KON-TON PIK (PIK LENIN)
ascensione alla vetta 7.134 m nella catena del Pamir
 
CARATTERISTICHE DEL VIAGGIO
DURATA25 GIORNI
date e durate definitive sono indicate nella tabella Partenze Programmate
PERIODOluglio-agosto
PERNOTTAMENTItenda propria, alberghetti
TRASPORTIauto e piedi
PASTIcucina da campo e al sacco
DIFFICOLTA'scalata d'alta quota molto impegnativa, consultare il capospedizioniere.
VISTI E VACCINAZIONIProvvediamo a prendere i visti per il Kirghistan e l'Uzbekistan, compresi nella quota. Inviare il passaporto e 6 foto.
INFORMAZIONII coordinatori segnalati hanno effettuato il viaggio e possono dare informazioni.Rivolgetevi a loro con la cortesia che si usa tra amici.

Per informazioni:
Roberto VALDEMI - Tel. 348-3009362
Alvaro VENZANO Tel.0461913082
Valter PERLINO - Tel. 0121-543664;
Giancarlo CIMMINO - Tel. 347 2788812;
Gianluca CROCI Tel.41916309373
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QUOTA DI PARTECIPAZIONE

LE QUOTE HANNO UN VALORE INDICATIVO E SARANNO CONFERMATE NEL FOGLIO NOTIZIE DI OGNI PARTENZA.
da ROMA provvisoria EUR
1.910
da MILANO provvisoria EUR
2.000
Supplemento dal 15 Lug al 15 Ago EUR
50
La quota può variare in base al numero dei partecipanti
LA QUOTA COMPRENDE il trasporto aereo, la polizza infortuni e l'assistenza completa Europassistance (prendere visione delle condizioni delle due polizze), trasferimenti da e perl’aeroporto, 2 pernottamenti a Tashkent. Trasferimenti Tashkent - Osh - Campo Base Lenin. Il Peak Permit e tutti i pasti con servizio di cuoco, i visti consolari.
LA QUOTA NON COMPRENDE il costo del trasferimento dei bagagli dal campo base al Campo l e gli eventuali supplementi per carburante e per controlli di sicurezza applicati dai vettori aerei successivamente alla pubblicazione dei programmi e tutto ciò che non è compreso ne LA QUOTA COMPRENDE

CASSA COMUNE
CASSA COMUNE IN CORSO DI VIAGGIO EUR
250
Importo previsto di spesa in corso di viaggio per i servizi non compresi nella quota, si basa sulle esperienze dei gruppi precedenti ed è gestito dal gruppo che elegge un cassiere.Si basa sull'utilizzazione di servizi di medio livello. Consultare il Decalogo, punto 5 per una esauriente spiegazione sulla gestione della cassa Comune. Clicca qui

ITINERARIO CONSIGLIATO E REDAZIONALE DI VIAGGIO
Nel cuore dell'Asia centrale, il Pamir. Terre alte, ingorgo di valli, montagne e ghiacciai, nodo di convergenza dei più grandi sistemi montuosi asiatici quali il Kunlun a Est, il Tienshan a Nord-Est, l’Hindukush ad Ovest, il Karakorum e l’Himalahya a Sud-Est, ove si trovano le più alte cime dell’ex Unione Sovietica, una fucina di montagne ora suddivise tra Tagikistan e Kirghizistan ai confini della Cina e dell’Afghanistan.Tuttavia, aldilà di ogni considerazione geografica, va detto che i rilievi del Pamir-Alai abitano le periferie più remote del nostro immaginario ed appaiono come figure nebulose, legate a ricordi scolastici: la via della seta, le jurte dei cavalieri nomadi e, naturalmente, Marco Polo, Gengis Kan,Tamerlano. "Una terra deliziosa, che i greci d’Alessandro avevano abbandonato da non molto tempo. Paesaggi grandiosi,passi quasi inaccessibili, un’innumerevole catena di vette innevate da cui discendono torrenti verde giada, per poi attraversare strisce di smeraldo tra colline dai riflessi violacei…" Cosi’, nel I° secolo a.C, l’ambasciatore dell’imperatore cinese Wu Ti, spintosi sin qui alla ricerca dei "cavalli celesti", descrive le terre del Fergana a ridosso del Pamir-Alai. Ricco di scenari forti e di grande fascino, questo è anche il paese dei grandi monumenti, preziose architetture e antiche fortezze a muraglia rettangolare, sino alla grandiosità ed allo splendore artistico di Samarcanda e Bukhara, città in cui storia e leggenda si fondono per raccontarci di paesi ancora avvolti nel mistero. Ma noi siamo qui per l’ascensione al Pik Lenin 7134 mt: questa cima, collocata generalmente in Pamir, in realtà fa parte dei Transalai culmine della catena Zaalayskiy. Secondo settemila dopo il Kommunism, le prime notizie moderne su di esso risalgono all’esploratore russo Fedchenko nel 1871. I primi scalatori a raggiungere la vetta nel 1828 (salita poi messa in dubbio), appartenevano ad una spedizione russo-tedesca, ma la prima salita dimostrabile avvenne nel 1934 ad opera di tre alpinisti sovietici. L’occasione per la prima spedizione italiana arriva solo con "l’Alpiniade" del 1967 indetta per il 50° anniversario della Rivoluzione d’ottobre:il 16 agosto, i milanesi Oppio,Gualco e Frisia toccano la vetta percorrendo la via "delle Rocce Lipkin". Negli anni ottanta le salite italiane al Lenin sono una decina; nell'84 Forno, Cason, Dell’Oro scendono dalla vetta con gli sci al centro del versante Nord. La parete Nord è stata discesa lo scorso anno 2001, con lo snow-board attraverso un nuovo e diretto percorso da Marco Previtali. Attualmente la montagna è salita da diverse spedizioni di tutto il mondo che si disperdono sulle 16 differenti vie ripartite quasi equamente tra il versante meridionale e settentrionale. La via normale di salita, ha inizio dal Campo Base di Achilk – Tash a 3700 mt e si svolge inizialmente sul versante Nord che viene attraversato diagonalmente verso Ovest sino a raggiungere il Pik Razdelnaya. Da qui, l’ascensione è una lunga progressione sulla cresta Ovest sino alla cima. La salita prevede l’installazione mt, Campo 3 a 6100 mt, Summit 7134 mt.di tre campi: Campo1 a 4200 mt, Campo2 a 5200. I pericoli principali sono dati dalla presenza di crepacci decisamente ampi tra 4500 e 5200 metri e l’esposizione temporanea alla possibile caduta di valanghe dall’immensa parete Nord. Poi, quando si superano i 6000 metri, la parola facilità non è più gran cosa. L’altitudine, l’isolamento, lo sforzo da sostenere per la salita, i campi alti e la condizione psicologica particolare per una salita in quota, costituiscono gli elementi per mettere il Pik Lenin fra quelle montagne da affrontare con determinazione e sacrificio, ma anche con grande umiltà.
Partenza dall’Italia con volo su Taskent, ritiro del visto per il Kyrghizstan ed immediata partenza via terra per Osh, piccola cittadina alle porte del Pamir. Da qui, dopo aver sbrigato le formalità per il permesso di salita, riprendiamo il nostro viaggio per arrivare negli Alai, al campo internazionale di Achik Tash, ex Campo Base a 3500 mt e punto di riferimento per l’organizzazione della salita, prima di recarci al vero Campo Base Avanzato a 4200 mt, completamente attrezzato nel periodo estivo. Ora comincia la salita vera e propria con un lungo periodo di acclimatamento e l’installazione dei Campi alti in un continuo saliscendi: Campo1 a 5400 mt, Campo2 a 6100 mt ed eventualmente Campo3 a 6500 mt, prima dello sforzo finale per i 7134 metri della vetta. Quindi, rientro in bus a Osh e Taskent. Se ci rimarranno ancora alcuni giorni disponibili, faremo i turisti in visita alle città di Samarcanda e Bukhara prima del rientro in Italia
L’Itinerario Consigliato e Redazionale Geografico è un racconto-relazione di viaggio scritto e aggiornato dai partecipanti e dai coordinatori su una esperienza di vita vissuta che contiene descrizioni di località, itinerari, ambientazioni culturali, storiche, letterarie ed ha con i viaggi pubblicati un rapporto di semplice informazione geografica e culturale e di suggerimento sull’itinerario da seguire che in ogni caso rimane soggetto alle decisioni del gruppo nello spirito dell’autogestione del viaggio. In considerazione di ciò, non è parte integrante del contratto di viaggio