|
|
| |||||||||||||||||||||||||||||||||
QUOTA DI PARTECIPAZIONE
LE QUOTE E LE CONDIZIONI DI PARTECIPAZIONE HANNO UN VALORE INDICATIVO E SARANNO CONFERMATE NEL FOGLIO NOTIZIE DI OGNI PARTENZA. | ||
| da ROMA e MILANO IN PREPARAZIONE | ||
| La quota è calcolata per un gruppo di sei pax ed è soggetta a variazioni in dipendenza dal numero d'iscritti e delle tariffe vol | ||
| PERMESSO PER LA MONTAGNA: non essendo possibile conoscere l'ammontare esatto delle royalties per il 2007, la quota NON COMPRENDE | ||
| il costo del permesso per l’ascensione, da versare con grande anticipo. Sino al 2006 era pari a 750 dollari/pax. | ||
| N.B.: Ogni spedizione è tenuta a versare alle autorità pakistane la cauzione (rimborsabile al termine del viaggio) di 6000 usd | ||
| per l’eventuale uso d’emergenza dell’elicottero fino al campo base. | ||
| Le quote di partecipazione sono indicative e possono variare in base al numero di partecipanti | ||
| LA QUOTA COMPRENDE Il trasporto aereo, il quaderno di viaggio (solo se disponibile nella nuova versione), la polizza infortuni e l’assistenza completa Europassistance (prendere visione delle condizioni delle due polizze), il trasporto via terra da Islamabad a Skardu e Askole, un cuoco e l’aiuto cuoco, l’equipaggiamento da campo e il vitto per 30 giorni al campo base, il coordinamento di un partecipante esperto, l’uso del sacco iperbarico. Ogni altra spesa in cassa comune. La quota non comprende il permesso di salita, la spesa per l’ufficiale di collegamento, gli eventuali portatori, le cartucce di gas, i viveri per i campi alti e per i controlli di sicurezza. | ||
| LA QUOTA NON COMPRENDE gli eventuali supplementi per carburante e per controlli di sicurezza applicati dai vettori aerei successivamente alla pubblicazione dei programmi e tutto ciò che non è compreso ne LA QUOTA COMPRENDE |
CASSA COMUNE | ||
| CASSA COMUNE IN CORSO DI VIAGGIO | EUR | 600 |
Importo previsto di spesa in corso di viaggio per i servizi non compresi nella quota, si basa sulle esperienze dei gruppi precedenti ed è gestito dal gruppo che elegge un cassiere.Si basa sull'utilizzazione di servizi di medio livello. Consultare il Decalogo, punto 5 per una esauriente spiegazione sulla gestione della cassa Comune. Clicca qui | ||
| ITINERARIO CONSIGLIATO E REDAZIONALE DI VIAGGIO |
| Il Broad Peak deve il nome al fatto che la cima è lunga quasi due
chilometri. Noto anche come K3 (terza montagna del Karakorum di cui è
stata misurata l’altezza, dopo il famoso K2) il Falchan Kangri
o 'La Cima Larga' è il 12-esimo 8000 in ordine d’altezza, salito
per la prima volta nel 1957 da una spedizione austriaca di cui facevano parte
Kurt Diemberger e Hermann Buhl. Dall'Italia in volo
a Islamabad, dove facciamo una sosta necessaria al disbrigo delle formalità.
Un bus privato ci porterà lungo la KKH fino a Skardu, 2287
m, capoluogo del Baltistan, dove ci aspettano le jeep per Askole,
da cui ha inizio il trekking di sei giorni lungo l'interminabile ghiacciaio del
Baltoro fino al Circo Concordia, 4687 m, da cui, in quattro ore
di marcia, raggiungiamo il Campo Base del Broad Peak, posto alla quota
di circa 4900 m. La spedizione prevede una durata complessiva di sette settimane,
di cui almeno quattro saranno dedicate al tentativo alla cima. La salita,
consigliata ad alpinisti che abbiano esperienza di alta montagna, avverrà
in autonomia. Tutti i membri della spedizione contribuiranno al trasporto del
proprio materiale su e giù per la montagna e alla preparazione dei campi
alti. Saliremo lungo la cresta ovest, la cosiddetta Via degli austriaci.
Lasciato il Campo base, il primo ostacolo per arrivare all'attacco della
via è costituito da un cammino tortuoso della durata di un'ora circa tra
vele di ghiaccio alte 20 m e torrenti glaciali. Dopo alcuni passaggi il terreno
diventa più agevole e permette panorami mozzafiato sul K2 che si
erge davanti per l'intero tragitto. Dopo aver risalito una scomoda traccia rocciosa
raggiungiamo la terminale, secondo ostacolo prima di raggiungere i pendii inferiori
della cresta ovest. Ad inizio stagione questo crepaccio è attraversabile
su di un ponte di neve, e diviene più impegnativo quando la neve si scioglie,
rendendo necessaria o un'arrampicata esposta attraverso l'icefall oppure
una breve doppia nella terminale stessa. I pendii che portano al Campo 1 vanno
dalla neve fonda di giugno alla roccia e al ghiaccio nero della fine di luglio.
La natura sempre mutevole di questi pendii durante l’arco della giornata
richiede una partenza per tempo onde avvantaggiarsi delle condizioni più
stabili del terreno. In genere sono presenti corde fisse nelle parti più
esposte. Dopo quasi otto ore di sforzi ci da al benvenuto lo spiazzo del Campo
1, posto alla quota di 5800 m. E' questo il luogo più esposto e spettacolare
dell'intera via, dove avremo l'opportunità di riposare ammirando il ghiacciaio
sottostante. La salita sopra il C1 richiede la massima attenzione perché
qui s’incontra la parte più ripida dell'intera via. Avvicinandosi
al Campo 2 dovremo arrampicare alcuni risalti rocciosi molto esposti. Poco
sopra i risalti il pendio diventa quasi pianeggiante, luogo ideale per una sosta
che offre viste incomparabili sul Baltoro fino al K2. Lasciamo il
Campo 2 risalendo la cresta ovest, in modo da avvicinarci ai pendii superiori
del Broad Peak. La cresta è di terreno misto sino ad un couloir
che sbocca su di un ampio campo di neve. Lo risaliamo per riprendere il filo di
cresta, che seguiremo sino ad un ulteriore pendio di neve. Alla quota di 7200
m circa, stabiliamo il Campo 3. (La vetta può già essere
tentata già dal Campo 3, ma è più prudente montare anche
il Campo 4). Un lungo traverso, non sempre facilmente individuabile tra
le seraccate, porta a pendii più dolci ma con neve spesso abbondante ed
inconsistente. Qui inizia la parte più impegnativa della salita. Ci dirigiamo
verso il grosso colle che separa la cima principale da quella centrale, risalendo
un pendio a 30 gradi, tra balze di ghiaccio e seracchi, sino agli ultimi 50 m
che si raddrizzano sino a 50°, appena sotto la sella a 7800 m di quota. La
cresta sommitale si alza ripida e sinuosa sul lato sud. Dopo una novantina
di metri, il pendio si fa più dolce ma restano ancora alcuni gendarmi rocciosi
da superare (corde fisse generalmente sul posto) prima del breve e pianeggiante
tratto che porta in vetta. In media, l'andata e il ritorno dal Campo 3 alla
vetta richiedono 14 ore. Dalla cima potremo godere una vista incredibile sul K2,
sul gruppo dei Gasherbrum e sui ghiacciai Baltoro e Godwin Austen.
La via del ritorno ci vede rientrare ad Askole attraverso il passo di Gondoghoro,
5625 m. Da Skardu in aereo, tempo permettendo, fino a Islamabad
dove avrà inizio il nostro volo di ritorno in Italia. L'ascensione delle più alte vette del mondo è un'impresa potenzialmente rischiosa. I partecipanti devono sapere che ci sono rischi e pericoli che non possono essere tenuti completamente sotto controllo. Devono essere consapevoli di tali rischi e accettarne la presenza come conseguenza inevitabile della salita. E’ richiesta una eccellente condizione fisica e un’ottima pratica d’alpinismo d’alta quota. I partecipanti devono mettersi in contatto con il coordinatore almeno sei mesi prima della partenza e presentare un adeguato curriculum. |
| L’Itinerario Consigliato e Redazionale Geografico è un racconto-relazione di viaggio scritto e aggiornato dai partecipanti e dai coordinatori su una esperienza di vita vissuta che contiene descrizioni di località, itinerari, ambientazioni culturali, storiche, letterarie ed ha con i viaggi pubblicati un rapporto di semplice informazione geografica e culturale e di suggerimento sull’itinerario da seguire che in ogni caso rimane soggetto alle decisioni del gruppo nello spirito dell’autogestione del viaggio. In considerazione di ciò, non è parte integrante del contratto di viaggio |