Italia Benin Raid 2006


Iím going to Cotonou


Autore:

Villi Valter Mattei


Eccomi qui a fare un riepilogo di un raid durato oltre un mese; in un baleno mi sono trovato sbalzato da una profonda realtà africana fatta di piste, panorami e genti, alla tranquillità della mia casa a cercare di fare un bilancio sul raid appena trascorso.Mi pare quasi di essermi immaginato tutto. Il raid, ovviamente veloce e tirato come la grande maggioranza dei raid, è stato a mio avviso molto bello perché nel breve volgere di giorni ci ha portato dall’Africa del Nord all’Africa nera con paesaggi indimenticabili e contrapposti,dopo l’attraversamento del deserto della Mauritania che fa un po’ da spartiacque fra queste due realtà completamente diverse. Comunque il raid ha come sempre avuto il sopravvento su tutto ed alla fine rimane quello che è: un bel viaggio, sentito, sofferto, guidato. Il Raid Italia Benin è la quintessenza del “on the road again forever “ perché di questo si tratta: sulle piste dell’Africa per 30 giorni con oltre 7000 Km macinati attraverso 5 nazioni, Marocco, Mauritania, Mali, Burchina, Benin, su mille tipologie di terreno fra genti diverse per fisionomia, religione e cultura. Ma andiamo per ordine.

Dal Marocco partiamo già con due giorni di ritardo a causa dei problemi incontrati nello sdoganare I mezzi. Per le varie operazioni doganali ci hanno pelato nel vero senso della parola per cui, col rimpianto di non essere arrivati semplicemente in traghetto, cominciamo a macinare quei 2000 e più km d’asfalto che ci separano dal confine, ma soprattutto dalle piste nel deserto Mauritano. La nostra corsa però viene bruscamente interrotta a Tan Tan quando la polizia ci blocca a causa di un’alluvione che ha ingrossato il letto di un fiume a 100 km più a sud di dove ci troviamo,e la strada è bloccata da almeno sei giorni.Questo ci fa capire che se anche non avessimo trovato intoppi con lo sdoganamento avremmo comunque perso tempo anzi forse ci saremmo trovati proprio nel mezzo del marasma creatosi a livello del “nuovo” fiume. L’inconveniente ci fa perdere solo un’altra mezza giornata perché fortunatamente quella sera stessa ci giunge notizia che alcuni mezzi hanno cominciato a passare. Il mattino seguente, dopo lunghe ore di attesa,la polizia stessa con una strizzatina d’occhi ci fa capire che potremmo a loro insaputa oltrepassare il blocco. Riusciamo così a raggiungere il fatidico guado scavalcando lunghe code di auto e camion ancora bloccati e senza che nessuno ci dica niente, passiamo tranquilli il fiume. La nostra corsa continua e senza altri intoppi che la rottura,per il momento sensa rimedio, di una moto, raggiungiamo la prima frontiera con la Mauritania. Per inciso è doveroso dire che Vittorio, importunato e messo al corrente del problema della moto il giorno di Natale si è subito attivato ed ha fatto in modo e maniera che un carburatore per la KTM 640 arrivasse dopo tre o quattro giorni a Cinquetti nelle mani del miracolato proprietario della suddetta KTM.

I passaggi da uno stato all’altro fortunatamente non ci hanno mai dato grossi problemi se non qualche interminabile ora d’attesa persa per la compilazione dei vari moduli, soprattutto in quegli stati in cui dovevamo entrare senza avere il visto già dall’Italia. Si sa quando si è in 20 con 16 mezzi al seguito i tempi si allungano tremendamente.Anche per i mezzi alle frontiere ci salassano alquanto facendoci pagare una media di 20 euro per frontiera a veicolo. L’impatto con la Mauritania è subito forte; per noi motociclisti si tratta del clou del viaggio per terreni di guida e per la prospettiva di arrivare a rendere omaggio al grande Meoni che proprio in questa terra ha trovato la morte durante la scorsa edizione della Parigi Dakar. Il progetto purtroppo però svanisce per il fatto che le nostre guide non conoscono la pista che dal cippo posto in ricordo di Meoni porta a Kiffa per cui ci fanno ripiegare sull’impegnativo percorso Atar-Tidjkja. Non che questo non sia bello, anzi tutt’altro, ma la maggior parte preferiva onorare il ricordo di quel grande uomo e motociclista.

Di certo è che la Mauritania sa offrire paesaggi ed ambienti di estrema bellezza come ad esempio le piste per arrivare a Cinguetti dove giungiamo grazie ad un escursione per l’ultimo dell’anno.Al pensiero di quella serata mi stupisco ancora come nessuno di noi sia morto per le incredibili crisi di risate che ha accompagnato l’intero Cenone…. Non riesco a ricordarmi di aver mai riso così tanto.

Uno del gruppo preso da un ennesima crisi di risate ha deciso di farla finita e si è letteralmente buttato fuori dalla finestra. E’ vero che eravamo a terreno ma sotto poteva esserci qualunque cosa.

Chiusa la parentesi dell’ultimo dell’anno,ben presto le difficoltà del deserto fan dimenticare le risate per cui il giorno che uno di noi si perde,sul viso compare l’astio, la paura e la rabbia, ognuno per i propri motivi. E’ il quarto giorno di ritardo che accumuliamo (il terzo era stato speso per libera scelta del gruppo per poter festeggiare il capodanno alle porte della magica Cinguetti).

Qualcuno comincia a ventilare la possibilità di spostare i voli per il rientro e si indaga al riguardo.

Siamo ormai prossimi a Djenè in Mali quando purtroppo dopo vari giorni d’attesa arriva la notizia definitiva: spostare la data di rientro implicherebbe troppi problemi e spese per cui visto che non tutti sono disposti a nuovi esborsi sarà gioco forza procedere con le date del programma. Questo farà si che il resto del viaggio sia caratterizzato da una corsa veloce soprattutto nel Burkina Faso e a fare dei tagli sul programma. Ciò non toglie che il passaggio nell’Africa nera, anche se non ha offerto quella varietà di guida tipica delle piste del deserto non sia stato entusiasmante. I popoli, I villaggi e i panorami a poco a poco sono cambiati fino ad arrivare al verde rigoglioso col caldo umido del sud del Benin e i suoni e l’allegria dei popoli dell’africa nera. L’ultima tappa ci vedrà impegnati in un vero e proprio forcing che ci porterà dal confine del Burkina alla missione di Azove in un solo giorno.Alla missione ci accolgono con calore e viene anche preparata dalle ragazze del collegio, una piccola festa in nostro onore. Ormai ci separano solo poche decine di Km dal nostro porto di imbarco a Coutonu, il raid è giunto al termine. E’ mio dovere ora fare un piccolo ringraziamento a tutti i motociclisti; infatti nonostante i piccoli o grandi contrattempi verificatisi in corso di viaggio ho avuto la grande fortuna di avere un gruppo omogeneo di motociclisti che quando c’è stato da tirare per ore ed ore in moto non si è mai tirato indietro ma, tutti uniti come i vagoni del lungo treno di Atar, hanno ricoperto notevoli distanze e rimediato spesso ai ritardi accumulati, recuperando ore preziose.

Altra cosa ancora più importante, nessuno si è fatto veramente male nonostante qualche bel ruzzolone curato prontamente da Patrizia il nostro medico al seguito che sempre si è resa disponibile a rimediare ogni acciacco. A questo punto per concludere il raid, rimane solo da aspettare che la nave Kwanza col prezioso carico di moto arrivi da Coutonu. Io lo so, la nostalgia che già da ora mi prende, alla vista delle nostre moto diventerà voglia di ripartire e così ancora una volta...

...”On the road again forever” in barba a tutte le polemiche.


Indice



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In attesa del Libro:
L'EPOPEA DEL 
 
MOTOCLUB 4X4
AVVENTURE
 
Tutte le relazioni 
dei raid realizzati 
dal nostro 
MotoClub4x4
      INDICE

INIZIAZIONE AL DESERTO CON MOTO A NOLO
Storie racconti ed immagini della nostra più grande avventura africana

 Gruppo Zambon
My Faraoni's Rally
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ZAMBIA NAMIBIA RAID
2011 - Gruppo Kulczycki

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RIFT VALLEY RAID
2010 - Gruppo Kulczycki

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TRANSANDINA RAID
2010 - Gruppo Barba

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THAI LAOS MOTO RAID
2009/10 Gruppo Zambon-Losi
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PATAGONIA RAID
2009/10 Gruppo Di Nauta

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ETIOPIA KENYA TANZANIA RAID
2009 Gruppo Mattei

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OMO RIVER RAID
2009 Gruppo Barba

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AFRICAUSTRALE RAID

2009 Gruppo Gioetto

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TRANSANDINA RAID
2009 - Gruppo Cerpelloni

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BORNEO RAID
2009 - Gruppo Kulczycki

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OMO RIVER RAID
2008-2009 Gruppo Tullini

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PATAGONIA RAID
2008-2009 Gruppo Capra

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DANCALIA RAID
2008-2009 Gruppo De Longis

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WEST AFRICA RAID
2008-2009 Gruppo Losi Marna 
-Garavelli Sandro

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TRANSAFRICA NORDSUD 
2008 - Gruppo Kulczycki

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TORTUGUERO RAID  2008
Gruppo Ramperti

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TRANSANDINA  2008
Gruppo Gioetto

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MURZUK-LIBIA RAID EXPRESS
2006 -
Gruppo Kulczycki

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OMO RIVER RAID
2008 - Gruppo Gioetto

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ITALIA LIBIA RAID
2008 - Gruppo Turchi

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ITALIA SUDAN RAID
2007/2008 - Gruppo Garavelli

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MEKONG MOTO RAID
2007/2008 - Gruppo de Longis

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MADAGASCAR RAID 4X4
2007 - Gruppo
de Longis

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TRANSANDINA 2007
Gruppo Bernardini

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TRANSAMAZZONICA RAID
2007 - Gruppo Ramperti

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ASIA RAID 2007
Gruppo Arnoldi

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YEMEN OMAN RAID
2006/2007 -
Gruppo de Longis

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DANCALIA RAID-ETIOPIA
2005
- Gruppo Mattei

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ROYAL ENFIELD INDIA RAID
2006/2007 - Gruppo Rizzo

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TRANSANDINA 2006
Gruppo Forzoni

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LADAKH INDIA RAID
2006 - Gruppo Kulczkycki

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SILK ROAD RAID 2006
Gruppo Castagna

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TRANSAUSTRALIA 2005
Gruppo
Kulczycki

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TRANSANDINA 2005
Gruppo de Longis

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MARCO POLO 2005
Gruppo Pistore

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GREAT SAND RAID 2005
Gruppo Kulczycki

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NEPAL TIBET RAID 2004
Gruppo Kulczycki

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CINA TIBET RAID 2004
Gruppo Cristani

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CAMERUN RAID 2004
Gruppo Alex Monticone

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BLUE NILE RAID
2003/2004 - Gruppo Kulczycki

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AFRICAUSTRALE RAID
2003-
Gruppo Kulczycki
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MOTOAFRIKA 2003

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OMO RIVER RAID
2003-Gruppo Cairoli

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GILF KEBIR RAID
2003-Gruppo Garavelli

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DJANET TAM DJANET
2003-Gruppo
Kulczycki

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OMO RIVER RAID 2002
Gruppo Kulczycki

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MONGOLIA SIBERIA RAID 2002
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TRANSANDINA 2002
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TRANSANDINA 2001
Gruppo Kulczycki 

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ASIA RAID 2000
Gruppo Kulczycki