Racconto Dolomiti MotoRaid


Autore:

Andrea Capra


                 DOLOMITI MOTORAID

Motoclub Avventure Nel Mondo – Sezione Milano Centro
31/05/2008-02/06/2008
 
Tanto per cambiare le previsioni non sono delle migliori, ma siamo sereni: il nostro uomo a L’Avana (il “K”) è partito un paio di giorni prima e sta testando le strade e il meteo della zona.
Siamo in 10 al ritrovo di Milano, la flotta è eterogenea, altrettanti ne recupereremo per strada. Ci sono alcune vecchie glorie come il Guzzi V50 II, ce la farà anche quest’anno?
Un paio di soste sulla strada per la benzina e arriviamo all’appuntamento sull’Autostrada del Brennero dove troviamo Carlone con la sua sobria divisa stile KTM colore arancio e Luisa e Massimo da Reggio con il loro GS già pronto per scavalcare le Ande.
Ancora un po’ di autostrada ed eccoci a Bolzano Nord dove raccogliamo il “K” e gli ultimi mancanti.
 
1 – Tutti riuniti a Bolzano Nord
Via che si parte, finalmente un po’ di curve, un paio di gallerie ed eccoci a percorrere la strada della Val d’Egna; dopo pochi km eccoci sulle rive del lago di Carezza, ha un colore veramente stupendo, siamo estasiati, decidiamo di condividere il godimento chiamando in sede a Roma, ma … in effetti … è ora di pranzo, non c’è nessuno … Andiamo anche noi a mangiare: passo di Costalunga raggiunto appena in tempo prima che inizi a piovere e ci buttiamo in un ristorante dove iniziamo anche il parallelo tour gastronomico a suon di spatzle e altri tipici piatti altoatesini. Dobbiamo per forza condividere con qualcuno … chiamiamo Sandro ad Asti ed eccolo che ci risponde!
 
2 – Il Lago di Carezza
Giù dal passo, Vigo di Fassa, Canazei e su per il Pordoi con i suoi tornanti belli serrati, è appena passato il Giro, ci sono scritte e cartelli ovunque e … piove, ma siamo ancora tranquilli: domani è previsto bello.
 
3 - Arrivo al Passo Pordoi
Giù ad Arabba, deviazione per far benzina (che potevamo anche risparmiarci …) e su per il passo di Campolongo; il paesaggio è verdeggiane e le montagne creano una cornice spettacolare. Io e Carlone, attirati da un pezzo di sterrato per andare a fare una bella foto ci ritroviamo in … un campo da golf … via che se ci beccano … “ma non era neanche cintato?”
Giungiamo a Corvara, c’è giusto un bel benzinaio! Vabbè, andiamo a Badia a trovare l’albergo che ci aspetta … nella ricerca uno prende e va segue dei tedeschi, fa dei km prima di accorgersi che non siamo noi, ma poi ritorna …
L’albergatrice è una matrona Ladina molto austera con una pettinatura anni … boh? … molto cotonata!. Ci sistemiamo nelle camere e poi a cena; praticamente monopolizziamo l’albergo, qualcuno prova a fare incursione in cucina per concordare il menù del giorno dopo ma vie respinto dalla matrona.
Si va a dormire, alcuni vanno a cercare “vita” in paese. A Badia c’è solo un pub gestito da cinesi (che verrà demolito fra 7 mesi) dove i giovani del gruppo vengono coinvolti in un “tipico” addio al celibato ladino e recuperano un invito per la serata successiva.
 
Ci svegliamo con il sole, la colazione è abbondante e i motori pronti alla partenza … via! Passo di Valparola, finalmente delle foto con il sole, Passo Falzarego e giù verso Selva di Cadore. Attacchiamo il passo Giau, in cimke c’è parecchia gente, parecchie moto e … un poliziotto con autovelox che controlla le moto(in salita!) avvistandole da lontano col binocolo. A Cortina ci gustiamo un aperitivo in piazzetta e poi su di nuovo al Falzarego per il pranzo.
 
 
4 – Al Passo di Valparola
Scendiamo passando sotto alla Marmolada per il Passo Fedaia che ci riporta di nuovo a Canazei, stavolta per salire al passo Sella. Ci gustiamo il sole che scende, siamo a fine giornata e siamo soddisfatti della giornata di sole con queste montagne che ci hanno accompagnato lungo tutto il tragitto. Scendiamo per affrontare il passo Gardena e rientrare a Badia.
 
5 - Passo Giau
 
6 - Offroad al Fedaia
 
7 - Tramonto al Passo Sella
La serata scorre tranquilla per chi rimane in albergo, mentre i giovani audaci sperimentano la celebrazione della Festa del Sacro Cuore con la gente del luogo, che è solita fare dei grandi falò e radunarsi attorno ad essi per festeggiare.
È l’ultimo giorno, dobbiamo rientrare ma nessuno ne ha voglia, studiamo degli itinerari per ritardare il ritorno a casa … iniziamo a fare il Passo Gardena, poi a Castelrotto e poi? Andiamo a mangiare all’Alpe di Siusi! Macchè la strada viene chiusa durante il giorno, non si può salire … “andiamo per Prato Tires”, “ma non avevi detto Tires?”, alla fine inseguendoci l’un l’altro facciamo una strada bellissima passando per il Passo Nigra e ci ritroviamo di nuovo al Costalunga. Ci fermiamo a mangiare una molto tipica pasta alla carbonara, stiamo già pianificando le prossime uscite, motoristiche, moto-gastronomiche o anche solo gastronomiche. Ce la siamo proprio goduta! Da qui ciascuno rientra a casa.
 
E la Guzzi? Non ce l’ha fatta. Attardatasi sul Passo Gardena, ha ripiegato su un prudente rientro a Milano, ma appena entrata in autostrada ha deciso di fermarsi … più di mille parole valgono quelle dell’epitaffio scritto da Francesco:
“Si è spenta (è proprio il caso di dirlo) alla veneranda età di 23 anni e ben 60000 km la ineguagliabile, inimitabile, inafferrabile, insuperabile compagna di viaggio del nostro povero Marcolino … noi le rivolgiamo un pensiero affettuoso, sincero, cordiale e abbracciamo lui per questa improvvisa ma inevitabile dipartita … sappiamo quanto tenesse a lei, a tal punto da non riconoscerne l’inevitabile fine. Noi vogliamo ricordarli così, inseparabili, con la gioia del vivere insieme avventure indimenticabili ed irripetibili, con il sorriso d’affetto che lui le rivolgeva sempre e comunque. La grande compagna di viaggio riposa in quel di Castel Varco (BZ) approssimativamente al km. 87 dell’A22 del Brennero in direzione Modena, dove ha lasciato definitivamente ogni speranza di vita.”


                                                                          Andrea Capra