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QUOTA DI PARTECIPAZIONE
LE QUOTE HANNO UN VALORE INDICATIVO E SARANNO CONFERMATE NEL FOGLIO NOTIZIE DI OGNI PARTENZA. | ||
| da ROMA provvisoria | EUR | 1.710 |
| da MILANO provvisoria | EUR | 1.725 |
| Supplemento dal 16 dic al 5 gen | EUR | 320 |
| quote basate su voli Aerolineas Argentinas | ||
| La quota può variare in base al numero di partecipanti | ||
| LA QUOTA COMPRENDE il trasporto aereo, il quaderno di viaggio (solo se disponibile nella nuova versione), la polizza infortuni e l’assistenza completa Europassistance (prendere visione delle condizioni delle due polizze). | ||
| LA QUOTA NON COMPRENDE gli eventuali supplementi per carburante e per controlli di sicurezza applicati dai vettori aerei successivamente alla pubblicazione dei programmi e tutto ciò che non è compreso ne LA QUOTA COMPRENDE | ||
CASSA COMUNE | ||
| CASSA COMUNE IN CORSO DI VIAGGIO | EUR | 700 |
Importo previsto di spesa in corso di viaggio per i servizi non compresi nella quota, si basa sulle esperienze dei gruppi precedenti ed è gestito dal gruppo che elegge un cassiere.Si basa sull'utilizzazione di servizi di medio livello. Consultare il Decalogo, punto 5 per una esauriente spiegazione sulla gestione della cassa Comune. Clicca qui | ||
| ITINERARIO CONSIGLIATO E REDAZIONALE DI VIAGGIO |
| Il Cerro Aconcagua, la più alta 'cumbre' del continente americano (m. 6.959) svetta
isolato nel cielo andino: interamente situato nella Repubblica Argentina a pochi
chilometri dal confine cileno è una tradizionale meta dell’alpinismo
internazionale. Di origine vulcanica è una colossale montagna di rocce
sedimentarie, immensi ghiaioni e vasti ghiacciai: il limite delle nevi oscilla
attorno ai 4.800 metri e dalle sue falde si origina il fiume omonimo che dopo
circa 260 km sfocia nell’Oceano Pacifico. Dal 1983 l’area che circonda la
montagna è stata dichiarata protetta in regime di riserva naturale nell’ambito
del 'Parque Provincial Aconcagua' della Provincia di Mendoza. Il 14 gennaio 1897
la spedizione capitana da E. Fitzgerald dopo vari tentativi raggiunge per la
prima volta la vetta con M. Zurbriggen, imitato un mese più tardi nel corso
della stessa spedizione dall’italiano N. Lanti. Ad eccezione della parete sud la
montagna non presenta difficoltà tecniche particolari: le insidie maggiori
derivano dalle repentine variazioni atmosferiche con temperature spesso polari e
forti venti. L’inizio della primavera australe è il periodo che offre le
maggiori garanzie di stabilità del tempo: oltre ad una buona condizione fisica è
indispensabile un’ottima attrezzatura contro il freddo ed il vento. La via di
salita, anche in funzione delle condizioni ambientali che troveremo, potrà
essere la «via Normale» che raggiunge la cima nord lungo il versante nord
ovest della montagna oppure la cosiddetta 'via dei Polacchi', aperta nel
1934 dalla spedizione polacca capitana da W. Ostrowski, che raggiunge la cima
nord lungo la cresta est, interamente in ambiente glaciale e con una più lunga
marcia avvicinamento al campo base. In volo dall’Italia a Buenos Aires
e quindi sempre in volo a Mendoza per il disbrigo delle formalità
relative ai permessi, il reclutamento di muli ed arrieros per il
trasporto dei bagagli al campo base, l’eventuale nolo di attrezzatura e
l’acquisto di viveri. Da Mendoza in auto, risalendo la vallata disabitata attraverso la strada che unisce il Cile all’Argentina, raggiungeremo la località Puente del Inca (m 2.730), punto di partenza per Plaza de Mulas campo base per la salita lungo la 'via Normale' oppure Punta de Vacas (m 2.800), poco prima, punto di partenza per Plaza Argentina campo base per la salita lungo la 'via dei Polacchi': in entrambi i casi la distanza fra le suddette località ed il campo base – rispettivamente di km 40 e km 60 – in ambiente selvaggio e magicamente desolato, verrà coperta con l’ausilio dei muli per il trasporto dei bagagli. Via Normale. Dopo il necessario acclimatamento a Plaza de Mulas (m 4.200), con la possibilità di salire il Cerro Cuerno (m 5.462), sarà necessario allestire due campi alti per raggiungere la cima nord (m 6.959): campo 1 (m 5.400) Nido de Condores e campo 2 (m 6.100) Plantamura. Da qui, condizioni metereologiche permettendo, è possibile effettuare in giornata la salita alla vetta per il 'Gran Traverso' e la famosa «Canaletta» finale, largo canale di sassi e neve 40-45 gradi. Via dei Polacchi.Acclimatamento a Plaza Argentina (m 4.100) e tre campi alti prima di raggiungere la cima nord: campo 1 (m 5.200) Portezuelo Ameghino, campo 2 (m 5.850) alla base del Polish Glacier e campo 3 (m 6.400) Petra Bandera. Peraltro dalla base del Polish Glacier esiste la possibilità di una traversata per ricongiungersi alla via normale di salita all’altezza dei bivacchi Plantamura, Libertad e Berlin, cioè la tradizionale base per l’attacco finale alla vetta lungo la via normale. La nostra splendida avventura nell’area del Cerro Aconcagua potrà concludersi con una variante, lungo la discesa a Puente del Inca, nei pressi di Plaza Francia (m 4.100), campo base della parete sud e privilegiato punto di osservazione sulla maestosità verticale dei 3.000 metri di una delle più difficili pareti del mondo. Quindi il rientro in auto a Mendoza e via Buenos Aires in volo per l’Italia. Verranno presi accordi con i partecipanti per l’attrezzatura d’alta quota e i viveri da portare dall’Italia. |
| L’Itinerario Consigliato e Redazionale Geografico è un racconto-relazione di viaggio scritto e aggiornato dai partecipanti e dai coordinatori su una esperienza di vita vissuta che contiene descrizioni di località, itinerari, ambientazioni culturali, storiche, letterarie ed ha con i viaggi pubblicati un rapporto di semplice informazione geografica e culturale e di suggerimento sull’itinerario da seguire che in ogni caso rimane soggetto alle decisioni del gruppo nello spirito dell’autogestione del viaggio. In considerazione di ciò, non è parte integrante del contratto di viaggio |