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QUOTA DI PARTECIPAZIONE
LE QUOTE HANNO UN VALORE INDICATIVO E SARANNO CONFERMATE NEL FOGLIO NOTIZIE DI OGNI PARTENZA. | ||
| da ROMA | EUR | 2.870 |
| da MILANO | EUR | 2.835 |
| Supplemento Estate | EUR | 150 |
| Supplemento voli nazionali se necessari | ||
| la quota è suscettibile di variazioni per effetto del vettore utilizzato | ||
| Il Saka Dawa si svolgerà il 15 giugno | ||
| LA QUOTA COMPRENDE il trasporto aereo, la guida Nepal del Centro Studi, la polizza infortuni e l’assistenza completa Europassistance (prendere visione delle condizioni delle due polizze), il costo del visto collettivo per la Cina, un pacchetto di servizi comprendente tutti i trasporti, i trasferimenti in auto, i portatori durante il trek con l’ufficiale di collegamento, il Trekking Permit, tutti i pasti durante il trek e il soggiorno in Tibet. L’eventuale necessità di utilizzare un volo charter da Nepalgunj a Simikot in sostituzione del volo di linea potrà comportare un aumento. | ||
| LA QUOTA NON COMPRENDE gli eventuali supplementi per carburante e per controlli di sicurezza applicati dai vettori aerei successivamente alla pubblicazione dei programmi e tutto ciò che non è compreso ne LA QUOTA COMPRENDE | ||
CASSA COMUNE | ||
| CASSA COMUNE IN CORSO DI VIAGGIO | EUR | 250 |
Importo previsto di spesa in corso di viaggio per i servizi non compresi nella quota, si basa sulle esperienze dei gruppi precedenti ed è gestito dal gruppo che elegge un cassiere.Si basa sull'utilizzazione di servizi di medio livello. Consultare il Decalogo, punto 5 per una esauriente spiegazione sulla gestione della cassa Comune. Clicca qui | ||
| ITINERARIO CONSIGLIATO E REDAZIONALE DI VIAGGIO |
| Si apre una nuova frontiera sul confine tra Nepal occidentale e Tibet. Potremo percorrere a piedi la mulattiera che da Simikot porta in Tibetlungo la valle di Humla solcata dal fiume Karnali (conosciuto anche come Purang River o Mabjha Khabad, il fiume che esce dalla bocca del pavone), fino a raggiungere i mitici laghi di Manasarovar e Raksha ed il monte Kailash, sacro alle religioni induista, buddista, bön e jainisti, chesi innalza aldilà dell’Himalaya sul pianoro tibetano ed è considerato il «centro del mondo» da milioni di fedeli. Per i Buddisti, ogni giro compiuto a piedi attorno alla montagna è un momento di avvicinamento al Nirvana. Alcuni affrontano i cinquanta chilometri del kora (il periplo della montagna) in una sola giornata, altri impiegano anche due settimane procedendo con una infinita serie di genuflessioni. In volo dall’Italia a Kathmandu e volo per Nepalganji e Simikot (2.900 m), capoluogo del distretto di Humla. Ci aspettano cinque giorni di cammino fra valli alpine. Scendiamo sul fondovalle a 2.400 m ed iniziamo una lenta risalita fra villaggi abitati da genti Chhetri e Takuri. La pista, in saliscendi, attraversa i villaggi di Kermi, Yalbang con i loro tempietti induisti e lamaisti per poi alzarsi verso Muchu, Mota Gompa e Yari con case tibetane e abitanti bothia (termine indiano per indicare i Tibetani). Lungo il tratturo incontreremo migliaia di capre cariche di sacchetti di riso e salgemma, queste carovane testimoniano che questo sentiero è un millenario tragitto commerciale. E con loro pastori e mercanti, sciamani e pellegrini. Ormai acclimatati, superiamo il Nara la (4.600 m) ed entriamo nella regione di Ngari (Ali) (Tibet occidentale) alla frontiera fra Hilsa e Sher. Visitiamo il gompa di Kojarnath, dell’ordine Sakia, e in jeep o camion per Taklakot, antico bazar, L’ambiente è differente ed è quello arido dell’altopiano. Dopo il lindo villaggio di Toyo valichiamo il Gurla la (a fianco del Gurla Mandatha e ci affacciamo su una delle pianure più sacre della terra, solcata dai meandri del fiume Sutlej. Il monte Kailash (6.614 m) si staglia solitario innanzi a noi. Sarà un momento emozionante. Migliaia di anni fa i primi sadhu indiani si affacciarono oltre l’Himalaya, la dimora delle nevi, e individuarono l'asse del mondo e il lingam di Shiva in questa piramide di diamante. La strada scende dolcemente nella piana costeggiando il lago Rakshah, il lago dei demoni, e raggiungiamo i monasteri di Gossul Gompa e Chiuarroccati sulla riva rocciosa del sacro Manasarovar (4.274 m). Pellegrini indi e fedeli tibetani compiono il periplo del lago e si immergono nelle acque presso i cosiddetti «cancelli». Disposto sul margine settentrionale della piana di Bharka, il villaggio di Darchen (grande bandiera di preghiera) (4.620 m) è il punto da cui inizia il pellegrinaggio attorno al Kailas: una dozzina di case ed una tendopoli. Lo sguardo spazia per più di duecento chilometri, oltre la piana che abbiamo percorso, verso l’imponente Gurla Mandata (7.117 m) che si staglia isolato sull’orizzonte meridionale. Alle sue spalle fanno capolinole cime nepalesi del Saipal (7.031 m), dell’Api e quelle del Garwal Himal in India con il Nanda Devi, il Trisul, è un orizzonte infinito costellato di vette. Da tutta l’immensa regione di Ngari (ilTibet occidentale), ma anche dal Tibet centrale e dal Kam, centinaia di pellegrini sono venuti per intraprendere il kora (periplo della montagna): indossano cappelli dalle più strane fogge; sopra la chuba, la grande palandrana scura, portano fasce coloratissime. I più poveri si difendono dal freddo con abiti tagliati nella pelle di yak, le donne che giungono dal nord indossano mantelli rossi e neri. Con la nostra carovana di yak e cavalli, li seguiremo affrontando il cammino in tre giornate ed incontrando i pellegrini Bön che compiono il kora in senso inverso al nostro. Le tappe di questo percorso esoterico si snocciolano come il rosario fra le mani dei fedeli: i quattro chhatsal ghang (luoghi di genuflessione), il sacro palo o tharboche, le quattro impronte di Buddha (tib, shapje dragdog), il Chorten Kanggni (lett.: chorten d’ingresso del kora), i luoghi legati alla leggenda di Gesar di Ling, il lago Gaurikhund (tib. Tuuje Chempo tshom; lago del grande e compassionevole Bodhisattva), ed i gompa di Chhökua 4.820 m, Driraphug, Zutrulpugh. Il punto più elevato è il DolmaLa a 5.600 metri. Chi lo valica, ci ricorda Lama Govinda, entra in una nuova vita. Tornati a Darchen, una breve salita permette la visita dei monasteri di Gyengtak, Silung e la vista della imponente parete suddel Kailash. Riprendiamo le nostre jeep e iniziamo il ritorno. Procediamo verso est e, valicato il Mayum la, entriamo nella ampia valle del Tsangpo (Brahamaputra) dove vagano i pastori Drokpa. Fra colline di 6.000 metri, pascoli, dune di sabbia, guadi e spazi sterminati incontreremo le loro tende nere e le mandrie di yak che punteggiano i pendii attorno agli accampamenti: un ambiente dove ogni montagna presenta i colori più vari. Raggiungiamo Saga e traghettiamo il Brahamaputra verso il lago Paicü Tsö sotto l’imponente bastionata dello Xixapagma (8.012 m) e delle montagne più settentrionali del Langtang Himal raggiungendo lo spartiacque e scendendo attraverso la valle di Nyalam fino in Nepal e Kathmandu. Infine il volo di ritorno in Italia. ESTENSIONE LHASA I gruppi potranno chiedere l'inserimento nel programma di Sakya-Shigatse, Gyantse e Lhasa con rientro a Kathmandu in aereo (durata viaggio 25 giorni con supplemento) |
| L’Itinerario Consigliato e Redazionale Geografico è un racconto-relazione di viaggio scritto e aggiornato dai partecipanti e dai coordinatori su una esperienza di vita vissuta che contiene descrizioni di località, itinerari, ambientazioni culturali, storiche, letterarie ed ha con i viaggi pubblicati un rapporto di semplice informazione geografica e culturale e di suggerimento sull’itinerario da seguire che in ogni caso rimane soggetto alle decisioni del gruppo nello spirito dell’autogestione del viaggio. In considerazione di ciò, non è parte integrante del contratto di viaggio |