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QUOTA DI PARTECIPAZIONE
LE QUOTE HANNO UN VALORE INDICATIVO E SARANNO CONFERMATE NEL FOGLIO NOTIZIE DI OGNI PARTENZA. | ||
| da ROMA | EUR | 1.215 |
| da MILANO | EUR | 1.400 |
| Supplemento alta stagione: Estate, Natale-Capodanno | EUR | 55 |
| Basato su voli Air Algerie e su 9 partecipanti | ||
| Per partenze da altre città indicare la preferenza sulla scheda | ||
| LA QUOTA COMPRENDE il trasporto aereo, il quaderno di viaggio, la polizza infortuni e l’assistenza completa Europassistance (prendere visione delle condizioni delle due polizze), un ammontare che riteniamo sufficiente a coprire i trasporti con mezzi pubblici o noleggiati, i portatori o gli animali da soma per bagaglio individuale e comune durante l’escursione. I costi sono stati definiti sulla base di esperienze precedenti, se il fondo si dovesse esaurire i partecipanti si impegnano a versare al coordinatore quanto necessario per il completamento del viaggio. L'eventuale visto di transito per l'Algeria sarà addebitato sul Foglio Notizie. | ||
| LA QUOTA NON COMPRENDE gli eventuali supplementi per carburante e per controlli di sicurezza applicati dai vettori aerei successivamente alla pubblicazione dei programmi e tutto ciò che non è compreso ne LA QUOTA COMPRENDE | ||
CASSA COMUNE | ||
| CASSA COMUNE IN CORSO DI VIAGGIO | EUR | 350 |
Importo previsto di spesa in corso di viaggio per i servizi non compresi nella quota, si basa sulle esperienze dei gruppi precedenti ed è gestito dal gruppo che elegge un cassiere.Si basa sull'utilizzazione di servizi di medio livello. Consultare il Decalogo, punto 5 per una esauriente spiegazione sulla gestione della cassa Comune. Clicca qui | ||
| ITINERARIO CONSIGLIATO E REDAZIONALE DI VIAGGIO |
| Viaggio straordinario, intenso, coinvolgente: i mercati, le moschee di Djennè e Mopti, i mitici villaggi Dogon pieni di magia ancestrale, addossati alla Falesia di Bandiagara che percorreremo a piedi, spostandoci da un villaggio all'altro, immergendoci nella realtà di questa popolazione che nonostante un crescente movimento turistico resta molto povera. L'aspetto inquietante è infatti la povertà e le condizioni di vita difficili, quasi ovunque: la richiesta di medicinali, cibo, vestiario, qualche spicciolo, è pressante, la cosa che consigliamo è di portarsi nello zaino medicinali generici per curare i tanti malati che si incontrano e cancelleria per le scuole dei villaggi. Da Bamako, dove ci lascia l’aereo, raggiungiamo con una camionetta l’affollato porto di Mopti sul delta interno del Niger. Una veloce contrattazione per trovare un camion, o qualsiasi altro mezzo, e inserirci nella zona di Hombori. Tocchiamo Douentza, il caratteristico mercato di Kona, il villaggio di Dala fino a Hombori, incontrando sulla pista pastori nomadi Peul e Gurma. Hombori è al centro di una vasta savana dove all’improvviso si ergono fantastiche formazioni rocciose cesellate dall’erosione dei venti. Dall’alto dei suoi 1.155 metri Hombori Tondo è il punto più elevato con la forma di un perfetto tamburo. Vagheremo fra queste fantastiche guglie che non a torto furono soprannominate le «Dolomiti del Mali» dal gruppo Toguna ‘78 che per primo le scoprì. Rientriamo a Douentza fermandoci a visitare alcuni villaggi, interessanti sia per gli abitanti che per la caratteristica architettura. La zona è abitata prevalentemente da Peul, ma si cominciato a vedere i primi villaggi di Dogon. Iniziamo il trekking per Diaullé, Biendu, Amba, Neni, Banaba attraverso i villaggi della pianura al di fuori di tutti i circuiti turistici dove l’uomo bianco è ancora oggi una grande curiosità. Proseguiamo con la visita a Diankabu e Anakila tipici villaggi della pianura abitati dai Dogon. Il Toguna in quest’ultimo villaggio, da solo, vale la camminata di 20 km. Quindi Domosongo, caro a Marcel Griaule e Yadasongo dove troveremo case in terra mai viste sui libri e pubblicazioni sul Mali, Yogoupiri che gli architetti Spin (autori di «Toguna» ed. Electa) definiscono «villaggio dove la cultura Dogon è rimasta intatta». Il villaggio dal sentiero non si vede, bisogna salire su una collinetta, ma la fatica è ampiamente premiata dallo spettacolo impressionante delle capanne costruite sulla parete sovrastante. Faremo provvista d’acqua, che i Dogon recuperano nella grotta sacra e ci portiamo sul plateau di questa falesia secondaria da cui potremo ammirare la «falaise» in tutta la sua bellezza. Poi riscendiamo a Yougodogorou, fra tutti i villaggi ritenuto il più sacro. Il mito indica che qui i Dogon per la prima volta ebbero coscenza della morte e per esorcizzarla crearono le maschere. Ritorniamo ai piedi della falesia principale alla volta di Tireli fermandoci per via al sacro stagno di Amani. Assistiamo a Tireli alle danze Dogon e poi velocemente riprendiamo il cammino per Nombori rientrando in una zona dove il turismo è pressoché inesistente. Passiamo per Yaba-toulou poi, all’altezza di Teli iniziamo a risalire per il plateau seguendo il sentiero che si inerpica tra rocce e canalonie «giardini» coltivati alacremente dai Dogon. Le 4x4 a cui avevamo dato appuntamento ci verranno a recuperare a Djiguibombo dopo questi magnifici otto giorni. Siamo diretti a Djenné dove traghettiamo per visitare la più bella moschea del Mali e ci immergiamo nel grande mercato del lunedì. Con una baché (auto pubblica) di fortuna rientriamo a Bamako e purtroppo saremo presto sull’aereo per l’Italia. |
| L’Itinerario Consigliato e Redazionale Geografico è un racconto-relazione di viaggio scritto e aggiornato dai partecipanti e dai coordinatori su una esperienza di vita vissuta che contiene descrizioni di località, itinerari, ambientazioni culturali, storiche, letterarie ed ha con i viaggi pubblicati un rapporto di semplice informazione geografica e culturale e di suggerimento sull’itinerario da seguire che in ogni caso rimane soggetto alle decisioni del gruppo nello spirito dell’autogestione del viaggio. In considerazione di ciò, non è parte integrante del contratto di viaggio |