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PARTENZE IN GRUPPO PROGRAMMATE |
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QUOTA DI PARTECIPAZIONE
LE QUOTE HANNO UN VALORE INDICATIVO E SARANNO CONFERMATE NEL FOGLIO NOTIZIE DI OGNI PARTENZA. | ||
| da ROMA e MILANO | EUR | 1.625 |
| Supplemento alta stagione: Estate, Natale-Capodanno | EUR | 44 |
| LA QUOTA COMPRENDE il trasporto aereo nella classe e con voli previsti da Roma e Milano (supplemento qualora siano necessarie tratte nazionali in coincidenza con il volo internazionale), l'assistenza completa Europassistance (prendere visione delle condizioni delle due polizze), un pacchetto di servizi comprendente tutti i pernottamenti, le prime colazioni, i trasporti in minibus con autista, il quaderno di viaggio (solo se disponibile nella nuova versione). | ||
| LA QUOTA NON COMPRENDE gli eventuali supplementi per carburante e per controlli di sicurezza applicati dai vettori aerei successivamente alla pubblicazione dei programmi e tutto ciò che non è compreso ne LA QUOTA COMPRENDE | ||
CASSA COMUNE | ||
| CASSA COMUNE IN CORSO DI VIAGGIO | EUR | 200 |
Importo previsto di spesa in corso di viaggio per i servizi non compresi nella quota, si basa sulle esperienze dei gruppi precedenti ed è gestito dal gruppo che elegge un cassiere.Si basa sull'utilizzazione di servizi di medio livello. Consultare il Decalogo, punto 5 per una esauriente spiegazione sulla gestione della cassa Comune. Clicca qui | ||
| ITINERARIO CONSIGLIATO E REDAZIONALE DI VIAGGIO |
| Vasta attualmente quanto la Lombardia, l'Armenia è una terra di
lunga memoria storica. Religione e lingua propria sono state le caratteristiche
che hanno contraddistinto e tenuto salda la popolazione lungo i secoli. Testimonianze
di questo passato sono monasteri, chiese, fortezze, siti archeologici.
Nel percorrere le strade che si inerpicano, passando dai 400 ai 3000 metri,
tra vasti altopiani, ampie vallate, gole tortuose, dove fiumi impetuosi rendono
fertili campi coltivati, ci introduciamo in un paesaggio che varia di continuo. La collina di Tsitsernakaberd domina la capitale,
Yerevan, la città rosa, dove si trovano il mausoleo e il museo
eretti a memoria del genocidio perpetrato dai Giovani Turchi tra il 1915 e
il '18. Si prosegue per visitare il Museo Archeologico,
poi il Matenadaran, dove è ospitata una raccolta di codici miniati straordinaria,
il ‘Vernissage’ mercato delle pulci, aperto il fine settimana, la
casa del regista Paradjanov, la fortezza urartea di Erebuni. Con la conversione
del re Tiridate III ad opera di Gregorio Lusavorich, detto l'Illuminatore,
nel 301, l'Armenia è stata la prima nazione ad adottare il Cristianesimo.
Lungo la strada che porta ad Echmiadzin, la sede del Catholikòs,
il capo supremo della chiesa, ci fermiamo a visitare le rovine della chiesa
di Zvartnots e il sito archeologico di Metsamor con il piccolo
museo. E poi Garni, il tempio del Sole, in stile greco-romano, ricostruito
per anastilos, Geghard, il monastero scavato nelle caverne, l’antica
capitale Dvin, il complesso di Khor Virap, dove si trova il pozzo,
all’interno del quale fu tenuto prigioniero per tredici anni Gregorio l’Illuminatore, da dove si può godere di una splendida vista sull'Ararat,
il monte sacro sul quale, narra la leggenda, si posò l’Arca di Noè,
oggi in territorio turco. Visiteremo il monastero di Noravank,
posto sotto l'egida dell'UNESCO, come ad Haghpat e Sanahin.
Siamo nell’Armenia meridionale, nelle vicinanze della città di Sisian,
dove si trovano il sito archeologico di Karahundj, l’esercito di
pietra, probabilmente un centro astronomico antecedente a Stonehenge, secondo
gli studiosi locali e Kareri Tzor, una distesa litica con petroglifi
risalenti ai primi insediamenti umani. Proseguendo più a sud, Khndzoresk una valle costellata di formazioni che ricordano i ‘camini delle
fate’, della Cappadocia. Di qui si risale verso Djermuk,
una località di villeggiatura,
ricca di acque termali. Nei pressi del passo Selim c’è uno
stupendo caravanserraglio, ancora intatto, testimonianza del passaggio delle
vie carovaniere tra l'Oriente e l’Occidente. E arriviamo
al lago Sevan dalle acque blu, ubicato a 2000 metri. Lungo la strada il cimitero di Noratus che ospita centinaia di pietre tombali, i caratteristici 'khatchkar', a forma di croce scolpita con decorazioni, datate dal Medio Evo ai giorni nostri. In un’ampia vallata ci fermiamo a Dilidjan, un'altra cittadina meta vacanziera di personaggi illustri della Russia sovietica. Nei dintorni visitiamo Goshavank, Haghartsin, Kobair, Sanahin, Haghpat, tra i più bei monasteri di tutto il paese. Via Vanadzor percorriamo l'Armenia settentrionale, dominata dalla vetta innevata del monte Aragats, che lo scrittore Pushkin, nel suo ‘Viaggio a Erzurum', scambiò per l'Ararat. Gyumri, l'antica Alessandropoli, in onore della moglie dello zar Nicola Romanov, è una città posta su di un altopiano, che d'inverno raggiunge anche i 40° sotto zero. Nel 1988 ha subito un terribile terremoto con più di 25000 vittime. Oggi è seconda soltanto alla capitale per popolazione e reddito. Nelle vicinanze, ai confini con la Georgia, il complesso di Marmashen le cui tre chiese sono state restaurate con l'apporto di esperti italiani e il contributo economico di una famiglia italo-armena. Riprendendo la strada per Yerevan, ci fermiamo sul ciglio del canyon formato dal fiume Arpa, confine naturale tra la Turchia e l'Armenia, da dove possiamo ammirare alcuni di resti del sito archeologico di Ani, città che, nell’anno 1000, fu la capitale del regno Bagratide, durante il quale l’Armenia raggiunse l’apice della sua potenza, con un'estensione territoriale dieci volte l’attuale. Nelle vicinanze della capitale, il museo di Sardarapat merita una visita per i resti archeologici e la parte etnografica, dove sono allestite stanze con arredamenti e costumi d'epoca. Contemplatori delle stelle sin dall'antichità, gli Armeni hanno una tradizione di famosi astrofisici e a Byurakan possiamo essere accompagnati da uno scienziato a visitare un telescopio che usano per scrutare l'universo. Una strada tortuosa si inerpica per arrivare sino alla fortezza di Amberd. Ultima tappa prima di rientrare a Oshakan per visitare la tomba di Mesrop Mashtots, il vardapet, ovvero l'erudito inventore nel 403 dell'alfabeto, che ha dato origine alla lingua armena, ancor oggi in uso. Si conclude così il percorso-pellegrinaggio che ci ha portato nella terra delle 'pietre urlanti', come la definì il poeta Osip Mandelstam nel suo 'Viaggio in Armenia'. ITINERARIO CONSIGLIATO 1° gg. Italia – Yerevan 2° Yerevan – visita della città 3° Yerevan – Garni – Geghard – Yerevan 4° Yerevan – Zvartnots – Metzamor – Etchmiadzin - Yerevan 5° Yerevan – Dvin – Khor Virap – Areni – Noravank – Sisian 6° Sisian – Tatev – Kndzoresk – Goris – Karahundj – Sisian 7° Sisian – Kareri Tzor – Djermuk 8° Djermuk – Selim – Noratus – Sevan 9° Sevan – Dilidjan – Goshavank – Aghartzin – Tsoraghet 10° Tsoraghet – Kobair – Odzun – Akhtala – Haghpat – Sanahin – Vanadzor 11° Vanadzor – Marmashen - Gyumri 12° Gyumri – Anipemza – Sardarapat - Yerevan 13° Yerevan – Karmaravor – Oshakan – Biurakan – Amberd – Samosavank – Hovannavank 14° Yerevan - Italia |
| L’Itinerario Consigliato e Redazionale Geografico è un racconto-relazione di viaggio scritto e aggiornato dai partecipanti e dai coordinatori su una esperienza di vita vissuta che contiene descrizioni di località, itinerari, ambientazioni culturali, storiche, letterarie ed ha con i viaggi pubblicati un rapporto di semplice informazione geografica e culturale e di suggerimento sull’itinerario da seguire che in ogni caso rimane soggetto alle decisioni del gruppo nello spirito dell’autogestione del viaggio. In considerazione di ciò, non è parte integrante del contratto di viaggio |