ROYAL ENFIELD INDIA RAID 2006 -2007


La storia di una “prima” con moto a nolo da Nuova Delhi a Bombay….(dovevamo arrivare a Goa)


Autore:

Donato Rizzo, coordinatore


Viaggio mitico in un paese che affascina e attira il viaggiatore, ma, nello stesso tempo lo scoraggia e disorienta. Non si è mai sufficientemente preparati ad affrontare l’impatto con questa cultura. Anche i viaggiatori più esperti sono messi a dura prova. Tra le tante opportunità di viaggio che l’India offre, il nostro India Royal Raid è stato senz’altro un’impresa. La cosa che ci ha attratto è rivivere la legenda di guidare le mitiche Royal Enfield prodotte dallo stabilimento Indiano a Chennai, che fedele alla memoria dei suoi fondatori, costruiscono ancora moto che sfidano il tempo. L’itinerario indicato dal redazionale da New Delhi fino a Goa è stato troppo ambizioso fin dall’inizio, infatti, non è stato completato per via dei numerosi problemi avuti alle moto assegnateci: oltre a quelli più comuni come spegnimenti, problemi elettrici, di frizione, di rotture di cavi, di freni e forature, abbiamo avuto 2 grippature e una moto che ha preso fuoco. In particolare per l’attesa di alcuni pezzi da Delhi abbiamo dovuto aspettare 2gg. Per causa di forza maggiore abbiamo dovuto rivedere l’itinerario che è finito a Mumbai, evitando di arrivare a Goa, 700 Km circa 2gg in più. L’itinerario è uno dei più affascinanti al mondo, per varietà paesaggistiche, culturali, etniche, soprattutto religiose e spirituale. La “spiritualità” sicuramente non è intesa come la intendiamo noi: silenzio, raccoglimento, pace ma va ricercata nel caos, nella confusione dei clacson suonati all’impazzata facendo a gara al suono più forte, tra le mucche che rimangono calme e impassibili nel traffico imbottigliato cittadino, tra i carretti, i risciò, gli autobus, biciclette, tanta umanità riversata per strada, per non parlare dello smog, della povertà, della sporcizia, dei forti odori. Viaggio sicuramente mitico che ripaga il disagio dei lunghi spostamenti. Le temperature sono state basse nel Rajastan soprattutto di mattino presto e la notte. Più caldo con il sole alto; più alte le temperature man mano che ci siamo spostati verso il sud, molto caldo oltre i 30°C a Mumbai. Viaggio abbastanza semplice dal punto di vista logistico, i problemi sono state le moto su 9 almeno due erano dei ferracci che erano spesso ferme. Quasi tutti i partecipanti hanno avuto piccoli problemi intestinali, ovviamente come sempre accade nella prima settimana. Zanzare, praticamente assenti. La vita assieme, le emozioni condivise hanno creato il clima favorevole e l’armonia nel gruppo che si è dimostrato motivato, partecipe e solidale nelle occasioni di necessità. Qualche discussione c’è stata, come quasi sempre capita quando alcuni scelgono questo tipo di viaggio pesando di avere gli standard occidentali perdendo di vista che si è in India. Tutto superato con il giusto buon senso, equilibrio, soprattutto pazienza ed entusiasmo. I mezzi forniti dai corrispondenti sono stati un minibus da 9 posti, guidato dall’ottimo e professionale Kamer, da un suo aiuto e dal bravissimo meccanico Imran senza il quale avremmo fatto poco. Qualsiasi problema che le moto hanno presentato, lui arrivava metteva le mani, registrando, accelerando a vuoto e come per magia la moto si rianimava. 

I PARTECIPANTI 
I motociclisti, tutti veterani dei viaggi più disparati sui cinque contineni, sono stati messi a dura prova dalle condizioni di viaggio in India; in ordine alfabetico: 
Andrea Gaburro l’icona di Cristo per poco non rimaneva sulla moto che ha preso fuoco.
Andrea Valsecchi il condottiero impazzito sempre avanti con il suo GPS 
Giuseppe Virgili pilota instancabile, iperossidatore cronico sempre con qualcosa da mangiare. 
Giorgio Clerici, a 44 anni e già in pensione per iniziare il giro del mondo con la sua compagna Viviana. 
Marco Solvetti con Irene “the Princess” 
Michele Corini, sempre l’ultimo a partire, ottimo compagno di viaggio assieme alla sua infaticabile Cristina che non ha mai lasciato la sella nemmeno per dormire. Paolo Cacchi “sfigato”, taciturno e riflessivo, direi inquietante, è arrivato il giorno dopo, si è infortunato mettendo in moto la Royal, ha continuato il viaggio in pulmino e rimanendo in lista di attesa fino all’ultimo. 
Walter Ramperti “desert Fox” sempre meno fox e più desert: o’ Viecchi’. ogni scarpa diventa scarpone. 
Paola la viaggiatrice trasportata pochissima moto e tanto, tanto pulmino. 
Giorgio Rizzo ...coordinatore

Colgo l’occasione di ringraziarli tutti che hanno reso il viaggio unico e indimenticabile. 



LE MOTO
Ci hanno portati a visionare appena arrivati a Delhi erano già tutte parcheggiate in un deposito, l’agenzia le aveva prenotate per noi e messe da parte cinque 500 e quattro 350 anche se la richiesta era stata al contrario di 5 350 e 4 500. A primo acchitto le moto sembrano messe bene, ben tenute, pulite. Ci rendiamo conto la mattina che erano meglio al buio. Risulteranno più affidabili le 350 electric, in un prossimo futuro bisogna richiedere specificamente solo moto del genere e non più vecchie di massimo 2 anni. Possibilmente oltre al pulmino anche un pick-up per caricare le eventuali moto in panne per ripararle la sera in modo da evitare lunghe e snervanti attese. In India non esiste la cultura della manutenzione, riparano solo quando si presenta il problema aggiungono l’olio quando manca ma non lo sostituiscono mai e cosi su tutte le parti del motore e l’impianto elettrico. Le moto ci hanno dato molti problemi: dal comune spegnimento per non tenuta del minimo, ai problemi elettrici, di frizione, di freni, di forature per non parlare di problemi più seri come il cambiare testa e pistone per tre volte a 2 moto. La cosa più seria è stata la perdita di benzina che finendo sull’impianto elettrico ha fatto prendere fuoco una delle moto per fortuna senza conseguenze per il pilota. 
LE STRADE E IL TRAFFICO Abbiamo percorso in moto circa 2700 Km. L’itinerario abbreviato per problemi tecnici a Mumbai. Le strade sono in genere buone ma spesso interrotte da deviazioni dovute ad apertura di cantieri. Il traffico è indescrivibile, molto caotico, costituito soprattutto da traffico pesante, pericoloso specialmente la guida nei centri urbani e di notte. E’ facile sulle strade incontrare il traffico che viene contro mano a fari spenti o con gli abbaglianti, facilmente ti attraversano gli animali: mucche, buoi, cammelli, maiali, capre carretti, biciclette motorini ecc. Fate molta attenzione e cercate di evitare la guida al buio. IL MECCANICOAL SEGUITO E’ FONDAMENTALE Non potete farne a meno in un viaggio come questo. A noi è toccato il bravissimo Imran Kahne, senza il quale avremmo avuto grossissime difficoltà. Attento, preciso e professionale. Ad ogni panne, lui arriva, mette le mani nei punti giusti e la moto come per magia si rianima per poi spegnersi di nuovo dopo pochi Km e così via per tutto l’itinerario. 
ITINERARIO SCHEMATICO 
Giorno DATA             ITINERARIO EFFETTUATO MEZZO KM. TEMPI 
 1° 22/12/2006           Italia -Doha                            Aereo            6,00 
 2° 23/12/2006          Doha-Delhi                             aereo             3,00 
 3° 24/12/2006          Delhi-Vimbradam-Agra       moto    237   8,00 
 4° 25/12/2006          Fathepuri Sikri-Taj Mahal    bus        70   3,00 
 5° 26/12/2006          Agra-Amber-Jaipur              moto    273   6,00 
 6° 27/12/2006          Jaipur-Midawa-Bikaner      moto    357 10,00 
 7° 28/12/2006          Bikaner-Pokaran                  moto    268   8,00 
 8° 29/12/2006          Pokaran-Jaisalmer- a/r       bus      200   3,00 
 9° 30/12/2006          Pokaran-Jodhpur                 moto     182  5,00 
10° 31/12/2006        Jodhpur-M.Abu                      moto     294  6,30 
11° 01/01/2007        M.Abu-Udaipur                       moto     204  7,00 
12° 02/01/2007        Udaipur 
13° 03/01/2007        Udaipur-Godara-
                                    Champaner                            moto     342   9,00 
14° 04/01/2007        Champaner-Daman             moto     328 10,00 
15° 05/01/2007         Daman                                    moto       47   1,00 
16° 06/01/2007         Daman-Mumbai                   moto     180    5,00 
17° 07/01/2007        Mumbai  
18° 08/01/2007        Mumbai-Italia                        Aereo               9,00 
                                                                             TOTALE KM. 2.982 

CLIMA A DICEMBRE GENNAIO In questo periodo è stato abbastanza freddo nella zona tra Delhi Agra, la zona occidentale del Rajastan in modo particolare la notte e le prime ore del mattino più caldo nella zona a sud del Rajastan, caldo nel Gujarat e Mumbai. Io consiglio un ombrellino pieghevole utile per la pioggia e utilissimo per il sole. I k-way impermeabile sono da evitare perché fanno sudare, sandali da trekking…, inutile dirlo…disinfettante liquido, spray o in salviettine per mani, piedi e gambe (lo userete, prima di mangiare, uscendo dai templi dove dovrete entrare a piedi nudi o al ritorno da una bella passeggiata nell’acqua sporca…). Portate una felpa o un pile e una sciarpina (vi consiglio di comprarla in loco) da mettere quando entrate nei locali con aria condizionata. GUIDA e GPS Le guida utilizzate sono state la lonely planet: India del Nord e India del sud e una cartina Atlas Road Map acquistata sul posto. E’ sempre utile portarsi qualche GPS .
 STRADE E TEMPI DI PERCORRENZA Le strade sono abbastanza buone, si incontrano interruzioni dovute ai numerosi cantieri Il traffico come si può immaginare rallenta moltissimo i tempi di percorrenza. Numerosi sono i posti di blocco/controllo dove gli autisti vengono fermati. Tra alcuni stati bisogna pagare una tassa se si noleggia una vettura privata. 
ABBIGLIAMENTO E ATTREZZATURA Classico abbigliamento da moto: Giubbini, pantaloni rinforzati, guanti, occhiali da moto, stivali, felpa, antipioggia. Indossare sempre il casco integrale. Sacco a pelo pesante (di notte fa freddo), sacco lenzuolo, scarpe da ginnastica, costume, torcia, carta igienica o salviettine umide , burro cacao, coprizaini, pantaloni lunghi, camice a maniche lunghe. Se vi dovesse mancare qualcosa in India si trova di tutto e costa poco Sacco a pelo sacco lenzuolo costume da bagno, ciabattine per la doccia coltellino fazzolettini di carta, anche imbevuti (il loco non sanno neanche cosa sono), carta igienica crema da sole scarpe comode dopo moto . Per visitare i siti sacri vestire in modo rispettoso ed adeguato da evitare parti del corpo scoperte e vestiti attillati. 
MERCATI E ACQUISTI Le contrattazioni sono indispensabili: insistendo si riesce a spuntare un ribasso a volte anche del 70%! Attenti ai procacciatori di clienti che ovviamente se vi portano nel negozio prendono la commissione. . Nessuno può lasciare l’India senza aver acquistato un sari (di seta o non), 6 metri di stoffa che le donne indiane si arrotolano sui fianchi fino a coprirsi il capo. . Particolarmente convenienti e molto particolari gli acquisti in Rajastan, gioielli e sari tessuti a mano. Ottimi acquisti si fanno a Jaipur ovviamente se avete il tempo. 


DIARIO GIORNALIERO 
22 Dic 2006 - Italia Doha 23 Dic 2006 – Delhi arrivo ore 15,30 
Arrivo come previsto a New Delhi alle 15,30. Veloci formalità doganali il solito modulo da compilare (arrival card) in entrata. Nella attesa c’è l’incaricato del corrispondente che ci porta direttamente prima a visionare le moto e poi in albergo.Ceniamo in un fast food tipico indiano. 
24 Dic 2006 Delhi Vrindavan – Agra 237 Km 8,00 ore. 
Puntuali al mattino alle 6,30 vengono a prenderci con un pulmino da 9 posti. Ci portano a ritirare le moto al deposito, ci viene presentato il meccanico che con pazienza avvia tutte le moto. Alle 7,30 siamo tutti pronti a partire, per fortuna la città si sta adesso svegliando ed è domenica, il commercio è chiuso, il traffico meno caotico. Subito si presenta la difficoltà di guida delle moto, che non sono solo di guida a sinistra. Il cambio è a destra con la prima in alto, il freno a sinistra, contrariamente al nostro modo di guidare. Vi lascio immaginare la coordinazione. Le difficoltà sono anche di non perdersi agli incroci, alcuni hanno difficoltà a tenere la moto in moto. Ogni 20/30 km ci ricompattiamo. Comunque riusciamo a raggiungere Vrindavan e a visitare i suoi templi pieni di pellegrini che arrivano copiosi da tutta l’India: Il tempio delle scimmie, il tempio Govind Temple in arenaria rossa del XVI sec. E il tempio Pagal Baba Temple caratterizzato dalle marionette. Prima di arrivare in albergo andiamo direttamente a vedere il tramonto dalla sponda opposta del fiume Yumuna, dove il Taj Mahal si riflette nelle sue scarse acque, visto il periodo di siccità, ed acquista tonalità di colore uniche: il suo marmo bianco si accende prima di una tonalità dorata, rosa poi sempre più intensa a diventare rossa finendo in un intenso blu. (da non perdere) Ceniamo nel ristorante del Tourist Rest House cucina vegetariana. 
25 Dic 2006 Agra –Taj Mahal- Fathepur Sikri – Red Fort 80Km 3,00 ore .
Visitiamo all’alba il Taj Mahal, monumento all’amore, simbolo dell’India, patrimonio dell’Unesco. E’ uno spettacolare mausoleo che colpisce per bellezza, essenzialità delle forme e proporzioni. Partenza ore 10,30, dopo aver fatto colazione, con il pulmino per Fathepur Sikri: bellissima città fortificata, in arenaria rossa, capitale dell’impero Moghul, patrimonio dell’umanità, venne abbandonata subito dopo la morte dell’imperatore Akbar per motivi di siccità. Nell’interno la moschea ancora attiva e luogo di culto. Al ritorno visita del Agra Fort: Palazzo fortezza, in arenaria rossa, costruito dall’imperatore Akbar nel 1565, si arrichì di elementi architettonici in epoche successive: diversi edifici in marmo bianco. Progettato come struttura militare fu usato come palazzo e prigione del sovrano Shan Jhahan. Cena al Park Restaurant (ottimo) 
26 Dic 2006 Agra - Amber -Jaipur-273 km 6,00 ore
Visitiamo lo straordinario e raffinato palazzo dei venti in arenaria rossa a nido d’ape. Simbolo della città. Fatto costruire nel 1799, per consentire alle donne della casa reale di osservare la vita quotidiana della città e di non essere viste. Ancora oggi, dalle sue stanze si gode di un ottimo punto di osservazione su tutta la città. Il forte di Amber. Spettacolare cittadella, esempio di architettura rajput. La pietra è in arenaria rossa, costruito sul fianco roccioso di un monte da dove si scorgono le chilometriche mura dell’antica capitale del regno dal Maharajà Man Sing, comandande dell’esercito di Akbar. Si accede percorrendo una ripida salita di 10’. Lo scenario è unico. All’ingresso ingaggiamo una guida che risulterà molto utile. Costruito Torniamo in città e raggiungiamo non senza difficoltà l’albergo prenotato nel caotico traffico cittadino. Ceniamo nella zona di Mi Rd all’Handy Restaurant.(ottimo)
27 Dic 2006 Jaipur–Sikar – Nawalgarth - Bikaner 357 Km 10 ore 
Partiamo alle 6,30 Colazione lungo la strada. Fa abbastanza freddo bisogna coprirsi bene, c’è anche la nebbia che ci accompagnerà fino a mezzogiorno. Percorriamo la bellissima regione dello Shekhawati, non molto trafficata e semidesertica, incontriamo molti cammelli che qui fanno parte integrante del traffico stradale, che comincia ad essere più vivibile. Le cittadine che incontriamo Nawalgarth, Madama e Fatehpur sono vere e proprie gallerie d’arte, infatti i marwari, ricchi commercianti, costruirono haveli per le famiglie rimaste a casa. Lungo l’itinerario si incontrano numerose haveli molte in buone condizioni che fanno rivivere la magia del posto: ogni luogo conserva i suoi tesori, molti quasi dimenticati e fatiscenti, coperti da affreschi caratterizzati da intensità, varietà e bellezza. Foriamo prima di arrivare a Bikaner e mentre si ripara la gomma scorgo nelle vicinanze un simpatico resort con un villaggio tradizionale ricostruito dove decidiamo di pernottare.

28 Dic 2006 Bikaner – Tempio dei topi-Bikaner Fort–Pukaner 268 km 8,00 ore.
 Con il pulmino raggiungiamo la località Deshnok dove c’è il tempio Karni Mata Temple dedicato ai topi, insolito, popolato da una moltitudine di roditori sacri, sono piccoli e poi non sono tantissimi, comunque non consigliabile per i più schizzinosi. I topi possono passarvi vicino e passare sui piedi, questo è segno di buon auspicio, come pure vedere un topo bianco, o ancora più forte è mangiare il prasad, offerte di cibo sacro, toccato dalla bocca di un topo. In ogni caso bisogna essere rispettosi delle credenze hindu senza dimenticare che si è in luogo sacro da visitare senza le scarpe. Torniamo in albergo, colazione e partiamo per visitare il forte di Bikaner costruito nel 1583 dal generale Raj Rai Sing di Akbar è un edificio spettacolare dove le varie strutture: cortili, balconi, chiostri, torri e finestre costituiscono un insieme architettonico unico. Lasciamo Bikaner alle 13,15 in direzione di Jaisalmer. Pochi Km e siamo fermi per un problema alla 500 di Giorgio che brucia l’impianto elettrico e il meccanico gli deve cambiare tutti i cavetti. Ripartiamo, ancora problemi questa volta alla moto di Michele, moto morta che bisogna trainare fino alla destinazione del giorno a Pukaran, dove rimarremo 2 notti per aspettare i pezzi da Delhi. Ci sistemiamo nell’incantevole forte di Pukaran L’ermitage. (eccellente) 
29 Dic 2006 Pukaner-Jaisalmer-Pukaner 200 km 3,00 ore 
In pulmino percorriamo i 100 km di distanza fino a Jaisalmer, impieghiamo circa 1,30 ore. La città è bellissima, medievale. Ingaggiamo una guida per visitarla. Iniziamo dalle stradine della città fermandoci prima agli spettacolari templi giainisti, sono sette in arenaria gialla tutti collegati tra loro risalenti ad un periodo fra il XII e XVI sec. (Sono da vedere). Il forte è un altro monumento da non perdere, all’interno del quale sorge il palazzo, alcuni templi e bellissime haveli.Nella cittadella vivono ancora cinquemila abitanti. E’ emozionante passeggiare tra le sue stradine, anche se c’è molta presenza di turisti in modo particolare di turismo locale. Non perdetevi il palazzo a sette piani, una parte è visitabile. Da non perdere sono le Haveli che a Jaisalmer sono le più belle in assoluto in particolare la Patwa-Ki-Haveli, la Salim Sing-ki-Haveli e la Natmal-ki-haveli sono splendide dall’esterno. Alle 17,30 torniamo a Pukaran dove la moto non è ancora pronta, il meccanico la riparerà domani nella mattinata e ci raggiungerà a Jodhpur. Ceniamo nell’ottimo Ermitage. 
30 Dic 2006 Pukaner-Jodhpur 182 Km 5 ore Partiamo alle 8,45 
Michele guida la moto di Paolo che si è infortunato mettendo in moto la sua moto e quindi viaggerà in pulmino. La strada è bella, con bei paesaggi ed è poco trafficata, ma soprattutto non abbiamo problemi, per fortuna, perché il meccanico è rimasto a Pukaran a riparare la moto di Michele. Arriviamo a Jodhpur abbastanza presto, ma perdiamo un po’ di tempo a trovare 2 alberghi perché non c’è posto. In questa stagione bisognava prenotare in anticipo, ma con le moto non si sa mai dove si arriva. Comunque ci sistemiamo al Yogi’s H. Jodhpur è una cittadina incantevole che subito cattura i suoi ospiti. La città blu, agglomerato di case che si estendono lungo i margini del deserto del Thar, tutta circondata da mura risalenti al XVI sec., il blu contraddistingue le dimore dei bramini, che non da solo una tonalità suggestiva, ma sembra che abbia anche proprietà repellenti contro gli insetti. Visitiamo il Meherangarth, il forte, uno dei più suggestivi del Rajastan. Ottima la spiegazione fornita dalle autoguide in italiano. Se avete tempo non perdetevelo. Sulla collina a circa 1 Km dal forte c’è un monumento commemorativo lo Jaswant Thada è un cenotafio dedicato al Maharaja Jaswant Sing II, in marmo bianco. Ci facciamo lasciare, al ritorno alla torre dell’orologio, famoso punto di riferimento nella città vecchia. Attorno alla torre si estende un enorme mercato pittoresco dove si vende svariata mercanzia: verdure, spezie, dolciumi e prodotti artigianali. In serata ci raggiunge anche il meccanico che ha riparato la moto. 
31 Dic 2006 Jodhpur – M.Abu 294 6,30 ore 
Questa mattina partiamo per ritardo dovuto al meccanico che non si sveglia e ci raggiunge all’appuntamento alle 8,45. La strada non è molto trafficata e gli ultimi Km dal bivio Abu Rd station, collinare e tortuosa, molto bella da percorrere in moto, passa nel cuore di imponenti colline boscose, una vera e propria sorpresa per noi motociclisti dopo tanta pianura torrida e deserto. Località senza eguali in Rajastan, meta di pellegrinaggio per molti induisti, specialmente in questo periodo di ferie di fine anno che facciamo fatica a trovare un alloggio. La maggiore attrazione sono i templi i Dilwara Temples: tra i più raffinati esempi di architettura sacra indiana, presentano rilievi molto complessi che testimoniano l’alta maestria raggiunta dagli artigiani. Il più antico il Vimal Vasahi dedicato a Adinati, il primo Tirthankar del 1031 seguono il Luna Vasahi del 1230, il Brimashah Temple del 1315, il Mahaveeverswani del 1582. In tutti i templi sono continui i lavori di manutenzione. Riusciamo a sistemarci in un albergo a 2 km dall’animato centro dove la sera ceniamo. . 
1 Gen 2007 M.Abu – Udaipur 204 Km 7,00 ore 
Oggi percorriamo un’altra strada molto bella ma rovinata dalla presenza di numerosi cantieri . Arriviamo in città con la nostra carovana, non è facile sistemarci troviamo tre stanze in un albergo e tre in un altro, entrambi con la splendida vista sul lago.
2 Gen 2007 Udaipur 
La città è stupenda, luogo romantico, è una città dalle tonalità ocra che circonda con i suoi palazzi e ghat il lago Pichola, al centro del quale troneggia il lake Palace. Il luogo è suggestivo cattura immediatamente il viaggiatore, visitiamo in barca il lago e i punti di maggiore interesse come il City Palace, che domina il lago dall’alto: è un insieme di edifici aggiunti in varie epoche da diversi maharaja che mantiene una sua uniformità architettonica, un pò decadente, ma molto interessante. Visitiamo il finto villaggio tradizionale di Shilpgram che sconsiglio vivamente. Bellissimo è il tramonto e il panorama visto dal Monson Palace, un vecchio e decadente palazzo del XIX sec. Costruito come osservatorio astronomico. Bello lo spettacolo a cui assistiamo a sera al museo: ballo suoni, canti e spettacolo di marionette (da non perdere) folkloristico. . 3 Gen 2006 Udaipur - Champaner 342 Km 9,00 ore 
Strada asfaltata, tenuta bene, bello il panorama non molto trafficata. Foriamo e aspettiamo la cassetta degli attrezzi e il meccanico che sono sul pulmino. Ripartiamo dopo aver riparato la gomma. Raggiungiamo Champaner alle 17,00 nella località in collina Pavagadh, di origine vulcanica. Ci sistemiamo nell’unico albergo che si trova sul posto. 
4 Gen 2006 Champaner – Daman 328 10 ore 
Visitiamo, prima di partire, l’altura di Pavagadh a 800slm con la funicolare e dove sono ubicati strategicamente il Lakulisha Temple dell’XI sec. e il Kalikamata che corona l’altura, importante meta di pellegrinaggio induista. Scendiamo per il pendio a piedi.( E’ un’escursione che vale la pena di fare, il sito e’ molto autentico e poco turistico). Visitiamo a valle l’antica capitale del Rajput, Champaner, patrimonio dell’Unesco, situata lungo una rotta commerciale d’importanza strategica.Tra le strutture più affascinanti spiccano le moschee, una delle quali la moschea Jama Masjid del 1513, spettacolare, si distingue per il meraviglioso portale scolpito e l’imponente cortile interno circondato da portici. Alle 13,00 ripartiamo per Daman, strada pessima, molto inquinata la zona che attraversiamo, traffico intenso di mezzi pesanti. Arriviamo alle 19,00 a Daman ci sistemiamo nell’ottimo Marina H., casa coloniale tutta in legno, dove alle 20,30 ceniamo. 

5 Gen 2006 Daman
 
Cittadina che ha un passato portoghese lo è stata fino al 1961 assieme a Diu e Goa. E’ una stazione balneare, dalle spiagge poco invitanti, vi troviamo una bella cittadella fortificata, oltre a belle chiese, il tutto in un’atmosfera tropicale rilassata con una certa vena ancora portoghese. Camminiamo lungo i bastioni, ottimo punto per osservare il mercato del pesce e le imbarcazioni spiaggiate dalla bassa marea. Visitiamo la spiaggia poco lontana, enfatizzata da boschi di palme che crescono un po’ dovunque. 6 Gen 2006 Daman – Mombay 180 km 5,00 ore 
Buona strada non molto trafficata. Incontriamo molto traffico in città. Difficile è trovare un albergo di medio costo Ci rifugiamo in un albergo a 5 stelle con la gioia di tutti. Consegnamo le moto al nostro meccanico e il suo aiuto che per 4 euro a moto le trasferiranno loro personalmente fino alla stazione centrale di Mombai, facendoci evitare 1,30 ore solo all’andata di traffico caotico cittadino. A sera ceniamo al ristorante sulla terrazza dell’albergo a buffet. 
7 Gen 2006 Mumbay 
City tour, con il pulmino e un taxi noleggiato per l’intera giornata a 800rp, prima in barca andiamo a visitare l’isola degli elefanti che è nella baia di Mumbai oltre la porta dell’India. Visitiamo i templi giainisti ,meta di numerosi Hinduisti. Poi facciamo un itinerario a piedi toccando i punti di maggiore interesse dove sono ubicati i palazzi coloniali. Non capisco perche’ abbinao dichiarato patrimonio dell’Unesco la stazione di Mumbai. Torniamo in albergo dove il direttore ci permette di usare le docce del centro benessere dell’hotel, ceniamo sul terrazzo dell’albergo e alle 11,00 ci facciamo portare dal nostro ottimo Kumar con un taxi in aeroporto. 
8 Gen 2006 Mumbay – Italia 
Alle tre facciamo il Chek-in e partiamo per l’Italia . Ci salutiamo e baci ed Abbracci. Namastè 


Indice



-----------------------

In attesa del Libro:
L'EPOPEA DEL 
 
MOTOCLUB 4X4
AVVENTURE
 
Tutte le relazioni 
dei raid realizzati 
dal nostro 
MotoClub4x4
      INDICE

INIZIAZIONE AL DESERTO CON MOTO A NOLO
Storie racconti ed immagini della nostra più grande avventura africana

 Gruppo Zambon
My Faraoni's Rally
----------------------

ZAMBIA NAMIBIA RAID
2011 - Gruppo Kulczycki

----------------------

RIFT VALLEY RAID
2010 - Gruppo Kulczycki

----------------------

TRANSANDINA RAID
2010 - Gruppo Barba

----------------------

THAI LAOS MOTO RAID
2009/10 Gruppo Zambon-Losi
-----------------------

PATAGONIA RAID
2009/10 Gruppo Di Nauta

----------------------

ETIOPIA KENYA TANZANIA RAID
2009 Gruppo Mattei

----------------------

OMO RIVER RAID
2009 Gruppo Barba

----------------------

AFRICAUSTRALE RAID

2009 Gruppo Gioetto

----------------------

TRANSANDINA RAID
2009 - Gruppo Cerpelloni

----------------------

BORNEO RAID
2009 - Gruppo Kulczycki

----------------------

OMO RIVER RAID
2008-2009 Gruppo Tullini

----------------------
PATAGONIA RAID
2008-2009 Gruppo Capra

----------------------
DANCALIA RAID
2008-2009 Gruppo De Longis

----------------------
WEST AFRICA RAID
2008-2009 Gruppo Losi Marna 
-Garavelli Sandro

----------------------
TRANSAFRICA NORDSUD 
2008 - Gruppo Kulczycki

----------------------

TORTUGUERO RAID  2008
Gruppo Ramperti

----------------------

TRANSANDINA  2008
Gruppo Gioetto

----------------------

MURZUK-LIBIA RAID EXPRESS
2006 -
Gruppo Kulczycki

----------------------

OMO RIVER RAID
2008 - Gruppo Gioetto

----------------------

ITALIA LIBIA RAID
2008 - Gruppo Turchi

----------------------

ITALIA SUDAN RAID
2007/2008 - Gruppo Garavelli

----------------------

MEKONG MOTO RAID
2007/2008 - Gruppo de Longis

----------------------

MADAGASCAR RAID 4X4
2007 - Gruppo
de Longis

----------------------

TRANSANDINA 2007
Gruppo Bernardini

----------------------

TRANSAMAZZONICA RAID
2007 - Gruppo Ramperti

----------------------

ASIA RAID 2007
Gruppo Arnoldi

----------------------

YEMEN OMAN RAID
2006/2007 -
Gruppo de Longis

----------------------

DANCALIA RAID-ETIOPIA
2005
- Gruppo Mattei

----------------------

ROYAL ENFIELD INDIA RAID
2006/2007 - Gruppo Rizzo

----------------------

TRANSANDINA 2006
Gruppo Forzoni

----------------------

LADAKH INDIA RAID
2006 - Gruppo Kulczkycki

----------------------

SILK ROAD RAID 2006
Gruppo Castagna

----------------------

TRANSAUSTRALIA 2005
Gruppo
Kulczycki

----------------------

TRANSANDINA 2005
Gruppo de Longis

----------------------

MARCO POLO 2005
Gruppo Pistore

----------------------

GREAT SAND RAID 2005
Gruppo Kulczycki

----------------------


NEPAL TIBET RAID 2004
Gruppo Kulczycki

----------------------


CINA TIBET RAID 2004
Gruppo Cristani

----------------------

CAMERUN RAID 2004
Gruppo Alex Monticone

----------------------

BLUE NILE RAID
2003/2004 - Gruppo Kulczycki

----------------------
AFRICAUSTRALE RAID
2003-
Gruppo Kulczycki
----------------------

MOTOAFRIKA 2003

----------------------

OMO RIVER RAID
2003-Gruppo Cairoli

----------------------
GILF KEBIR RAID
2003-Gruppo Garavelli

----------------------
DJANET TAM DJANET
2003-Gruppo
Kulczycki

----------------------

OMO RIVER RAID 2002
Gruppo Kulczycki

----------------------
MONGOLIA SIBERIA RAID 2002
----------------------
TRANSANDINA 2002
----------------------
TRANSANDINA 2001
Gruppo Kulczycki 

----------------------

ASIA RAID 2000
Gruppo Kulczycki