72 ore prima dell’arrivo.
India: non ci sono vaccinazioni obbligatorie. Sono consigliate antitifica e profilassi antimalarica.
Per le spese in corso di viaggio fare riferimento alla Cassa Comune.
Tutto ciò che non è indicato ne "La quota comprende"
“So so l’ha gyalo” è il grido propiziatorio buddista chi arriva alla meta, portando a destinazione il proprio cammino .E’ l’esclamazione abituale di saluto e ringraziamento alle divinità, che significa “vittoria agli dei”, pronunciato dai viandanti e carovanieri (gore walla) che attraversavano gli alti passi del Ladakh. Questi sono destinati gradualmente a scomparire, per l’arrivo di nuove vie carrozzabili che rendono Leh ed il Ladakh escluso dai nodi commerciali di un tempo. Proprio per questo pero’ sono luoghi ideali per il nostro trek, non un viaggio di affari, ma di piacere. I primi giorni, alternando jeep e cammino, serviranno appunto alla visita delle valli e dei villaggi più ricchi, unito alla visita dei monasteri fulcro della cultura buddista del luogo. Questo ci permetterà un acclimatamento ottimale prima di affrontare il trek continuativo con l’attraversamento di molti alti passi oltre i cinquemila metri e le salite (facoltative) alla spalla del Kang YagtZe II e del Matho Kangri. Un viaggio nuovo, incentrato sul trek, senza tralasciare la parte culturale, con la rivisitazione di percorsi classici, resasi necessaria per escludere dal cammino l’inevitabile crescere dei tragitti percorribili in jeep - peraltro una risorsa per raggiungere angoli prima nascosti - a vantaggio tragitti al di fuori dei sentieri battuti . Il trek parte da Skyu ,oltrepassato Chilling sul fiume Zanskar raggiungibile ormai in auto, si inoltra nella Markha valley per poi aggirare il massiccio del Kang Yagtse e , poco prima di Hemis, proseguire percorrendo a ritroso le montagne dello Zhung sino a Stock. Possibilità di salite facoltative alla spalla del Kang Yatze II e del Matho Kangri, le ciliegine sulla torta del nostro viaggio
Viaggio completo, con impegnativo percorso trek semi circolare nel cuore del Ladakh , percorrendo la famosa Markha Valley senza tralasciare la visita culturale dei luoghi più iconici della regione. Visita con jeep/mezzo privato molti dei più importanti siti monastici lungo la valle dell’Indo
Giorni 1-2
Volo Italia -Delhi e da qui con volo interno direttamente a Leh. Giunti alla capitale del Ladakh, dopo una sosta in città ci accingiamo alla visita dei più importanti siti della valle dell’indo, ciò ci permetterà anche di raggiungere un graduale adattamento alla quota, ideale per iniziare il trek nella forma migliore.
Giorno 3 Jeep Leh - Shey - Thikse - Leh
L’escursione inizia con una visita a Shey, situato a breve distanza ad est di Leh, un sito bello e storicamente importante perché fu anche la sede del palazzo reale di cui restano interessanti rovine ed una parta ancora visibile, con anche un tempio dove si ammirano antichi dipinti. Si continua con il vicino Thikse, tra i più celebri ed attivi monasteri del Ladakh, una delle perle della regione: ricco di templi, contiene molte importanti opere d’arte ed un’impressionante raffigurazione di Yamantaka che regna nel Gonkhang. La grande statua di Maitreya posizionata nel tempio a destra dell’ingresso, di recente fattura, è diventata uno degli oggetti simbolo più famosi del Ladakh. Rientro a Leh.
Giorno 4 JEEP Leh – Phyaang – Liker -Alchi -Lamayuru
Si lascia Leh in direzione ovest seguendo il deflusso del grandioso fiume Indo; Prima sosta al famoso monastero di Phyang, fondato nel 1530 dal re Jamyang Namyal in onore all’introduzione in Ladakh dell’ordine Digungpa – branca dei kayupa. In questo monastero, ogni anno al quarto giorno del sesto mese tibetano (normalmente fluttuante nel mese di luglio), si tiene un famoso festival con cerimonie e danze sacre. Si continua transitando da Bazgo, oltre la spettacolare confluenza con lo Zanskar (possibile visita al ritorno); un paesino molto pittoresco e storicamente importante, dove si ergono le rovine di un antico forte: fu da qui che il re Bhagan riuscì a riunificare il Ladakh nel XVI secolo. Arriviamo a Liker, situato in un contesto di graniti rosa, in una delle piu’ belle vallette del paese: si dice che fosse abitata dai leggendari naga- da qui il toponimo del luogo Lu-Khyl, cerchio degli spiriti dell’acqua: il monastero ospita una importante comunità Gelugpa ed è ricco di statue tra cui spiccano i buddha “storici” : Kanakamuni- Buddha dell’era precedente. Sakyamuni- Buddha dell’era attuale e Maitreya- Buddha del futuro, numerose thanka , tra cui spicca la rappresentazione di Vajrabhairava (Jigshet), il protettore dei berretti gialli; ma e’ per la qualita’ degli affreschi che e’ conosciuto come uno dei piu interessanti del Ladakh. Tornati al possente Indo si prosegue per Alchi, dove si osservano i reperti artistici più importanti della regione; ancora in marcia in direzione ovest seguendo ancora il corso dell’Indo tra vallate ripide e desertiche, che rivelano le strutture geologiche ed i colori che le compongono, quindi la strada risale una spettacolare gola a sud inerpicandosi fino alle incredibili erosioni terrose della “valle della luna”. Qui si trova Lamayuru, il magnifico ed ormai celebre monastero che si erge tra le rupi di un’oasi immersa tra monti policromi di bellezza leggendaria.Sicuramente uno dei monasteri piu’conosciuto e fotografato , poiché sito in un luogo tra i più pittoreschi dell’Himalaia, sorto attorno al luogo di ritiro di Naropa e posto arditamente tra i pinnacoli di roccia come un castello delle fiabe, sospeso su formazioni erose che sovrastano un villaggio circondato da policrome montagne desertiche.
Giorno 5 Jeep + Trek Lamayuru - trek to Wanla via Prinkitit La - Tea gompa -Temusgang
L’acclimatamento prosegue con il tour di visita culturale, alternando parte della giornata a brevi cammini, prima di iniziare il trek continuativo. Affronteremmo il primo colle di quasi quattromila metri m denominato Prinkti -La (colle della lucertola) per arrivare al monastero fortificato di Wanla. A lato dei campi dell’oasi in sorge il monastero dell’undicesimo secolo, ben conservato, che spicca per la sua facciata rossa; ma l’occhio è ancor più attratto dall’enorme torre diroccata ai lati del tempio, che componeva l’enorme fortezza eretta da re Lachen Naglung, ormai in rovina. Trasferimento in jeep all’importante villaggio di Temusgang (Tingsmogang), passando per il poco noto Tea Gompa. Siamo in valle laterale dell’Indo, forse la più ricca del Ladakh, con belle case, tra i frutteti: albicocchi, meli e noci la fanno da padroni.
Giorno 6 Jeep + Trek Temusgang - Ang-trek to Hemis Chukpachen - Yangthang
Ancora un breve tratto in jeep che ci porta ad Ang dove ha inizio un altro breve trek che valicando il Meptek-La ci porta a Hemis Shukpachan, un’altra oasi che ricorda quasi un dipinto: si ammirano le tradizionali case coloniche, i campi ben accuditi, gli animali al pascolo e i preziosi alberi, tra bandiere di preghiera, chorten, pietre incise dai mantra e l’immancabile tempio. e da qui al villaggio di Yangthang dove arriva la carrozzabile che riprenderemo il giorno successivo
Giorno 7 Jeep Yangthang –Skiu -Chilling
Ripresa la via motorizzata oltrepassato il Charatse – La siamo nuovamente a Likir, e poi sosta obbligata ad Alchi, che visiteremo se non lo abbiamo fatto prima. Il monastero di Alchi e’ stato fondato nell’XI secolo da Kaldan Sherab, discepolo di Rinchen Zangpo, si vedono gli antichissimi templi che presentano magnifici dipinti, il reperto artistico più importante del Ladakh. Sono tutte strutture molto ricche se pur piccole, tipiche di quei tempi lontani; guardando con attenzione si scoprono le decorazioni interne nei Chorten di buon auspicio, edificati su di una base che consentiva ai pellegrini di camminarci sotto per riceverne le benedizioni. Proseguiamo ancora a ritroso la valle dell’Indo, per poi deviare nella valle confluente del fiume Zanskar ,arrivando sino a Chilling, un tempo raggiungibile solo attraverso un disagiato sentiero o percorrendo il fiume ghiacciato in inverno (Chadar).In questo villaggio vive una piccola comunità di orafi, abili a creare famosi gioielli in rame e argento. Proseguiamo poi distaccandoci dallo Zanskar, per seguire il fiume Markha che da il nome all’omonima valle, sino a Skyu, dove termina la strada.
Giorno 8 -9 Trek Skyu – Markha – Hangkar - Tachuntse
Da oggi si fa sul serio, inizia seriamente il nostro trek con percorso interessante per la natura selvaggia del luogo, nell’incassata valle di Markha; presenti punti di appoggio con homestay e tea-shop, ma noi viaggeremo in autosufficienza accompagnati a uno staff di cavallanti e guida. Percorso iniziale con poco dislivello alternando le due sponde orografiche del fiume. Oltre Sara, il percorso è in saliscendi sino a Chalak, ricco di muri mani e chorten, proseguendo, alte guglie di arenaria svettano sui crinali sino alla piana di Thinslepa, che precede l’arrivo al villaggio di Markha, dove si trova il gompa appartenente all’ordine drupka e che dipende dall’abate di Hemis. Qui ci si ferma per la notte. Il giorno successivo si prosegue, passando per le case di Humlag, poste su un conoide, sino ad alzarsi a zig zag sulla parete rocciosa, poichè il fiume stretto da rocce sulle due rive, senza spazio per la mulattiera. Eccoci arrivati alle rovine del castello di Hangkar, che precede il villaggio. Qui si rifugiavano i sovrani di Leh, quando il Ladakh era invaso. Superata la cresta rocciosa che ospitava la fortezza, si prosegue oltre pascoli e campi sino all’alpeggio di Tachtunse, dove ci accampiamo per il secondo giorno. Qui il Kang Yatse, montagna di 6400m, domina dal fondo della vallata
Giorno 10-11 Tachuntse – Kang Yatze BC - Kang Yatze II a/r BC
Due giornate dedicate una a raggiungere il base camp, all’alpe di Nimaling (il posto al sole), ampia conca prativa a più di cinquemila metri: da qui, condizioni nivometeo permettendo, chi se la sente può arrivare sino alla spalla della montagna, con percorso su ampio pendio nevoso - uso di picozza e ramponi necessari e ritorno il giorno stesso al campo; chi preferisci prendersi una giornata di meritato riposo, può farlo tranquillamente.
Giorno 12-13-14-15 TREK Kang Yagtze BC - Konmaru La 5260m - Chogdo - Gyuncho La 4590m - Sheng Phu - Shang La 4940m - Matho Phu - summit Matho Kangri 5860m - Matho phu
Forse i tre giorni più impegnativi del trek con tre colli consecutivi a quote elevate, alternate a notevole dislivello in salita e discesa. Il più alto è il Konmaru-La di quasi 5500m, con sentiero in salita senza difficoltà, che sono date invece da strettoie,guadi, gole e passaggi obbligati in discesa, sino al fondovalle che si risale dalla parte opposta sino al villaggio di Chogdo. Il giorno successivo da qui, invece di proseguire verso Shang Sumdo e poi Martselang/Hemis, si volta a sinistra affrontando subito il Gyuncho-La, e sosta per la notte all’alpeggio di Sheng, poi ultimo colle e discesa su alpeggio di Matho, dove se ce la sentiamo, il giorno successivo tentiamo la salita al matho Kangri di 5860m posto tra il massiccio montuoso del kang Yagtse e quello dello Stok kangri (quest’ultimo non si può più salire ormai da alcuni anni, mentre per le cime facoltative che vorremmo invece salire noi, si necessita di un pik permit preventivo.
Giorno 16-17 Trek Matho phu - Mankermo - Stok - Leh
Il nostro trek giunge ormai al termine, con discesa a Mankermo e da qui a Stok, dove si riprende la carrozzabile che ci porta in breve tempo alla vicina Leh.
Giorno 18-19 volo interno Leh - Delhi e volo Delhi - Italia
Rientro in Italia con volo su Delhi e da qui il giorno successivo volo internazionale in Italia.

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