DANCALIA RAID 2010


Gruppo Gioetto



MILANO  /  ADDIS ABEBA
28/01
Partiamo che da Milano chi da Roma con la Turkisch e ci incontriamo a  Instambul; arriviamo ad Addis attorno all’ una e trenta, in piena notte.. Prendiamo il visto e cambiamo tutta la cassa comune, e i soldi personali prima di uscire dall’aereoporto (quello che facciamo adesso non lo dobbiamo fare più poi), ritiriamo i bagagli e le casse viveri, c’è tutto, usciamo dall’aereoporto e troviamo il transfer precedentemente concordato con la Greenland che ci porta in Hotel.


ADDIS ABEBA
29/01
Passiamo la giornata all’aeroporto per le formalità di importazione temporanea; per un disguido non sono arrivati gli originali dei carnet, ma riusciamo grazie a Grinland ad avere ugualmente le moto, finiamo alle 17 e andiamo in Greenland per definire le ultime cose, con 100 €  ci facciamo dare le taniche per la benzina, quelle per l’acqua, tavoli sedie pentole una bombola di gas con il fornello, un pò di attrezzatura varia non che un trave di legno per il carico delle moto sulla macchina, ci diamo appuntamento per le 8.30 del giorno successivo e rientriamo in hotel.


Addis  Abeba  / Awash
30/01  Km. 220
Dopo aver acquistato le bottiglie d’acqua per il viaggio e  dopo aver inutilmente cercato di comprare delle ginocchiere per Sergio (le ha perse forse a Roma quando abbiamo spedito le moto) e fatto un po’ di spesa carichiamo il tutto e si parte; oltre 200 km. di strada asfaltata e molto trafficata ed arriviamo a Awash. E’ tardi per proseguire e perciò prendiamo tre camere all’hotel D’Aouache e ci sistemiamo per la notte. L’Hotel e gestito da un’anziana signora di origine Greca, che risiede in Etiopia dalla costruzione della ferrovia, una persona ancora molto lucida con cui dopo cena ci intratteniamo a discorrere e a scherzare.
 
Awash  / Logia
31/01  Km. 370
La mattina in attesa che arrivino i nostri Driver visitiamo la vicina chiesa Ortodossa successivamente con le macchine andiamo a dare una occhiata al vicino parco Awasch. dove possiamo vedere coccodrilli e scimmie e una bella cascata di una trentina di metri, uno dei due driver lascia inavvertitamente un sacchetto di noccioline sul sedile della macchina e con la complicità di un finestrino semi aperto un babbuino si infila in macchina, quando saliamo l’animale si spaventa e inizia a saltare a destra e a sinistra per scappare, batte nei vetri e fa la spola tra il sedile anteriore e il bagagliaio, subito scendiamo e gli apriamo le porte per permettergli di scappare, quando finalmente ci riesce i sedili sono coperti di n…utella puliamo sommariamente e rientriamo in Hotel per prepararci per la  partenza. Facciamo solo due o tre km prima di venire fermati dalla polizia, un ponte e interdetto alle moto, per passarlo dobbiamo caricare tutte le moto su un camion, chiediamo spiegazioni, ma inutilmente, queste sono le regole e non si transigono, ci mettiamo due ore a percorrere i cinquanta metri di quel ponte, ma alla fine riusciamo a passare, intanto si e fatta quasi l’una, mangiamo un boccone e ripartiamo, ma ancora una volta non facciamo molta strada, dobbiamo fermarci a prendere i permessi per entrare nella regione della Dancalia, con pazienza infinita trattiamo la guida e prendiamo le autorizzazioni, ci prepariamo e per l’ennesima volta partiamo.,dobbiamo muovere un pò rapidi, le ore passano, e la strada per Logia e ancora lunga, intanto viene sera, facciamo gli ultimi Km a buio, quando arriviamo a Logia (nullaltro che due file di case su una strada) cerchiamo un Alberghetto e ci sistemiamo per la notte.

Logia / Afrera
01/02  Km. 240 (Km. 80 off-road)
Al mattino partiamo di buon ora ma la temperatura e gradevole, percorriamo circa 150 km di asfalto e circa 80 di pista facile su asfalto il TT di Luciano da qualche piccolo problema, tende a spegnersi, ma basta lasciarlo al minimo qualche secondo e torna a funzionare a dovere, arrivati a Serdo pranziamo in un ristorantino sulla strada, e poi ci rechiamo alla scuola primaria per consegnare un pò di materiale (quaderni penne pennarelli e matite) recuperati da Luciano in Italia. Poi via con le ali ai piedi, quando arriviamo a Afera, cerchiamo un albergo ma sono tutti improponibili, sporchi e brutti, allora scegliamo di andare a campeggiare in riva al lago, il posto e stupendo, vicino una fonte termale con l’acqua dolce a 40° e di fronte il lago salato dopo il bagno al lago subito nella fonte termale a rilassarci poi dobbiamo a forza preparare il campo e qualche cosa da mangiare, la serata e rinfrescata da una piacevole brezza e ci perdiamo a fare foto alla luna che si specchia nel lago .


Afrera / Erta Ale
02/02  Km. 100 (off-road)
Dopo aver smontato il campo passiamo dal posto di polizia e carichiamo i due militari che ci accompagneranno per tutta la Dancalia, poche centinaia di metri dopo scarichiamo come d’accordo la guida, gli do quanto pattuito ma il furbetto ne vuole di più, la cosa non mi fa per nulla felice, anzi mi arrabbio un pò e lo invito a continuare con noi fino a Mokole, la mia reazione inaspettata lo convince a prendere quanto pattuito e ad andarsene.. La pista che porta all’Erta Ale dapprima ghiaiosa diventa sabbiosa e complice l’elevata temperatura in alcuni tratti anche piuttosto insidiosa, ma nulla di veramente difficile per delle monocilindriche, discorso a parte per la BMW Adventure di Sergio che nei passaggi obbligati, in presenza di traccioni lasciati dalle vetture, si anima di vita propria e incontrollabile si libera di Sergio senza troppo preoccuparsene,  Con questo caldo e con tutta l’attrezzatura da moto addosso la fatica di risollevare la MUCCA (BMW 1200) dopo due o tre volte inizia a farsi sentire, e tra una sosta e l’altra una caduta e l' altra, arriviamo a Abdalalli dove con il capovillaggio contrattiamo i cammelli per la salita al vulcano. Vista l’ ora  decidiamo di fermarci per il pranzo presso una capanna e li ci tratteniamo fino alle quattro, poi di malavoglia ripartiamo alla volta dell’Erta Ale, dopo aver percorso ancora per circa 15 Km la pista sabbiosa e dopo un altro paio di cadute senza conseguenze sempre sotto un sole inclemente arriviamo all’imboccatura di una pista pietrosa li Sergio decide di lasciare la moto in custodia presso un villaggio e di arrivare al vulcano come passeggero, ma più o meno tutti abbiamo accusato la giornata torrida, e ci trasciniamo fino al villaggio ai piedi del vulcano senza troppo entusiasmo, Luca inizia a non sentirsi troppo bene, ha tutto il pranzo sullo stomaco, Luciano invece continua a bere a garganella, una acqua ormai a oltre 43 gradi che non da nessun refrigerio, io cerco di non sprecare troppe energie, Dopo altri 20 Km percorsi in una ora arriviamo a destinazione. Ma la giornata non e ancora finita, dobbiamo salire fino in cima al vulcano altri 15 Km da fare a piedi, Una ora dopo di noi arrivano le vetture, ci organizziamo e partiamo per una sgambata di 4 ore, la  cima al vulcano sembra non arrivare mai, Luca sta male, Luciano pure, io poco meglio, insomma un mezzo calvario, ma alla fine arriviamo a destinazione, Sergio e il secondo Luciano vanno a vedere il la caldera, gli altri subito a dormire al vulcano penseremo domani.  Capiremo poi che la maggior parte dei nostri problemi fisici e dovuta non tanto al caldo (comunque da non sottovalutare) ma al modo in cui si beveva, l’acqua delle bottiglie calda bevuta in grande quantità e poco tempo si piazza sullo stomaco creandoti una sorta di congestione e impedendo dunque la digestione di tutto quello che si mangia, capito ciò adottando una metodologia più attenta di assimilazione dei liquidi abbiamo risolto molti problemi.

Erta Alea / Erta Alea
03/02 
La sveglia è (ma non per tutti) alle 5.00; insonnoliti scendiamo nel cratere e, percorsi poche centinaia di metri, ci affacciamo sulla caldera. Lo spettacolo è superbo: sotto di noi la lava rompe la crosta solida e si fa vedere in tutta la sua luminosità e incontrollabile potenza borbottando  e ribollendo senza fine tra fumo e schizzi di roccia fusa. Rimaniamo catturati dallo spettacolo, poi ricominciamo la discesa, arriviamo al villaggio che e già passato mezzo giorno, decidiamo allora vista le condizioni non proprio esaltanti del gruppo di fermarci per una notte.


Erta Alea / Uadiddo / Ahmed Ale
04/02  Km 140 (off-road)
Ripartiamo dalle pendici dell’Erta Ale alle 7.00, e dopo una ventina di chilometri di pietre carichiamo la MUCCA sul pick-up e ripartiamo, dobbiamo recuperare la giornata persa, ieri il cielo velato rende meno forte la sensazione di calore e cosi dopo aver pagato al capo villaggio quanto pattuito e aver fatto le solite discussioni per quanto pretendevano come extra ci indirizziamo rapidamente sulla pista sabbiosa verso Ahmed-Ale.  Dove arriviamo alle quattro, Ahmed-Ale e come un paese “fantasma” solo capanne color senape posate sopra una bassa collinetta di terra che durante il giorno sono semidisabitate per poi riempirsi di vita all’imbrunire quando gli uomini tornano dalla raccolta del sale, e come per i gruppi che ci hanno preceduto appena arrivati scatta la  rincorsa a ingurgitare tutto quante e liquido e che ha una temperatura al di sotto dei 25 grati, noi in sei riusciamo a bere “solo” una trentina di bibite, dei dilettanti rispetto agli altri che mi risulta siano riusciti a berne 74, passiamo quello che rimane della giornata a rilassarci e quando il sole inizia a calare prepariamo la cena, intanto si e alzato un forte vento dopo cena sistemiamo la  “cucina” e tutti a dormire a ridosso delle capanne  per cercare un po di riparo dal vento.


Ahmed Ale / Dallol / Berahle
05/02  Km 120 (off-road)
Mattina, ci alziamo alle sei e partiamo per la visita di  Dallol. In lontananza le carovane che trasportano il sale con i cammelli, La pista con un sottile strato di sale superficiale che si rompe al passaggio dei mezzi mostrando il fango sottostante e piuttosto scivolosa, ma non si puo viaggiare al di fuori della stessa, in fatti i militari che ci accompagnano sostengono che in alcune zone potrebbero esserci ancora delle mine. Quando arriviamo al Dallol lo spettacolo e unico visitiamo questo posto: irreale, posto 140 metri sotto il livello del mare,  Sotto la piana salata  l’ attività vulcanica spinge  l'acqua in superficie la quale  passando tra lo strato di sale crea forme bizzarre e colori vividi, avvolti da sbuffi di vapore.
Prima di mezzo giorno rientriamo a Ahmed Ale e ci prepariamo per partire con destinazione Berahle mangiamo un pò di pane con della carne in scatola e muoviamo. La pista inizia a salire e si snoda tra le montagne: splendida con scorci suggestivi a lato il letto di un fiume in secca, inizia anche a piovere, il caldo dei giorni precedenti lascia il posto alla frescura delle montagne per tutto il pomeriggio e puro godimento, strada bella, frescura, panorami, Prima dell’imbrunire arriviamo a Berahle, e ci rechiamo alla scuola primaria per vedere se ci danno una aula dove sistemarci, siccome domani e Domenica e le scuole sono chiuse l’aula e libera cosi posiamo i bagagli e facciamo lavare le moto dai bambini che ci ronzano attorno, cinque Bir a moto, è una festa per tutti,


Berahle / Mekelle
06/02  Km. 100 (km 64 off- road)
La pista scorre veloce fino a Makelle dove arriviamo a ora di pranzo, prendiamo tre camere presso il Castle Hotel, congediamo il Land Cruiser che ritorna in Addiss Abeba e andiamo a pranzo, poi scarichiamo il BMW 1200 dal Pich up ci accorgiamo che una cinghia ha rotto il pulsante dell’accensione, Luigi con pazienza certosina smonta il blocchetto e riesce con un pò di colla a rianimare la MUCCA MORENTE, poi ogniuno per se a fare visite e acquisti, a sera tentiamo di andare a mangiare al Boston Pub che ha un esteso menu, ma di tutto quel menu non c’è nulla, e ripieghiamo sul ristorante del Milano Hotel, Luca pero non viene, non ha ancora risolto totalmente i suoi problemi intestinali,ma comunque sembra in via di guarigione definitiva, al rientro della cena conosciamo un ragazzo Italo/Etiope che organizza giri in moto con delle KTM, ci da un pò di punti per  il giorno dopo in modo da andare a Axum con la pista anziche con l’asfalto.


Mekelle / Aksum
07/02  Km. 300 (Km. 240 off-road)
Ci dirigiamo verso il primo punto GPS e imbocchiamo una lunga e divertente pista che normalmente rimane al di fuori degli itinerari più battuti, poco dopo prendo una piera con la ruota anteriore e pizzico la camera, con l’aiuto di Luigi e Luciano la ripariamo in meno di mezza ora e ripartiamo, a mezzo giorno ci fermiamo per il pranzo presso un ristorantino dove conosciamo una coppia di italiani che risiede in Etiopia da tre anni, ci danno un pò di informazioni utili poi ripartiamo con destinazione Debre Damo dove arriviamo con una bella pista e paesaggi di grande impatto verso le 17.00 e tardi per salire al monastero e ci proponiamo di tornarci il giorno dopo. Arriviamo a Aksum, passando da Adua, che e ormai notte, percorrendo gli ultimi 20 Km su una strada bianca e al buio. Prendiamo alloggio presso l’Hotel Yeha dopo di che ci rechiamo alla sala ristorante, dove seduti a un tavolo con tovaglie vere facciamo una gran bella mangiata.

Aksum
08/02 
Trascorriamo la giornata visitando le alte stele monolitiche, la tomba di Re Bazen, il bagno della regina di Saba. E visitando il locale museo che contiene le “TROPPO VECCIE CORONE” Pomeriggio a disposizione.


Aksum / Debark
09/02  Km. 260 (off-road)
La strada degli italiani. che inizialmente e una comune, polverosa strada, dove bisogna fare grande attenzione a sorpassare i camion a causa del polverone che rende la visibilità praticamente nulla, e dove io ho rischiato un frontale con una Toyota,  si trasforma dopo poco in una lunga ma affascinante corsa tra le montagne, rallentata solo dall’esigenza di scattare foto e dai numerosi lavori in corso per mantenerla efficiente, il fondo in terra in fatti tende a franare a valle, il solo vederla arrampicarsi sui monti ci fa capire quale fu l’impegno per costruirla, e comunque piuttosto affascinante vedere la strada dall’alto che si srotola sinuosa nella valle, la mia moto inizia a accusare il peso del viaggio, un piccolo difetto rende la guida, difficile, l’acceleratore non chiude totalmente e dunque ti trovi sui tornanti con un filo di gas che ti spinge fuori dalla traiettoria, comunque con un po di attenzione arriviamo a Debark dove una volta preso l’albergo mi dedico alla dovuta manutenzione, prima smontando e lubrificando tutti i cavi e i rinvii del gas poi sostituendo la gomma anteriore (solo 1500 Km ed e  completamente usurata !!!!!!),  . Finite le manutenzioni doccia e poi a cena presso il “ristorante” dell’albergo.

Escursione monti Siemen
10/02  Km. 85 (off-road)

Dopo aver preso i permessi per la visita ai minti Siemen  e caricato due guardie partiamo per la visita del parco dei monti Siemen. Con le moto saliamo sino a m.3600 in un paesaggio tipicamente “svizzero” su uno sterrato ben tenuto e facile, sulla pista incontriamo una grossa colonia di babbuini Gelada che incuranti dei visitatori si spulciano, poi,  parcheggiate le moto una agevole passeggiata di dieci minuti per vedere la cascata dall’altra parte della valle, quando torniamo alle moto Luciano Luca e Sergio scelgono di fermarsi ancora un pò a godersi il fresco, io, Luigi, e l’altro Luciano decidiamo di tornare a valle per visitare il mercato, ci ritroveremo tutti a sera prima di cena all’hotel.


Debark  / Bahir Dar (lago Tana)
11/02  Km. 260

La bella pista, prosegue fino a Gondar dove ci fermiamo per il pranzo e per una sommaria visita alla cittadina, dovremmo anche cercare un po di benzina, ma il prezzo al mercato nero e improponibile, 30 BIR al litro, facciamo bene i conti e vediamo che ne abbiamo a sufficienza per arrivare a Bahir Dar pranziamo e ripartiamo, sulla strada il Yamaha TT di Luciano inizia a fare i capricci, non ne vuole sapere di andare, a dire il vero e gia 4/5 giorni che a volte recalcita, ma questa volta proprio non va, decidiamo di caricarlo, ci guarderemo domani. Quando arriviamo a Bahir Dar cerchiamo subito un distributore e facciamo tutti i pieni, anche la ricerca dell’albergo non presenta grosse difficoltà, scegliamo l’Hotel Paparus subito a ridosso della stazione di servizio.  Scarichiamo bagagli e moto e scopriamo che oltre a non andare ha anche la gomma posteriore bucata, Luciano prende e va a farla riparare dal gommista che gli chiede ben 150 Bir per una pezza. La serata trascorre spensierata tra il ristorante e il bar dove preparano gigantesche spremute di frutta esotica.

Lago Tana
12/02

Luciano alle sette sta già lavorando sui suoi carburatori, e scopre il motivo del malfunzionamento della Yamaha, un filtrino sporco che impediva l’afflusso alla benzina, lo pulisce e il problema e risolto, poi tutti in gruppo saliamo sul cassone del Pik Up e andiamo a visitare le cascate del Nilo ci perdiamo tutta la mattinata . Dopo pranzo come da accordi ci aspettano per la visita ai monasteri del lago Tana, l’avanzare con la barca controvento ci procura una serie di secchiate d’acqua senza precedenti, quando arriviamo sulle isole siamo tutti zuppi, i monasteri sono esattamente come me li ricordavo, e anche agli altri compagni di viaggio non suscitano particolari entusiasmi, ma vanno comunque visti. e poi a cena al Ghion

Bahir Dar / Lalibella
13/02  Km. 320 (km. 270 off-road)

Partiamo presto. Dopo 85 Km finisce l’asfalto ed inizia una lunga, trafficata e polverosa pista. intervallata da piccoli tratti asfaltati, il KTM di Luca ha il serbatoio  vuoto, ma non aveva fatto il pieno? Due ali di persone camminano senza soluzione di continuità avanti e indietro apparentemente senza meta, alcuni bambini tirano sassi, la mia moto ricomincia con la storia di non chiudere più il gas, e procedo lentamente, comunque arriviamo alla Laibella che e ancora chiaro, appena piazzati all’Hotel rismonto per l’ennesima volta i carburatori, li ripulisco e rimonto il tutto, sembra che vada un pò meglio, speriamo,  per la cena ci fermiamo al ristorante dell’Hotel nessuno ha voglia di andare in giro, Dopo cena ci accordiamo con la guida che domani ci accompagnerà per la visita delle chiese rupestri poi tutti a letto.

Lalibella
14/02
Di buon ora partiamo per la visita delle chiese rupestri, e d’accordo con la guida decidiamo di visitarle tutte entro il primo pomeriggio, in modo da aver un po’ di tempo per dedicarci a attività più rilassanti, Io e Sergio accompagnati dalla guida decidiamo di continuare la visita presso un monastero scavato nella roccia poco lontano, gli altri si trattengono in Hotel, quando torniamo prendiamo le moto e ci rechiamo all’unica stazione di servizio del paese, manco a dirlo la benzina non c’è pero se vogliamo lo stesso distributore ne ha molta da darci in nero, siamo costretti ad accettare l’offerta, il prezzo non e male, 16 Bir contro i 13.5 ufficiali, quello che non ci convince e l’unita di misura, in fatti una bella tanica da 15 litri riporta la scritta 20 e pretendono di piazzarcela cosi, grande discussione e alla fine risolviamo la questione utilizzando la pompa del distributore come conta litri, il gestore si scusa con tutto il gruppo per  l’accaduto e anche il proprietario dell’albergo che si era offerto di accompagnarci per fare un giro in moto si sente in dovere di scusarsi. Quando torniamo all’albergo ci accorgiamo che li KTM gocciola dal serbatoio .posteriore, controlliamo e ci accorgiamo che la benzina forse un po agressiva e / o un difetto di materiali ha creato un buco nel serbatoio di plastica, rimandiamo l’intervento al dopo cena. Finito di cenare iniziamo a lavorare sulla moto e smontiamo il serbatoio posteriore tappiamo il foro e rimontiamo il tutto, proviamo la moto, sembra che vada bene, e già l’una tutti a dormire.
Lalibella / Kembolka
15/02 320 (Km. 70 off-road)

Ripercorriamo per sessanta Km la pista fatta due giorni prima, dopo una ventina di Km il KAPPONE ricomincia a fare le bizze, la pompa della benzina non aspira più  e con tutta probabilita otturata dal materiale sciolto del serbatoio, non possiamo che caricarlo, ci guarderemo questa sera, il resto della giornata non presenta altri problemi e arriviamo a Kembolka alee 17.00.

Kembolka / Addis Abeba   
16/02  Km. 415 (Km. 70 off-road)

Si dice che i giorni più pericolosi sono il primo e l’ultimo di un viaggio in moto, forse e proprio cosi, poco dopo Kembolka Luciano fa un frontale con un asinello carico, per un miracolo non cade, l’asinello striscia rotolando per terra, io vedo la scena ma non capisco cosa e successo e mi si accappona la pelle, per fortuna tutto bene, 5 Km dopo una biciclette attraversa la strada a un paio di metri sempre dallo sfortunato Luciano, e anche questa volta tutto bene, stavamo già andando lentamente, ma per evitare altre sorprese decidiamo di rallentare ulteriormente. Circa cento Km prima di Addis Abeba il cielo si fa minaccioso e inizia a piovere forte, aspettiamo un pò in un bar e quando sembra abbia smesso partiamo, tutta una finta 2 Km dopo ricomincia a piovere insistentemente, e per non farci mancare nulla dobbiamo abbandonare l’asfalto, e veniamo dirottati si una pista laterale fangosa e estremamente scivolosa, percorriamo questo tratto di strada come se viaggiassimo sulle saponette, alle 18.00 arriviamo in Addis Abeba, perndiamo le camere e ci diamo appuntamento per la cena presso il ristorante del Central Schoa Hotel.

Addis Abeba
17/02 

La giornata e a disposizione portiamo le ultime cose a Grin Land e poi siamo liberi, chi va al mercato, chi al museo chi a far compere, ecc., io perdo oltre una ora per accendere la moto che proprio non ne voleva sapere di partire, e tra gli sfottò e le foto rituali di tutto il gruppo mi ritrovo per l’ennesima volta con i carburatori in mano, li pulisco li rimonto e tra le prese per i fondelli riesco a farla ripartire. Ci troviamo alle 19.00 per andare a cena, prendiamo due Taxi e chiediamo di essere portati al ristorante Serenade, dopo oltre un’ora di macchina e innumerevoli fermate per chiedere la strada i tassisti riescono a perdersi anche tra loro, io Luciano e Luca arriviamo al ristorante, veramente di ottima qualità e estremamente economico visto che ha offerto il buon Luca,  gli altri ripiegano su un locale vicino all’Hotel.
.
Addis Abeba
18/02
La giornata e dedicata allo sdoganamento delle moto, la previsione e di passare tutto il giorno in dogana, pero l’incaricato da Green Land  e efficiente e veloce e all’una abbiamo già finito, rientriamo in albergo e liberi, Il trio lescano io Luca e Luciano andiamo al centro benessere, bagno turco, sauna, e massaggio, poi cena veloce e rapidi con il transfert all’aereoporto dove il buon Luigi giusto per chiudere il viaggio in bellezza viene preso e messo da parte dal servizio di sicurezza, in entrata si erano scordati di annullare il visto con un timbro, chiarito il disguido saliamo sull’aereo che ci porta prima a Instambul, poi chi a Roma chi a Milano.

Ciao a tutti


Indice



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In attesa del Libro:
L'EPOPEA DEL 
 
MOTOCLUB 4X4
AVVENTURE
 
Tutte le relazioni 
dei raid realizzati 
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MotoClub4x4
      INDICE

INIZIAZIONE AL DESERTO CON MOTO A NOLO
Storie racconti ed immagini della nostra più grande avventura africana

 Gruppo Zambon
My Faraoni's Rally
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ZAMBIA NAMIBIA RAID
2011 - Gruppo Kulczycki

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RIFT VALLEY RAID
2010 - Gruppo Kulczycki

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TRANSANDINA RAID
2010 - Gruppo Barba

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THAI LAOS MOTO RAID
2009/10 Gruppo Zambon-Losi
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PATAGONIA RAID
2009/10 Gruppo Di Nauta

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ETIOPIA KENYA TANZANIA RAID
2009 Gruppo Mattei

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OMO RIVER RAID
2009 Gruppo Barba

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AFRICAUSTRALE RAID

2009 Gruppo Gioetto

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TRANSANDINA RAID
2009 - Gruppo Cerpelloni

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BORNEO RAID
2009 - Gruppo Kulczycki

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OMO RIVER RAID
2008-2009 Gruppo Tullini

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PATAGONIA RAID
2008-2009 Gruppo Capra

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DANCALIA RAID
2008-2009 Gruppo De Longis

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WEST AFRICA RAID
2008-2009 Gruppo Losi Marna 
-Garavelli Sandro

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TRANSAFRICA NORDSUD 
2008 - Gruppo Kulczycki

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TORTUGUERO RAID  2008
Gruppo Ramperti

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TRANSANDINA  2008
Gruppo Gioetto

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MURZUK-LIBIA RAID EXPRESS
2006 -
Gruppo Kulczycki

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OMO RIVER RAID
2008 - Gruppo Gioetto

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ITALIA LIBIA RAID
2008 - Gruppo Turchi

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ITALIA SUDAN RAID
2007/2008 - Gruppo Garavelli

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MEKONG MOTO RAID
2007/2008 - Gruppo de Longis

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MADAGASCAR RAID 4X4
2007 - Gruppo
de Longis

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TRANSANDINA 2007
Gruppo Bernardini

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TRANSAMAZZONICA RAID
2007 - Gruppo Ramperti

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ASIA RAID 2007
Gruppo Arnoldi

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YEMEN OMAN RAID
2006/2007 -
Gruppo de Longis

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DANCALIA RAID-ETIOPIA
2005
- Gruppo Mattei

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ROYAL ENFIELD INDIA RAID
2006/2007 - Gruppo Rizzo

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TRANSANDINA 2006
Gruppo Forzoni

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LADAKH INDIA RAID
2006 - Gruppo Kulczkycki

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SILK ROAD RAID 2006
Gruppo Castagna

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TRANSAUSTRALIA 2005
Gruppo
Kulczycki

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TRANSANDINA 2005
Gruppo de Longis

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MARCO POLO 2005
Gruppo Pistore

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GREAT SAND RAID 2005
Gruppo Kulczycki

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NEPAL TIBET RAID 2004
Gruppo Kulczycki

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CINA TIBET RAID 2004
Gruppo Cristani

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CAMERUN RAID 2004
Gruppo Alex Monticone

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BLUE NILE RAID
2003/2004 - Gruppo Kulczycki

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AFRICAUSTRALE RAID
2003-
Gruppo Kulczycki
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MOTOAFRIKA 2003

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OMO RIVER RAID
2003-Gruppo Cairoli

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GILF KEBIR RAID
2003-Gruppo Garavelli

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DJANET TAM DJANET
2003-Gruppo
Kulczycki

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OMO RIVER RAID 2002
Gruppo Kulczycki

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MONGOLIA SIBERIA RAID 2002
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TRANSANDINA 2002
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TRANSANDINA 2001
Gruppo Kulczycki 

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ASIA RAID 2000
Gruppo Kulczycki