Angola Viaggio di gruppo • Adventure • Africa Meridionale
Un nuovo itinerario nel sud dell’Angola, tra piste remote, altipiani e deserti affacciati sull’Atlantico. Da Luanda a Lubango attraverseremo territori poco battuti incontrando alcune delle ultime popolazioni originarie dell’Africa australe: San, Himba, Mucubal, Mumuíla e Nhaneca-Humbe, custodi di tradizioni ancestrali. Tra villaggi isolati, dune del Namib, il Parco dello Iona e la Baía dos Tigres, vivremo una vera spedizione in una delle aree più autentiche e meno conosciute del continente africano.
Dal 30 settembre 2023, i cittadini italiani non necessitano di visto per turismo in Angola per soggiorni fino a 30 giorni per ingresso (massimo 90 giorni all'anno). È necessario il passaporto con almeno 6 mesi di validità residua. Si raccomanda di verificare che il proprio passaporto sia dotato di almeno due pagine contigue bianche.
Non ci sono vaccinazioni obbligatorie.
È raccomandata la vaccinazione contro la febbre gialla. È consigliata profilassi antimalarica.
Per le altre spese in corso di viaggio fare riferimento alla Cassa Comune.
Tutto ciò che non è indicato ne "La quota comprende".
Un nuovo itinerario, un’area che per Avventure rappresenta una prima assoluta, il sud dell’Angola. Oltre il confine del Cunene River, esploreremo un’area ancora poco battuta, dove il turismo è quasi assente e l’incontro con le comunità locali avviene in contesti autentici. Il percorso attraversa territori remoti tra altipiani, piste sabbiose, villaggi isolati e deserti affacciati sull’Atlantico, dove vivono alcune delle ultime popolazioni originarie dell’Africa australe. Dai San, tra i più antichi abitanti del continente, ai gruppi Himba e Mucubal, ci immergeremo in un territorio di culture ancora profondamente legate ai ritmi naturali e agli equilibri ambientali.
Tra altipiani e culture ancestrali
In volo dall’Italia raggiungeremo Luanda, capitale dell’Angola, dove inizieremo a scoprire questo Paese: una breve visita della città ci porterà sul lungomare e sulla baia, con la Fortaleza de São Miguel e il Palacio de Ferro, testimonianze dell’architettura colonialista. Un volo interno ci porterà quindi a Lubango, punto di partenza per la nostra spedizione. Dall’altopiano della Huíla, inizieremo a scendere verso sud, entrando rapidamente in un territorio più rurale: queste prime giornate saranno dedicate all’incontro con alcune delle comunità più rappresentative di quest’area. Raggiugeremo Chibia, dove incontreremo i San Bushmen (Boscimani), originari del Kalahari tra Namibia e Botswana, sono presenti in piccoli gruppi anche in Angola e sono tra i più antichi popoli dell’Africa: tradizionalmente cacciatori, conservano conoscenze profonde dell’ambiente, delle piante e delle tecniche di sopravvivenza.
Da qui, proseguiremo verso il villaggio di Mucuma, dove vive la tribù dei Mumuíla, noti per la particolarità del loro abbigliamento con le complesse acconciature femminili, realizzate con argilla e pigmenti naturali. Le loro pratiche cerimoniali scandiscono ancora la vita comunitaria, soprattutto nei passaggi di età. Se avremo fortuna, potremo anche assistere ad una cerimonia Fico, un evento di iniziazione organizzato in determinati giorni della stagione secca.
Una lunga traversata su pista, attraverso spettacolari aree remote, ci porterà ad Oncocua: lungo il percorso incontreremo diversi villaggi Muhimba, una popolazione affine agli Himba della Namibia. Anche loro infatti fanno uso dell’otjize (miscela di burro e ocra) per la pelle e i capelli, sia per una funzione estetica che protettiva contro il clima arido. La loro economia, così come la vita sociale, è interamente basata sul bestiame.
Riprendiamo le piste in direzione est e attraversiamo il sud del Paese puntando verso Xangongo, territorio Humbe. Lungo il percorso faremo alcune soste per ammirare un colossale baobab, il più grande dell’Angola, e le tracce della recente Guerra Civile. Nell’area di Humbe, entreremo in contatto con i Nhaneca-Humbe, riconoscibili per le elaborate acconciature femminili a forma di “orecchie d’elefante”, considerate tra le più particolari al mondo. Anche qui, l’estetica assume un forte valore identitario, spesso legato ai riti di passaggio come il Fico.
Dall’altopiano all’oceano, attraverso territori estremi
Da Humbe, risaliamo verso nord in direzione Lubango. Faremo una breve sosta per ammirare la statua del Cristo Rei, che domina la città: realizzata in marmo e alta 30 metri, è un chiaro omaggio all’omonima statua di Rio de Janeiro. Dall’altopiano, scenderemo poi a ovest verso l’Atlantico, attraversando alcuni dei panorami più spettacolari del paese. La Tundavala Gap segna il confine tra l’altopiano e il deserto del Namib, con una scarpata che precipita per centinaia di metri con punti panoramici che affacciano su un territorio arido e sconfinato. La discesa lungo la Serra da Leba, con i suoi tornanti stretti e scenografici, è uno dei passaggi più iconici dell’Angola. Qui, faremo una sosta al villaggio di Nguendelengue, dove incontreremo un piccolo gruppo etnico oggi quasi scomparso, noto per le loro acconciature molto particolari: creste per i ragazzi non sposati e grandi ciuffi tondi per le donne. Sono un popolo semi-nomade che grazie all’isolamento e ai pochi contatti ha potuto mantenere integre le proprie tradizioni; oltre all’agricoltura e alla pastorizia, si dedicano alla produzione e vendita di carbone. La strada per Namibe ci introdurrà in un ambiente desertico ancora poco conosciuto rispetto ai più celebri deserti namibiani: le dune arrivano fino all’oceano, creando paesaggi isolati, spesso difficili da raggiungere.
Punteremo la sveglia nel cuore della notte e inizieremo la giornata con un trek che ci porterà in cima alle dune per ammirare l’alba. Poi, a bordo dei 4x4, inizieremo la traversata più impegnativa del viaggio, attraverso il Parque National do Iona, percorrendo la costa in assenza di segnale telefonico. In circa un’ora arriveremo davanti a Baía dos Tigres, che oggi è rimasta un’isola fantasma: si tratta di un ex insediamento abbandonato, oggi immerso in un contesto naturale intatto, completamente isolato e privo di infrastrutture. Se la marea sarà bassa, potremo attraversare in barca il breve tratto di mare e vivremo un'esperienza unica, montando sull'isola il nostro campo per trascorrere la notte.
Il mattino successivo torneremo sulla terra ferma e, risalendo verso Tombwa, ci fermeremo per visitare il relitto del peschereccio “Vanessa”, arenato nel 2006, e il Canyon Colinas, con le sue spettacolari formazioni di roccia rossa. Concluderemo la giornata con il rientro a Namibe.
Il grande Sud e i popoli nomadi
L’ultima parte del viaggio si concentrerà sulle aree più aride e remote del sud, dove le condizioni ambientali hanno plasmato stili di vita che richiedono un forte adattamento al territorio. Da Namibe, raggiungeremo Virei dove l’incontro con i Mucubal, popolazione semi-nomade, ci darà l’opportunità di osservare una società ancora tenacemente attaccata alle proprie tradizioni: le donne indossano rigidi copricapi di forma quadrata e ornamenti realizzati con materiali naturali, mentre le ragazze praticano la limatura dei denti, come segno di passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Allevamento di bestiame, agricoltura e produzione di carbone sono alla base della loro sussistenza.
Proseguendo verso il bacino del fiume Cunene, entreremo in una regione di confine caratterizzata da bellezze naturali straordinarie, con un alternarsi di aree ricche di vegetazione lungo le rive e altre semi-desertiche tutt’intorno. L’esplorazione di questa zona dipenderà dalle condizioni locali e l’itinerario potrà variare: in ogni caso, incontreremo diversi villaggi che ci daranno l’occasione di osservare le attività quotidiane degli abitanti.
Un itinerario che attraversa alcune delle aree meno conosciute dell’Africa australe, ci riporterà verso Lubango, dove trascorreremo la nostra ultima notte in Angola.
Il giorno successivo voleremo su Luanda e da lì, di nuovo in Italia.
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