La Via della Seta Viaggio di gruppo • Adventure • Asia Centrale • Cina e Dintorni
Lungo la mitica via commerciale tra Oriente e Occidente, esplorando Pechino, lo Xinjiang, Kashgar, il Passo Torugart e Bishkek in Kyrgyzstan. Seguiremo le antiche rotte della Via della Seta, visitando cittĂ storiche, paesaggi desertici e montagne maestose. Infine Pechino, che offre una ricca ereditĂ culturale, mentre lo Xinjiang e i vivaci mercati di Kashgar rivelano la vita e la storia della regione. Le remote vette del Passo Torugart e la capitale del Kyrgyzstan, Bishkek, aggiungono ulteriori dimensioni a questa avventura unica.
Luisa Clara PIGNARI - Tel. 3403462315
Cina: Per i cittadini italiani, il governo cinese ha introdotto l’esenzione del visto per soggiorni di massimo 30 giorni fino a Dicembre 2026. Ma è necessario ottenere online l’Arrival Card da compilare prima della partenza, salvare il QR CODE, tutte le info qui.
Kyrgyzstan: il visto si ottiene in arrivo. à necessario avere un passaporto integro, con validità residua di almeno 6 mesi dall’ingresso nel Paese.
Cina: non ci sono vaccinazioni obbligatorie. Consigliata profilassi antimalarica.
Kyrgyzstan: non ci sono vaccinazioni obbligatorie.
A partire dal 28 giugno 2025, la CAAC (Amministrazione dell’Aviazione Civile della Cina) informa che è vietato portare a bordo dei voli nazionali cinesi i Power Bank che non abbiano i seguenti requisiti:
- Non riportano il marchio di certificazione 3C (China Compulsory Certification)
- Presentano il marchio 3C non leggibile o contraffatto
- Fanno parte di lotti o modelli richiamati da parte del produttore
NB. i Power Bank acquistati in Italia o in Europa, anche se sicuri secondo gli standard UE, di norma non hanno questa certificazione e potrebbero non essere accettati nei voli interni in Cina. Per evitare eventuali disagi ai controlli di sicurezza in aeroporto, se necessitate l’uso di un Power Bank, è preferibile acquistarlo con certificazione 3C una volta arrivati in Cina.
Giorni 1-11
Da Pechino a Xi’an attraverseremo il cuore storico della Cina con la Città Proibita, la Muraglia, le antiche città murate e i grandi siti buddhisti come Yungang e il Tempio Sospeso. Dopo aver ammirato l’Esercito di Terracotta entreremo nel Gansu più spirituale, con le grotte di Bingling Si e i monasteri tibetani di Labrang e Rongwo, alle porte dell’Asia Centrale.
Giorni 12-20
Attraverseremo il Gobi tra montagne colorate, le fortezze agli avamposti della Grande Muraglia e le spettacolari grotte di Mogao a Dunhuang. Nello Xinjiang incontreremo il mondo uiguro tra oasi, cittĂ carovaniere e villaggi nel deserto fino a raggiungere Kashgar, leggendario crocevia della Via della Seta, dominato dai paesaggi del Pamir.
Giorni 21-25
Attraverso il Passo Torugart entreremo in Kyrgyzstan tra altipiani, caravanserragli e notti nelle tradizionali yurte. Attraverseremo vallate alpine, canyon e laghi d’alta quota fino all’Issyk Kul, scoprendo il volto nomade e multiculturale dell’Asia Centrale tra moschee, chiese in legno e antiche torri lungo la Via della Seta.
COSA DICONO I NOSTRI VIAGGIATORI
“Un viaggio che ripercorre un tratto della più lunga via carovaniera della storia che collegava l’estremo Oriente con il bacino Mediterraneo: due mondi e ambiti culturali distanti che si conoscevano l’un l’altro solo attraverso i favolosi racconti dei viaggiatori. Un viaggio impegnativo attraverso mitiche città carovaniere; 7000km via terra da Pechino al Kirghizistan attraversando la Cina musulmana, quella tibetana, quella storica di Xian e Datong e quella futuristica di Pechino. Un viaggio che richiede un buon grado di adattabilità per i lunghi trasferimenti e per lingua, perchè quasi nessuno parla inglese.” (Maria Antonietta N.)
Una traversata lungo la Via della Seta, attraverso paesaggi sconfinati, città leggendarie e culture che in passato hanno collegato Oriente e Occidente. Per secoli mercanti, pellegrini, eserciti e viaggiatori hanno attraversato deserti, montagne e oasi portando con sé religioni, lingue, arte e conoscenze che hanno trasformato l’Asia Centrale in uno dei più straordinari crocevia culturali del mondo. Un itinerario che penetra in spazi immensi, con treni e bus tra disagi e difficoltà , ma ogni sacrificio sarà ripagato: dai grandi centri imperiali della Cina ai monasteri buddhisti del Gansu, dalle città carovaniere dello Xinjiang fino agli altipiani kirghisi. Un viaggio intenso dove accanto ai siti archeologici e ai paesaggi spettacolari saranno centrali gli incontri, le minoranze etniche, i mercati, la spiritualità e le atmosfere delle antiche rotte commerciali.
Dalla Cina imperiale alle porte del Gansu
In volo dall’Italia, inizieremo la nostra lunga traversata da Pechino (Beijing), metropoli immensa a cui dedicheremo un’intera giornata di visite: passeggiando tra gli hutong, gli stretti vicoli della città storica, i grandi viali monumentali, e i mercati cittadini entreremo gradualmente nell’atmosfera cinese. Visiteremo il Tempio del Cielo, la Città Proibita, Piazza Tienanmen e la Muraglia di Mutianyu, tra folle impressionanti di turisti locali.
Con un treno veloce, lasceremo Pechino e raggiungeremo Datong sede dei primi grandi tesori artistici del viaggio: imperdibili i templi di Huayan e Shanhua, così come il Muro dei 9 Draghi. Le Grotte di Yungang, patrimonio UNESCO, custodiscono migliaia di statue buddhiste scolpite nella roccia tra il V e il VI secolo, mentre il celebre Tempio Sospeso ci apparirà come un miraggio, aggrappato alla parete della montagna. Più a sud raggiungeremo Pingyao, probabilmente la città storica meglio conservata della Cina: mura intatte, vicoli lastricati, templi e lanterne rosse creano un’atmosfera particolarmente suggestiva soprattutto nelle ore serali.
Un altro treno ad alta velocità ci porterà fino a Xi’an, ingresso simbolico nella vera Via della Seta e punto di partenza storico delle carovane dirette verso l’Asia Centrale. Qui visiteremo l’impressionante Esercito di Terracotta dell’imperatore Qin Shi Huang, una delle più importanti scoperte archeologiche del Novecento, e ci perderemo nel quartiere musulmano tra mercati e street food. Anche qui, non mancheremo di visitare i luoghi di maggiore interesse: la Grande Moschea, la Torre della Campana e quella del Tamburo.
Con un altro trasferimento ferroviario raggiungeremo Lanzhou, sulle rive del Fiume Giallo, e da qui inizieremo ad avvicinarci ai territori tibetani del Gansu. Le grotte buddhiste di Bingling Si, raggiungibili in navigazione tra canyon e montagne, ci anticiperanno la spiritualità che caratterizza questa regione. Infine, arriveremo a Xiahe, sede del grande monastero tibetano di Labrang, uno dei più importanti al di fuori del Tibet. Organizzare la visita all’alba, con i monaci intenti nella preghiera, le ruote rituali e i fedeli che passeggiano intorno, sarà una delle esperienze più intense e autentiche dell’intero viaggio. La giornata si concluderà con la visita al Monastero di Rongwo, una cittadella ancora autentica e priva di turismo locale, incorniciata dai grandi altipiani che segnano il progressivo ingresso nell’Asia più interna.
Il deserto del Gobi e le oasi dello Xinjiang
Saranno ancora i binari a portarci a Zhangye, ingresso ufficiale nel deserto del Gobi. Qui visiteremo il Danxia Geopark, celebre per le sue montagne colorate, scolpite dal vento e dall’erosione, uno dei paesaggi più spettacolari della Cina occidentale. Più a ovest, raggiungeremo Jiayuguan, ultimo baluardo della Grande Muraglia ai confini dell’impero cinese. Il cuore storico della Via della Seta è però Dunhuang, antica oasi dove convergevano le carovane provenienti da Persia, India e Asia Centrale. Qui, nel 1907, Sir Aureil Stein scoprì le 492 grotte di Mogao, con centinaia di cavità affrescate con ritratti del Buddha, un esempio straordinario di pittura ispirata all’arte persiana del V-X secolo. Altre grotte contengono invece statue di Maitreya (il Buddha del futuro) dalle proporzioni gigantesche, fino a 33 metri, con un’espressività che si avvicina molto al naturalismo. Ammireremo anche la tavola dei monti Wutai che in 60 mq riproduce le provincie dello Shanxi e dell’Hebei.
Con un treno notturno entreremo nello Xinjiang, regione autonoma abitata prevalentemente da Uiguri, popolazioni turcofone e musulmane. La leggendaria Turfan è un luogo storico anche per la cultura tokhariana, prosperata qui tra l’età del bronzo e il primo millennio d.C. La città appare come una grande oasi nel deserto, famosa per le antiche città in rovina di Gaochang e Jiaohe, le grotte buddhiste di Bezeklik, i villaggi uiguri con l’ingegnoso sistema idrico dei karez. Nelle vicinanze potremo visitare anche la Graper Valley, il Minareto di Emin, e la città storica di Quarachahr.
Volendo, potremo inserire un interessante fuori programma: deviando verso Urumqui, potremmo raggiungere gli splendidi scenari alpini del lago Tianchi (il Lago del Cielo) a 1950 metri di altezza sugli altipiani della Zungaria e passare un’indimenticabile notte in una yurta kazaka.
Poi, tornati a Turfan, un treno, via Kuqa, ci porterà a Kashgar, città leggendaria della Via della Seta e punto d’incontro di popoli provenienti da India, Cina, Pakistan, Afghanistan e Uzbekistan. Marco Polo passandovi la descriveva come: “un'antica provincia con lingua propria, caratterizzata da una fede islamica, mercanti operosi e terre fertili ricche di vigne e cotone” in cui “gli abitanti vivono di commercio e di artigianato» Il grande mercato domenicale, le moschee, le case in terra cruda della città vecchia e le sale da tè restituiscono ancora oggi l’atmosfera del passato. In alternativa, potremmo fare un giorno di sosta a Kuqa e, con un bus, visitare le Grotte di Kizil, un complesso di templi buddisti di enorme valore storico. Da Kashgar, percorreremo la Karakorum Highway fino al lago Karakul, dominato dalle cime innevate del Pamir, il tetto del mondo, e del Muztagh Ata (7545m): uno scenario grandioso che rappresenta uno dei vertici paesaggistici dell’intero itinerario.
Dal Pamir al Kyrgyzstan
Superata Kashgar, la strada sale progressivamente verso il Passo Torugart attraversando altopiani, vallate e paesaggi d’alta quota sempre più spettacolari. Dopo le formalità di frontiera, entreremo in Kyrgyzstan: la nostra prima tappa sarà Tash Rabat, antico caravanserraglio in pietra immerso in una valle isolata tra le montagne. Dormiremo in autentiche yurte tradizionali, circondati da pascoli e silenzio assoluto, vivendo un’esperienza che ci riporterà alle atmosfere delle antiche carovane della seta.
Da qui, raggiungeremo Naryn e punteremo verso il lago Issyk Kul, enorme distesa d’acqua incastonata tra le montagne innevate. La strada per raggiungerlo sarà un alternarsi di canyon, vallate alpine, cascate, foreste e gole spettacolari: dalle rocce modellate dal vento dello Skazka Canyon, alle gole di Djeti Oguz e Barskoon. A Karakol scopriremo il volto multiculturale del Kirghizistan con le chiese ortodosse in legno e la moschea cinese di Dungan. Infine costeggiamo il lago fino a Bishkek, la capitale, attraversando piccoli villaggi e siti archeologici come la Torre di Burana.
Il viaggio si concluderà dopo oltre 5000 chilometri percorsi tra treni, deserti, monasteri, oasi e montagne. Un itinerario impegnativo, ma straordinariamente ricco di incontri, paesaggi e testimonianze storiche: un’autentica traversata lungo la Via della Seta, dove ogni tappa racconta civiltà , commerci e culture che per secoli hanno collegato mondi lontanissimi.
Xinjiang, dai Tokhari agli Uiguri
Lo Xinjiang, immensa regione dell’estremo ovest della Cina, è da oltre duemila anni uno dei grandi crocevia culturali dell’Asia lungo la Via della Seta: qui si sono incontrati popoli molto diversi, lasciando tracce che ancora oggi convivono nel paesaggio e nelle tradizioni locali. Tra le civiltà più antiche della regione ci furono i Tokhari, popolazioni di lingua indoeuropea presenti nel bacino del Tarim già dal II millennio a.C. Le celebri mummie rinvenute nei deserti dello Xinjiang testimoniano l’esistenza di comunità sorprendentemente cosmopolite, legate ai commerci carovanieri tra Cina, Persia e Mediterraneo. A partire dall’VIII-IX secolo arrivarono gli Uiguri, popolazione turcofona originaria delle steppe della Mongolia. Dopo la caduta del loro khanato migrarono verso sud-ovest e si stabilirono nelle oasi dello Xinjiang, mescolandosi alle popolazioni locali e raccogliendo l’eredità delle antiche città carovaniere. Nel tempo gli uiguri trasformarono la regione in un centro della cultura turca islamica dell’Asia centrale, ancora oggi molto importante: bazar, moschee in mattoni d’argilla, musica tradizionale Muqam, tessuti ikat e una cucina fatta di spiedini di montone, pane naan, riso pilaf e tagliolini chiamati laghman raccontano una storia di incontri e contaminazioni.




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