Paraguay Corazon Viaggio di gruppo • Adventure • Sud America
Esploriamo insieme il Paraguay, il cuore pulsante dell'America, in un viaggio mozzafiato che ci porterà nel paradiso incontaminato del Pantanal fino alle antiche Missioni Gesuitiche. Un mistero da svelare, un luogo intriso di cultura, storia e bellezze naturali che ci incanteranno. Alla scoperta dei segreti nascosti di questa terra e lasciamoci trasportare dalla sua magia senza tempo.
Paraguay: non occorre il visto. È necessario avere un passaporto integro, con validità residua di almeno 6 mesi dall’ingresso nel Paese.
Paraguay: non ci sono vaccinazioni obbligatorie. È consigliata profilassi antimalarica.
Il piano voli per questo viaggio può prevedere uno scalo con pernottamento negli USA.
Giorni 1-7
Da Asunción seguiremo il Circuito de Oro tra Yaguarón, Caacupé e il lago Ypacaraí, prima di scendere verso le antiche Missioni Gesuitiche, testimonianza dell’incontro tra cultura europea e mondo guaraní. Da San Ignacio Guazú alle missioni UNESCO di Trinidad e Jesús de Tavarangue, attraverseremo la storia del Paraguay orientale. Facoltativamente potremo raggiungere anche le Cascate dell’Iguazú, scegliendo tra il versante argentino e quello brasiliano.
Giorni 8-11
Entreremo nel Gran Chaco, immensa regione di foreste secche e savane, raggiungendo Filadelfia e Loma Plata, cuore delle storiche colonie mennonite. Grazie alla collaborazione con Museo Verde incontreremo a Yalve Sanga la comunità Enlhet-Enxet. Volendo, potremo spingerci ancora più lontano e raggiungere, lungo 200 km di piste, Pedro P. Peña, sulle rive del Pilcomayo, per incontrare le comunità Guaraní, Nivaclé e Manjui e conoscere le loro tradizioni.
Giorni 12-17
Con un piccolo aereo raggiungeremo Bahía Negra, porta d’accesso al remoto Pantanal paraguaiano. Esploreremo in barca la Riserva Tres Gigantes, tra caimani, capibara, lontre giganti e una ricchissima avifauna, per poi incontrare le comunità Yshir di Puerto Diana e Karcha Balut. Concluderemo l’esperienza navigando lungo il Rio Paraguay fino a Vallemí, seguendo per un’intera giornata la grande arteria naturale che da secoli collega le comunità del nord del Paese.
Sicuramente il Paese meno conosciuto del Sudamerica, il Paraguay è ancora ai margini delle grandi rotte turistiche. Nel cuore del continente, tra i grandi fiumi Paraguay e Paraná, custodisce ambienti molto diversi: dalle regioni umide del Pantanal alle immense distese del Chaco, dalle foreste subtropicali alle campagne dell’interno. Nel nostro itinerario scopriremo le diverse anime del Paese, alternando natura, storia e incontri: navigheremo sul Rio Paraguay, visiteremo le antiche missioni gesuitiche e attraverseremo città e piccoli centri dove la lingua guaraní e il tereré sono ancora parte integrante della vita quotidiana. La nuova collaborazione con la ONG Museo Verde ci aprirà inoltre nuove opportunità di incontro con le comunità indigene del Chaco, per conoscerne più da vicino cultura e tradizioni. Paraguay Corazón sarà un itinerario flessibile e personalizzabile, nel quale potremo distribuire le giornate in base agli interessi del gruppo, privilegiando natura, cultura, storia o incontri.
DAL CIRCUITO DE ORO ALLE MISSIONI GESUITICHE
Il nostro viaggio inizierà da Asunción, da dove partiremo alla scoperta del Paraguay orientale seguendo il Circuito de Oro, un percorso tra piccoli centri storici, colline e testimonianze dell'eredità coloniale. A Yaguarón visiteremo la chiesa francescana di San Buenaventura, uno dei migliori esempi di barocco ispano-guaraní del Paese, con il grande altare ligneo scolpito e decorato dagli artigiani locali. Proseguiremo verso Caacupé, principale centro religioso del Paraguay e meta ogni anno di un importante pellegrinaggio, prima di raggiungere San Bernardino, località di villeggiatura affacciata sulle rive del lago Ypacaraí.
Ci sposteremo quindi verso sud, entrando nella regione delle antiche Missioni Gesuitiche. Tra il XVII e il XVIII secolo i gesuiti crearono in queste terre una vasta rete di reducciones, comunità nelle quali migliaia di Guaraní vivevano secondo un particolare modello sociale, economico e religioso. Inizieremo da San Ignacio Guazú, fondata nel 1609 e considerata la prima missione gesuitica stabile del Paraguay, per poi raggiungere Santa Rosa de Lima e Santa María de Fe, dove le sculture lignee conservate nel museo testimoniano l'incontro tra il barocco europeo e la sensibilità artistica guaraní. Proseguiremo verso San Cosme y Damián, conosciuta anche per gli studi astronomici sviluppati dai gesuiti, fino alle due grandi missioni riconosciute dall'UNESCO: Trinidad del Paraná, il complesso missionario più monumentale del Paraguay, e Jesús de Tavarangue, dominata dall'imponente chiesa rimasta incompiuta dopo l'espulsione dei gesuiti nel 1767.
Lungo il percorso attraverseremo le campagne del Paraguay orientale e avremo modo di conoscere un altro elemento fondamentale della cultura locale: la yerba mate, utilizzata già dai Guaraní e oggi consumata soprattutto fredda con il nome di tereré, la bevanda che accompagna la vita quotidiana dei paraguaiani. Raggiungeremo inoltre il Río Paraná e il Saltos del Monday, una spettacolare cascata immersa nella vegetazione subtropicale. Da qui, volendo, potremmo spingerci verso la vicina Triplice Frontiera, confine con Argentina e Brasile, e dedicare una giornata alle Cascate dell'Iguazú, le cui acque precipitano nelle molteplici gole circondate dalla Foresta Atlantica. Potremo scegliere se dedicarci al lato argentino, con la spettacolare Garganta del Diablo, o al più scenografico lato brasiliano.
NEL GRAN CHACO, TRA MENNONITI E POPOLI INDIGENI
Lasciata Asunción, ci dirigeremo verso nord-ovest per entrare nel Gran Chaco, una delle regioni più remote e meno conosciute del Sudamerica. Condivisa tra Paraguay, Bolivia e Argentina, questa immensa pianura di foreste secche e savane occupa oltre metà del territorio paraguaiano, ma ospita una parte minima della sua popolazione. Le grandi distanze, le temperature elevate e la scarsità d'acqua hanno reso per secoli difficile la vita in queste terre, creando un ambiente e un mosaico culturale profondamente diversi dal Paraguay orientale. Raggiungeremo Filadelfia e Loma Plata, cuore delle colonie mennonite sorte a partire dagli anni Venti del Novecento. Arrivati nel Chaco dopo un lungo percorso migratorio attraverso Europa, Russia e Canada, i Mennoniti riuscirono a sviluppare agricoltura e allevamento in un territorio dalle condizioni estreme, trasformando progressivamente questa regione in uno dei principali poli produttivi del Paese e conservando allo stesso tempo una forte identità culturale e linguistica. Ma la storia del Chaco è molto più antica. Ben prima dell'arrivo dei coloni queste terre erano abitate da numerosi popoli indigeni: grazie alla nuova collaborazione con la ONG Museo Verde avremo l'opportunità di entrare in contatto con alcune di queste realtà. A Yalve Sanga incontreremo la comunità Enlhet-Enxet e conosceremo un progetto nato per valorizzare il loro patrimonio culturale e ambientale: racconti, testimonianze e oggetti della vita quotidiana ci aiuteranno ad approfondire la loro storia, il rapporto con il territorio e gli sforzi per preservare lingue e tradizioni.
Da Filadelfia potremo quindi scegliere se iniziare il viaggio di ritorno oppure spingerci ancora più a ovest, affrontando circa 200 chilometri di piste sterrate, percorribili in funzione delle condizioni meteorologiche, fino a Pedro P. Peña, remoto insediamento sulle rive del Pilcomayo, al confine con l'Argentina. Il viaggio stesso sarà parte dell'esperienza e ci permetterà di comprendere quanto le distanze e l'isolamento condizionino ancora oggi la vita nel Chaco. Qui, potremo entrare in contatto con le comunità Guaraní, Nivaclé e Manjui, ognuna con una propria lingua, storia e tradizioni, ma tutte profondamente legate al Pilcomayo, il fiume che rappresenta da generazioni una fondamentale fonte di sostentamento. Potremo accompagnare alcuni pescatori locali e osservare la pesca tradizionale con il lancio manuale delle reti, prima di trascorrere la notte nella semplice foresteria della comunità.
IL PANTANAL E LE COMUNITÀ DI BAHÍA NEGRA
Dopo le distese aride del Chaco cambieremo nuovamente scenario per raggiungere Bahía Negra, uno dei centri più remoti del Paraguay e porta d'accesso al Pantanal paraguaiano. Arriveremo con un piccolo aereo militare, uno dei mezzi più pratici per raggiungere questa regione isolata, dove i collegamenti terrestri rimangono lunghi e difficili. Davanti a noi si aprirà un ambiente completamente diverso: se il Chaco è il regno della foresta secca, il Pantanal è quello dell'acqua, un'immensa pianura che durante la stagione delle piogge si trasforma in un mosaico di fiumi, lagune, canali e isole.
Da Bahía Negra inizieremo l'esplorazione in barca della Riserva Naturale Tres Gigantes, una delle aree protette più importanti del Pantanal paraguaiano. Qui sarà il fiume a diventare il nostro sentiero: navigando lentamente lungo canali e rive ci muoveremo in uno degli ecosistemi più ricchi di biodiversità del continente. La riserva prende il nome da tre specie simbolo, il giaguaro, il tapiro e la lontra gigante, ma ospita anche caimani, capibara, cervi di palude, scimmie e una straordinaria varietà di uccelli, tra cui tucani, ibis, cicogne e ara giacinto. Gli avvistamenti non saranno mai garantiti: a differenza del più conosciuto Pantanal brasiliano, qui non esistono percorsi turistici e gli animali sono particolarmente schivi. Sarà la natura a decidere tempi e incontri.
Anche qui, però, il viaggio non sarà soltanto naturalistico. Entreremo in contatto con gli Yshir, conosciuti anche come Chamacoco, uno dei popoli indigeni storicamente insediati lungo il Rio Paraguay e nelle zone umide del Pantanal. Visiteremo le due comunità di Puerto Diana e Karcha Balut, ascoltando le storie e le testimonianze dei loro cacique: per gli Yshir il fiume è molto più di una risorsa: rappresenta il centro della vita economica, sociale e culturale, e la conoscenza dei suoi cicli, degli animali e delle variazioni delle acque costituisce un patrimonio tramandato da generazioni.
Ci imbarcheremo quindi sul Rio Paraguay per una lunga navigazione verso Vallemí, seguendo quella che per secoli è stata la principale via di comunicazione del nord del Paese. Tratti di foresta, spiagge sabbiose, canneti e piccoli insediamenti scorreranno lentamente davanti a noi, mentre avremo ancora la possibilità di osservare la fauna lungo le rive. Sarà un viaggio nel viaggio, dove vivremo le distanze con i mezzi e i tempi di vive in questi luoghi. Da Vallemì, un transfer via terra ci riporterà ad Asuncion dove ci attende il volo di rientro per l’Italia.
LA TUTELA DEL PATRIMONIO INDIGENO
Il Paraguay custodisce una grande diversità di popoli indigeni, molti dei quali vivono nelle regioni più remote del Chaco e lungo il Rio Paraguay. Comunità come Enlhet-Enxet, Nivaclé, Manjui e Yshir conservano lingue, tradizioni e conoscenze profondamente legate ai territori che abitano, ma devono oggi confrontarsi con trasformazioni ambientali, economiche e sociali che rischiano di indebolire questo patrimonio. È in questo contesto che opera Museo Verde, un progetto che parte da un principio fondamentale: la cultura indigena deve essere raccontata e trasmessa dalle comunità che ne sono protagoniste. I suoi musei diventano così luoghi di incontro e di tutela della memoria, dove oggetti, testimonianze, racconti e conoscenze tradizionali permettono alle comunità di conservare e valorizzare la propria identità. La nuova collaborazione tra Avventure nel Mondo e Museo Verde ci permetterà di avvicinarci ad alcune di queste realtà seguendo questa stessa filosofia. Nel Chaco potremo incontrare gli Enlhet-Enxet di Yalve Sanga e, spingendoci fino al Pilcomayo, le comunità Guaraní, Nivaclé e Manjui di Pedro P. Peña; nel Pantanal raggiungeremo invece gli Yshir di Karcha Balut e Puerto Diana. L’obiettivo non sarà semplicemente “visitare” un villaggio, ma creare occasioni di conoscenza e confronto nelle quali siano gli abitanti a raccontare il proprio territorio, la propria storia e le proprie tradizioni. Un approccio al viaggio che può contribuire a dare valore economico e culturale alla conservazione di questi patrimoni.
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