Tutto Mauritania Viaggio di gruppo • Adventure • Nord Africa
Dalla costa atlantica del Banco di Arguin, alle antiche città dimenticate nelle sabbie sahariane, allo straordinario cratere Er Richat
E' obbligatorio ottenere il visto per la Mauritania online.
È necessario avere un passaporto integro, con validità residua di almeno 6 mesi dall’ingresso nel Paese
Non ci sono vaccinazioni obbligatorie.
Giorni 1-7
Dalle regioni centrali della Mauritania fino ai margini dell’Adrar, attraverseremo una zona del Sahara tr ale meno frequentate. Tra antiche città carovaniere, incontri con comunità nomadi, guelte nascoste e spettacolari dune, scopriremo paesaggi modellati dall’acqua e dal vento. Un percorso che conduce nel cuore più remoto del Paese, dove sopravvivono ecosistemi inattesi e testimonianze di una lunga storia sahariana.
Giorni 8-10
L’altopiano dell’Adrar custodisce alcune delle località più emblematiche della Mauritania. Attraverseremo oasi rigogliose, siti di arte rupestre e antiche città che per secoli furono punti di riferimento per commercianti, studiosi e pellegrini. Da Chinguetti all’Occhio del Sahara, il viaggio ripercorre le grandi vie carovaniere che collegavano il Mediterraneo all’Africa subsahariana.
Giorni 11-15
Dopo Ouadane e il gigantesco monolite di Ben Amira, il Sahara si apre verso l’oceano. Nel Banc d’Arguin, uno dei più importanti ecosistemi costieri dell’Africa occidentale, vivono gli Imraguen, pescatori che conservano tecniche tradizionali uniche. Un finale di viaggio che unisce storia, natura e paesaggi straordinari.
Un itinerario alla scoperta della Mauritania, un Paese che conserva alcuni dei paesaggi desertici più vasti e meno antropizzati del continente africano, dove città storiche, oasi e accampamenti nomadi emergono come punti di riferimento all’interno di spazi immensi. Per secoli le sue piste hanno collegato il Maghreb alle regioni dell’Africa subsahariana, favorendo la circolazione di merci, persone e conoscenze attraverso territori che oggi appaiono quasi disabitati. Attraverseremo le regioni centrali del Tagant fino all’altopiano dell’Adrar e alle coste dell’Atlantico. Un percorso che alterna guelte nascoste tra le rocce, dune monumentali, antiche città carovaniere e aree naturali di grande interesse, permettendo di osservare come l’acqua, pur rara, abbia modellato per millenni la vita umana e gli equilibri ambientali del Sahara.
DALLA COSTA ATLANTICA AL CUORE DEL TAGANT
Con un volo dall’Italia, raggiungeremo Nouakchott, capitale della Mauritania affacciata sull’Atlantico, e da qui inizieremo il nostro viaggio puntando verso l’interno del Paese. Lasciata a fascia costiera, attraverseremo gli spazi sconfinati del Sahara mauritano fino a raggiungere la regione del Tagant, una delle aree più affascinanti e meno conosciute del Paese. La prima tappa sarà El Moujderia, antico centro amministrativo dell’epoca coloniale francese, oggi immerso in un paesaggio di dune e alture rocciose. Da qui proseguiremo verso la guelta di Matmata, un’oasi d’acqua permanente che ospita una delle ultime popolazioni di coccodrilli del Nilo presenti nel Sahara, testimonianza di un’epoca in cui il clima della regione era molto più umido. Nel corso della giornata raggiungeremo anche Kasr El Barka, antico insediamento carovaniero fondato dai Kounta e per secoli importante nodo commerciale lungo le rotte transahariane.
Il nostro viaggio ci porterà in territori sempre più remoti, abitati solo da piccoli gruppi di pastori nomadi che si muovono seguendo la disponibilità di acqua. A El Khat, circondati dalle dune del Tagant e dell’Adrar, ci immergeremo pienamente nell’atmosfera del deserto mauritano.
Il giorno successivo punteremo su Lehnouk, un oued che durante la stagione delle piogge si trasforma in una sorprendente successione di bacini naturali e piccole cascate, una vera oasi nell’arido Sahel. Infine arriveremo ad Amazmaz, formazione geologica unica con spettacolari formazioni rocciose modellate dal vento e dal tempo, dove si conservano anche testimonianze di arte rupestre. Concluderemo questa prima fase del viaggio nell’oasi di Azoueiga, ai margini delle imponenti dune di Amatlich, tra le più alte del Sahara mauritano, tra palmeti e sorgenti d’acqua dolce.
LE VIE CAROVANIERE DELL’ADRAR
Lasciata Azoueiga, entreremo nel cuore dell’Adrar, l’altopiano che per secoli ha rappresentato uno dei principali crocevia delle rotte transahariane. Attraverseremo il passo di Tifoujar, spettacolare valico panoramico affacciato su canyon, dune e tavolati rocciosi, per poi raggiungere la Vallée Blanche, un vasto corridoio sabbioso dove le dune candide contrastano con le rocce scure e la vegetazione rigogliosa. Lungo il percorso visiteremo anche Toungad, grande oasi punteggiata di palme da dattero, prima di arrivare a Terjit, alimentata da sorgenti permanenti che scorrono ai piedi di alte pareti di roccia.
Il giorno successivo punteremo a nord, attraverseremo Mhairett, importante centro di vita nomade circondato da spettacolari rilievi di arenaria, e raggiungeremo Agrour, grotta con pitture rupestri millenarie. Il viaggio ci porterà quindi a Chinguetti, tra le città storiche più importanti dell’Africa occidentale: fondata tra l’XI e il XII secolo come centro religioso, commerciale e culturale, conserva ancora oggi abitazioni in pietra, antiche moschee e preziose biblioteche private che custodiscono manoscritti provenienti da tutto il mondo islamico.
Da Chinguetti ci dirigeremo verso l’oasi di Tanouchert e successivamente verso il Guelb Er Richat, la gigantesca struttura geologica nota come “Occhio del Saharaâ€, un enorme sistema concentrico di rilievi, visibile persino dallo spazio. La giornata si concluderà ad Agouadir, accampamento situato nei pressi di un antico forte, immerso nel silenzio del deserto.
DALLE ANTICHE CITTÀ DEL DESERTO ALL’ATLANTICO
Ripartiremo da Agouadir per raggiungere Ouadane, una delle grandi città storiche della Mauritania. Fondata nel XII secolo, fu per secoli un importante centro commerciale lungo le rotte che collegavano il Maghreb e l’Africa subsahariana. Le sue case in pietra, i vicoli e i resti delle antiche costruzioni raccontano ancora oggi il ruolo che la città ebbe nel commercio di oro, sale e datteri. Visiteremo poi Azougui, antica capitale degli Almoravidi, importante testimonianza delle origini di uno dei più influenti movimenti religiosi e politici del Sahara medievale.
Lasciate le città carovaniere, raggiungeremo uno degli scenari naturali più impressionanti del viaggio: Ben Amira. Questo gigantesco monolite granitico, tra i più grandi al mondo, emerge improvvisamente dalla pianura desertica e domina il paesaggio circostante con la sua mole imponente, offrendo uno dei panorami più spettacolari della Mauritania. Da qui inizieremo la lunga traversata verso la costa atlantica e il Parco Nazionale del Banc d’Arguin, una delle aree protette più importanti dell’Africa occidentale e Patrimonio UNESCO. In questo ambiente unico il deserto incontra l’oceano creando un mosaico di lagune e banchi sabbiosi, tappa fondamentale per milioni di uccelli migratori. Lungo la costa visiteremo i villaggi di Iwik e Mamghar, abitati dagli Imraguen, una comunità di pescatori che conserva tecniche tradizionali e proseguiremo poi verso Tiwilit, dove le dune sahariane raggiungono direttamente la riva dell’oceano, creando uno dei paesaggi più suggestivi dell’intero itinerario. Infine rientreremo a Nouakchott, dove visiteremo la città prima del volo di rientro.
L’Occhio del Sahara
Nel cuore dell’altopiano dell’Adrar si trova una delle formazioni geologiche più sorprendenti del pianeta: il Guelb Er Richat, universalmente conosciuto come “Occhio del Saharaâ€. Osservato dall’alto appare come una gigantesca serie di anelli concentrici perfettamente disegnati nella roccia, tanto da ricordare un’enorme pupilla posata nel deserto. Con un diametro di circa 38 chilometri, è una delle poche strutture terrestri riconoscibili dallo spazio. Quando le prime fotografie satellitari ne mostrarono la forma quasi perfettamente circolare, alcuni studiosi pensarono che potesse trattarsi del cratere lasciato dall’impatto di un meteorite. Altri, soprattutto in ambiti meno scientifici, arrivarono persino a collegarlo alla leggendaria Atlantide descritta da Platone. Oggi la geologia ha fornito una spiegazione molto più affascinante: il Richat è il risultato dell’erosione di una gigantesca cupola rocciosa formatasi milioni di anni fa. L’azione combinata di vento, acqua e variazioni climatiche ha progressivamente consumato gli strati più esterni, mettendo in evidenza le diverse fasce concentriche di rocce sedimentarie e vulcaniche che compongono la struttura.
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