ALTO E BASSO DOLPO TREK
Ambizioso trek che collega Alto e Basso Dolpo con Mustang
 
CARATTERISTICHE DEL VIAGGIO
DURATA33 GIORNI
date e durate definitive sono indicate nella tabella Partenze Programmate
PERIODOda Apr a Ott
PERNOTTAMENTI
tenda e alberghetti
TRASPORTI
volo andata su Juphal, a piedi sino a Jomsom e rientro in volo da Jomsom
PASTI
cucina da campo e ristorantini
DIFFICOLTA'
7 passi oltre 5.000 m
VISTI E VACCINAZIONI Il visto si prende in arrivo e si paga con la cassa comune, costo visto in arrivo 25$ per soggiorni di 15 gg, 40$ per soggiorni di 30 gg.
Scaricare il form di richiesta da presentare all’arrivo da http://www.nepalimmigration.gov.np/?page_id=119
Il visto può essere richiesto anche al Consolato del Nepal di Roma presso Viaggi Nel Mondo Srl, Largo Carlo Grigioni 7, 00152 Roma. Inviare con  Corriere Espresso insieme alla scheda di prenotazione il passaporto con la validità residua di almeno 6 mesi dalla data di partenza, 1 foto tessera a colori ed il modulo compilato e firmato SCARICABILE QUI. Il costo del visto di 15 giorni è di 25 euro, il costo del visto di 30 giorni è di 40 euro, il costo verrà addebitato sul foglio notizie. Per coloro che decidono di prendere il visto in arrivo suggeriamo la procedura della richiesta preventiva online per mezzo del sito http://online.nepalimmigration.gov.np che facilita e velocizza l'entrata nel Paese.
Passaporto valido per almeno 6 mesi.
Raccomandata profilassi antimalarica (clorochino-resistente) e l’antitifica, se si visita il Terai.
Il trek permit si prende in arrivo.
INFORMAZIONII coordinatori segnalati hanno effettuato il viaggio e possono dare informazioni.Rivolgetevi a loro con la cortesia che si usa tra amici.

Giuseppe POMPILI - Tel. 3358148325

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PARTENZE IN GRUPPO PROGRAMMATE
Codice
Partenza
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Prenotati
Offerte/Note
 
8960
30-06-2018
01-08-2018
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28-07-2018
29-08-2018
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25-08-2018
26-09-2018
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22-09-2018
24-10-2018
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Clicca sul mese per vedere le partenze programmate
GIU 2018
LUG 2018
AGO 2018
SET 2018

QUOTA DI PARTECIPAZIONE

LE QUOTE HANNO UN VALORE INDICATIVO E SARANNO CONFERMATE NEL FOGLIO NOTIZIE DI OGNI PARTENZA.
da ROMA e da MILANO EUR
4.880
Supplemento Estate, Ottobre EUR
180
Supplemento voli nazionali se necessari
la quota è suscettibile di variazioni per effetto del vettore utilizzato
Per partenze da altre città indicare la preferenza sulla scheda
quote basate su minimo 6 partecipanti
LA QUOTA COMPRENDE il trasporto aereo, compreso il volo a/r per Juphal, nella classe e con i voli previsti da Roma e Milano (Supplemento qualora siano necessarie tratte nazionali in coincidenza con il volo internazionale), la guida Nepal del Centro Studi, la polizza infortuni e l’assistenza completa Europassistance (prendere visione delle condizioni delle due polizze), sherpa, portatori, tende, pensione completa per i 28 giorni di trek, due trekking permit necessari per accedere al Dolpo.
LA QUOTA NON COMPRENDE gli eventuali supplementi per carburante e per controlli di sicurezza applicati dai vettori aerei successivamente alla pubblicazione dei programmi e tutto ciò che non è compreso ne LA QUOTA COMPRENDE

CASSA COMUNE
CASSA COMUNE IN CORSO DI VIAGGIO EUR
200
Importo previsto di spesa in corso di viaggio per i servizi non compresi nella quota, si basa sulle esperienze dei gruppi precedenti ed è gestito dal gruppo che elegge un cassiere.Si basa sull'utilizzazione di servizi di medio livello. Consultare il Decalogo, punto 5 per una esauriente spiegazione sulla gestione della cassa Comune. Clicca qui

ITINERARIO CONSIGLIATO E REDAZIONALE DI VIAGGIO
Il Dolpo è un territorio remoto e spettacolare dell’Himalaya nepalese. La parte bassa e alta della regione costituiscono due paesi diversi, anche etnograficamente, separati da alti passi. Tarap e Phoksumdo formano il Basso Dolpo, terra di confine fra i Magar induisti del massiccio del Dhaulagiri ed i tibetani buddisti e bön degli altopiani dell'Alto Dolpo, che per anni, è stato il santuario dei guerriglieri Khampa, rifugiati tibetani che fino all’ultimo hanno lottato contro l’occupazione cinese del Tibet dopo il 1959. Sibu, Nang-Khong, Panzang, le tre valli dell'Alto Dolpo, rimasero inaccessibili fino al 1990 quando venne aperto il Basso Dolpo e solo nel 1994 vennero finalmente rilasciati i permessi per l'Alto Dolpo. La difficoltà di accesso e gli alti costi dei permessi hanno costituito una barriera efficace nel preservare la regione dall'influsso del turismo di massa, fatto che rende ancor oggi l'Alto Dolpo un mondo incontaminato dove perdersi nella contemplazione dei paesaggi, tra antichi chorten e monasteri. Gli escursionisti stranieri sono pochi e muoversi in autonomia è indispensabile dato che la regione è scarsamente popolata e quasi totalmente priva di possibilità di alloggio, del tutto fuori dai percorsi commerciali. Soprattutto nella parte più interna, quella più inaccessibile, quella che percorrerà questo trekking e che è stata ben descritta nel libro “Il leopardo delle nevi” di Peter Mathiessen, recentemente ripubblicato in Italia. Questa grande traversata si propone di unire in un'unica visita Alto e Basso Dolpo per arrivare sino al Mustang, incontrando le popolazioni che vivono nel Bö Yul, il paese nascosto, in valli dove la natura ha usato tutta la tavolozza dei colori dagli ocra dei sedimenti fossili al profondo blu del lago Phoksumdo, dalle nevi perenni delle vette ai sempreverdi dei pini. Il nostro viaggio inizia da Juphal, dove arriviamo in volo da Nepalgunj. Iniziamo il percorso in senso antiorario, secondo la tradizione bön. Da Dunai risaliamo lentamente il fiume Bheri tra campi e boschetti, forti e monasteri. In tre giorni raggiungiamo Dho Tarap con i suoi chorten bön e nyingma-pa. Proseguendo, troviamo i bei villaggi di Khakar e Tokyu. Superiamo quindi due passi alti oltre 5000 m, il Num La e il Baga La per riportarci nella valle del torrente Phoksumdo, che risaliremo sino all'omonimo lago. Entrati nell'Alto Dolpo, proseguiremo in senso orario, in omaggio alla tradizione buddista. Dopo il primo passo a oltre 5000 m raggiungeremo il sacro Shey Gompa e la “Montagna di Cristallo”. Arrivati al villaggio di Saldang ci inoltreremo in regioni sempre più remote, attraverso alti passi tutti sopra i cinquemila: Sele, Chharka e Sangda. E’ l’antica “via del Sale”, che collegava il Tibet al Nepal, oggi itinerario di rispetto della Great Himalaya Trail che congiunge il Dolpo alla valle di Kali Gandaki e a Jomsom, termine del trek.

Arriviamo a Kathmandu il giorno successivo alla partenza dall'Italia, poi il giorno dopo direttamente a Nepalgunj. Superiamo in volo i 500 km circa che separano la capitale da Nepalgunj, città nepalese di 140.000 abitanti situata al confine con l'India, nella pianura del Terai Da Nepalgunj voliamo a Juphal (Dolpa Airport, 2530 m). Qui ha inizio il nostro percorso in senso antiorario, secondo la tradizione bön. Scendiamo per 300 m di dislivello sino a incontrare il fiume a fondovalle. Il sentiero porta alla confluenza fra Barbung Khola e Suli Gad. Dopo 2 ore in falsopiano giungiamo a Dunai, capoluogo con caserma della polizia e check-point Il sentiero corre ora fra i campi e boschetti lungo la sinistra orografica del fiume Bheri (Barbung Khola). Si attraversa quindi il ponte continuando sulla destra orografica a mezzacosta poco sopra il fiume, fino a una confluenza.  Si passa un ponte sul Barbung Chu ed ecco comparire in alto le varie frazioni di Tarakot (2800 m), antica capitale di questo piccolo regno annesso dai Gorka alla fine del 1700. Ci sono check-point subito dopo il ponte e prima del villaggio. Il villaggio di Tarakot comprende vari insediamenti, alcune frazioni come quella di Dzong (il forte), Ba, Tup e Dri'kung con il tempio di Dar-sa (centro di diffusione della dottrina), il maggior tempio del Tichurong. Da Dzong un'ora di salita porta alla frazione di Dri-k'ung. Localmente è chiamato 'gompa'. Ritornati lungo la valle principale si incontrano un ponte metallico e un altro check-point. In mezzacosta con un paio di salite a zig-zag mozzafiato la tappa arriva ad un lunghissimo ponte poco a valle della confluenza fra il Barbung Khola ed il Tarap. Aldilà si giunge al check-point nella caserma detta di Kanigaon posta di fronte a Sandul gompa (Pacificatore della terra). Alle spalle della caserma un sentiero conduce ai gompa di Kane e di Pär-le Gonpa (Monastero della svastica nel bosco dei ginepri). Fra gigantesche conifere ci avviamo sulla via dei ponti passando numerose volte da una sponda all’altra del fiume. S'incontrano muri mani e chorten.
Proseguiamo sulla destra orografica del Tarap Khola, superando la località Toltol, alla confluenza col torrente Tortor. Il sentiero, molto accidentato, ci porta in tre giorni all’oasi di Tarap. La pista ormai è in falsopiano e sale lungo la sinistra orografica dell fiume, con una lieve impercettibile salita. Infine compaiono le prime case e il verde smeraldo dei campi d'orzo di Dho (Dho Tarap o Tarapgaon) a 3944 m. Ponte sul torrente che scende da Do-Ro. Un khani di ingresso e muri mani marcano l'ingresso del villaggio. Poco prima del villaggio di Dho Tarap, sul pendio, sorge un piccolo tempio Sakya (oggi Nyingma-pa) con una minuscola cappella a forma di chorten che contiene un chorten. All'altra estremità di Dho due chorten-kani, uno bön ed uno nyingma-pa. Proseguendo troviamo la Cristal Mountain School, scuola patrocinata da Action Dolpo.
Ed eccoci a Kakar (Ga-ka o Gad-dKar) bellissima frazione con il gompa disposto su una cresta sopra il villaggio. Procedendo si raggiunge la frazione di Ciumag. Il sentiero è ormai lungo il torrente e giunge a un ponte che porta sulla destra. Le case vengono indicate come Tok-khyu. (tok: superiore e khyu: corre o scorre).
Giunti al passo di Num La, lo sguardo spazia verso sud-est sulla catena del Dhaulagiri con le sue vette di oltre settemila metri fino al Phuta Himal. Sullo sfondo compaiono i colossi degli Annapurna. Scendiamo dal passo su di un fondovalle erboso per poi affrontare il Baga La, 5.070 m, e quindi discendere nuovamente di quasi mille metri lungo la valle del Maduwa Khola. Proseguiamo la discesa lungo il Maduwa Khola sino alle case di Maduwa. Quindi una breve salita ci porta a un punto panoramico dove si avvista per la prima volta  in lontananza il lago di Phoksumdo. Il sentiero ora scende tra boschi di betulle fino al tratto superiore del Phoksumdo Khola, per poi salire dolcemente sino al villaggio di Ringmo (3640 m), un grazioso insediamento costituito dalle caratteristiche case in pietra col tetto piatto, numerosi muri mani e antichi chorten. Di fronte a noi ecco un gigante del nostro trekking: la catena del Kanjiroba con il Kanjeruwa che si riflette nel lago Phoksumdo, gemma incastonata fra pareti verticali. Sulle sue rive visitiamo il gompa di Ringmo (3600 m) mentre un’altra deviazione ci permette di raggiungere il tempio bön di Pugmo.
Dalla sponda orientale del lago un sentiero giunge al bianco Gompa di Thasung Chholing. Panorami su Ringmo e sulla cima innevata dello Sonam Kang (5916 m).
Un sentiero panoramico conduce al passo di Kank La, porta d'accesso all'upper Dolpo interno. Alla confluenza con il torrente Sephu Khola si trova il gompa di Shey.
Giorno di riposo e visita nei dintorni, in particolare al monastero di Tsakhang ai piedi del Monte Riou Doukta, "la montagna di cristallo". Tappa in salita lungo una stretta valle dove si incontrano alcuni pascoli di yak e capre. Si potranno forse vedere alcune carovane di yak che si muovono tra il Tibet e l'Alto Dolpo, trasportando cereali e raccolti. Si prosegue verso il Passo di Sele La 5094 m. Dal passo si gode uno splendido panorama che spazia fino al Tibet. Ora il sentiero scende velocemente al fondo valle sino al gompa di Namgung.
Corta e facile tappa per giungere al villaggio di Saldang sulla sponda del torrente Nagon Khola. Saldang è il villaggio più grande della regione con scuola, centro medico e monastero.
Si discende la valle di Nagon lungo un sentiero che, con vari saliscendi, percorre la riva sinistra del torrente. Lungo il percorso si incontrano i villaggi di Tiling e Kyi con i numerosi e caratteristici chorten. Giunti alla confluenza di Thora con il Panzang Khola, il fiume verde, attraversato un ponte, si raggiunge in salita il monastero di Yangjir, il più antico del Dolpo.
Proseguiamo seguendo il corso del fiume fino al bel villaggio di Shimengaon, dove posizioneremo il campo nei pascoli sopra il villaggio.
Dal villaggio di Shimengaon continuiamo lungo la stessa valle del Paniyan Khola fino al piccolo insediamento di Phalwa (4090 m) per arrivare al villaggio di Tinjegaon.
Proseguiamo in leggera salita, lungo la valle del Paniyan Khola. Restando sulla destra orografica sino a porre il campo nei pressi di un prato erboso, pascolo di yak.
Continuiamo lungo un sistema di alte valli per salire poi al Mo La chiamato anche Chharka La. Una lunga traversata in leggera discesa ci conduce al pittoresco villaggio di Chharka con lo scorcio del Dhaulagiri sullo sfondo.
Ultimo giorno di riposo prima di affontare gli ultimi due alti passi che ci porteranno nella valle della Kali Ganadaki, in Mustang.
Lasciato questo ultimo insediamento, seguiamo il corso del Chharka Khola per giungere attraverso un'alta valle piatta e desertica fino ai pascoli di Yak Kharka.
Giornata impegnativa con la lunga salita al Sangda La o Jungben La (5550 m) da dove si apre la visione sulla catena dell’Annapurna. Superato quest'ultimo perdiamo rapidamente quota fino ad attraversare il Lhanhimar Khola, dove poniamo il campo. Se le forze ce lo permettono, scenderemo ancora al più confortevole sito per campeggio nei pressi del torrente di Ghaldan Ghuldun, quasi mille metri più in basso.
Scendiamo gradualmente attraversando un bel paesaggio. Quindi una leggera salita ci porta ad attraversare un ponte sospeso per giungere al piccolo villaggio di Sangda.
Dal villaggio saliamo in traversata verso un colle a circa 4300 m. Dalla cresta, abbiamo una magnifica vista, guardando verso la valle del Mustang con i Kagbeni, Jharkot e sull'alto lato della valle, Muktinath, mentre in alto spiccano le cime innevate del Thorung Peak, del Niligiri, del Tilicho Peak e del massiccio dell’Annapurna. Scendiamo poi ripidamente verso la valle di Kali Gandaki per fermarci a Phalak, un’interessante villaggio con piccoli monasteri.
Ultimo giorno di cammino lungo un ripido sentiero che scende a Kagbeni, porta d’accesso al Mustang. Infine, seguendo la strada carrozzabile che si snoda lungo la sinistra orografica della valle di Kali Gandaki, giungiamo a Jomsom.
Voli in coincidenza tra Jomsom - Pokhara e poi tra Pokhara - Kathmandu. Possibilità di rientro  via terra in bus privato in giornata da Jomsom a Kathmandu in caso di maltempo
Giorno di margine o visita di Kathmandu e dintoni (Pagan, Bhaktapur).
Rientro in Italia in giornata, partendo presto al mattino da Kathmandu.
L'Itinerario Consigliato e Redazionale Geografico è un racconto-relazione di viaggio scritto e aggiornato dai partecipanti e dai coordinatori su una esperienza di vita vissuta che contiene descrizioni di località, itinerari, ambientazioni culturali, storiche, letterarie ed ha con i viaggi pubblicati un rapporto di semplice informazione geografica e culturale e di suggerimento sull'itinerario da seguire che in ogni caso rimane soggetto alle decisioni del gruppo nello spirito dell'autogestione del viaggio. In considerazione di ciò, non è parte integrante del contratto di viaggio