Italia Awbari Murzuk Raid dic.genn.2007


Volevamo un raid tutta sabbia con emozionanti dune e cosi e’ stato , di più non si può ottenere da un viaggio o da un sogno di Sandro Garavelli


Autore:

- Sandro Garavelli




                                            Itinerario realizzato da Gadames al Passo Anai
 
Partiti con la nave Cartage in cabine doppie esterne e pasti compresi arriviamo a Tunisi il mattino seguente alle 11 e alla sera alle 23,30 siamo già a Ben Gardane cittadina a pochi km dalla frontiera . Il giorno seguente alla dogana tunisina ci aspetta la prima novità, essendo senza visto libico perchè si fa in frontiera vogliono vedere il nostrocorrispondente con tanto di permesso.
Il corrispondente era già in frontiera libica ad attenderci così dopo breve telefonata ecco risolto il problema, il medesimo disbriga velocemente le pratiche doganali e ci accompagna a Ghadames dove giungiamo in serata. 

         
                                                                                                   Campo nell'Awbari

Pronti per il deserto manca la guida per un incidente, arriva l’autista del pickup e con lui decidiamo di partire avendo comunque 4 GPS con noi che ci garantiscono la rotta e Lui che ci cercherà i passaggi.
Sono stati 4 giorni emozionanti dove abbiamo percorso 750 km di cui circa 500 di dune
Avevamo cambiato l’itinerario percorso 2 anni prima e pertanto per noi era tutto nuovo. L’ingresso nell’erg e’ stata una duna tagliata con discesa mozzafiato, il resto un susseguirsi di passaggi a volte facili a volte complessi che ci hanno messo a dura prova.verso la fine ci siamo ricongiunti con l’itinerario della volta scorsa e i suoi bellissimi e complicati passaggi
Arrivati a Fijiji ripartiamo il giorno dopo per l’erg di Murzuk e questa volta con la guida che e’ un simpatico personaggio che si presenta subito chiudendo le nostre carte e spiegandoci l’erg disegnandolo sulla sabbia . Ci farà fare uno spettacolare tragitto dapprima scendendo di 110km verso sud , poi 190 km in diagonale( dove mi e’ parso di ripercorrere il mitico TENERE’) ed infine gli ultimi 100km verso il colle di Anai sono stati i piu’ belli ed emozionanti .Abbiamo misurato con l’altimetro discese di dune praticamente a picco di 80 metri ed ogni volta sentivamo l’adrenalina che saliva alle stelle così come le insabbiature che sono state abbastanza numerose. quindi pale alla mano specialmente quando c’erano punti in cui avevamo questi precipizi e faceva senso guardare sotto il nostro pickup che ci aspettava.
La guida si insabbiava e anche spesso, ma era normale essendo il battistrada , ha preso una tale botta in una doppia duna che i fusti di benzina hanno sfondato il vetro posteriore della macchina. 




In questo tratto il freddo e’ stato pungente e non ci ha mai mollato, tant’è che alla sera abbiamo cenato con giacca a vento e coperta addosso
La guida ci porta ad uno spettacolare punto panoramico dove si vede il Colle di Anai già in Algeria
Il giorno seguente andiamo a visitare un pozzo che, secondo i nostri GPS era in Algeria, lo chiediamo alla guida la quale afferma che dal 2003 e’ diventato Libia. Siamo un po’ dubbiosi visto nei pressi e’ rimasta una caserma ormai in disuso ancora con issata la bandiera algerina
La giornata prosegue costeggiando il confine algerino arriviamo all’arco dell’ACACUS
Eravamo in anticipo rispetto ai tempi così dedichiamo la giornata alla visita dell’Acacus
Notiamo notevoli tracce sul terreno ma i turisti pochissimi, era ormai passata l’ondata del periodo natalizio
Costeggiando sempre in pista la falaise dell’Acacus arriviamo a Al awaynat dove troviamo un ottimo campo con piccoli bungalow e nella cittadina, un ottimo ristorante .
Cerco un’altra guida locale per il nuovo tratto che ci aspetta .
Quindi partiamo per il wadi aramat , una giornata che inizialmente ha detto poco , sia come panorami che come pista , mentre alla fine ci ha sorpreso per la bellezza di questo wadi di ben 20 km dove alla fine abbiamo visto delle bellissime pitture che nulla hanno da invidiare alle più note dell’Acacus
Proseguendo ci dirigiamo verso il Tassili Magridet uno stupendo agglomerato di rocce nere che spuntano dalla sabbia , un labirinto dove e’ facile perdersi, infatti perdiamo la guida e il pickup.
Al ritrovo e sono le 14,30 sostiamo per tutto il pomeriggio e con la guida andiamo a piedi per questo bellissimo tassili a scoprire i suoi angoli più belli
Ritornati in 2 ore a Al Awaynat e percorsi i 250 km circa di asfalto che ci separano da fijiji ci apprestiamo a percorrere gli ultimo 250km di dune lungo la pista dei laghi , incontriamo cosi’ il lago Mahfu, poi il Gabron e infine l’OUM EL MA con una spettacolare discesa . fatto il campo e visitato il lago andiamo a goderci lo spettacolo del tramonto in cima ad una duna . da qui ci si gode lo spettacolo immenso del deserto, della vastità del mare di sabbia che ci circonda e di quanto siano piccole le nostre auto in fondo alla duna stessa . Notiamo con interesse 3 caravan 4x4 destreggiarsi in con ardui passaggi dalle dune di fronte a noi .
Il giorno seguente ci aspetta la visita al lago Mandara e poi una dura e bellissima pista che ci porta all’asfalto non senza aver prima visitato l’ultimo lago di UM EL HASSAN , e’ l’acuto finale che ci soddisfa pienamente tant’e che decidiamo di non percorrere il pistone verso Ghadames ma proseguire con l’asfalto fino a Sabrada dove restiamo mezza giornata a visitare il sito archelogico
Visto l’anticipo Paolo e Bruno ancora vogliosi di dune decidono fare una Tunisia sprint in 3 giorno passando da Douze mentre noi visiteremo Matmata con sosta nell’Hotel dove girarono il film Star War nelle case troglodite , poi a Kairouan per un rilassante bagno turco
Il viaggio termina come ogni volta a Sidi Bou Said e al suo mitico caffe’ per un sospirato te con i pinoli
Un arrivederci alla prossima avventura africana ringraziando i partecipanti Paolo, Bruno e Doriano per le auto e i due motociclisti Guido e Marino per la bella vacanza passata assieme non senza dimenticare che tra la grande varietà di viveri ci siamo mangiati 8kg di parmigiano e bevuto ben 34 litro di vino e 3 di grappa
Il deserto e’ bello anche per queste cose dove consumate sul posto hanno un sapore particolare .

Con simpatia
Sandro Garavelli