Avventure nel Mondo
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Avventure nel Mondo

Torniamo alle origini!

Tre gruppi, quattro Paesi e una nuova avventura in America Latina per ripercorrere le tappe dello storico itinerario del Camino Real del 1974.

Un viaggio a staffetta di un mese, in occasione del cinquantennale di Avventure nel Mondo, con un unico obiettivo: raccontare la formula di viaggio unica che abbiamo inventato 50 anni fa.

Lo faremo mostrandovi tutto ciò che accade durante i nostri viaggi: dall’estasi per le nuove scoperte, all’adrenalina degli imprevisti da risolvere. Vi faremo scoprire che è possibile viaggiare in gruppo senza, però, mai perdere quello sguardo attento alla ricerca delle realtà più autentiche e quella voglia di mescolarsi con la gente del posto, di viverne usanze e tradizioni.

Vi riporteremo il nostro viaggiare senza filtri né artefatti perché, quando la sostanza è già così intensa ed avvincente, non serve altro per abbellirla. Un modo di raccontare e vivere il viaggio genuino e che non segue le tendenze.

Il viaggio noi lo viviamo così, perché questo è l'unico modo che conosciamo per farlo.

Itinerario

Clicca sulla mappa per scoprire dove sono i nostri viaggiatori oggi!

Diario di viaggio

Perù
8-9 Agosto

Dalle dune di Huacachina al volo sulle linee di Nazca

Il racconto di questi due giorni sarà ad alto contenuto di adrenalina

Dopo aver lasciato Paracas e le Islas Ballestas ci spostiamo a Huacachina dove ci attende un rally a bordo di robustissimi buggy.

Durante il viaggio vediamo cambiare il paesaggio e pian piano apparire le dune di sabbia del deserto di Huacachina.

Il punto di partenza per il nostro rally è accanto alla laguna verde dove è possibile fare dei giri con delle barchette. Ma noi siamo talmente euforici che ci dirigiamo velocemente verso i nostri buggy già pronti a partire.

Allacciamo le cinture di sicurezza e via!

Su e giù per le dune ci sentiamo padroni di questo spazio infinito e ognuno di noi grida al vento per scaricare la tensione ma soprattutto per la contentezza. Arrivati sulla duna più alta, scendiamo dai buggy, prendiamo le tavole e iniziamo a scivolare giù sulla sabbia. 

Tornati al punto di partenza il nostro coordinatore ci comunica che il volo sulle linee di Nazca che avremmo dovuto fare il pomeriggio è stato spostato al mattino seguente. A questo punto decidiamo di rilassarci in uno dei locali vicino la laguna verde e avviarci con tutta calma verso l’albergo a Nazca.

Ci svegliamo molto presto e a colazione si parla solamente di ciò che ci aspetta in mattinata. Il volo sulle linee di Nazca per molti è sicuramente la tappa più temuta di tutto il viaggio. C’è chi non vede l’ora di volare e chi non esita ad esprimere la paura, ma alla fine, arrivati in aeroporto, tutti decidiamo di volare.

Effettuiamo il check-in, ci viene messo il timbro ufficiale di Nazca sul passaporto e, dopo una spiegazione sulla storia delle linee, veniamo pesati per essere distribuiti equamente su piccoli aeroplani a gruppi di cinque persone.

Le linee di Nazca costituiscono ancora oggi un vero e proprio mistero. Nonostante gli innumerevoli studi ed interventi da parte dei migliori archeologi e scienziati, nessuna teoria sembra dare una risposta esaustiva al fenomeno. Il loro tracciamento è stato realizzato tra il 200 a.C. e il 600 d.C. e si estende per 520 km2. Si contano circa 13 mila linee tra spirali, figure geometriche e giganteschi disegni di animali. Le figure composte sono circa 800 e la loro particolarità è che ciascuna è tracciata da una singola linea continua, che non si incrocia mai. Vedere dal vivo queste forme che fino ad ora avevamo visto solo in internet e immaginato in diversi modi, ci fa rimanere senza parole per la bellezza. Inevitabilmente anche noi, per l’ennesima volta, da quassù ci chiediamo come sia stato possibile tracciarle. 

Torniamo a terra tutti entusiasti dell’esperienza fatta e prima di andar via la guida che ci ha preparato poco prima al volo, ci riunisce per fare insieme un saluto e un rito di ringraziamento alla pachamama.

La nostra avventura prosegue, ci aspetta un lungo viaggio verso Arequipa. Percorreremo un tratto della Panamericana e scavalleremo il Patapampa che con i suoi 4900 metri sarà il punto più alto del nostro itinerario. 

Colombia
7-8 Agosto

A Cartagena ogni cosa è diversa

Nuovo giorno e nuovo volo interno per il nostro gruppo colombiano: questa volta partenza da Medellin, direzione Cartagena. Senza imprevisti se non qualche minuto di ritardo (sì, siamo increduli anche noi!) atterriamo a destinazione in una serata caldissima, con l'umidità che rende quasi difficile respirare. Benvenuti ai Caraibi!

Prendiamo possesso delle camere in hotel, dove ci fermeremo tre giorni: non ci sembra vero di poter disfare le valigie e fare base qui per più di una notte. Abbiamo superato la prima metà del viaggio e la stanchezza inizia a farsi sentire. Per festeggiare, cena fuori a base di pesce fresco e una passeggiata nel centro storico che ci dà un assaggio dell'atmosfera della città: una cattedrale imponente illuminata dalle candele, barche che dondolano tranquille ormeggiate al molo e balli e musica nelle piazze. Ci facciamo contagiare e finiamo anche noi a ballare sulla terrazza all'ultimo piano di un locale, con il profilo di Cartagena illuminata sullo sfondo.

La mattina dopo ci aspetta un tour per esplorare la città. Dentro a 13 chilometri di cinta muraria, è custodito un dedalo di viuzze acciottolate con palazzi colorati, oggi patrimonio UNESCO e un tempo meta ambita per i bucanieri delle coste caraibiche alla ricerca di tesori. Passeggiamo alla ricerca degli edifici più importanti, ma la vera "attrazione" di questo luogo è la sua atmosfera: sotto un sole caldo camminiamo tra carretti di frutta fresca, case coloniali perfettamente conservate, balconi fioriti, piazze ombreggiate e chiostri nascosti. Cartagena ha un ritmo lento e sembra che ci chieda di rallentare insieme a lei, quindi ci prendiamo un pomeriggio libero tra massaggi, un po' di shopping e qualche ora di riposo.

Ci ritroviamo per un aperitivo al tramonto al Café del Mar, un locale con vista panoramica sull'oceano e sulla città, e ceniamo con decine di assaggi in una taperia. Stiamo per tornare a casa quando un ragazzo del gruppo rompe per sbaglio un bicchiere di vetro, ferendosi una caviglia. Niente di grave, ma meglio farsi dare un'occhiata da un medico. E così possiamo contare tra le esperienze di vita reale di questo viaggio anche una notte al pronto soccorso di Cartagena: un paio di punti, poche ore di sonno, e siamo pronti a ripartire!

La mattina dopo ci aspetta una barca: tutta la giornata è dedicata alle Islas de Rosario, l'arcipelago di 27 isole coralline al largo di Cartagena. Navighiamo tra l'azzurro del cielo e del mare e il verde della vegetazione selvaggia, pranziamo con pesce appena pescato, camminiamo sulla sabbia bianca e nuotiamo al largo osservando qualche corallo e pesciolino sotto di noi. Tornati a terra, salutiamo Cartagena al Café del Mar (ormai nostro punto di ritrovo preferito!), mentre il sole tramonta nel mare.

"Vedrai, a Cartagena ogni cosa è diversa." scriveva Gabriel García Márquez. "Questa solitudine senza tristezza, questo oceano incessante, questa immensa sensazione di essere arrivato."

Il nostro viaggio però non è ancora finito. Ci rimettiamo in marcia perché, dopo una piccola sosta a Bogotà, ci aspetta la nostra ultima e poi emozionante destinazione: la foresta Amazzonica.

Perù
8 Agosto

Paracas e le Islas Ballestas

Questa prima giornata in Perù mette già alla prova lo spirito d’adattamento del nostro gruppo. Ma siamo tutti in modalità “avventura” e si è già formata una bella intesa tra di noi.

Con il volo riprogrammato da Madrid raggiungiamo Lima all’una e mezza di notte, ritiriamo i bagagli (per fortuna ci sono tutti) e ci mettiamo in fila per il controllo passaporti.

Usciti dall’aeroporto e dopo aver prelevato due partecipanti già arrivati per altre rotte a Lima, decidiamo di non prendere alcun hotel per le restanti ore della notte ma di spostarci direttamente a Paracas per non perdere la visita in programma alle islas Ballestas. Si dormirà in pullman!

Siamo assonnati e anche un po’ provati dai due giorni precendenti ma arriviamo a Paracas, precisamente al porto El Chaco, il punto più importante per raggiungere le Islas Ballestas. Qui scatta la prima foto comica di gruppo perché decidiamo di immortalarci con le mantelle in plastica portate da una partecipante, che serviranno a ripararci da eventuali “regalini” che potrebbero fare i cormorani in volo. 

L’escursione dura un’ora e si naviga tra archi di roccia, grotte che assumono forme diverse per ognuno di noi e scogli su cui riposano buoni, buoni dei leoni marini. Le isole sono abitate soprattutto da colonie di migliaia di esemplari di Sula variegata, Pellicano del Perù, pinguino di Humboldt e, come già menzionati, dai Cormorano guanay. Quest’ultimo è il maggior produttore di guano, un’efficace fertilizzante che viene sfruttato dal governo per le coltivazioni di tutto il Perù.

La prima escursione del nostro viaggio, in barca e molto ventosa,ci ha permesso di visitare una delle riserve naturali più importanti del Perù.

Una seconda colazione abbondante e poi ci rimettiamo in viaggio in bus guidato dal nostro autista, verso Nazca una delle tappe più attese del viaggio, ma anche una delle più temute per il volo sulle linee.

Siete curiosi di scoprire come andrà? 

Colombia
5-6 Agosto

Passato e presente a Medellin

Dove eravamo rimasti? Il nostro gruppo, bloccato nella zona della Cafetera da una frana, deve trovare un metodo alternativo per raggiungere Medellin. Partendo dalle indicazioni della coordinatrice, ci dividiamo i compiti in pieno spirito di autogestione. Obiettivo: raggiungere Medellin via aereo!

Nonostante i diversi tentativi, il sito della compagnia aerea non accetta le nostre carte di credito. Il tempo stringe e rischiamo di non riuscire a partire, ma la signora che ci ospita nella finca arriva in nostro soccorso prestandoci la sua carta. Biglietti comprati, si corre in aeroporto, la prossima tappa è salva!

Poco più di 30 minuti di volo e atterriamo a Medellin: dopo giorni immersi nella natura, l'odore dello smog ci pizzica le narici, ma la vista della città illuminata di notte ci fa dimenticare le fatiche superate per raggiungerla. Per visitarla però dovremo aspettare ancora un giorno, perché domani ci aspetta una nuova sfida: salire in cima al Penol de Guatapè!

Località di villeggiatura a un paio di ore da Medellin, Guatapè è dominata da una collina monolitica di granito alta 200 metri. C'è incertezza sul numero di scalini da percorrere per arrivare in cima, quindi si aprono le scommesse su quanti saranno e iniziamo la salita. 708 gradini dopo (se avete indovinato sul nostro sondaggio, complimenti!), sotto di noi si apre un panorama mozzafiato sul lago artificiale Embalse Guatapè e sulle sue piccole isole. Scendiamo per un pranzo tra le case decorate della cittadina di Guatapè ed esploriamo il lago a bordo di una lancia, prima di ricevere la notizia che stavano aspettando: le valigie dei milanesi - dopo 7 giorni di vagabondaggio per la Colombia - sono finalmente arrivate a Medellin!

Con nuovi e agognati vestiti puliti, il giorno successivo siamo pronti per esplorare Medellin. Siccome nei nostri viaggi vogliamo conoscere a fondo il Paese che stiano visitando, esplorandone sia le luci sia le ombre, decidiamo di approfondire la storia della città con una visita ai luoghi chiave della vita di Pablo Escobar: la casa in cui fu catturato, la sua tomba e il memoriale - sorto sul luogo in cui si trovava la sua casa - dedicato alle vittime delle violenze che sconvolsero la vita quotidiana di Medellin per anni.

Non vogliamo però concentrarci solo sul passato: per questo decidiamo di raggiungere la Comuna 13, un tempo il quartiere più pericoloso e oggi simbolo della rinascita della città. Impariamo la sua storia dai murales che riempiono le strade, assaggiamo un gelato al mango e prendiamo parte a balli e canti con i ragazzi del posto.

Alla fine della giornata salutiamo Medellin salendo nei punti più alti della città con la funicolare. Costruita come vero e proprio mezzo di trasporto pubblico, permette agli abitanti di percorrere in una manciata di minuti tragitti che un tempo avrebbero impiegato ore: lo sforzo di una città che è riuscita a connettere le periferie, che nel 2013 le è valso il premio di città più innovativa.

Lasciandoci Medellin alle spalle, saliamo su un nuovo aereo (con un brivido per le nostre valigie appena ritrovate) e ci prepariamo a raggiungere la perla della Colombia.

Perù
5-6 Agosto

...Ma noi non ci arrendiamo!

L’incontro in aeroporto è sempre uno dei momenti più significativi di un viaggio di gruppo. I primi sguardi, le prime presentazioni, le strette di mano, le prime impressioni. Finalmente conosciamo il coordinatore e diamo un volto a tutti quei nomi in chat. Perfetti sconosciuti con i quali condividere due settimane di viaggio. 

Pazzi? No, viaggiatori appassionati! 

Oggi inizia la seconda tappa del tour #ioviaggioavventure “alle origini del sogno”.

Il tour che ripercorre il vecchio Camino Real del ‘74. E mentre i nostri amici partiti una settimana fa per la Colombia continuano il viaggio, noi si parte alla scoperta del magico Perù.

Da Roma e Milano raggiungiamo Madrid. E da qui dovremmo raggiungere il Perù ma… una notifica sui cellulari inizia a preoccuparci: il volo per Lima è stato cancellato e veniamo spostati su un volo per domani sera. 

Da subito però, non ci perdiamo d’animo e sapendo che trascorreremo un giorno a Madrid, ci mettiamo a lavoro per organizzare un city tour.

È così è stato! Un giro in città, qualche tapas (anzi, tante tapas!) e si attende il volo per Lima. Da domani la nostra avventura in Perù ha inizio.

Colombia
3-4 Agosto

Tra nuvole, palme e chicchi di caffè

La nostra giornata inizia a bordo di due Jeep Willys che ci accompagnano alle porte della valle del Cocora, uno dei luoghi simbolo della Colombia.

Abbiamo diverse opzioni per visitare il posto: votiamo e, all'unanimità, vince l'escursione a cavallo. Si sale in sella! 

Per un paio d'ore passeggiamo su sentieri verdissimi e immersi nelle nuvole basse, mentre sopra di noi volano piccoli condor e intorno ci circondano le palme da cera di decine di metri, le più alte del mondo. 

La passeggiata a cavallo non è semplice, ma il gruppo se la cava alla grande, anche chi è alla prima esperienza. Decidiamo di fare l'ultimo pezzo a piedi (questo posto ci sta piacendo molto, non abbiamo voglia di andare via!) e riusciamo a tornare alla base pochi minuti prima che si metta a piovere. 

Il nostro pomeriggio è invece dedicato a Filandia, una piccola cittadina che conserva ancora le case costruite dai suoi fondatori, riconvertite in negozi di artigianato e piccoli locali. Per darvi un'idea dell'atmosfera, pensate che una delle sue strade principali si chiama "Calle del tiempo detenido", cioè "la via dove il tempo si è fermato".

A fine giornata raggiungiamo Guayabal, il posto in cui trascorriamo la notte. Siamo in una finca, cioè un'azienda agricola colombiana che produce caffè. Come in tutti i nostri viaggi, scegliamo una realtà piccola e attenta alla qualità del proprio lavoro, per avere occasione di conoscere da vicino la cultura e le abitudini delle persone che la abitano. 

Qualche ora di riposo e la sveglia suona presto: oggi si torna in classe! Santiago, il nostro ospite, ci racconta come viene coltivato, raccolto e tostato il caffè che tutti i giorni arriva sulle nostre tavole, prima di accompagnarci nel cuore della piantagione per provare noi stessi a raccogliere alcuni frutti, equipaggiati con cappello e cestino. Servono almeno 60 chicchi per produrre una tazza di caffè e subito parte una competizione: team ragazzi vs ragazze. Le due squadre si affrontano inerpicandosi sulle colline per raggiungere più frutti possibili: la gara è dura ma, con un vantaggio di mezzo chilo, il team ragazzi si aggiudica la vittoria!

Mentre siamo impegnati nella raccolta, arriva una notizia: la strada che avremmo dovuto percorrere il pomeriggio per raggiungere Medellin è bloccata a causa di una frana. L'unica soluzione sembra essere di comprare dei voli online, ma le carte di credito non funzionano sul sito della compagnia aerea. 

Riusciranno i nostri viaggiatori a raggiungere Medellin? Lo scopriamo nel prossimo episodio di questo diario! 

Colombia
1-2 Agosto

Viaggio nel tempo

La nostra sveglia suona a San Augustin e ci riserva una sorpresa: l'hotel che abbiamo raggiunto la sera prima - stanchi e immersi nel buio - con la luce del giorno si rivela essere un complesso di capanne affacciate su un paesaggio spettacolare. Tra una colazione con vista, una sessione di yoga organizzata da una ragazza del gruppo e un paio di voli con il drone, ci viene la tentazione di fermarci qui qualche giorno di più. Dobbiamo però proseguire, la nostra prossima tappa ci aspetta. Direzione: parco archeologico di San Agustin!

Appena entrati, iniziamo un viaggio nel tempo che ci porta indietro di migliaia di anni. Qui, dove hanno origine cinque fiumi, vivevano popolazioni antichissime e ancora oggi avvolte nel mistero. Non ne conosciamo il nome, la provenienza o le tradizioni ma sappiamo che scomparvero prima dell'arrivo di Colombo e che qui seppellivano i propri morti e officiavano riti sacri. Non utilizzavano la scrittura, ma scolpivano grosse statue che posizionavano sulle tombe, ed è grazie a questi racconti su pietra che possiamo conoscere qualcosa in più su di loro.

Il sito di San Agustin è oggi l'area archeologica più importante della Colombia. Esploriamo il parco immerso nella giungla accompagnati dalla nostra guida, che ci aiuta a interpretare le rappresentazioni incise sulla pietra. Come piccoli investigatori andiamo a caccia di indizi e impariamo a riconoscere i simboli della vita, della morte e della fertilità, osserviamo i dettagli e le tracce di colore rimaste sulle statue e visitiamo tombe e sorgenti rituali provando a immaginarci come doveva essere la vita quotidiana in quei luoghi.

Dopo qualche ora, è però il momento di tornare nel presente e di rimettersi in viaggio verso Popayan, da cui ci separano 6 ore di traballante strada sterrata: arriviamo appena in tempo per cena e per festeggiare tutti insieme il compleanno di un ragazzo del gruppo.

Il giorno successivo la nostra meta è il mercato campesino di Silvia, che si tiene una volta a settimana e che raccoglie all'interno della stessa piazza centinaia di Guambianos, una popolazione indigena locale. Ci organizziamo in anticipo per essere qui nel giorno giusto e riuscire a immergerci per qualche ora nell'autentica cultura locale. Giriamo tra le bancarelle di carne, frutta, verdura e artigianato, osserviamo i loro abiti tipici (mantello, gonna e bombetta colorati) e ne approfittiamo per fare qualche scorta di cibo e biancheria (bene preziosissimo per i milanesi ancora senza valigia!).

Ricaricati gli zaini, ci mettiamo di nuovo in marcia. Dopo altre 6 ore di trasferimento (per fortuna senza sterrato!) arriviamo alla nostra prossima tappa: uno dei luoghi simbolo della Colombia.

Colombia
31 Luglio

Sorprese nel deserto

Il nostro secondo giorno di tour inizia a Bogotà, che lasciamo la mattina presto per raggiungere l'aeroporto. Con un volo interno di poco più di un'ora, che ci permette per la prima volta di ammirare la Colombia di giorno dall'alto, ci spostiamo verso sud, a Neiva. Il tempo di recuperare il nostro pulmino e siamo pronti a partire. Direzione: deserto del Tatacoa!

Se state immaginando un classico deserto di sabbia, preparatevi a qualche sorpresa: a causa delle condizioni climatiche uniche di questo luogo, il deserto del Tatacoa è in realtà una foresta secca tropicale. E, in passato, è stato davvero una foresta verde e rigogliosa, abitata da una megafauna di cui sono conservati i fossili nel Museo Paleontologico.

Oggi il deserto del Tatacoa è un labirinto di pietre rosse e ocra erose dagli agenti atmosferici, punteggiate di cactus verdi che si stagliano su un cielo quasi sempre azzurro (qui le precipitazioni sono in media di 1070 mm l'anno), ed è la casa di armadilli, scorpioni, donnole e più di 70 diverse specie di uccelli.

Appena arrivati, ci fermiamo a goderci il panorama dall'alto, prima di scendere nel cuore del deserto per un trekking di un'ora. Mentre la nostra guida ci racconta come sia cambiata questa zona nel corso dei millenni e quale impatto stia avendo oggi il cambiamento climatico sulle popolazioni locali, noi attraversiamo paesaggi mozzafiato, assaggiamo i fiori edibili dei cactus e non ci facciamo fermare dalla temperatura torrida che ci accompagna durante il percorso.

Finito il trekking, giusto il tempo di far volare il drone (date un'occhiata QUI per vedere il risultato!), assaggiare il guarapo (il succo della canna da zucchero) e fermarsi per una pausa pranzo a base di empanadas e ci rimettiamo in viaggio verso la prossima tappa.

Il percorso prevede quasi sei ore di viaggio, ma potevamo forse concludere questa seconda giornata senza un imprevisto? Un'autobotte ribaltata blocca la strada a tutti i passanti. La nostra serata si trasforma quindi in un aperitivo improvvisato fuori dal nostro pulmino, tra patatine condivise, musica diffusa dalle casse e una stellata luminosissima. Arriviamo a destinazione a tarda sera, nel nostro hotel immerso nella natura.

Qualche ora di riposo e siamo pronti per la prossima tappa, che ci porterà indietro nel tempo di 5000 anni.

Colombia
30 Luglio

L'inizio!

Ci prepariamo da mesi, abbiamo studiato l'itinerario, letto racconti di viaggio storici e immaginato il modo migliore per raccontarvi il nostro percorso e portarvi con noi: oggi, finalmente, il tour #ioviaggioavventure è iniziato!

Apriamo le danze noi "colombiani": siamo 15 e la mattina del 30 luglio partiamo all'alba da tutta Italia - Torino, Milano, Firenze, Roma - per ritrovarci in aeroporto e incontrarci per la prima volta.

Ci riconosciamo grazie a qualche dettaglio - una maglietta di Avventure nel Mondo, una guida della Colombia legata fuori dallo zaino - e, dopo due scali, una corsa per non perdere la coincidenza e 12 ore di volo, ci sembra di conoscerci da una vita.

Tutto perfetto, no?

Meglio non dirlo troppo presto, il primo imprevisto è dietro l'angolo! Le valigie dei ragazzi in partenza da Milano non arrivano a Bogotà. Il nostro programma fatto di passeggiate in città e cene in ristoranti tipici si trasforma in attese e code in aeroporto per denunciare lo smarrimento. Ma non ci facciamo abbattere: ne approfittiamo per contare e suddividere tra il gruppo gli oggetti a disposizione: "io ho un dentifricio in più", "io posso passarti un paio di magliette", "abbiamo lo stesso numero, ti presto io le ciabatte per la doccia!".

Dopo un paio d'ore siamo fuori dall'aeroporto: ci muoviamo verso il centro città, arriviamo nel nostro coloratissimo hotel, Luca viene nominato cassiere (con un applauso da parte del resto del gruppo) e poco dopo siamo in un ristorante tipico che ci accoglie con un caminetto acceso (qui è piuttosto freddo!).

Ormai siamo svegli da più di 24 ore e la stanchezza inizia a farsi sentire ma, tutti insieme intorno a una tavola di tacos de chicharròn e platano fritto da compartir, mentre da fuori arriva la musica di uno spettacolo di strada, non vediamo l'ora di iniziare a esplorare la Colombia

Prossima tappa? Un "deserto" con qualche sorpresa!

Colombia
21 luglio

Colombia Discovery

Si parte, prima fermata: Colombia. Diciassette giorni di viaggio per innamorarci della “fenice del Sud America”, rinata dalle proprie ceneri. Viaggeremo nel tempo esplorando i monumenti della civiltà precolombiana di San Agustin, scolpiti nella roccia vulcanica, e attraverseremo a cavallo la verde valle del Cocora, costellata di palme. In bilico tra realtà e magia - com’è tipico da queste parti - ci immergeremo nel vociare di un mercado campesino, seguiremo il profumo di caffè nelle fincas e navigheremo fino a posare i piedi nella sabbia bianca della Islas De Rosario. Ci lasceremo trasportare dalla musica nelle vie colorate di Cartagena, la perla della Colombia, andremo a caccia di tesori perduti tra i musei di Bogotà e sorvoleremo Medellin in metrocable, fino a raggiungere l’impenetrabile foresta amazzonica, in cui le strade d’asfalto lasceranno il posto alle vie d’acqua e dove il re è il Rio delle Amazzoni.

Perù
21 luglio

Perù Discovery

Perù. Seconda tappa di questa storica traversata!

Andremo alla scoperta del magico mondo degli Inca e delle Ande visitando città e luoghi emblematici come Lima, Cuzco e il lago Titicaca fino a raggiungere una delle  meraviglie del mondo: il Machu Picchu. 

Viaggeremo a bordo di un pulmino per la maggior parte del tour, effettueremo camminate e trekking in alta quota, voleremo sulle linee Nazca, navigheremo per raggiungere il Lago Titicaca e attraverseremo il deserto in 4x4.

Sarà un’avventura che ci permetterà di entrare anche in contatto con la popolazione locale, per scoprirne gli usi e i costumi e trascorrere insieme a loro momenti indimenticabili.

Bolivia Cile
21 luglio

Bolivia Cile Discovery

La Bolivia e il Cile sono la ciliegina sulla torta di questo meraviglioso viaggio, con i loro panorami variopinti riescono a rappresentare tutti i colori del Sud America.
A bordo di due pulmini, dodici cavalli, tre fuoristrada e dodici mountain bike da Sucre raggiungeremo il confine col Cile attraversando quebradas, deserti, ammirando lagune che cambiano colore col vento e cimiteri di treni abbandonati. Punteremo poi tutta verso nord, attraverseremo il Salar de Uyuni e dormiremo in un ostello fatto completamente di sale per terminare poi il nostro viaggio a La Paz, la capitale più alta del mondo. 
Sarà un viaggio che ci metterà alla prova sia fisicamente che emotivamente. Un sali e scendi di emozioni ad altissima quota. Un percorso che ci farà scoprire le meraviglie naturali della Bolivia e del Cile ma anche le loro ferite ambientali e sociali, quelle che qualcuno definirebbe “Le vene aperte dell’America Latina”.

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