Avventure nel Mondo

Thailandia

Templi dorati, il Nord verde e alcune tra le isole più belle dell'Asia, in un paese che accoglie.

La Thailandia è una delle porte d'ingresso più amate all'Asia, e non è un caso: mette insieme templi dorati e Buddha giganteschi, una capitale che non dorme mai, le foreste e le risaie del nord e alcune tra le isole più belle del mondo, tutto in un paese accogliente e facile da attraversare.

Perché andare in Thailandia

La cultura è ricchissima e sempre visibile, dai monaci che all'alba ricevono l'elemosina ai mercati che galleggiano sui canali. Il mare del Sud è tra i più belli dell'Asia, con isole di roccia calcarea e acqua trasparente. E ovunque si incontra la cortesia che è valsa al paese il nome di terra dei sorrisi.

Durata: da 12 a 23 giorni
Quando: tutto l'anno, con la stagione secca e fresca da novembre a febbraio
Temperature: calde tutto l'anno, con il mare sempre tiepido
Trasporti: voli interni, pulmini e barche longtail
Difficoltà: accessibile, con qualche spostamento impegnativo
Documenti: passaporto, senza visto

La terraferma e le isole

La Thailandia si divide idealmente in due viaggi che spesso si uniscono in uno solo. C'è la terraferma, con la megalopoli di Bangkok, le capitali antiche e le colline del nord coperte di foreste, di risaie e di templi; e c'è il sud, lungo e sottile, che scende tra due mari fino alla Malesia ed è orlato da centinaia di isole.

Nella parte continentale si viaggia tra città e campagna, tra grandi templi e mercati brulicanti, con qualche volo interno e lunghi tragitti in pulmino. Nel sud, invece, il ritmo cambia e si misura sulle maree e sulle partenze delle barche, saltando da un'isola all'altra a bordo delle longtail, le tipiche imbarcazioni con il motore montato su un lungo albero.

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Offerte di fiori di loto a un Buddha, in un tempio thailandese

Un paese profondamente buddista

La Thailandia è un paese profondamente buddista, e lo si vede ovunque: nei templi dorati che spuntano a ogni angolo, chiamati wat, nei monaci in tunica arancione, nelle offerte di fiori e incenso lasciate davanti alle statue. A Bangkok il Grande Palazzo e il tempio del Buddha di Smeraldo aprono il viaggio, il Wat Pho custodisce un Buddha sdraiato lungo quarantasei metri e interamente dorato, e sull'altra sponda del fiume il Wat Arun, il tempio dell'aurora, si specchia nell'acqua.

La devozione ha radici antiche. A nord di Bangkok si visitano le rovine di Ayutthaya, capitale per quattro secoli, e più su quelle di Sukhothai, il primo regno thailandese, che si girano in bicicletta tra stagni e Buddha di pietra. Chi si alza all'alba può assistere al Tak Bat, il momento in cui i fedeli, in fila e in silenzio, depongono il riso nelle ciotole dei monaci che passano.

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Il Buddha sdraiato del Wat Pho, a Bangkok

Colline, templi ed elefanti

Salendo verso nord la Thailandia cambia volto e diventa più fresca e verde, fatta di colline coltivate a riso e di cittadine tranquille. Intorno a Chiang Rai si trovano templi che sembrano usciti da un sogno, come il tempio bianco tutto scolpito e il tempio blu, e più su ancora il Triangolo d'Oro, il punto sul fiume Mekong dove la Thailandia tocca il Laos e il Myanmar. A Chiang Mai, l'antica capitale del nord, un lungo scalone porta al tempio di Doi Suthep affacciato sulla città, e le vie della città vecchia sono un susseguirsi di monasteri.

È qui che molti viaggi incontrano gli elefanti, in santuari che li hanno accolti dopo una vita di lavoro e dove li si aiuta a lavarsi e a mangiare invece di cavalcarli. E quando cala la sera, i mercati notturni riempiono le strade di bancarelle, di profumi e di piccola cucina di strada.

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Le risaie e le colline verdi del Nord

Le isole e le barche

Il sud della Thailandia è quello delle cartoline: acqua tiepida e trasparente, spiagge bianche all'ombra delle palme, isole di roccia calcarea che si alzano a picco dal mare. Sulla costa delle Andamane si salta da un'isola all'altra a bordo delle longtail e delle barche veloci, tra Ko Lanta, più tranquilla e autentica, la celebre Maya Bay resa famosa dal cinema e oggi protetta per far tornare gli squali pinna nera, e le isole lontane di Ko Lipe e delle Similan, dentro parchi marini che custodiscono le barriere coralline.

Alcuni dei momenti più belli capitano nell'acqua o appena sotto la superficie. Si fa snorkeling tra i coralli e i pesci colorati, e in qualche isola si entra a nuoto in una grotta buia per sbucare, dopo qualche decina di metri, in una laguna nascosta e circondata dalla foresta, come la Emerald Cave di Ko Mook.

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Le barche longtail e le falesie calcaree del Sud

Nei mercati e per strada

In Thailandia si mangia per strada, ed è lì che si conosce meglio il paese. I mercati e le bancarelle servono a ogni ora piatti cucinati al momento, dal pad thai saltato nel wok alle zuppe, dai curry profumati di latte di cocco e lemongrass alla frutta tropicale tagliata fresca. La cucina thailandese gioca su pochi equilibri, il piccante, l'aspro, il dolce e il salato, e cambia di regione in regione.

Anche i mercati sono uno spettacolo a sé. Ci sono quelli galleggianti, dove la merce si vende e si compra da una barca all'altra lungo i canali, tra frutta tropicale, spiedini e zuppe cucinate a bordo. La sera, i mercati notturni di ogni città diventano il posto dove mangiare, curiosare e incontrarsi.

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Una bancarella di dolci in un mercato serale
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Il mercato galleggiante di Amphawa, all'ora blu

Un paese facile da amare

La Thailandia è una delle mete più semplici per chi si avvicina all'Asia. Le distanze si coprono con voli interni, pulmini con autista e barche, e le giornate, pur intense e a volte lunghe, non chiedono particolare fatica. Si passa senza sforzo dai grandi templi ai mercati, dalle città alle isole, e resta tempo per fermarsi dove si vuole.

A fare la differenza, più ancora dei templi e delle spiagge, è la gente. La cortesia thailandese, il saluto a mani giunte e il sorriso facile anche solo per strada sono ciò che resta più impresso, e che è valso al paese il soprannome di terra dei sorrisi.

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Il saluto a mani giunte, il wai, davanti a un tempio

Dietro i templi e le spiagge ci sono nomi, gesti e tradizioni, e conoscerli prima di partire cambia il modo in cui si guardano i luoghi.

La terra dei liberi
Thailandia significa terra dei liberi: è l'unico paese del Sud-est asiatico a non essere mai stato una colonia europea.

Il Buddha sdraiato
Il Buddha del Wat Pho è lungo quarantasei metri, e le piante dei suoi piedi sono decorate con centootto simboli sacri in madreperla.

L'arte delle otto armi
La boxe thailandese, la muay thai, è lo sport nazionale: usa pugni, gomiti, ginocchia e stinchi, e ogni incontro si apre con una danza rituale.

La spiaggia del cinema
Maya Bay, resa celebre dal film The Beach, è stata chiusa e poi riaperta con regole severe per far tornare gli squali pinna nera.

Il Triangolo d'Oro
Sul fiume Mekong, in un solo sguardo, si vedono tre paesi: la Thailandia, il Laos e il Myanmar.

Rispetto per il re e per il Buddha
Criticare la monarchia è reato, ci si scalza per entrare nei templi e non è ammesso esibire tatuaggi che raffigurano il Buddha.

Il saluto a mani giunte
Il wai, il saluto con le mani giunte e un lieve inchino, cambia altezza a seconda del rispetto: più le mani sono alte, più il gesto è deferente.

La terra dei sorrisi
La Thailandia è soprannominata la terra dei sorrisi, e il buddismo qui è praticato dalla grande maggioranza della popolazione.