IL SENEGAL VISTO DAL BASSO di Sabrina Marangon


Iniziazione Dakar gruppo Gemignani


Data:

Gennaio 2012


IL SENEGAL VISTO DAL BASSO
di
Sabrina Marangon

...e poi ci sono loro...i bambini che con i loro sorrisi timidi si avvicinano titubanti alla moto, ti guardano, ti scrutano e quando ti togli il casco sono quasi increduli che tu sia una ragazza! Si perché forse tanti credono che sia un “mestiere” da uomini duri, e invece c'è spazio anche per noi!
Non è di certo vita facile, ma la voglia di montare sulla sella ha la meglio; l'ansia non sparisce ma viene ripagata a ogni sosta, quando da dietro una capanna una manina nera ti saluta, quando al passaggio in un villaggio un sorriso con denti bianchissimi ti dà il benvenuto! E allora pensi che ne vale veramente la pena.
In Africa ci sono stata parecchie volte, ma mai in sella ad una moto. Quando mio marito me l'ha proposto la prima reazione che ho avuto è stata di paura! La paura di non riuscire, di non essere all'altezza della situazione. Poi pian piano quella passa, e ti aumenta sempre di più la voglia di partire, di vedere, incontrare...ma ti ritorna di brutto quando a Dakar Valerio ti dice “questa è la tu' moto”...eppure non me la ricordavo così alta, non ci tocco, sono piccola...troppo piccola!
E così iniziano i numeri da circo..sali sulla moto, scivoli con la gamba destra per toccare per terra e con un gioco da equilibrista con la sinistra levi il cavalletto ma lo scarpone è grosso ingombrante e inceppi nel freno; poi riscivoli sulla destra, tiri la frizione e con un altro numero cerchi in qualche modo di mettere la prima e partire!
Con l'esperienza però impari a levare il cavalletto e mettere la prima, prima di salire...è molto più semplice magari ovvio per tanti...ma non per me che ci capisco ben poco di moto! Ci capisco talmente poco che sulla spiaggia prima del lago Rosa, dopo una sosta, salgo sulla moto, parto e dopo un po' mi sento urlare dietro: “ladraaaaaa”....avevo per sbaglio preso la moto di un mio compagno di viaggio... “ma non ti sei accorta che la ciclistica era diversa????” Ciclistica??? Cosa sarà mai?? Ma non so cosa siano tutte quelle cose di cui senti parlare i maschietti a cena, forcella, farfalla, radiatore...diciamo che sono molto più versatile, non vado tanto per il sottile mi danno una moto e vado, senza badare ad altri dettagli! Nello scorso viaggio in Algeria ho fatto gran parte del percorso con il manubrio storto, fino a quando Valerio, provata la moto, un giorno mi ha detto “ ma come fai a guidare cosi?”..mah.....a me sembrava che ci fosse qualcosa di strano, ma non osavo dire nulla per non fare brutte figure!
Questo viaggio in Senegal è stato faticoso, non sono mancate le cadute, quelle che ti rimbambiscono per una giornata intera, i cui postumi li senti il giorno successivo quando cerchi in qualche modo di alzarti dal letto e sembra che ti sia caduto un macigno addosso nella notte... ma si è ampiamente ripagati dalle molte soddisfazioni: la corsa sulla spiaggia giocando con le onde fino ad arrivare al lago Rosa, raggiungere il campeggio in mezzo al deserto e ricevere i complimenti per essere state le prime ragazze ad arrivar fin li in sella alla moto, arrivare in fondo a una giornata faticosa e tuttavia avere ancora energie da vendere, essere controllata, quasi scortata, dai motociclisti del gruppo attenti che non ti capiti nulla nei passaggi più difficili! Ci sono cose che non hanno prezzo, e quando arriva il momento di dire ciao alla tua numero 9 Ambra....sogni già una nuova fantastica avventura!
Grazie a tutti, dal primo all'ultimo, per aver reso il Senegal alla mia altezza!