Iniziazione al deserto


Djanet Tamanrasset raid 2009 Gruppo Cerpelloni


Data:

14-23 novembre 2009


     Lettere e foto dai piloti partecipanti su Husqvarna Enduro 510

                                                          Assekren
Il sogno si è finalmente avverato, dopo tanta attesa sabato 14 novembre siamo partiti per l’Africa, il raid in moto nel Sahara! E’ stato un viaggio relativamente breve ma intenso, con noi 7 motociclisti omogenei per età ed esperienze, a parte Riccardo il giovane del gruppo ex crossista, che magnificamente coordinati da Luca, esperto di viaggi e di deserto, ci ha permesso di vivere delle esperienze indimenticabili, non solo in moto. Chilometri, centinaia di chilometri di piste sabbiose, plateau immensi, dune alte come colline, monti percorsi da piste pietrose ma sempre rigorosamente fuoristrada.
Abbiamo lanciato le nostre moto su sconfinati plateau che sembravano finire nel niente, sui quali lo sguardo si perdeva all’infinito, scavalcato catene di dune dalla sabbia ora soffice ora più compatta, abbiamo percorso valli anche con una discreta vegetazione, ci siamo persi a volte, abbiamo fatto il campo in località sempre suggestive e particolari grazie alla scelta attenta di Aziz, la nostra guida tuareg.




Abbiamo imparato la guida su sabbia, affrontato le insidie della salita sulle dune, spesso traditrici a causa del lato sottovento estremamente ripido; quando il fondo era compatto abbiamo percorso il deserto a velocità sostenuta, con le moto che filavano decise ma  sempre molto attenti ad ogni cambiamento di aspetto o di colore del suolo.
Abbiamo incontrato le genti del Sahara, i nomadi che vivono di pastorizia, dagli sguardi fieri e sereni, con i quali poco più che a gesti abbiamo fatto del baratto, pane e biscotti noi in cambio di latte e formaggio di capra loro. Ci siamo fermati ad ammirare antichi graffiti e formazioni rocciose nate dall’erosione più fantasiosa. Siamo saliti fino in cima all’Assekrem, visitato l’eremo di Charles de Focauld, ammirando uno dei più bei tramonti con lo sguardo che spaziava a 360° sulle montagne di Algeria.

                                                 Campo monti Gautier
E poi i cieli d’Africa: l’azzurro sconfinato che si staglia sopra l’orizzonte di sabbia per diventare dal giallo al rosso al tramonto e quindi scurirsi sempre più mentre avanza la notte in un’esplosione di stelle, con il cielo così puntinato all’inverosimile, ma quante ce ne sono . . . la via lattea, innumerevoli costellazioni delle quali avevamo sentito parlare solo nei documentari o nei libri . . .
Emozioni vissute e rivissute poi davanti al fuoco serale, quando le fiamme riverberano su di noi le fatiche della giornata e i racconti degli episodi, delle cadute, degli insabbiamenti, delle tante difficoltà si alternavano agli scherzi e alle battute, in un armonia perfetta tra di noi cui facevano da sottofondo le nenie dolci suonate dai Tuareg. Emozioni. Vissute intensamente e condivise da un gruppo di persone speciali, mai conosciutesi prima ma tra le quali fin da subito si è stabilito un clima di simpatia e solidarietà che ci ha permesso di sopportare la fatica, gli imprevisti, gli incidenti, con calore e tranquillità, sempre sicuri della guida attenta e precisa di Luca Cerpelloni, il nostro pratico e preparato coordinatore e grazie all’assistenza di Valerio Alessandri, il giovane e  simpaticissimo meccanico, di cui ricorderemo per sempre la guida spavalda, la rapidità nel risolvere i problemi e la spassosissima parlata in profondo toscano.
Paolo Micheletti




Pensieri di un viaggio meraviglioso ed intenso dal punto di vista naturale ed umano.
Quella che abbiamo condiviso è stata un’esperienza che conserverò gelosamente nello scrigno dei miei ricordi, come si conserva qualcosa di veramente prezioso!!
Se pensiamo che solo 16 giorni fa eravamo perfetti sconosciuti, pensiamo al legame forte che invece si è creato fra noi sin dall’inizio, al senso si solidarietà che ha permesso a tutti di sentirci supportati e spronati nel superare i non rari momenti di difficoltà, alla disponibilità manifestata da tutti, nessuno escluso, nei confronti di tutti ed in tutte le situazioni, alla generosità dimostrata anche nelle piccole cose, alla disponibilità al confronto ed al dialogo, che arricchivano il fuoco, inseparabile compagno serale, ma anche alla bellezza e suggestività dei paesaggi che facevano da cornice a tutto questo, alle frasi, alle battute, alle scene che a volte teatralmente aiutavano a smorzare i toni della fatica, alla condivisione piena di momenti unici ed irripetibili, al senso di gruppo che ci ha tenuto stretti durante tutto il percorso, non privo di insidie, direi che Avventure nel Mondo ha compiuto un piccolo miracolo!!!
  



Ma mi si permetta un’ultima piccola digressione su una persona che ho tanto apprezzato e che conferma la straordinarietà di quanto è accaduto in Algeria …
Quel senso di unione, di condivisione, di spirito di sacrificio ha trovato la sua massima espressione nella caparbietà, nell’eroismo e nella volontà di un uomo (e credimi FRANZ, non lo faccio per mera adulazione, ma perché CI CREDO!).
Pur di non sciogliere il GRUPPO, pur di non indebolire il GRUPPO privandolo anche di un solo elemento, pur di far sì che il segno della VITTORIA fosse inneggiato dell’intero GRUPPO, ha preferito aspettare che il GRUPPO ritrovasse la sua integrità, affrontando momenti di crisi e di dolore, rinunciando alla più facile e ragionevole scelta di anticipare il rientro!
Ed è solo grazie al tuo spirito di sacrificio che siamo arrivati TUTTI INSIEME alla mitica Assekrem….e se non è spirito di gruppo questo????
Questo Franz te lo devo riconoscere, te l’avevo già detto, e, credo con questo, di interpretare il pensiero unanime di tutti i tuoi amici di viaggio…
Alberto Andriulli





Hanno partecipato al raid:
LUCA CERPELLONI
BERNARDINO
ADRIANI    
RICCARDO ALIANI    
ALBERTO ANDRIULLI
RICCARDO BARBARINI
MAURO CARRER
FRANCESCO CERIANI
PAOLO MICHELETTI
ROBERTA VALLERI