Avventure nel Mondo

La nostra Storia

Isola di Pasqua Terra del Fuoco, 1981 Foto di Vittorio Kulczycki

Tutto cominciò con un viaggio

«Un solitario giro del mondo, effettuato per una fortunata coincidenza sul finire degli anni sessanta, modificò radicalmente la mia vita. Capii che bisognava uscire dai confini della propria città, del proprio paese, del proprio ambiente per andare a ricercare e scoprire verità più universali, per poter meglio capire le grandi trasformazioni che andavano avvenendo nel mondo e in noi stessi. E fu così che, con un primo gruppo, tra dubbi, incertezze ed una grande inesperienza, prendemmo il primo volo verso le montagne dell'Oriente»

È così che Vittorio Kulczycki racconta l'inizio di una storia che ancora non sapeva di stare per scrivere. Non c'era un progetto imprenditoriale, né l'idea di creare un'organizzazione di viaggi. C'era la scoperta che il mondo era immensamente più grande di quello conosciuto fino ad allora e un’incontenibile voglia di partire.

Avventure nel Mondo
Paolo e Vittorio negli anni '60
Avventure nel Mondo
Paolo e Vittorio al Grande Raduno 2015

La montagna fu il primo grande amore. L'alpinismo extraeuropeo offriva allora la possibilità di raggiungere luoghi poco frequentati, confrontarsi con ambienti sconosciuti e vivere esperienze che richiedevano preparazione, spirito di adattamento e fiducia reciproca. 
Nel 1970 Vittorio e un gruppo di amici si spingono sulle vette dell’Elburz, tra Iran e Azerbaigian, e mentre nel 1971 sfidano le montagne dell'Ecuador, con una spedizione sul Cotopaxi, e avventura la catena himalayana sul passo dell’Urgus. Seguirono le vette della Malaysia, e di spedizioni sulle Ande colombiane. 
Ciò che emerge dai racconti e dalle immagini di queste prime ascensioni è che queste spedizioni non erano soltanto imprese sportive: erano viaggi complessi, nei quali l'avvicinamento alla montagna, gli incontri e le difficoltà impreviste avevano un valore non meno importante della vetta.
Da quella passione per la montagna e l’alpinismo, nascono i viaggi Trekking, una delle linee che ancora oggi rappresenta più profondamente l'identità di Avventure nel Mondo. Camminare significa accettare i tempi del territorio, rinunciare alla fretta e conquistare lentamente ciò che si desidera conoscere.

Avventure nel Mondo
Spedizione sull'Elbruz, 1970: nasce l'idea Avventure nel Mondo.
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Spedizione Urgus, 1971

Gli anni in cui tutto era possibile

Ma le montagne erano solo l’inizio della nostra storia.
«All'alpinismo extraeuropeo, che ispirò le nostre prime iniziative, seguirono spedizioni sahariane, grandi raid automobilistici, lunghe navigazioni su fiumi sconosciuti.»
Nel 1972, con la spedizione Sahara 24° parallelo, si apre ufficialmente l’esplorazione del continente africano, fra piste, montagne desertiche e spazi sconfinati. Gli itinerari si moltiplicano e nel 1974 si percorrono Avventure sbarca in Sud America con il primo Camino Real. In Asia si raggiungono l'Afghanistan, l'India, il Nepal, Bukara e Samarcanda per arrivare fino in Giappone. Si naviga verso gli arcipelaghi del Pacifico, si esplorano luoghi che fino a pochi anni prima erano soltanto nomi su una carta geografica.
Spesso le informazioni erano poche, i mezzi inadeguati, le difficoltà imprevedibili. Ma era proprio quella parte di ignoto a rendere irresistibile il viaggio. Questa energia porta i primi gruppi sulle montagne dell'Asia, sulle piste africane e in lunghissime traversate. Non mancano inconvenienti, discussioni, fatica. Ma sono soprattutto l’entusiasmo, la curiosità e spesso l’ironia a caratterizzare i racconti di queste imprese.

«Furono anni indimenticabili. Andavamo realizzando un anno dopo l'altro tutti i nostri sogni.»

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Sahara '72, il primo raid nel deserto
Avventure nel Mondo
Camino Real, 1974

Intanto, da quelle esperienze prendeva forma qualcosa che andava oltre il singolo viaggio. Nel 1970 nasce l'Associazione culturale Avventure nel Mondo, con l'obiettivo di promuovere l'esplorazione e il viaggio come strumenti di conoscenza e arricchimento personale. Si organizzano incontri, proiezioni, iniziative culturali. Nel 1973 nasce la rivista Avventure nel Mondo, che comincia a raccogliere fotografie, racconti, relazioni di viaggio e nuovi progetti.
Ma l'entusiasmo, da solo, non basta più a sostenere tutto ciò che sta nascendo. 

«Occorreva fare un passo organizzativo più importante e fu così che anche Paolo Nugari, compagno di scuola all'Istituto Tecnico per il Turismo e collega di lavoro per lunghi anni decise di lasciare la Panam. Insieme creammo Viaggi nel Mondo, che nel 1978 ottiene la licenza di Agenzia di Viaggi e Turismo, si iscrive alla camera di Commercio di Roma e da vita a quella struttura inevitabile per poter lavorare nella legalità, consentendo a noi di concretizzare con successo tutti quei grandi progetti e sogni che nascevano continuamente dall’attività culturale di Avventure nel Mondo.»

Avventure nel Mondo
Il primo numero della Rivista
Avventure nel Mondo
I primi editoriali

La strada, non il turismo

E quali fossero quei sogni, i fondatori lo raccontano con ironia e schiettezza.

«Ci buttammo in imprese inconcepibili, difficili, rischiammo di tutto, fummo arrestati, imprigionati, percorremmo strade incredibili a bordo di eroici mezzi di trasporto. E litigavamo, litigavamo moltissimo, ma su un punto eravamo tutti d'accordo: il rifiuto categorico del turismo organizzato e di tutto ciò che tale fenomeno comportava.»

Non era soltanto il desiderio di raggiungere destinazioni insolite e remote. C’era bisogno di viverle in maniera diversa, di allontanarsi da quel turismo che spesso mostrava ai visitatori soltanto ciò che era stato preparato per loro.

«Rifiutavamo l'albergo, il pullman turistico, la guida patentata, evitavamo il canale della falsità ed andavamo a scoprire la palpitante realtà della strada, del sentiero dove la vita scorreva naturalmente e spontaneamente.»

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Cartolina realizzata per il viaggio KK '77, Kabul - Kathmandu
Illustrazione del grafico Franco Zampetti
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Afghanistan, spedizione Marco Polo - 1976

Quella ricerca di autenticità comportava inevitabilmente disagi, cambi di programma, incontri inattesi. Non sempre le cose andavano come previsto. Ma anche questo faceva parte dell'avventura.

«E in questa realtà ci immergevamo pronti ad affrontare ogni difficoltà, ogni sacrificio. Le iniziative si moltiplicarono, i veterani divennero capigruppo e come in una reazione a catena nacquero nuove avventure, nuovi itinerari e il numero dei soci cominciò a salire vorticosamente.»

E c'è un'altra convinzione che accompagna fin dall'inizio questa crescita: l’idea chiara di chi dovessero essere i destinatari dei viaggi di Avventure.

«Eravamo convinti che il viaggio fosse un momento importante, unico nella vita dell'uomo e che tutti dovessero avere la possibilità di poter partire. Fu così che scegliemmo la politica dei prezzi bassi, del finanziamento indiretto di spedizioni difficili, del lancio di viaggi sottocosto pur di vedere giovani prendere la via del viaggio.»

Far partire le persone, soprattutto i giovani, contava più della convenienza economica di ogni singolo itinerario. Anche questo contribuì a trasformare un gruppo di pionieri in una comunità sempre più numerosa.

Avventure nel Mondo
Avventure nel Mondo
KK, Pakistan - 1977

L’Avventura sale in moto

Nei primi anni Ottanta, un'altra passione comincia a farsi strada: la moto. Ma come conciliare il piacere di guidare le due ruote con quel desiderio di conoscere il mondo che aveva dato origine ad Avventure? La risposta era già scritta nelle prime esperienze di quegli anni. La moto non doveva diventare il fine del viaggio, ma un nuovo mezzo per esplorare. E quale luogo migliore del Sahara, che aveva acceso lo spirito d'avventura dei primi gruppi?
Nascono così i Desert Motoraid, vere spedizioni attraverso territori immensi, lontani dalle piste battute e conosciute. E dopo due raid “di prova” sulle piste dell’Algeria, nel 1984 ventitre motociclisti si lanciano in un lungo itinerario di quasi 6000 chilometri che dalla Tunisia raggiunge Tamanrasset e Djanet, per poi tornare verso nord.

Paolo Nugari, in un articolo del 1985 intitolato Amo la moto ma…, descrive così quell’esperienza: «Il deserto è inesorabile, spietato, ti ingloba, nei suoi grandi spazi e percorrerlo in moto non fa che proiettarti ancora più intensamente nella sua dimensione affascinante.»

Quell'esperienza apre la strada a viaggi sempre più ambiziosi. Nel corso degli anni, la linea Motoraid continua ad esplorare l’Africa con Camerun, Egitto, Sudan, Etiopia, per poi spingersi anche in Asia e nelle Americhe.

Avventure nel Mondo
Algeria - 1983
Avventure nel Mondo
Tam Djanet, Algeria - 1984

Quell'ufficio che non era un ufficio

Mentre gli itinerari si moltiplicano e i gruppi partono verso destinazioni sempre nuove, a Roma c'è un luogo che continua a raccogliere tutte quelle storie. È la sede di Avventure, descritta dai fondatori con parole che raccontano meglio di qualsiasi fotografia lo spirito di quegli anni.

«Di nuovo seduti dietro alla solita scrivania no! La nostra sede organizzativa fu tutto meno che un ufficio. Tra il caos delle scartoffie, dei quaderni di viaggio, delle relazioni dei coordinatori (allora chiamati capigruppo), era ancora possibile sognare. A noi bastava alzare gli occhi alla grande carta del mondo che occupava un'intera parete o alle numerosissime foto che ci circondavano e che ricordavano i momenti magici dei nostri viaggi.» 
È un'immagine che accoglie in sé tutta la storia delle origini: le carte geografiche, le fotografie, i racconti dei viaggiatori, le idee ancora da realizzare. Un ufficio che, in fondo, era soprattutto un luogo da cui continuare a partire.

Avventure nel Mondo
Madagascar Discovery, 2009
Foto di Rosaria Binazzi
Avventure nel Mondo
Erg Admer, Hoggar Tassili, 2009
Foto di Ezio Balostro

In viaggio verso il presente

Con il passare degli anni, il mondo inizia a cambiare velocemente e con esso anche il modo di viaggiare. Le distanze si accorciano, le possibilità di spostarsi si moltiplicano e il viaggio diventa parte della vita di molte più persone. Anche Avventure nel Mondo cresce ed inizia a rispondere a desideri ed esigenze diverse. Accanto alle formule storiche, all’inizio degli anni 2000, nascono i viaggi Discovery, per i giovani viaggiatori che vogliono condividere l’esperienza con i coetanei, e i viaggi Family, per i genitori che vogliono partire con i propri figli. 

Anche il modo di comunicare cambia radicalmente. Alla fine degli anni ‘90, Avventure nel Mondo sbarca sul web, accedendo ad un pubblico decisamente più vasto di quello raggiunto fino ad allora con il passaparola o con la Rivista. I gruppi di conoscenti diventano gruppi di perfetti sconosciuti che a fine viaggio scopriranno, spesso, di essere diventati amici per la vita. 
Anche l’avvento dei social segnerà un passaggio importante, introducendo nuovi linguaggi e nuove possibilità di raccontare il viaggio e diffonderne la cultura.

Intanto, in tutta Italia iniziano a nascere gli Angoli dell’Avventura, associazioni culturali ispirate e affiliate alla sede di Roma, dove coordinatori e partecipanti si ritrovano per condividere esperienze e progettare nuove Avventure.

Avventure nel Mondo
Camino Real, 2014
Foto di Loredana Foresta
Avventure nel Mondo
Kilimanjaro la vetta, 2024
Foto di Francesco Patrizi

Una mappa in continua evoluzione

Negli ultimi anni, le vicissitudini storiche e politiche cambiano anche la carta del mondo su cui immaginare nuove partenze. Paesi che hanno regalato viaggi indimenticabili, come Yemen, Siria, Libia, Pakistan, Afghanistan, Sudan e molti altri, diventano purtroppo inaccessibili per ragioni di sicurezza. In altri, come la Mauritania e il sud dell'Algeria, si riesce a tornare dopo lunghi anni di assenza. 
Ma la curiosità ci spinge anche verso nuove destinazioni, permettendoci, in un’epoca in cui tutto sembra ormai già visto, di ampliare i nostri orizzonti in Paesi finalmente accessibili come l’Angola, la Liberia o il Porto Rico.
Oggi Avventure nel Mondo propone oltre mille itinerari in tutti i continenti e fa viaggiare ogni anno decine di migliaia di persone, con la speranza di lasciare ad ognuno di loro un ricordo indelebile nella mappa della memoria.

Avventure nel Mondo
Mangystau 4x4, 2023
Foto di Daniele Levratti