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INIZIAZIONE FARAONI PROGRAMMA DEFINITIVO dopo la ricognizione realizzata nel maggio 2010 del percorso
7 agosto 2010
RICOGNIZIONE SUL PERCORSO DEL RAID INIZIAZIONE FARAONI
Egitto - Grande deserto di sabbia con moto a Nolo ( realizzata dall’ 11 maggio- 16 maggio 2010 da Vittorio Kulczycki con Hani Sahzli – Hany Hanna (TTA Cairo) Mohammed Kebir(Guida di Baharia)
Abbiamo realizzato una ricognizione allo scopo di verificare itinerario e logistica del nuovo raid nel deserto egiziano. Siamo partiti da Baharia Bawiti con due Toyota 4500 (le stesse auto che accompagneranno i gruppi) e con la guida Mohammed, grande e prezioso conoscitore della regione e di tutto il Great Sand Sea, il Grande Mare di Sabbia , ottimo autista, ben introdotto con le autorita’ locali. Sulla base dell’esperienza abbiamo modificato ed arrichito l’itinerario che proponiamo di seguito:
PROGRAMMA DEFINITIVO INIZIAZIONE FARAONI
posti disponibili sulle partenze del
20 nov --- 30 nov --- 10 dic --- 18dic
ampie disponibilita gen-feb-mar-apr
Clicca qui per la situazione aggiornata
Sulla base della ricognizione del maggio 2010.
Clicca sulla cartina per ingrandirla.

1° ITALIA CAIRO BAHARIA (Bawiti)
Partenza da Roma 11.55 arrivo a Cairo 16.15
Dall’aeroporto dopo le formalità di arrivo saliamo a bordo del pulman che ci portera’ direttamente a Baharia Bahuiti 350 km di ottima strada , con l’attraversamento del Cairo ci vorranno circa 5 ore , dovremmo arrivare a Bawiti alle 22.00.
Il nostro albergo Ahamed Safari a El Kaser sobborgo di Baharia – Bawiti .

L'albergo Ahmed safari La sala da pranzo

L'ingresso da dove partiremo Salotto per il té
Troveremo la cena pronta, ci sistemiamo nelle belle stanze con bagno e doccia. (Vedi foto dell’albergo)- L’Ahamed Safari sara’ la nostra base logistica con un magazzino e un’officina per le moto.
Pernottamento
Punti di riferimento GPS
Ahamed Safari Hotel: N 28 20 872 E 28 49 326
2° BAHARIA - SUTRA SANDS
Prima colazione in albergo , briefing, consegna moto
Formalita’ di registrazione, acquisti viveri freschi e pane,
acqua in bottiglia.
Partenza nella trarda mattinata.
La strada asfaltata molto deteriorata parte davanti al nostro albergo , dopo pochi km usciremo dalla strada per rimboccare una pista di sabbia a nord della strada.
C’e’ un punto di controllo Check point 3 che forse eviteremo passando fuori strada ed entrando direttamente nelle Sutra Sands , un canyon fiancheggiato da imponenti roccioni di arenaria . Proseguiamo fino a fare il campo a ridosso dei roccioni.
Le rocce di Sutra Sutra Sands
Giri e pratica con le moto nei dintorni del campo.
Pranzo freddo, cena calda al campo
Punti di riferimento GPS
Check point 3: N 28 27 104 E 28 06 730
Possibile campo : N 28 45 333 E 27 38 783
3° SUTRA SANDS – BAHAREIN –AL AREG
Partiamo in direzione Ovest e incrociamo la strada :
Entriamo in sistema di dune bellissime, da affrontare guidando a vista, alcune dune casse’ altre impegnative ma non pericolose, a tratti passaggi su fondi grigi con possibilita’ di fech fech , tutte molto piacevoli e inserite in paesaggi straordinari con a destra una serie di laghi “..e navigar m’e’ dolce in questo mare di sabbia” :
Prima i due laghi Sutra 1 e Sutra 2, Nuwamisa , e Baharein 1 e Baharein 2 , lasciamo spesso le dune per avvicinarci alle rive dei laghi con palme e vegetazione :

I laghi di Baharein Le nostre 4 x 4

Hanishazly Vittorio e la guida Mohammed Le rocce di Baharein
Sullo sfondo oltre il lago la sagoma del Jebel (monte) Baharein dalla cima piatta.
Cambiamo direzione verso Nord Est e sostiamo alle Grotte di Baharein (necropoli faraonica). Ci alziamo di quota su fondo sassoso fino a raggiungerre la strada:
Seguimo la strada per circa 20 km ed usciamo per pista
puntando verso l’oasi di Al Areg
Raggiunggiamo il canyon di El Areg e mettiamo il campo nei pressi di straordinari e bellissimi roccioni di gesso bianco circa nei pressi di :
Pranzo freddo, cena calda al campo
Incrocio strada: N 28 42 830 E 27 27 955
Sulle dune : N 28 42 287 E 27 01 144
Lago Baharein 2 : N 28 42 829 E 27 27 971
Grotte di Baharein : N 28 40 358 E 26 30 535
Strada : N 28 47 380 E 26 30 971
Entriamo in pista : N 28 51 373 E 26 22 443
Possibile campo: N 28 53 690 E 26 24 267

Campo a Baharein, con carte egiziane e russe e la guida Mohammed Entrando a El Areg

La necropoli L'albergo Mubarak a Siwa
4° EL AREG – GREAT SAND SEA SIWA
Siamo nel cuore di El Areg dalla collocazione spettacolare, con grandi faraglioni, guglie rocciose bianche erose dal vento che si perdono in vaste aree di sabbia e si affacciano alla piana che si estende fino alla profonda depressione di El Qattara. Le formazioni rocciose sono disseminate di tombe egizie abbandonate scavate nella roccia che in epoca cristiana sono state abitate da eremiti. Successivamente l'oasi è stata rifugio di briganti beduini. L’area e vasta e le piste talvolta non permettono di uscire possono presentare qualche difficolta’ difficolta’. Seguiamo la nostra guida Mohammed che ci portera’ nei siti piu’ interessanti e spettacolari con vista panoramica sull’intera zona. Le tombe sono in stato di abbandono con decorazioni egizie, ossa umane e brandelli di bende utilizzate per la mummificazione. Terminato il giro dell’oasi puntiamo di nuovo sulla strada che percorreremo per circa 5 km da dove entriamo nelle prime propaggini del Grande Mare di Sabbia. Prenderemo il tracciato della vecchia via carovaniera che arrivava a Siwa attraverso il deserto. La strada asfaltata prosegue a nord del Lago di Siwa, lago immenso che appare in lontananza. Siamo con le ruote sulla sabbia del Grande Mare e arriviamo a Siwa nel tardo pomeriggio seguendo dune e cordoni di sabbia della antica carovaniera oramai abbandonata.
Ci sistemiamo nell’Hotel Mubarak nei pressi del centro di Siwa. Un albergo troppo confortevole di alto livello gestito dai militatri che il nostro corrispondente e’ riuscito a farci avere a condizioni eccezionali. (vedi foto). Quasi 5 stelle……
Pranzo freddo e cena in albergo.
Notte in albergo.
5° SIWA – GIRO DELL’OASI E GRAET SAND SEA- SIWA
Siamo a meta’ del nostro raid. A Siwa faremo rifornimento di benzina ed acqua, acquistermo frutta e vegetali freschi.
Formalita’ di transito e appena possibile iniziamo il giro dell’oasi ed entriamo nelle sabbie del Great Sand Sea per l'oasi di Shiata immersa nella sabbia, proseguiamo per un ampio giro nel deserto fino a raggiugere Bir Huached : fra le dune, due laghetti che ricordano i laghi libici di Gabaraoun con alte dune . Qui una straordinaria sorgente di acqua calda ci permettera’ un indimenticabile bagno (portatevi un asciugamano e il costume) Rientriamo al tramonto a Siwa.

Le sorgenti calde di Bir Huached Great Sand un laghetto tra le sabbie

Bagno a Bir Huached Insabbiati sulla cresta di una duna
Punti di riferimento GPS
Lago Bir Huached : N 29 03 696 E 26 10 512
6° SIWA – 1° CAMPO NEL GRANDE MARE DI SABBIA
Partiamo verso Sud praticamente seguendo quasi integralmente il meridiano E 25.30. Troverremo sabbia e dune, dune e sabbia. I cordoni di dune sono direzionati sull’asse Nord Sud, quindi non avremo eccessivi scavalcamenti da fare, transitiamo per un sito che conserva molte palme fossili e avanzando sulla sabbia compatta si arriva a grandi cordoni dunari che delimitano una vecchia base russa chiamata Russian Well o Bir Russìa, da anni abbandonata.
Si continua verso sud spostandosi e sempre seguendo la guida per i passaggi piu’ opportuni di scavalcamento dei cordoni che formano delle lunghissime onde di sabbia per decine di km e che sembrano arrivare oltre il limiti dell’orizzonte.
Campo un’ora prima del tramonto nel nulla del deserto.
Pranzo freddo e cena calda.
Punti di riferrimento GPS
Bir Russìa : N 28 23 E 25 26

Gruppo Garavelli nel White Desert

Nei pressi di Bir Russia Ain Dalla verso il White desert
7° giorno 1° CAMPO – 2°CAMPO (AIN DALLA- WHITE DESERT)
Partiamo di buon mattino in direzione Sud Est ed arriviamo alla solitaria roccia di Sakhret al-Amud ai piedi di dune gigantesche.
Dune e sabbia , siamo in un mare in tempesta.
Prendiamo il percorso dell’antica carovaniera dove troviamo il relitto di un auto militare probabilmente della 2°guerra mondiale , il sito di chiama “Arabia” (auto).
Procediamo verso est, attraversando ancora alti cordoni dunari e arrivando dopo un tratto di deserto sassoso a Ain Dalla, dove si trova una sorgente di acqua. Antico nodo carovaniero dove le carovane si fermavamo per il rifornimento d’acqua prima di osare la traversata verso la Libia. Ci stiamo affacciando sulla regione del Deserto Bianco (White Desert ), un ambiente di un biancore accecante dove la natura con il sole ed i vento ha creato formazioni fantastiche, i famosi funghi del deserto.
Campo prima del tramonto in un luogo spettacolare
Pranzo freddo, cena calda.
Punti di riferimento GPS
Sakhret al-Amud : N 27 07 E 26 28
Ain Dalla : N 27 19 263 E 27 20 055
8° CAMPO WHITE DESERT – BAHARIA
Partiamo in direzione sud est ed iniziano ad affiorare le torri naturali del Deserto Bianco, bizzarri funghi di gesso, formazioni di un candore abbagliante, frutto del lavoro erosivo dei venti, un luogo di incredibile bellezza.
Passiamo per la “fonte magica", ai piedi delle falesie di Agabat, dove il bianco del gesso e le sabbie , le torri bianche l’ambiente tutto rappresenta l’ultimo grandioso saluto al deserto del nostro raid. Proseguiamo seguendo tracce di pista che scendendo lungo pendii di sabbia fino a raggiungere la strada per Baharia.
Arriviamo al nostro hotel Ahamed Safari a El Kaser (Baharia), una doccia, una bella cena attorno ad un tavolo, la consegna dei diplomi di partecipazione, i racconti , i ricordi che riaffiorano intensamente e tutti a letto.

White Desert Roccione di Sakharet al Amu
9° HARIA (Bawiti) – GIZA (piramidiI) CAIRO ITALIA
Dopo la colazione andiamo a salutare le nostre compagne di viaggio le moto che ci hanno permesso di realizzare questa straordinaria esperienza tra le sabbie, le dune, i tramonti di questo indimenticabile deserto africano. Partiamo in pulmino per Cairo. Una sosta di qualche ora per visitare la collina di Giza e le due famose Piramidi , una foro ricordo e alle 14 dobbiamo essere all’aeroporto dove ci attende il volo che ci riportera’ in Italia….dove arriveremo alle 19.55 (a Roma)
On the road again for ever……….alla prossima.
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.........................................Il commento di Stefano Turchi ..il Cingialone :
UNA BOMBA !!!!!!!
Te lo avevo detto che era molto bello e vario !!!
Ti ricordi che ti avevo scritto nella presentazione !!!
“Dopo più di venti anni di Raid nel Deserto Africano, quello Egiziano mi era rimasto un po’ sconosciuto, vuoi per la lontananza, la vastità, e le difficoltà burocratiche per l’ingresso delle moto, ma vi posso garantire che un Raid così strutturato può essere considerato “ al Top “ per una esperienza nel Deserto sia per il neofita che per il pilota esperto.
Con una logistica Egiziana , comoda, ben organizzata …… “
Anche la logistica di buon livello non guasta mai ….. non siamo rimasti tanti di Cinghiali …. Anche i partecipanti si sono evoluti e non disdegnano qualche comodità !!!
Vedrai che farai fatica ad accontentare tutte le richieste !!!
E inoltre si presta molto bene, oltre che per la moto, anche per il lato culturale, molto affascinante, specialmente per gli eventuali partecipanti al seguito !!
Volendo ci potrebbe essere anche la possibilità, pagandola si intende, di portarsi giù per qualche giro, dove ci sono anche persone interessate alla storia dell’ Egitto di avere una mia amica Egittologa veramente molto brava …. Glie ne parlo e ti faccio sapere, magari con un piccolo sovrapprezzo la inserisci in qualche giro o su richiesta !!!!
Ti posso assicurare che è veramente molto affascinante sentire le sue spiegazioni sull’ Egitto …. !!!!
Hai messo del bagno a Bir Huached … ma metti anche il bagno alla Fonte di Cleopatra a Siwa !!!!
Quando hai definito e pubblicato il tutto fammi sapere che faccio girare il programma con le mie mail …. È sempre un piacere !!!!
Per il resto penso proprio che ……. Non rimanga che dare Gasssssssssssss !!!!!
Se hai bisogno chiama pure, un abbraccio.
Stefano Turchi
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Finalmente una moto con un nuovo motore di fabbricazione italiana
Ciao Vittorio,
ti vorrei parlare un po’ di Beta anche se sicuramente saprai già tutto !
Finalmente una moto con un nuovo motore di fabbricazione italiana, estremamente silenzioso di meccanica, che non strappa ai bassi, non ha buchi ed esprime una notevole forza ai medi regimi, pur assicurando un allungo degno di un motore da gara.
Il modello 400 si può considerare ideale per chi desidera affacciarsi al mondo dell’enduro in modo concreto mentre la 450 e la 520 sono da considerarsi molto più performanti. La 450 è quella più incline a farsi maltrattare mentre la 520 è dedicata ad un pubblico di esperti.
La posizione di guida è confortevole e i freni sono ben modulabili, sospensioni al top e così pure il cambio che dimostra grande sicurezza nei passaggi di rapporto.
Questo è un sunto di quello che si può leggere sulle riviste specializzate, ma sentendo un po’ di pareri di chi già la possiede, debbo dire che ne sono tutti molto contenti e questo è anche dimostrato dal fatto che nelle gare a livello nazionale si comincia a vedere sempre più Beta in circolazione. Che altro dire … Penso che ancora una volta la tua scelta sarà premiata da un grosso successo, sia per la nuove moto che ci accompagneranno nella prossima stagione di iniziazione che per il fantastico luogo in cui si svolgerà tale iniziativa.
Era tanto tempo che aspettavamo questa nuova meta … Ricordi che tempo fa te la suggerimmo? Ma per “ insormontabili difficoltà doganali “ non fu possibile allora realizzare l’iniziazione nel bellissimo deserto egiziano. E allora , cosa aspettiamo ? Arrivederci a tutti in sella alle nuove Beta sulle sabbie dell’ EGITTO !!!!!!
Un abbraccio
Alberto Soldavini
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La Beta è ottima candidata per "l'uso
tipico" dalla stagione di iniziazione al deserto.
Ciao Vittorio, non ho avuto occasione di provare le ultime Beta ma
solo qualcuna dei modelli precedenti motorizzate KTM.
Fossero state le precedenti, quelle con motore KTM, ti avrei detto si
senza nessuna remora. Tutte le Beta che ho provato (nonmi ricordo
l'annata) con motore KTM mi erano sembrate delle ottime moto, ben
fatte, con una ciclistica meno agile e reattiva dei KTM ma più
stabile, il che nel deserto e sulle pietraie è un vantaggio rispetto
alle arancioni.
Credo che le moto più recenti siano un po' più reattive e abbiano
perso un po' questa prerogativa di stabilità, ma non credo che abbiano
stravolto i principi originari di progetto.
L'incognita rimane il motore Beta. Nessun pregiudizio, è solo che è un
motore relativamente nuovo e se di quello KTM che montavano prima
oramai se ne conoscono tutti i difetti tipici, di questo motore nuovo
non c'è esperienza. Non vorrei essere frainteso, non ho dubbi a
priori dubbio sulle qualità del motore come prestazioni e durata, è
solo che è ancora non ha abbastanza "storia" per poterne sapere pregi
e difetti in un uso prolungato.
A mio parere se escludi KTM di grossa cilindrata (Ho appena fatto un
raid in tunisia e uno in libia con il KTM 690 E ed è uno spettacolo) e
Husaberg di grossa cilidrata la Beta è ottima candidata per "l'uso
tipico" dalla stagione di iniziazione al deserto.
Ciao, ci vediamo al raduno!
-- Massimiliano "Bibo"
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ABBIAMO DECISO SARA'L'ITALIANISSIMA BETA?????
6 MAGGIO 2010
INIZIAZIONE AL DESERTO
INIZIAZIONE FARAONI...EGITTO
ECCOLA LA NUOVA BETA che ci portera' a scoprire il deserto dei FARAONI

L' ITALIANISSIMA BETA CHE NE PENSATE ?????
Apriamo come sempre un dialogo con i nostri amici
motociclisti che ci leggono ....che ne pensate, l'avete gia' provata, i vostri commenti e i vostri suggerimenti , i vostri consigli saranno benvenuti:
Scrivete una email a:
moto4x4@viaggiavventurenmelmondo.it
*************Li pubblicheremo tutti.****************
Elenchiamo di seguito le caratteristiche tecniche della BETA
così come esce dalla fabbrica toscana, inoltre monteremo Michelin Desert e Mousse avanti e dietro, aggiungeremo un kit ventola e rapporti 15/47 ampiamente sperimentati, monteremo paramani rinforzati Acerbis ...e non ci resta che part ire...on the road again for ever
INIZIAZIONE FARAONI DAL 15 OTT 2010
CLICCA E LEGGI IL PROGRAMMA
MOTORE
Propulsore 4T moderno e affidabile . Dimensioni compatte e peso contenuto (31,4 kg) per aumentare la maneggevolezza.
Elevate prestazioni orientate alla massima fruibilità e trazione per il pilota.
Carter motore e coperchi motore (magnesio) con spessori variabili per maggiore rigidità e resistenza allo stress.
Componenti come albero motore ed ingranaggi cambio realizzati in acciaio speciale di derivazione aeronautica: 30% più resistenti rispetto ad acciai tradizionali.
4 valvole, doppio albero a camme e bilancieri a dito con trattamento DLC (stessa tecnologia utilizzata in F1 e MotoGP).
Contralbero a doppio contrappeso per eliminare le vibrazioni nocive.
Angolo valvole stretto e camera combustione a geometria ottimizzata: ottimi livelli di potenza uniti ad un elevato controllo del motore ai vari regimi.
Circuiti olio separati: uno per termica/imbiellaggio ed uno per cambio/frizione per eliminare la contaminazione con residui cambio/frizione. Possibilità di utilizzo di oli con specifiche diverse.
NUOVA CICLISTICA
Telaio più rigido e leggero.
Revisione totale delle quote ciclistiche per accrescere il feeling, maneggevolezza e stabilità.
Vasto utilizzo di cromo-molibdeno per incrementare la resistenza meccanica.
Inedita forcella Marzocchi Shiver ø 45 mm con pistoni compressione/estensione di diametri differenziati per incassare meglio le asperità senza scomporsi.
Miglioramento scorrevolezza forcella e minor attrito di primo attacco.
Maggiore progressività forcella e rigidità foderi per incremento di direzionalità.
Forcellone più rigido per migliorare l’efficacia della sospensione posteriore.
Nuovo leveraggio sospensione: migliora le doti di trazione e la progressività (+15%).
Nuovo ammortizzatore con incremento interasse e nuova molla. Smaltisce meglio il calore e assicura prestazioni più stabili nel tempo.
Nuova taratura idraulica sospensione per accordo ottimale con nuovo forcellone e leveraggio.
Innovativo telaietto posteriore in speciale materiale plastico (poliammide caricata)per ridurre il peso e migliorarne funzionalità e accessibilità meccanica.
Nuovo design sovrastrutture plastiche: stile più aggressivo e moderno unito ad una migliore ergonomia per il pilota.
Nuova sella con forma e profilo più lineare per permettere al pilota maggiore facilità di scorrimento e confort di guida.
ALCUNI COMMENTI ARRIVATI VIA EMAIL:
Cari amici ,visto che saremo in Egitto il 31 ottobre, per me la Beta va benissimo.
Ciclistica migliorata, motore nuovo tutto italiano ( però l'ingegnere molto furbescamente lo hanno preso dalla KTM per evitare rischi....)
Prendetele così alla Beta gli faremo il rodaggio
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Ciao Vittorio,
già 2 anni fa quando si aprì il dibattito sulla scelta della nuova moto del dopo KTM, ebbi occasione di dire la mia in merito proprio alla Beta.
Premetto che non ho provato i modelli degli ultimi anni, ma ho fatto un'uscita, abbastanza impegnativa e su terreni misti, con una 525 modello 2007\2008. Montava ancora motore KTM.
Non so come si sia evoluta in questi ultimi anni, ma ti assicuro che quel modello mi impressionò per la ciclistica. Aveva una maneggevolezza, quindi una facilità di guida, incredibile e di gran lunga superiore al classico KTM 525.
In breve, una moto maneggevole, reattiva e sostanzialmente facile da guidare, doti che ovviamente sulla sabbia egiziana non possono che essere apprezzate. Adatta sia ai più esperti che ai neofiti.
Ovvio che con l'esperienza di una sola uscita non posso dirti niente circa l'affidabilità.
appassionatamente............
Federico
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Ciao Vittorio, non ho avuto occasione di provare le ultime Beta ma
solo qualcuna dei modelli precedenti motorizzate KTM.
Fossero state le precedenti, quelle con motore KTM, ti avrei detto si
senza nessuna remora. Tutte le Beta che ho provato (nonmi ricordo
l'annata) con motore KTM mi erano sembrate delle ottime moto, ben
fatte, con una ciclistica meno agile e reattiva dei KTM ma più
stabile, il che nel deserto e sulle pietraie è un vantaggio rispetto
alle arancioni.
Credo che le moto più recenti siano un po' più reattive e abbiano
perso un po' questa prerogativa di stabilità, ma non credo che abbiano
stravolto i principi originari di progetto.
L'incognita rimane il motore Beta. Nessun pregiudizio, è solo che è un
motore relativamente nuovo e se di quello KTM che montavano prima
oramai se ne conoscono tutti i difetti tipici, di questo motore nuovo
non c'è esperienza. Non vorrei essere frainteso, non ho dubbi a
priori dubbio sulle qualità del motore come prestazioni e durata, è
solo che è ancora non ha abbastanza "storia" per poterne sapere pregi
e difetti in un uso prolungato.
A mio parere se escludi KTM di grossa cilindrata (Ho appena fatto un
raid in tunisia e uno in libia con il KTM 690 E ed è uno spettacolo) e
Husaberg di grossa cilidrata la Beta è ottima candidata per "l'uso
tipico" dalla stagione di iniziazione al deserto.
Ciao, ci vediamo al raduno!
Bibo Segreto |
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INIZIAZIONE AL DESERTO NEL DESERTO EGIZIANO ? CON QUALE MOTO ???
20 gennaio 2010
SULLE ORME DEI FARAONI
CON MOTO ENDURO A NOLO
OTTOBRE 2010- APRILE 2011
ANDIAMO IN EGITTO ???? NEL GREAT SAND SEA..IL GRANDE MARE DI SABBIA??
Stefano Turchi nostro coordinatore e partecipante a ben 3 edizioni del Rally dei Faraoni ha messo a punto il nostro programma e sara' "testimonial" di questa nuova edizione di Iniziazione al Deserto. Ci accompagnera' con la solita grinta di "Cinghialone Maremmano" sulla base della sua preziosa esperienza, maturata su quelle sabbie infinite, ha elaborato questo programma:

Dopo le mie tre partecipazioni al Rally dei Faraoni, Vittorio, mi ha espresso l’intenzione di portare, le moto a noleggio, per la stagione 2010/2011,
in Egitto, per proporre nuove avventure e itinerari !!!!
Ho cercato di fare tesoro delle mie esperienze al Rally dei Faraoni per approntare un itinerario alla portata di tutti, molto vario, bellissimo, e fondamentalmente ….. molto affascinante !!!
Il tutto si snoda lungo l’asse Baharia – Siwa, costeggiando il Deserto Bianco, che purtroppo con la costituzione del parco naturale si può solo lambire, e con il Grande Mare di Sabbia che dall’oasi di Siwa arriva fino alla Libia.
Si attraverseranno paesaggi molto vari, bellissimi, con continui cambiamenti di terreni, sabbia, montagne, e distese interminabili, per arrivare all’oasi di Siwa, una vera perla del Deserto, contornata da un enorme lago salato e dalle fantastiche dune del Grande Mare di Sabbia !!!!!
Altra piacevole peculiarità dell’oasi, la possibilità di farsi un bel bagno caldo
nella Fonte di Cleopatra !!!!
Dopo più di venti anni di Raid nel Deserto Africano, quello Egiziano mi era rimasto un po’ sconosciuto, vuoi per la lontananza, la vastità, e le difficoltà burocratiche per l’ingresso delle moto, ma vi posso garantire che un Raid così strutturato può essere considerato “ al Top “ per una esperienza nel Deserto sia per il neofita che per il pilota esperto.
Con una logistica Egiziana , comoda, ben organizzata e relativamente facile per il Deserto, con buone strade di collegamento per eventuali problemi e inoltre la possibilità di abbinare visite ai numerosi siti archeologici.
Qui sotto trovate un itinerario schematico del Raid.
Quindi …… non resta che partire ……” On the road again forever ” !!!
Stefano Turchi

INIZIAZIONE FARAONI RAID
Raid con moto enduro a nolo sulle orme dei Faraoni
nel Grande Mare di Sabbia del Deserto Egiziano
9 giorni di cui 7 di guida in pieno deserto – Itinerario di circa 1300 km di pista.
PROGRAMMA DI MASSIMA
1° GIORNO
ITALIA CAIRO Partenza dall’Italia e arrivo nel tardo pomeriggio
Trasferimento in minibus alla base di BAHARIA
Oasi oramai facilmente raggiungibile su un buona strada asfaltata si trova ai margini del grande serto occidentale, in particolare del fantastico Deserto Bianco co i caratteristici funghi di pietra bianca erosi dal vento.
Cena, briefing e pernottamento in alberghetto
Bahariya, latitudine: 28-20N, longitudine: 28-54E
TOTALE IN MINBUIS KM 332
2° GIORNO
Preparativi e partenza per l’ oasi di SITRA.
Nel deserto si nascondono i paesaggi più suggestivi e grandiosi: imponenti cordoni di dune e piane sabbiose a perdita d’occhio e struggenti oasi disabitate.
Colazione in albergo prima della partenza
Itinerario di massima nel deserto a nord della strada per Siwa.
Primo Campo nel deserto. Pranzo fornito al sacco e cena al campo.
Circa Km 220 Pista e fuoripista
3° GIORNO
Arrivo all’oasi di SITRA. Una depressione che nell'era quaternaria era un fondo marino si presenta oggi come un enorme lago salino fra dune e falesie rocciose di colore biancastro. Le formazioni calcaree, sbriciolandosi per l'erosione, permettono di reperire numerosi fossili.
Itinerario di massima nel Grande Mare di Sabbia a nord della strada Siwa
Secondo Campo nel deserto. Pasti al sacco e al campo.
Circa Km 220 Pista e fuoripista
4° GIORNO
Partenza per l’oasi di SIWA.
Itinerario in pista e fuoripista fino in direzione dell’Oasi di Siwa
Si lambiscono le propaggini settentrionali del Grande Mare di Sabbia .
Terzo Campo nel deserto. Pasti al sacco e al campo.
Circa Km 250 Pista e fuoripista
5° GIORNO
Puntiamo ora verso l’oasi di Siwa, che ci apparirà come un autentico miraggio, qui nell’antichità sorgeva il Grande Tempio di Ammone o Tempio dell’Oracolo conosciuto in tutto il mondo antico, dove anche Alessandro Magno andò per conoscere il suo destino. Siwa è la più occidentale delle oasi del deserto egiziano (latitudine N29 14 longitudine E 25 32). E’ situata in una depressione tra i 12 ed i 60 metri al di sotto del livello del mare. Il paesaggio è tra i più pittoreschi del Paese: dopo chilometri di deserto, Siwa appare come un "miraggio", immersa nel verde delle sue famose piantagioni di datteri e ulivi e e costellata di ampi laghi salati. L'oasi si estende per circa 82 km tra est ed ovest con una larghezza di circa 9 km.
Arrivo all’oasi di SIWA nel primo pomeriggio. Pranzo al sacco.
Visita e bagno alla pozza di Cleopatra.
Pernottamento in alberghetto e cena in ristorante.
Circa Km 200 Pista e fuoripista
6° GIORNO
Anello SIWA - SIWA 100% Sabbia !!! ..Speciale Avventure
Un susseguirsi di dune che formano uno dei più estesi deserti del mondo: il “Grande Mare di Sabbia”. Si guida tra sabbia e dune dalle diverse forme e sfumature che si rincorrono ed intrecciano una con altra. E tra le dune spendiamo questa giornata indimenticabile lontano da ogni pista: qui solo un occhio esperto sa scegliere il tracciato da seguire individuando quelle dune che, per la loro conformazione o le caratteristiche della sabbia, consentono il passaggio delle nostre moto . E al tramonto rientriamo all’oasi di Siwa.
Si parte con il minimo indispensabile per il deserto. Pranzo al sacco. Al rientro, possibilità di farsi un altro bagno alla fonte di Cleopatra prima di cena.
Pernottamento in alberghetto e cena in ristorante.
*Le tappe del Rally dei Faraoni sono state di km 360 nel 2007 e di km 390 nel 2008 !!!! Noi vedremo quanti km potremo e vorremo fare.
Pernottamento in alberghetto e cena in ristorante.
Si possono fare tutti i km che si vuole completamente fuori pista nella sabbia vergine, a giocare e passare i cordoni di dune !!! Per poi ritornare velocemente a Siwa
a fine giornata. Un vero parco giochi !!!
7° GIORNO
SIWA – SITRA Diretto
*Nel Rally dei Faraoni 2008 tappa diretta Siwa-Baharia km 420
Ancora una corsa tra le dune ed ecco l'oasi di Nuwamisa, dal bel lago blu racchiuso in un ricco palmeto. Più ad ovest l'oasi di El Areg, dalla collocazione spettacolare, con grandi guglie rocciose erose dal vento che si perdono in vaste aree di sabbia gialla e si affacciano alla piana che si estende fino alla profonda depressione di El Qattara.
Quarto Campo nel deserto. Pasti al sacco e al campo.
Itinerario di massima a sud della strada di Siwa .
Circa Km 210 Pista e fuoripista
8° GIORNO
SITRA – BAHARIA Diretto
*Nel Rally dei Faraoni 2008 Tappa diretta Siwa-Baharia km 420
Quinto Campo nel deserto
Itinerario di massima a sud della strada . Pasti al sacco e al campo.
Arrivo alla base di Baharia ,cena e pernottamento
Circa Km 210 Pista e fuoripista
9° GIORNO
Partenza di buon mattino dopo colazione per il Cairo, sosta per visita alle Piramidi se i tempi del volo lo permetteranno e trasferimento all’aeroporto per la partenza
ARRIVO IN ITALIA
TOTALE IN MINIBUS Km 334
COMMENTI E SUGGERIMENTI SONO BENVENUTI A :
moto4x4@viaggiavventurenelmondo.it
Ecco le email arrivate:
1)Era ora , conosco quell'itinerario che fu parte de
raid egiziano del 2002 nel Gilf Kebir i posti sono
splendidi , l'aosi di Siwa e' la piu' bella che si possa
vedere le dune del mare di sabbia sono meravigliose
iscrivetevi in molti , ne vale veramente la pena
Sandro Garavelli
2)n the road again forever.......in Egitto stavolta!!!
Si cambiano scenari. Che meraviglia.
L'aspetto forse più intrigante è che stiamo parlando di un deserto dove si corre uno dei Raid più famosi al mondo, ma comunque un'area poco battuta dal flusso turistico, quindi ancora "vergine", ed il fatto che a consigliarlo sia il "cinghialone maremmano" non può che essere una garanzia.
Quindi che dire.....iniziamo a sognare e programmare la prossima iniziazione.
A proposito, le moto? Sembra essere probabile un cambio radicale. Si vocifera che la Beta possa essere presa in considerazione!!!!
Come già espresso 2 anni fa quando ci fu il dibattito precedente alla scelta delle husky, posso solo dirti di aver provato la Beta (525 anno 2008) e l'ho trovata una gran bella moto; leggera, maneggevole, semplice da usare. Non posso però dir molto circa l'affidabilità.
appassionatamente
Federico Gemignani
3) Che meraviglia, spero proprio si possa realizzare , questo itinerario è nella mia mente da tempo e da tempo stavo aspettando questo momento ... Bravo Kulczycki e grazie mille per l'ennesima opportunità che offri a tutti noi " motociclistiviaggiatori " incalliti !!!!!!!!
....On the road again forever ...
Ciao Marna
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IL RITORNO DEL PATAGONIA RAID
29/01/2009
PATAGONIA RAID - 26/12/2008–18/01/2009
Gruppo Andrea Capra
È stata lunga da Talcahuano fino a Ushuaia: 4700 km, per una buona metà su sterrato (o ripìo come lo chiamano da quelle parti).
Abbiamo percorso quasi tutta la Carrettera Austral così selvaggia e polverosa fino a costeggiare il Lago General Carrera con il suo splendido colore blu. Il Passo Rodolfo Roballos ci ha portato nelle lande desolate della Patagonia Argentina, dove ad attenderci c’eranono il vento fortissimo e i ghiaioni della Ruta 40. Guidando sbandati di bolina manco fossimo in barca a vela, siamo giunti al cospetto di due montagne bellissime: il Fitz Roy e il Cerro Torre, quest’ultimo considerata dagli alpinisti una delle vette più difficili da scalare.
Poi il Parco Los Glaciares con l’affascinante Perito Moreno e le Torres del Paine in Cile. Lo Stretto di Magellano l’abbiamo attraversato in compagnia di pinguini e delfini ed eccoci arrivare alla fine del mondo, a Ushuaia, dove finisce anche la Ruta 3 (per la cronaca sono 17.848 Km dall’Alaska)!
Andrea, Giuseppe, Lorenzo, Claudio e Mara, Pierpaolo, Franco, Roberto, Alessandro, Giancarlo
Ecco alcune immagini..

PARQUE NACIONAL LOS ALERCES

LA POLVEROSA E SELVAGGIA CARRETTERA AUSTRAL

AL PASSO ROBALLOS FIN DEL MUNDO E ... DELLA STRADA

IMPIETOSA E ... GHIAIOSA RUTA 40

DISTACCO AL FRONTE SUL PERITO MORENO

RAMPONANDO SUL PERITO MORENO

BENZINA … DOVE CAPITA

TRAMONTO ALLE TORRES DEL PAINE

TRAMONTO ALLE TORRES DEL PAINE

IL MONTE FITZ ROY IL CERRO TORRE

ULTIMA FONTIERA |
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