Africa Australe Raid


Gruppo Gioetto


Testo di Mauro Gioetto
Foto di Ilaria Piazza



Malpensa 30/07/2009, Fine Luglio, l’aereo parte alle 14 l’aereoporto è affollato, da Malpensa partiamo in 14, piano piano arrivano tutti, mancano solo i tre amici che partono da Roma e che troveremo a Dubai nella notte, il viaggio procede fino a Joannesburg senza problemi, arrivati in Sud Africa incontriamo Gideon che ci da due cattive notizie, la prima è che forse ci sono delle difficoltà con la Dogana, la seconda è che non verrà con noi, ma ci accompagnerà  Bi Jei, appena arriviamo alla Farm dove ci hanno prenotato le camere, iniziamo subito a fare mille ipotesi, sul da farsi, per fortuna quando le speranze si stanno esaurendo ci comunicano che le moto sono state sdoganate e che possiamo ritirarle, Con le moto sotto il sedere ci sembra che vada già tutto meglio.
Da Johannesburg – a Martis Drift Il  mattino del 01/08/2009 piove e fa freddo, i più previdenti sono ben attrezzati ma alcuni “compreso il sottoscritto” sono veramente impreparati, comunque partiamo sotto una pioggia torrenziale arriviamo non senza difficoltà a Pretoria, per fortuna spiove e sebbene siamo bagnati come pulcini procediamo prima verso Potgiertersrus poi per Martis Drift, dove arriviamo a sera inoltrata, passiamo senza particolari difficoltà fa frontiera e  andiamo a dormire presso il Lodges Oasis sul fiume, il lodge è piuttosto caro ma siamo troppo stanchi per replicare, il nostro Driver, (non si può sicuramente chiamare guida) ci informa che il giorno dopo avremmo dovuto apportare una modifica all’itinerario, le sue indicazioni dicono che Kubu Island non è raggiungibile, Gianmaria e Fabrizio non ci stanno, e dopo aver raccolto un po’ di informazioni contrastanti circa la percorribilità della pista decidiamo di tentarci
Da Martis Drift – a Letlhakane 02/08/2009 Al mattino altre informazioni e foto prese un mese prima ci fanno accapponare la pelle acqua e acqua e acqua Land Rover sprofondate fino agli specchietti, procediamo con mille dubbi, fino all’imbocco della pista che passando da Palapye e poi da Letlhakane ci porta dritti a Kubu. Dopo Letlhakane a lato della pista sabbiosa facciamo il primo campo
Da Letlhakane – a Kubu Island 03/08/2009 al mattino successivo man mano che avanziamo la pista si allarga e diventa sempre più consistente, il sole di questo ultimo mese per fortuna ha fatto il miracolo, e di tutto quel fango e di quella acqua non rimangono che profondi solchi nella terra, insidiosi, ma visibili e evitabili, iniziano su questo tratto di pista anche le raccomandazioni (a torto o a ragione) da parte del Driver a una guida lenta e accorta della vettura che porta i passeggeri,  raccomandazioni che perseguiteranno gli occupanti del Mitsubisci per tutto il viaggio fino a creare incomprensioni e tensioni. Arrivati a Kubu mangiucchiamo qualche cosa dalla macchina e ci diamo un appuntamento, dieci minuti prima del previsto siamo tutti li mancano solo Massimo e Luciano, chiedo informazioni al “Driver” che mi dice di averli visti partire, allora, faccio ancora un giro di Kubu per vedere se manca qualche uno, e poi partiamo, percorriamo 5 / 6 Km e a un incrocio ci ricompattiamo, ma Max e Luciano non ci sono, aspettiamo qualche minuto e finalmente appaiono all’orizzonte, non erano partiti come mi era stato detto ma si erano fermati a fare delle foto, per fortuna hanno visto le moto in lontananza e ci hanno seguiti. Viaggiamo fino alle 18.30 e poco prima che scenda il sole ci accampiamo giusto il tempo di fare due foto e montare il campo, la sera passa tra discussioni e scherzi,

Da Kubu Island – a Gweita 04/08/2009 Quando ci svegliamo il sole illumina già il campo, non fa troppo freddo ma il caldo è un’ altra cosa, oggi la tappa non è molto impegnativa 140 Km , meta pista e meta asfalto, la pista scorre tra prati e alberi, sulla destra tutta la spianata salina che risplende bianca, cosi a prima vista mi ricorda il Salares visto da lontano, poi man mano che procediamo la pista si stringa e si abbassa , a destra e a sinistra due cordoli di terra e i prati, il percorso ora si snoda obbligato con le tracce delle vetture nella sabbia che ci obbligano a una guida più attenta, attraversiamo qualche timido accenno di bosco, e dopo circa 60 Km e una foratura arriviamo all’asfalto, ci ricompattiamo e si riparte, destinazione Gweta che dista 90 Km. Guweta non offre molto, quando ci arriviamo piantiamo le tende al  Gweta Lodge, mentre Giacinto e Monica scelgono una più confortevole camera in un lodge vicino, il nostro Driver pero non li vuole accompagnare, e non vuole neppure dargli la macchina, addice a strade brutte !!!!! Sassi !!!!!! buche !!!!!! Ma sono scuse senza senso, vista la sua cocciutaggine non resta che prenderlo per la gola e “lo invitiamo a cena “ chiaramente al lodge dove alloggiano Giacinto e Monica, l’azione sblocca la situazione e Bi Jei li accompagna senza più fiatare.
Da Gweita – a Maun 05/08/2009 Oggi abbiamo una tappa di tutto riposo poco meno di 200 Km di asfalto, poco lontano da Gweta c’e’ il parco di Kudiacam Pan dove c’e’ il Baine’s Baobabs,  e dove in stagione è possibile vedere la migrazione delle zebre, vista la tappa decidiamo che ogni uno farà ciò che vuole, ma nessuno si ferma al parco e per mezzo giorno siamo a MAUN, perdiamo un pò di tempo per cambiare  valuta e, in tanto le donne vanno a prenotare il volo sull’ Okawango, l’aereo parte alle 16.30,  Il tempo scorre, finalmente ci avviamo al Lodge scelto sulla guida, rimane un pò fuori dalla città, sulla strada una miriade di alberghi e alberghetti di ogni livello fa bella mostra di se, quando arriviamo al lodge scelto sono quasi le tre e mezza, io vista l’ora decido di fermarmi e piantare la tenda Sergio, Luciano, Massimo, Domenico e Francesco fanno lo stesso mentre tutto il resto del gruppo, viste le camere, decide che il posto non va bene, e ne scelgono un altro più accogliente, prima dell’ora stabilita ci ritroviamo all’aereoporto paghiamo e a piccoli gruppi prendiamo il volo. Il delta dell’Okawango visto dall’alto è impressionante, enorme, purtroppo non si vedono molti animali, e quelli che si vedono visti dall’aereo sono grandi come dei criceti, dopo circa mezza ora rientriamo, andiamo a bere una cosa al Bar / ristorante davanti all’aereoporto e decidiamo di fermarci a cena. Sono già le dieci e stiamo prendendo il caffè quando la vettura del nostro “Driver” arriva di gran carriera, ne scende un “Driver” irriconoscibile, spaventato, occhietto piccolo, lingua che si arrotola su se stessa, in quelle condizioni ci dice che dobbiamo correre in campeggio, che la polizia ci sta aspettando, che c’è stato un tentativo di furto. Prendiamo le moto e corriamo al camping, li, tutto tranquillo, chiediamo spiegazioni e dopo un bel pò di parlare capiamo che tutta la scena era per convincerci a cambiare Lodge, e portarci nel Sedia Hotel dove alloggia lui, decidiamo di restare per la notte e trasferirci il giorno successivo, e cosi facciamo.
Maun Escursioni su Okawango 06/08/2009 La mattina successiva ci trasferiamo all’hotel Sedia Hotel e poi ci ricongiungiamo  al resto del gruppo, andiamo a fare la spesa, quando rientriamo Isabella, e Gianmaria organizzano l’uscita del pomeriggio con i Mocoro,  la tipica canoa dal fondo piatto che viene usata per navigare sul delta, alle due e mezza ci caricano su due Toyotone e ci portano alle canoe, ci aspettavamo dei tronchi scavati, invece i Mocoro sono in vetroresina, almeno la sragrande maggioranza, questo toglie un pò di atmosfera alla cosa, ma va bene cosi. Il tour non è male, ma sembra  troppo programmato, qui le cicogne, la gli ippopotami sopre l’aquila, sotto i pesci rossi, da questa parte la cacca d’elefante, ecc ecc. Rientriamo che il sole sta calando, doccia veloce e poi tutti allo stesso ristorante del giorno prima.

Da Maun – a Bagani 07/08/2009 Dobbiamo arrivare al confine con la Namibia, ancora tutto asfalto, “Iniziamo ad averne le gomme piene” viaggiamo una giornata intera e a sera siamo al confine, compiliamo la solita fila di foglietti colorati, ci presentiamo all’immigrazione, il guardiaparco ci dice come dobbiamo comportarci, e siamo in Namibia, Il Lodge vicino alla frontiera di Bagani è veramente carino, sdraiato sul fiume con una bella terrazza dove godersi una birra fresca, e gli ippopotami sotto, “noi non li abbiamo visti, ma sentiti si” cena e poi a letto presto, domani abbiamo una tappa dolomitica, oltre 600 Km vogliamo arrivare a Etoscia per sera,
Da Bagani – a Ethosha 08/08/2009 Alle sette già ci stiamo preparando e puntuali o quasi partiamo, i Km scorrono e purtroppo non ci permettono di visitare alcune cose tipo il meteorite, un blocco di ferro da 20 tonellate, o il parco dei Rinoceronti dove ne esistono ancora 35 esemplari, ma la possibilità di vederli è rara, alle 18.00 arriviamo al Lodge Manutoni, una cosa spaziale dai prezzi spaziali, camere imperiali, cena a buffet con cuochi in alta uniforme pinguini che servono ai tavoli, la trattativa per la visita del parco è lunga, Isabella e & alla fine spuntano un prezzo accettabile, poi tutti a nanna appuntamento domani mattina alle sei.

Ethosha – visita al parco 09/08/2009 Il camion aperto adibito al trasporto passeggeri ci aspetta, saliamo e troviamo delle coperte sui sedili, il freddo è pungente, partiamo, entriamo al parco e iniziamo la visita, i miei ricordi parlano di gazzelle, zebre, predatori, elefanti, sciacalli, giraffe, e molto ancora, ma quest’anno gli animali si nascondono e il safari procede un pò pigro, si, qualche elefante e qualche giraffa, ma l’abbondanza d’acqua ha sparpagliato tutti gli animali, anche la pozza dove normalmente gli animali si abbeverano in sequenza di importanza rimane deserta, solo Fabrizio intravvede un ghepardo,  a sera ci congediamo con la guida del parco dandoci appuntamento per le sette della mattina successiva,
Da Ethosha – a Raucana Falls 10/08/2009 La sveglia per rispettare l’appuntamento viene fissata alle sei, smontiamo le tende e il campo, poi iniziamo a aspettare, alle otto non arriva ancora nessuno, telefoniamo all’albergo e ci dicono che il camion è già partito, alle otto e mezza compare all’orizzonte, io sono piuttosto arrabbiato, verro a sapere in seguito che il nostro “Driver” ha detto loro di prendersela pure con tutta calma, sarà vero ?.
Torniamo al Lodge “spaziale” ci prepariamo per la partenza, qualcuno dà una occhiata alla moto, quache altro va a vedere il rettilario, il tempo passa, si avvicina mezzogiorno, e siamo ancora qui, abbiamo la bellezza di 350 Km da percorrere, finalmente partiamo, Per pranzo solo una scatoletta di carne e un biscotto, arriviamo nelle vicinanze di Ruacana una pesante incomprensione e…………………………………………………………………… la sera, dopo cena, ci riuniamo per fare il programma di tutto il resto del viaggio.

 
Da Raucana Falls - a Epupa Falls La mattina del 11/08/2009 partiamo finalmente da oggi inizia lo sterrato, destinazione Epupa Falls facciamo una sosta alle Raucana Falls, che a detta dei locali nulla hanno a che invidiare alle cascate Vittoria, quando c’è l’acqua ma da quando hanno fatto la centrale elettrica tutta l’acqua e stata deviata, e viene aperta solo pochi giorni all’anno, comunque la larghezza del letto del fiume secco è notevole forse 500/600 metri e un bel salto a semicerchio ci permettono di immaginare lo spettacolo, Gianmaria e Fabrizio hanno però in testa di fare quello che normalmente viene evitato, vogliono arrivare alle Epupa passando dalla pista sul confine con l’Angola, le informazioni dicono che la pista e molto difficile, e che con la macchina ci vogliono tre giorni, stentiamo a crederlo, ci sembra esagerato in fondo è una pista, partono, appuntamento alle Epupa a sera. Dopo la visita alle Ruacana percorriamo la  bella pista che costeggia il Kunene,. E poi noi meno Racing prendiamo a sud facendo un largo giro per arrivare dopo 180 Km e due bucature a ricongiungerci con Fabrizio e Gianmaria, i quali ci dicono che la famosa pista in pratica non esiste, è solo una dura mulattiera dentro un bosco che risale la montagna, impossibile da farsi con le vetture e veramente difficile da farsi con la moto,
Da Epupa Falls – a Sesfontaines 12/08/2009 La visita alle Epupa è da non perdere, il fiume si butta in una stretta gola facendo un alto salto tra gli sbuffi d’acqua, al mattino con il sole che si alza all’orizzonte l’arcobaleno è garantito, poi fatta una passeggiata viene l’ora di ripartire, l’obiettivo è quello di arrivare a Sessfontane per sera, o se ci riusciamo andare oltre.. Il pistone largo e ghiaiato si srotola davanti alle ruote, doppiamo Opowo e prendiamo a sud la pista scorre veloce tra conformazioni rocciose, e a tratti diventa guidata, unici intoppi sono i controlli veterinari che verificano se si trasporta della carne, in uno di questi incappa il nostro “Driver” e cosi aiutato dal solo Francesco si deve scaricare tutti i bagagli, quando arriviamo alla deviazione per Sessfontane ormai si sta facendo buio, ci avviamo per un campeggio che sembra abbandonato, appena entrati un ragazzo ci indica dove metterci, facciamo campo, nessuno ha voglia di cucinare, vicino al campeggio c’è un fortino Tedesco trasformato in Hotel prenotiamo la cena. La cena non è male, è peggio fortino tedesco cena tedesca, manca solo la marmellata sulla pasta, ma quando si ha fame si mangia, e noi abbiamo fame Durante la cena dopo un breve discorso di benvenuto da parte del personale dell’Hotel esibizione di canti e balli locali tenuta da cuochi cameriere, e inservienti di ogni ordine e grado, con consueta colletta finale da parte del gruppo.
Da Sesfontaines – a Uis 13/08/2009 Una altra giornata si affaccia luminosa, oggi i Km sono tanti, destinazione Uis, passando da Palmwag e poi da Khorixas, questi pistoni si assomigliano un pò tutti, quando arriviamo a  Khorixas sono già le due, i primi sono qua da più di una ora mangiamo un boccone, e ci prendiamo un attimo di riposo, Fabrizio ne approfitta per riparare una gomma bucata, ma evidentemente oggi è giornata no per le camere d’aria, e non riesce a rimontarla senza pizzicarla, vista la differenza di andatura, tutto il gruppo parte per Uis, ad aiutare Fabrizio rimangono Gianmaria, Enrico, Isabella, e Alessandra, appuntamento è al lodge / campeggio Lady White pochi Km da Uis ai piedi del Brandberg (la più importante montagna Namibiana) dove alloggeremo questa notte.





Da Uis – a Swakopmund 14/08/2009 Oggi lasceremo le zone più calde, in fatti andremo verso l’oceano i Km che ci separano da Swakopmund sono solo un centinaio,facciamo colazione con comodo, io sono già pronto, le macchine sono già cariche e accese, insieme a Sergio mi avvio, andiamo decisamente verso il freddo, viaggiamo a 50/60 Km/h non di più prima di arrivare a Henties Bay veniamo riagganciati dagli altri, quando siamo a Henties Bay ci fermiamo ad aspettare le macchine e le tre moto che mancano, passa il tempo ma delle moto neppure l’ombra, chiediamo a dei turisti provenienti da Uis se sulla pista li avessero visti, ma la risposta è negativa, iniziamo a preoccuparci, quando è ormai mezzogiorno arrivano, una banale rottura del cavo dell’acceleratore del camion li ha fermati, meno male che Gianmaria che fa di professione il meccanico ci ha messo una pezza. Io sono infreddolito, e decido di rimandare la visita a Cape Cross al giorno dopo, e accompagnato da Sergio e dal “Driver” vado all’albergo, gli altri vanno a vedere le foche e arriveranno in albergo a sera inoltrata.
Swakopmund 15/08/2009 Oggi giornata libera, ma i problemi non mancano, il nostro “Driver” requisisce le chiavi della vettura addicendo a accordi presi precedentemente per i quali la vettura non sarebbe stata a disposizione nei giorni di sosta e per i giorni di “safari”, cerco di fargli cambiare idea, ma lui è irremovibile, la vettura non la da a nessuno, per cui tutti i passeggeri devono arrangiarsi. le discussioni non si fanno attendere.
Da Swakopmund – a Sossusvlei 16/08/2009 Quando ripartiamo da Swakopmund fa un freddo pazzesco, la nebbia bagnata fa l’effetto doccia e in fila indiana andiamo a fare rifornimento a Walvls Bay siamo ancora sull’oceano e l’umidita ci fa provare un pò di invidia per chi viaggia in auto (solo un pò) per fortuna appena percorriamo una decina di Km verso entroterra la temperatura torna accettabile e il sole si fa rivedere, il copione è quello di tutti i giorni, il gruppo dei smanettoni avanti e i lenti dietro a Km di distanza, ci rincontriamo dopo oltre 200 Km a Solitaire, ci fermiano per mangiare e fare rifornimento, questa sera dobbiamo arrivare a Seriem luogo di partenza per la visita alle dune di Sossusvlei. Ancora una volta il destino si accanisce sulle coperture di Fabrizio, ormai ridotte a slick e un sasso pizzicato gli apre un taglio nella spalla del posteriore, Montato il campo facciamo i programmi per il giorno successivo, come sempre il nostro “Driver” fa problemi e non vuole darci la vettura per andare a vedere le dune, e solo una lunga discussione e la promessa di pagargli il carburante extra utilizzato lo fa desistere dal suo atteggiamento poco collaborativo,
Da Sossusvlei – a Helmeringhausen 17/08/2009 L’appuntamento è alle 5.00  per arrivare in tempo per il sorgere del sole, lo spettacolo è notevole e non va assolutamente perso, purtroppo i nostri tempi non ci permettono di attardarci e restare una mezza giornata a vagare tra le dune. Tornati al campo lo smontiamo rapidi e muoviamo in direzione del Fish River Canyon  viaggiamo tutto il giorno per arrivare presto a Helmeringhausen il Dominator di Giacinto pero rompe l’attuatore della frizione e non ci resta altro da fare che caricarlo sul camion I piu veloci intanto ignari sono già arrivati a Helmeringhausen quando arriviamo con la moto rotta è già buio, scarichiamo moto e bagagli e affidiamo l’Honda a Gianmaria che con tanta pazienza e esperienza riesce a rianimarla. Ma non è finita, per cena arriva la notizia che siccome non è passata la cisterna non è possibile fare rifornimento, siamo ancora una volta vittime di informazioni contrastanti e approssimative c’è chi dice che la benzina è arrivata chi dice di no quello che viene dal distributore e lo ha trovato chiuso, insomma dobbiamo tentarci, ormai siamo vicini al confine e non abbiamo alternative.







Da Helmeringhausen - a Grunau 18/08/2009 Per colazione la titolare del Lodge Helmeringhausen ci conferma quanto ci aveva già detto la sera precedente, “non c’è più problema, la benzina è arrivata” tiriamo un sospiro di solievo e partiamo. La strada per buona parte asfaltata ci permette di essere sufficientemente veloci per arrivare a fare una visita sommaria al Canyon che come per Sossusvlei meriterebbe molto più tempo, e ancora una volta il nosto “Driver” crea dei problemi circa la strada da percorrere per arrivare a Grunau e ancora una volta devo fare opera di mediazione, intanto si è alzato un forte vento e nuvole minacciose lasciano cadere qualche goccia, arriviamo a Grunau  congelati, prendiamo l’albergo prenotiamo la cena e ci chiudiamo in camera a guardare da dietro i vetri il vento e la pioggia sperando di avere una giornata migliore domani, la televisione dice che con tutta probabilità nevicherà, non ci vogliamo credere.
Da Grunau – a Vredendal 19/08/2009 Al mattino fa un freddo barbino, ci mettiamo addosso tutto quello che abbiamo e con sacchetti alle mani e hai piedi percorriamo l’ultimo tratto di strada che ci separa dal Sud Africa, il tempo non migliora ma per lo meno non piove, prima di arrivare a Sprimgbok incontriamo un Giapponese che si sta facendo il giro del mondo in solitaria con una Africa Twin, ma si fa tardi e non possiamo trattenerci oltre a parlare. Arriviamo a Vanrhynsdorp Con le ultime luci della giornata, facciamo rifornimento e ci avviamo al Hotel indicato dal nostro “Driver” amara e la sorpresa di trovarlo pieno, ancora una volta bisogna cambiare destinazione e dopo una prima fase di “io da qui non mi muovo se non mi dite dove andiamo a dormire” che ci fa perdere una buona ora,  ci avviamo nel buio incolonnati presso la vicina Vredendal Che ben più grande di Vanrhynsdorp offre anche più possibilità di alloggio, chiediamo al primo albergo che incontriamo, ma è pieno pure lui, comunque ci indica un Albergo / Ostello che sicuramente ha le camere doppie disponibili, e cosi è, prendiamo le camere e poi ogni uno a mangiare per proprio conto, 
Da Vredendal – a Città del Capo 20/08/2009 Oggi finisce il viaggio, per lo meno la parte motociclistica del viaggio, dobbiamo arrivare fino a Cape Town, un lungo trasferimento su asfalto senza imprevisti se escludiamo la solita esigenza (di alcuni) di prenotare l’albergo prima di arrivare, Cape Town è enorme, forse perchè ormai abituati a paesi della dimensione di UIS, ci pare non finisca mai, nel primo pomeriggio siamo sul lungomare, io accompagnato da Francesco e dal “Driver” mi reco alla MSN per predisporre l’imbarco delle moto, sembra che non ci siano problemi, mi chiedono solo di contattare un spedizioniere di loro fiducia per le operazioni di consolidamento del container, ma ormai sono le 17.30, tutto rimandato al mattino.







Città del Capo 21/08/2009 Alle 8.30 mi presento dall’agente di spedizione, gli lascio i carnet e tutti i documenti del caso, lui mi dice che in giornata dobbiamo caricare le moto, rientro all’Hotel, l’appuntamento con gli altri è alle 12.00. Alle dodici non arriva ancora nessuno, faccio una serie di telefonate per sollecitare il rientro, alcuni del gruppo sono andati al Capo di buona Speranza, e noi dobbiamo consegnare le moto subito, con i compagni ritornati nel frattempo ci avviamo al magazzino di spedizione per cercare di prendere un pò di tempo, avvisiamo che gli altri sono in arrivo e procediamo con una legatura dei bagagli molto ma molto lenta, purtroppo MSN non ha messo a disposizione il container e questo ci obbligherà a lasciare le moto nel magazzino, alle tre e mezza arrivano gli altri, tiro un sospiro di solievo, finiamo di legare le moto e lasciamo il magazzino, dietro di noi le porte si chiudono.
Da Città del Capo a Italia 22/08/2009 Abbiamo tutta una giornata da dedicare a noi stessi, compriamo qualche regalo, facciamo la visita alla citta, e tiriamo fino all’ ora di partenza alle 16.00 siamo all’aereoporto saliamo sull’aereo e …… Viaggio finito, Grazie a tutti per i momenti belli e per quelli meno belli.



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INIZIAZIONE AL DESERTO CON MOTO A NOLO
Storie racconti ed immagini della nostra più grande avventura africana

 Gruppo Zambon
My Faraoni's Rally
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ZAMBIA NAMIBIA RAID
2011 - Gruppo Kulczycki

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RIFT VALLEY RAID
2010 - Gruppo Kulczycki

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TRANSANDINA RAID
2010 - Gruppo Barba

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THAI LAOS MOTO RAID
2009/10 Gruppo Zambon-Losi
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PATAGONIA RAID
2009/10 Gruppo Di Nauta

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ETIOPIA KENYA TANZANIA RAID
2009 Gruppo Mattei

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OMO RIVER RAID
2009 Gruppo Barba

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AFRICAUSTRALE RAID

2009 Gruppo Gioetto

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TRANSANDINA RAID
2009 - Gruppo Cerpelloni

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BORNEO RAID
2009 - Gruppo Kulczycki

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OMO RIVER RAID
2008-2009 Gruppo Tullini

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PATAGONIA RAID
2008-2009 Gruppo Capra

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DANCALIA RAID
2008-2009 Gruppo De Longis

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WEST AFRICA RAID
2008-2009 Gruppo Losi Marna 
-Garavelli Sandro

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TRANSAFRICA NORDSUD 
2008 - Gruppo Kulczycki

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TORTUGUERO RAID  2008
Gruppo Ramperti

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TRANSANDINA  2008
Gruppo Gioetto

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MURZUK-LIBIA RAID EXPRESS
2006 -
Gruppo Kulczycki

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OMO RIVER RAID
2008 - Gruppo Gioetto

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ITALIA LIBIA RAID
2008 - Gruppo Turchi

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ITALIA SUDAN RAID
2007/2008 - Gruppo Garavelli

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MEKONG MOTO RAID
2007/2008 - Gruppo de Longis

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MADAGASCAR RAID 4X4
2007 - Gruppo
de Longis

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TRANSANDINA 2007
Gruppo Bernardini

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TRANSAMAZZONICA RAID
2007 - Gruppo Ramperti

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ASIA RAID 2007
Gruppo Arnoldi

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YEMEN OMAN RAID
2006/2007 -
Gruppo de Longis

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DANCALIA RAID-ETIOPIA
2005
- Gruppo Mattei

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ROYAL ENFIELD INDIA RAID
2006/2007 - Gruppo Rizzo

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TRANSANDINA 2006
Gruppo Forzoni

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LADAKH INDIA RAID
2006 - Gruppo Kulczkycki

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SILK ROAD RAID 2006
Gruppo Castagna

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TRANSAUSTRALIA 2005
Gruppo
Kulczycki

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TRANSANDINA 2005
Gruppo de Longis

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MARCO POLO 2005
Gruppo Pistore

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GREAT SAND RAID 2005
Gruppo Kulczycki

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NEPAL TIBET RAID 2004
Gruppo Kulczycki

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CINA TIBET RAID 2004
Gruppo Cristani

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CAMERUN RAID 2004
Gruppo Alex Monticone

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BLUE NILE RAID
2003/2004 - Gruppo Kulczycki

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AFRICAUSTRALE RAID
2003-
Gruppo Kulczycki
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MOTOAFRIKA 2003

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OMO RIVER RAID
2003-Gruppo Cairoli

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GILF KEBIR RAID
2003-Gruppo Garavelli

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DJANET TAM DJANET
2003-Gruppo
Kulczycki

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OMO RIVER RAID 2002
Gruppo Kulczycki

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MONGOLIA SIBERIA RAID 2002
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TRANSANDINA 2002
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TRANSANDINA 2001
Gruppo Kulczycki 

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ASIA RAID 2000
Gruppo Kulczycki