|
|
| |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
QUOTA DI PARTECIPAZIONE
LE QUOTE HANNO UN VALORE INDICATIVO E SARANNO CONFERMATE NEL FOGLIO NOTIZIE DI OGNI PARTENZA. | ||
| da ROMA | EUR | 2.460 |
| da MILANO | EUR | 2.580 |
| Supplemento alta stagione: Estate | EUR | 225 |
| LA QUOTA COMPRENDE il trasporto aereo, dall’Italia a Chengdu, andata e ritorno, il costo del visto, un quaderno di viaggio, la polizza infortuni e l’assistenza completa Europassistance (prendere visione delle condizioni delle due polizze). Trasporti in jeep 4x4 e autista per 20 giorni sull’itinerario specificato da Chengdu a Chengdu, l'assistenza di un interprete. | ||
| LA QUOTA NON COMPRENDE i pasti e i pernottamenti,gli eventuali supplementi per carburante e per controlli di sicurezza applicati dai vettori aerei successivamente alla pubblicazione dei programmi e tutto ciò che non è compreso ne LA QUOTA COMPRENDE. | ||
CASSA COMUNE | ||
| CASSA COMUNE IN CORSO DI VIAGGIO | EUR | 350 |
Importo previsto di spesa in corso di viaggio per i servizi non compresi nella quota, si basa sulle esperienze dei gruppi precedenti ed è gestito dal gruppo che elegge un cassiere.Si basa sull'utilizzazione di servizi di medio livello. Consultare il Decalogo, punto 5 per una esauriente spiegazione sulla gestione della cassa Comune. Clicca qui | ||
| ITINERARIO CONSIGLIATO E REDAZIONALE DI VIAGGIO |
| Viaggio intenso, a volte faticoso, con grandi spostamenti e possibili imprevisti rappresentati dalle strade e dalle piste che in questa stagione potrebbero non essere percorribili. Esperienza interessantissima in un angolo di Tibet dove il turismo non è ancora arrivato. E' un Tibet etnico sull'altopiano a 4500 metri tra nomadi Khampa, Amdova, Ngolok e Ngawa con le loro tende nere e le mandrie di yak. Nel 1921 l'esploratrice francese Alexandra David-Neel si trova nel
nord della Cina e decide di tentare l'impresa di entrare in Tibet, all'epoca
chiuso e vietato agli occidentali, per raggiungere la città proibita
di Lhasa. Raggiunto il monastero di Kumbum attraversa da nord a
sud la contea di Ngawa, l'odierna Prefettura Autonoma Aba Tibetana,
giungendo sin quasi a Chengdu e prosegue per Kangding nel Kham
settentrionale. La fortuna le arride sino a Yackyendo, ('attuale Yushu,
dove nell'area delle sorgenti dello Yangtze viene scoperta da guardie
tibetane e rimandata indietro. Riesce a rientrare a Kumbum passando
per altre strade nella regione dell'Amdo e seguendo la pista per Mato
arriva alle sorgenti del fiume giallo fino a compiere così un ampio
itinerario ad anello.Tre anni dopo la David-Neel riuscirà nell'impresa
di giungere a Lhasa, prima donna occidentale, partendo dal Kham meridionale,
oggi nello Yunnan, e passando attraverso le contee di Dzayul,
Poyul, Kongpo e Yarlung, viaggiando a piedi per 3500 km tra valli
e monti Himalayani. Questa nuova proposta riprende integralmente
quello seguito nel 1921 dalla David-Neel a cui, grazie alle jeep, sarà
possibile aggiungere numerose deviazioni, la più importante delle
quali è quella verso l'area del Sacro monte Amnie Machen, luogo di
pellegrinaggio per fedeli Bon e Buddisti, raggiungendo regioni che sono
assolutamente al di fuori dei convenzionali itinerari turistici proposti.
Dall’Italia voliamo fino a Chengdu, dove troviamo ad attenderci jeep ed autisti. Partenza verso ovest, per Danba, dove incontriamo il popolo Ngawa, gli Aba, che qui vivono nei tradizionali villaggi fortificati, dalle alte torri di guardia. Continuiamo per Lhagang ed il suo monastero, in un anfiteatro di colline verdeggianti ricoperte da bandiere delle preghiere, e poi verso nord, per Garzé, col suo Den Gonkhang affollato di fedeli ed il Kandze Gompa, che domina la città dall’alto di una collina. Possiamo proseguire subito per Manigango, oppure effettuare un largo giro di un paio di giorni verso Pelyul, attraverso un altopiano ondulato punteggiato dalle tende nere dei nomadi Khampa, per raggiungere la valle dello Yangtzé ed i monasteri di Pelyul, Katok, Pelpung e infine Degé, con la sua antica stamperia, la più grande del Tibet. Attraverso il Tro La (5000 m), scendiamo a Manigango ed al bel lago Yilhun Lhatso, tra boschi di abeti e alte montagne. Ci attende ora Dzogchen, intatto villaggio tibetano all’imbocco di una valle di smeraldo, racchiusa tra le vette e i ghiacciai del Chola Shan, dove, tra decine di grotte ed eremi di meditazione, sorge un antico monastero Nyingmapa, che può offrire anche alloggio. Siamo ormai nel grande “mare d’erba”, tra accampamenti di nomadi e mandrie di yak, occasione di numerose soste per conoscere la vita di questa popolazione ospitale e magari effettuare qualche escursione a cavallo nelle sterminate praterie dell’altopiano. Potremo anche incontrare qualcuna delle feste d’estate, dove centinaia di fieri nomadi si radunano per danze, giochi e frenetiche gare a cavallo. La tappa successiva è il grande monastero di Shershul, dove pure si può passare la notte, per assistere di primo mattino alle preghiere dei monaci e alle animate dispute filosofiche dei novizi. Passando per Yushu ed il vicino Gyanak Mani, il più grande muro mani di tutto il Tibet, entriamo nell'Amdo e correndo su praterie d’alta quota, tra campi di nomadi Golok (i briganti gentiluomini descritti da Alexandra David-Neel, che vivevano di rapina ai danni delle carovane per Lhasa), giungiamo a Mato, dove si può effettuare un’interessante deviazione per i laghi Ngoring e Kyaring, presso le sorgenti del Fiume Giallo. Ci avventuriamo quindi lungo la piccola pista che costeggia da vicino l’imponente catena dell’Amnye Machen ammantata di ghiacci, sacra per i fedeli Buddisti e Bon, che ne effettuano in preghiera il lungo periplo di circa 180 km. Scendendo rapidamente di quota, passiamo per Maqen e le gole del Fiume Giallo, per raggiungere Xining, la moderna capitale del Qinghai, ed il vicino monastero Gelugpa di Kumbum, uno dei più grandi e preziosi del Tibet. L’avventura prosegue nella contea di Repkong, il vero cuore dell’Amdo, celebre per le raffinate scuole di pittura dei suoi splendidi monasteri, le cui preziose opere sono disseminate in tutto il Tibet. Anche questa regione ospita un’alta percentuale di nomadi, in gran parte Mongoli, che nella vicina prefettura di Sogwo vivono ancora nelle tipiche yurte a pianta circolare. Da Repkong per la cittadina di Xiahe e l’enorme monastero di Labrang, uno dei più importanti monasteri Gelugpa, che al tempo del suo massimo splendore ospitava più di 4000 monaci. Siamo ormai sulla via del ritorno, ma non manchiamo la breve deviazione per Langmusi, in una bella valle d’aspetto alpino, dove nei pressi del monastero di Taktsang Lamo si può visitare l'impressionante sito del Funerale Celeste. Riattraversiamo quindi il territorio Ngawa, per Hongyuan e Barkham, e dopo un'ultima sosta nella riserva naturale di Wolong, principale centro per la conservazione dei Panda Giganti, non ci resta che rientrare a Chengdu, per prendere il volo per l'Italia. |
| L’Itinerario Consigliato e Redazionale Geografico è un racconto-relazione di viaggio scritto e aggiornato dai partecipanti e dai coordinatori su una esperienza di vita vissuta che contiene descrizioni di località, itinerari, ambientazioni culturali, storiche, letterarie ed ha con i viaggi pubblicati un rapporto di semplice informazione geografica e culturale e di suggerimento sull’itinerario da seguire che in ogni caso rimane soggetto alle decisioni del gruppo nello spirito dell’autogestione del viaggio. In considerazione di ciò, non è parte integrante del contratto di viaggio |