Iniziazione al Deserto Acacus Raid 2006


Noi dell'Acacus Raid siamo stati falchi


Autore:

Carlo Sanfelici, Riccardo Pasquinucci


SABATO Partenza alle 06.00 da Pisa poi Milano poi Tripoli. Arrivo a Tripoli in tarda mattina,e dato che il volo per Sabha c'è alle 20.00 decidiamo di andare in città con i taxi. Dall'aereoporto al centro 23 km. di autodromo con i tassisti che fanno le corse fra di loro sul filo dei 160/170 km/h il tutto condito da attraversamenti della carreggiata a 4 corsie da parte di pedoni e altri veicoli.Arrivo a Sabha intorno alle 22.00 e mazzata finale di 130 km fino a fjeij sul pulmino con musica regge a tutto volume.

DOMENICA La mattina preparazione delle moto e partenza per Germa dove facciamo la spesa di pane, acqua, frutta e verdura. Prima tappa di circa 150 km su platò e ci rendiamo subito conto del passo che “dovremmo tenere”. Il finale sulle dune... primo assaggio. La sera a campo 1 vento forte.

LUNEDI Alle 08.30 si parte per un bel tappone di 300 km con vari terreni (platò, pietre, guidato e poca sabbia) velocità media 110km/h.Arrivo alle 18.30 al campo 2 abbastanza provati.Frodo mi invita a seguirlo sulle dune maestose di Al Uwaynat ...20 minuti di montagne russe a tutta birra. Cena con grande vento. Beloo ci prepara meccheroni alla touareg.

MARTEDI Tutta la notte di tempesta di sabbia (adesso ho capito come fanno a formarsi queste incredibili dune). Dalle 05.30 alle 06.00 pioggia (incredibile). Le tende sono quasi rase al suolo dal vento che continua fino alla colazione consumata necessariamente protetti da abbigliamento pesante e occhiali della moto.



Partenza con breve trasferimento su sabbia fino ad incontrare l'asfalto.140 km massacranti per colpa delle ruote ovalizzate dalle mousse completamente fuse dal calore eccessivo. 40 km prima di Ghat non potendo più percorrere l'asfalto tagliamo per le dune ed una pista di sabbia che conosce Frodo. Con la schiena a pezzi per le vibrazioni arriviamo ai boungalow di Ghat dove ci aspetta una doccia che non sarà facile dimenticarsi. Visita al mercatino caratteristico. Sembra che tutti nel villaggio conoscano il nostro Frodo.

MERCOLEDI Grande dormita, colazione e poi spesa di rifornimenti alimentari a un mercatino di Ghat. In mattinata attraversiamo la frontiera dell'Algeria, pranzo all'ombra della grande acacia e via su una pista guidata fra camion e rocce bellissime. All'ingresso del parco dell' Acacus ci troviamo di fronte a delle dune ricoperte da piccoli ciuffetti d'erba dal colore argentato.

Sostituzione rapida di un pacco frizione di una della KTM e via verso l'arco di Fozzigierien contornato da formazioni rocciose particolarissime. Attraversiamo questo paesaggio con passaggi spettacolari e impegnativi (tanto per cambiare a tutto gas).

Intorno alla 17.30 Frodo ci porta ad un famoso pozzo d'acqua che viene considerato un miraggio fino a quando non ci immergiamo direttamente la testa. Da li a poco arriviamo al campo 4 dove troviamo il grande Beloo che ci aspetta offrendoci un ottimo bicchiere di ciai.

La sera, immersi in un paesaggio che le foto non possono spiegare figuriamoci le parole,ci immergiamo in grandi discussioni con le guide sui modi di vita nostri e quelli dei touareg sotto una bellissima luna piena. I 170 km si fanno sentire e ci addormentiamo sotto le stelle finalmente una bella nottata senza vento.

GIOVEDI Mi godo un'alba bellissima ma Frodo ci informa che ci attende una tappone di oltre 300 km di avvicinamento a Fjeij.Riusciamo a stento a chiudere le mani sulla manopole, a causa dei calli e delle piaghe che si sono formate, la schiena si fa sentire, le gambe ci sorreggono a stento,ma la miglire soluzione a tutto questo è sempre la stessa...gasse!!!!!!! Alle 18.00 circa arriviamo e campo 5 situato ai piedi del Erg Murzuk.Ancora un splendida serata sutto la luna piena.

VENERDI Mi sveglio all'alba e verso le 09.00 si riparte con destinazione Fjeij attraversando la fattoria che in mezzo alla sabbia del deserto prodoce tutto il grano per la Libia, grazie all'irrigazione garantita da un grandissimo giacimento di acqua nelle profondità del sottosuolo. Ritroviamo l'asfalto di Germa e pranziamo a Fjeij.

Alle 14.30 partenza verso i laghi Mandara. Dopo tiratissimi ma emozionanti passaggi sulle dune dell'Erg Ubari arriviamo al lago di Gabaroun (il più grande). Qualcuno si perde fra le dune e altri si fanno male per le cadute ma è il mestiere che entra, e dopo diversi recuperi e 160 km arriviamo a campo 6 proprio sopra il lago prosciugato di Mafhou. Ultima notte sotto le stelle.

SABATO Mi godo lo spettacolo della mia ultima alba in questi loughi di una bellezza indescrivibile.

La tappa ci porta al lago di Am Al Ma dove abbiamo la possibilità di fare un tuffo in un'acqua caldissima e salatissima (vi risparmio cosa abbiamo provato a reindossare le protezioni a contatto della pelle). In questi ultimi 60 km comincia ad affiorare nervosismo e stanchezza che portano alcuni a comportamenti di “ammutinamento” sulla pista da seguire. Inoltre a 30 km circa dal traguardo finale abbiamo provato anche la navigazione da soli per ritornare al campo base di Fjeij dato che la KTM di Lorenzo esplode con conseguente e complicato recupero tramite il fuoristrada di Frodo.All'arrivo grandissima doccia e pranzo a base di cus cus... seduti, dopo tanto tempo, a un tavolo. Nel tardo pomeriggio dopo aver fatto i bagagli arriviamo al triste saluto a Frodo e alla compagnia dei Libici. Con il pulmino diamo una strappo fino a Sabha alla nostra guida Beloo dopo avergli donato qualche capo di abbigliamento di nostra proprietà. Imbarco sul volo per Tripoli e alle 01.30 arriviamo all'albergo dove passeremo l'ultima notte in Libia.

DOMENICA La Mattina piccole spese al mercato con il nostro poliziotto Rambo e saluti finali. Il termine più giusto per definire questi giorni è “un' esperienza”. Paesaggisticamente - bellissimo Motoristicamente - al limite delle nostre possibilità Ma soprattutto culturalmente - la fusione così completa con le guide, il cibo,modi di fare, le discussioni intorno al fuoco hanno fatto si che per ognuno di noi 8 non sarà facile dimenticare questa settimana così distante dai nostri stereotipi.