Iniziazione al Deserto Acacus Raid 2006


Autore:

Elina


 

 

 

Finalmente venerdì è arrivato...è il giorno della partenza e siamo in fibrillazione. Alzataccia alle 4 del mattino per riuscire ad imbarcarsi per Roma con il volo delle 7.00. Qui troviamo il resto del gruppo: una coppia di S.Severino marche, Mario e Fabiana, tre amici di Torino e infine Giancarlo che sarà il nostro coordinatore e capogruppo... è un ragazzo di 22 anni... giovane... chissà perchè ma mi aspettavo una persona più adulta (dovrò ricredermi, l'età non è tutto).

Partenza in perfetto orario, ho scoperto poi che la puntualità in Lybia è un optional e alle 14.30 atterriamo a Tripoli. Qui io e mio marito Carlo abbiamo la prima sorpresa.... non ci sono i nostri bagagli!!!! L'errore purtroppo è stato mio... privi di passaporto a Venezia avremmo dovuto ritirare i bagagli a Roma e reimbarcarli per Tripoli... morale della favola... una settimana con gli stessi pantaloni imprestati da Mario e con l'attrezzatura motociclistica fornita da Giancarlo!! Poco male... non è questo che ci abbassa il morale...



Il sabato lo passiamo gironzolando per Fijeij mentre Giancarlo mette a punto le moto. Ha deciso che, anche se sono una donna mi darà un ktm 525 come agli altri.... io ho un po' di timore... non ho una preparazione specifica e sono completamente a digiuno di tutto quello che è cross e enduro... (ho un custom 800 e ho sempre viaggiato comoda sull'asfalto) ma ho parlato anche con Marna, una veterana di questi raid e mi ha tranquillizzato... lei pensa che possa farcela... speriamo bene!!! E sabato sera ed arriva la prima batosta... Tommaso, uno dei tre ragazzi di Torino, provando la moto ha un incidente e si è rotto un piede... per lui e i suoi tre amici il raid è finito prima ancora di iniziare... parte la sera stessa per l'Italia accompagnato da Fabrizio e Andrea. Se uno fosse superstizioso avrebbe di che pensare... (siamo partiti di venerdì). Comunque la mattina dopo, seppur un po' malinconici si parte... l'avventura comincia... Siamo accompagnati da tre guide.. Ashim,il più simpatico e gigione, Belo, che fino a che non entra in confidenza dà l'idea di essere il più serioso e Mohamed il giovane.



Il deserto... terra splendida, se non si vede non si può immaginare. Le maestose dune dell'Idehan Murzuq e dell'Idehan Ubari (mare di sabbia) si estendono per migliaia di cholometri quadrati, mentre le profonde valli che si aprono nella distesa del deserto nascondono inaspettati laghetti orlati di palme. Un incanto!!! Dopo un paio di giorni dall'inizio del viaggio incominciamo a intravedere le splendide montagne dell'Acacus, alture rocciose dalle forme straordinarie.



In quest'area si trovano le più antiche pitture rupestri: è il luogo dove l'Uomo ha imparato a rappresentare se stesso: dipinti e graffiti datati oltre 9.000 anni fa. I dipinti rupestri presenti nelle zone del Jebel Acacus e di Wadi Methkandoush costituiscono la più preziosa fonte di informazioni su un'epoca antica caratterizzata da fitte foreste, intense precipitazioni e una ricca vita animale. Sugli spuntoni rocciosi dell'Jebel Acacus si può talvolta vedere il waddan, che è una grande capra selvatica, noi però grazie a Belo e Ashim abbiamo potuto gustare la "capra coltivata", comprata nel deserto dai due tuareg e mangiata la sera stessa (senza frollatura.. dura come la classica suola di scarpa !!!). Il raid prosegue tra non poche difficoltà, almeno da parte mia.... una mattina presa dalla disperazione dopo l'ennesima caduta mi veniva da piangere... ma chi me l'ha fatto fare? Stringo i denti e rimbalzo sulla sella... ancora poche ore... forza!!! L'ultimo campo è sulle dune nei pressi del laghetto del Oum El Ma, dalle acque rossate e piene di zanzare (nessuno ci ha avvertito di portare l'Autan... siamo divorati vivi e anche Ashim ha decretato... "mai più campo vicino al lago!!".

Alla sera Giancarlo decide di andare a dormire a Fijeij e ci saluta promettendo di fare colazione con noi l'indomani mattina, ma l'ora che doveva arrivare passa e noi cominciamo a preoccuparci... perchè non arriva? Che sia successo qualcosa? Decidiamo di partire ugualmente... arrivati al campeggio la brutta notizia... saltando una duna Giancarlo si era fratturato entrambe le braccia... proprio lui che ci ripeteva fino alla nausea: "...arrivati sulla cresta fermatevi... la duna è pericolosa, non si sa la forma che ha dall'altra parte..!!! Per fortuna l'operazione all'ospedale di Tripoli era andata bene e nel giro di un paio di giorni sarebbe tornato a casa.

..e così, tra un problema e l'altro... anche l'ultimo giorno è arrivato,siamo dispiaciuti e anche se decimati abbiamo trascorso dei giorni piacevoli... un'esperienza indimenticabile... con le guide è tutto uno scambio di indirizzi mail, anche se mi sorge il dubbio che non abbiano il computer!! Io sono malconcia e massacrata di lividi (ogni gamba ha tutte le sfumature del blu e del viola causate dagli ematomi delle varie cadute... il mio handicap era costituito dagli arrivi e dalle partenze... in quanto la moto era piuttosto alta e quindi, perdevo facilmente l'equilibrio) ma soprattutto orgogliosa di essere riuscita a terminare il raid nello splendido deserto dell'Acacus.

Un abbraccio a tutti e... alla prossima


ELINA