MURZUK ERG RAID - Storia del primo raid realizzato dal gruppo del Moto Club Bellinzago nel 2005


In moto ai confini del nulla


Data:

febbraio 2005


LIBIA MURZUQ – AWBARI RAID
Moto club Bellinzago - Novara -
05/02/05 – 13/02/05
di Alberto Soldavini

Se avete l’animo dell’esploratore, vi affascinano i racconti, i film d’avventura e siete convinti che sulla terra non c’è più nulla da scoprire, forse esiste ancora un posto adatto a voi. Questo luogo si trova nel sud est della Libia, al confine con Niger e Algeria: si tratta dell’Edeyen (questo è il termine libico) Murzuq, un’enorme distesa di 70.000 kmq. di dune.
Perché avventurarsi nel Murzuq ? Per visitare uno degli ultimi angoli incontaminati del pianeta, dove non è passato nessuno da millenni, per ammirare paesaggi mozzafiato mai visti d’altri, per gustare un silenzio che più assoluto non si può, per compiere un percorso introspettivo e di catarsi, stimolati da un ambiente completamente vergine.
Il deserto non si racconta, si vive. Non è possibile descrivere con le parole o con le immagini la somma dei sentimenti che il deserto è in grado di suscitare. Sarebbe troppo riduttivo parlare di un paesaggio fatto di sabbia e di cielo: ci si trova di fronte ad un cosmo straordinario e unico, una realtà intrisa di mistero e di poesia dove l’uomo non può che sentirsi piccolo piccolo. Un viaggio nel deserto corrisponde ad un viaggio interiore, lungo il quale un turbinio di emozioni e sensazioni ti danno la percezione di quello che hai di fronte. Sconvolgente e magico allo stesso tempo, soprattutto per chi vi si reca per la prima volta, quando bastano pochi attimi per essere consapevoli che si ritornerà ancora. E’ incredibile, ma ti cattura, ti rapisce e non si riesce ad opporre una qualsiasi resistenza: le sue dune alte e morbide si offrono a te e ti accolgono; se poi queste dune sono quelle dell’Edeyen Murzuq, l’ultimo deserto quasi inesplorato del Sahara, allora la scenografia diventa un’altra e le emozioni ancora più forti.
“Dio ha creato le terre con laghi e fiumi perché l’uomo possa viverci. E il deserto affinché possa ritrovare la sua anima”, dicono i tuareg. Un viaggio nel deserto è diverso da ogni altro viaggio. E’ un’esperienza mistica. In un habitat così rarefatto si scopre di aver bisogno solo del necessario e ci si avvicina al cuore delle cose.
“Il deserto appartiene a quei paesaggi capaci di fare nascere in noi delle domande”, diceva Théodore Monod, naturalista, filosofo e grande conoscitore del Sahara.
Carla Perrotti, l’unica donna al mondo ad aver attraversato a piedi cinque deserti dice: “Il deserto non è un luogo fisico, è uno stato d’animo, un’entità ‘umana’, un amore: io ci parlo, mi sfogo, piango “.
L’erg Murzuq costituisce l’immagine stereotipata e il prototipo mentale del deserto: distese di dune ondulate a perdita d’occhio, montagne di sabbia alte oltre 200 metri che formano delle vere catene dalle linee armoniche, sinuose e sensuali tanto da sembrare un quadro metafisico o un’immagine onirica, con i suoi colori che si alternano e sfumano in una tavolozza mischiata caoticamente, sotto un sole implacabile e un cielo blu cobalto che con il passare delle ore accentua o attenua i profili.
Non si tratta del maggiore erg sahariano, ma è certamente il più arido: al suo interno non esistono né pozzi, né sorgenti, né guelte, non si trova una sola goccia d’acqua e quindi la vegetazione risulta del tutto assente.
Per questa ragione nessuno in epoca storica ha mai avuto interesse a penetrarvi e le piste carovaniere hanno sempre evitato di attraversarlo, preferendo compiere un lungo periplo per aggirarlo sui lati. Fino alla fine del 1800 la sua stessa esistenza era ignota all’Europa e gli appassionati di raid sahariani hanno cominciato a cercare di attraversarlo solo in questi ultimi anni, tenendosi però spesso sui bordi. Fu Ardito Desio, il noto geologo italiano, ad effettuare per primo una ricognizione aerea del luogo, seguito poi dai francesi che nel 1944 vi inviarono una missione scientifica sotto l’egida dell’Istituto di ricerche Sahariane.
Questo immenso deserto è formato da grandi dune, intervallate da corridoi ( gassi ) creati e modellati da venti impetuosi che soffiano dal Mediterraneo e che, dopo aver sbattuto contro l’altopiano roccioso del Messak, ritornano in questo straordinario erg producendo ostacoli di sabbia. Tra una duna e l’altra si aprono imprevedibili quanto pericolose aree gigantesche di fech fech, pronte ad insabbiare auto e moto. E’ difficile procedere attraverso questi corridoi; il vento soffia dai quattro lati e muove incessantemente la sabbia scompigliando le dune, addossandole l’una all’altra in modo confusionale ma altrettanto spettacolare. I gassi tra una duna e l’altra, furono in epoche remote delle immense lagune; a testimonianza di ciò si possono notare ancora oggi diverse linee di depositi sui fianchi delle dune. E’ possibile trovare utensili di pietra quali raschiatoi e asce ( amigdale o bi facciale ) lavorate dall’uomo preistorico e risalenti al paleolitico inferiore ( 300 – 200.000 anni a.c.); in numero maggiore sono presenti resti del neolitico: macine, cocci di vasellame, punte di freccia e vi sono anche resti di gusci d’ uova di struzzo fossilizzati.
Ovviamente questo deserto può essere percorso soltanto in convoglio, con auto idonee e autisti assolutamente provetti, abili nella navigazione GPS: senza queste condizioni si rischia davvero grosso. E’ una meta per viaggiatori esperti, che conoscono gli imprevisti del deserto e preparati ad ogni difficoltà. Si rischia di percorrere molti chilometri per arrivare magari a punti morti, dove si è impossibilitati a proseguire per la presenza di muri di sabbia e quindi si è obbligati a larghi giri alla ricerca di un passaggio sicuro: barriere che circondano e intrappolano chi osa sfidare questo magnifico territorio, costringendolo a tornare indietro, per cercare una via d’uscita. Si seguono traiettorie sconosciute e irripetibili cosicché attraversare questa zona è una delle più belle e difficili avventure sahariane, un’esperienza mozzafiato.
Il nostro viaggio ha affrontato percorsi fortemente impegnativi che richiedono un grande desiderio di conoscere, un forte spirito d’avventura e una buona dose d’esperienza. Un viaggio indimenticabile, dove la solidarietà del gruppo, la collaborazione e la sfida sono ingredienti essenziali.
Ecco la cronaca del nostro viaggio.


 


ITALIA - TRIPOLI - SEBHA - FJEIJ
05/02/05 
Lasciamo Milano Malpensa sotto qualche fiocco di neve e Tripoli ci accoglie con uno splendido sole ma con aria pungente. Fortunatamente quest’anno non dovremo sorbirci una decina di ore di bus per raggiungere Fiji, ma un volo in serata ci porterà da Tripoli fino a Sheba e da lì, con un pulmino, in poco più di un’ora raggiungeremo la “base” di AnM.
Arrivati a Fiji in tarda serata, troviamo  il meccanico, al lavoro: è da poco rientrato da un tour e dovrà lavorare per quasi tutta la notte e il mattino successivo per preparare 10 moto.

FJEIJ - CAMPO 1 ERG MURZUK 
06/02/05 
Ci svegliamo abbastanza presto e cominciamo i preparativi per la partenza: dobbiamo essere completamente autosufficienti per 6 giorni e quindi verifichiamo che non manchi nulla. Abbondanti viveri, cassa cucina, bombola di gas e soprattutto acqua e benzina. Come mezzi d’appoggio abbiamo tre pick up Toyota da 4.250 cc. di cilindrata a benzina, che porteranno ognuno tre fusti da 200 litri di carburante più i loro serbatoi colmi, taniche d’acqua, viveri e borsoni mentre la jeep sarà piuttosto scarica perché farà da apripista. In totale abbiamo qualcosa come 2.600 litri di benzina e 10 taniche da 30 litri d’acqua più 80 bottiglie d’acqua minerale! Finalmente cominciamo a caricare i nostri mezzi e i sei libici che ci accompagneranno si dimostrano subito efficienti distribuendo il carico in modo tale da avere tutti i mezzi pressoché con lo stesso peso da trasportare. Alle 11,30 si parte: ci attendono 95 km. d’asfalto per raggiungere la città di Murzuq. Lungo la strada ci fermiamo ad acquistare il pane che ci dovrà bastare per tutto il viaggio: costa pochissimo. Nel primo pomeriggio raggiungiamo Murzuq, una breve sosta al mercato per gli ultimi acquisti di frutta e verdura fresca e ci addentriamo finalmente nel deserto. Dopo un tratto in piano, cominciano le prime dune ma è quasi ora di fare campo e dopo 35 km. di sabbie, trovato un buon posto, ci accingiamo a montare le tende per il nostro primo campo. Totale km. percorsi 140

     

    


ERG MURZUK CAMPO 1 - CAMPO 2
07/02/05 
Abbiamo dormito la bellezza di dieci ore! Tutti pimpanti, dopo aver fatto un’abbondante colazione ed aver riempito i serbatoi delle scattanti KTM, partiamo per addentrarci sempre più nell’erg Murzuq. Ovviamente non esistono piste, si procede solo con l’aiuto del GPS e con l’esperienza delle nostre guide. Si verificano i primi insabbiamenti per l’auto che fa da apripista, mentre le altre che seguono, riescono quasi sempre a non insabbiarsi perché hanno un punto di riferimento davanti a loro nella prima auto. Procediamo tra dune che man mano aumentano sempre più in altezza, in un’alternanza di difficoltà che varia a seconda dell’ostacolo e del tipo di sabbia che si incontra. Spesso mettiamo a dura prova l’affidabilità delle KTM, cercando di districarci tra zone di fech fech ad altre più compatte. Si verifica la prima caduta e, purtroppo, dobbiamo caricare la moto di Franco su di un pick up perché il “ professore “ ha rimediato una brutta botta alla schiena e non se la sente di guidare. Ci meravigliamo per l’abilità nella guida dei nostri autisti: superare certe pendenze con la moto è abbastanza facile ma con le auto e poi così cariche… Spesso l’avantreno delle jeep esce a sbalzo dalla cresta delle dune, con le ruote anteriori che girano a vuoto nell’aria, e poi giù, in picchiata per vertiginose discese. Molto spesso capita di vedere tra le dune ammassi di ciottoli che, ad un più attento esame, si rivelano depositi antichissimi di utensili in pietra risalenti, presumibilmente, al paleolitico inferiore. Che emozione essere i primi uomini ad ammirare e toccare questi oggetti provenienti dalla preistoria!
Raggiunta una splendida valle tra alte dune, piazziamo il secondo campo. Totale km. percorsi 175.


 

    


ERG MURZUK CAPO 2 - CAMPO 3 COLLE ANAI  
08/02/05
 Procediamo sempre tra alte dune, in una continua ricerca del giusto passaggio, specialmente per le auto, per poter avanzare in questo oceano di sabbia. Il percorso si rivela abbastanza impegnativo e consiglierei a chi volesse intraprendere questo viaggio, una certa esperienza nella guida su sabbia: niente di trascendentale, però saper scalare una duna con una certa padronanza del mezzo non guasta e riuscire a scollinare senza rischiare di rimanere insabbiati tutte le volte sulle creste è doveroso. Sono praticamente tre giorni che non vediamo alcun tipo di tracce!!!
I colori delle dune sono fantastici: variano dal rosa all’albicocca e spesso si incontrano conche, in cui si sprofonda facilmente, di colore bianco e addirittura verde – azzurro interamente ricoperte da miriadi di piccole conchiglie. Dopo aver percorso numerosi tratti con discese mozzafiato, siamo in vista del colle d’Anai. Prima di percorre la ripidissima discesa che ci porterà fuori dall’erg Murzuq, le nostre guide vogliono festeggiare l’attraversamento con una foto ricordo con il colle d’Anai come sfondo: scopro che anche per loro è la prima volta che fanno questo percorso! Un doveroso “ bravo “ a tutti, guide e piloti. Montiamo il campo nelle vicinanze del colle. Totale km. percorsi 120.



CAMPO 3 COLLE ANAI - DUNE DI UAN KASA  CAMPO 4
09/02/05 
Dal colle d’Anai, già raggiunto però in senso inverso lo scorso anno in un altro tour di AnM che ci ha visto protagonisti, partiamo in direzione delle dune di Uan Khasa South. Percorriamo un tratto misto sabbia e pietre fino a sbucare in una spianata di ciottoli. Il ritmo è buono e non abbiamo nessun problema con le moto, dimostratesi ancora una volta affidabili.
Ci fermiamo per la sosta pranzo all’ombra di una grande acacia spinosa, situata in un enorme uadi: c’è molta vegetazione tutto attorno e le nostre guide raccolgono una gran quantità di un erba dal profumo intenso, che useranno per produrre un infuso contro il mal di pancia. Passeggiando nell’uadi tra grandi ciuffi di vegetazione, un fruscio ci allarma: è solamente una grossa lepre che fugge spaventata. Non abbiamo avuto delle visioni: era veramente una lepre in pieno deserto !!!
Ripartiamo in direzione nord e raggiungiamo una postazione militare: chissà da quanto tempo sentivano il rombo dei nostri scarichi liberi, in quell’immenso silenzio. Ci raggruppiamo e tutti assieme, preceduti dalle nostre guide, ci avviamo verso la piccola caserma. Subito una jeep militare ci viene incontro e si blocca ad un centinaio di metri da noi: quattro militari, spalancate le portiere, ci puntano addosso i loro kalashnikov. I nostri autisti si fanno avanti con i permessi che vengono prontamente esaminati dai militari e, dopo i soliti convenevoli, ripartiamo tranquillamente.
Si prosegue su veloci spianate che attraversano il massiccio del Messak Mellet fino a raggiungere le dune di Uan Khasa South dove piazzeremo il quarto campo. Prima di montare le tende ci divertiamo a scorrazzare tra le dune fino a raggiungere la riserva dei nostri serbatoi di benzina. Splendido. Totale km. percorsi 130.






DUNE DI UAN KASA CAMPO 4 -  ERG AWBARI CAMPO 5
10/02/05 
Oggi sarà una tappa di trasferimento. Percorriamo un veloce plateau fino a raggiungere la pista, denominata dalle società petrolifere che lavorano nella zona, “ Track one “. Alla fine di questa veloce pista troviamo una postazione fissa dove c’è un grosso camion con il cartello “ Challenger ”. Attraversato l’asfalto che da Germa porta a Ghat, ci addentriamo nell’erg Ubari. Altro tratto veloce e poi dune, dune e poi ancora dune. Le guide trovano un buon posto per fare campo e prima che tramonti il sole, colorando il cielo con mille sfumature sui toni del giallo, arancio e rosso come in una cartolina, disputiamo la “prova speciale” della giornata, percorrendo 25 km. all’interno della formazione di dune. Totale Km. percorsi 225.


ERG AWBARI CAMPO 5 - CAMPO 6  LAGO DI UMEL MA AWBARI
11/02/05 Lasciamo il quinto campo in direzione della cittadina di Ubari. Prima di raggiungere lo sterminato, velocissimo piattone di sabbia abbastanza soffice che ci porterà all’asfalto, attraverseremo tre cordoni di dune molto alte. Ancora una volta i nostri autisti si dimostreranno abilissimi nella guida, districandosi con estrema facilità tra le insidie di questo erg. Arriviamo a Ubari e rifacciamo benzina per poter raggiungere con tranquillità la zona dei laghi.
Le guide ci propongono per la serata una cena a base di carne di pecora alla brace: che buona occasione per festeggiare la nostra “ impresa “ tutti in compagnia !!! Fornisco ad Hossein i dinari sufficienti per l’acquisto e caricata la pecora viva su di un pick up, partiamo per i laghi. Questa zona è veramente splendida e felici raggiungiamo quella autentica perla incastonata tra le dune che è il lago Oum el Mha. C’è una famiglia libica in gita ai laghi e la madre ci chiede di portare le figlie sulle moto per un piccolo giro: Giovanni, Maurizio, Riccardo e Frodo si offrono come autisti e caricate le ragazze, assistiamo a scene comicissime.
Al campo fervono i preparativi per la cena. Dopo aver macellato la pecora alla maniera mussulmana e preparata la brace bruciando legno d’acacia, sulla griglia di un vecchio frigorifero  , viene finalmente cucinata la carne. Sediamo attorno al fuoco in compagnia dei nostri amici libici i quali ci preparano degli spiedini di fegato avvolti in un sottile strato di grasso, uno stufato di interiora e verdure, costine e cosciotti alla brace. Sarà stata la fame, la bellezza del luogo, lo splendido cielo stellato, l’ultimo goccio di vino attinto dalla scorta di Damiano, ma tutto ci è sembrato squisito ! Totale km. percorsi 258.

 

CAMPO 5  - UM EL MA - BASE DI  FJEIJ
12/02/05 
Purtroppo siamo arrivati alla fine del nostro viaggio. Smontato il campo, le guide con i loro mezzi partono direttamente per Fiji, mentre noi motociclisti dobbiamo ”per forza” dire arrivederci a questi luoghi in maniera eclatante.  Decidiamo di arrivare a Fiji partendo dal lago Oum el Mha, passando dal lago Mafhou e dal lago Gabron, non per la pista, ma tutto sulle dune, ammirando questi splendidi laghi dall’alto. Sarà una impresa per noi memorabile. Percorreremo la bellezza di 90 km. tutti in cima alle dune, scavalcandone numerosi cordoni, attraversando immensi catini, superando salite e ancor più discese pazzesche in un crescendo di emozioni.  Totale km. percorsi 90. 

Il nostro viaggio è davvero finito. Nel pomeriggio il pulmino ci porterà a Sheba, poi in aereo a Tripoli e domani rientreremo in Italia.
Siamo veramente soddisfatti di questo viaggio: non poteva andare meglio di così !
Un grande ringraziamento innanzitutto a Vittorio che ci ha permesso di effettuare per primi questo itinerario,   agli amici libici e a tutti i componenti del mio gruppo: Damiano, i due Fabio, Francesco, Franco, Giovanni, Luciano, Maurizio e Riccardo che sono stati veramente degli ottimi compagni di viaggio.
On the road again forever

Alberto Soldavini

Brani tratti da: Viaggi estremi di Fabrizia Postiglione
Stregati dalle dune del Sahara di Anna Armesano

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Indice



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In attesa del Libro:
L'EPOPEA DEL 
 
MOTOCLUB 4X4
AVVENTURE
 
Tutte le relazioni 
dei raid realizzati 
dal nostro 
MotoClub4x4
      INDICE

INIZIAZIONE AL DESERTO CON MOTO A NOLO
Storie racconti ed immagini della nostra più grande avventura africana

 Gruppo Zambon
My Faraoni's Rally
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ZAMBIA NAMIBIA RAID
2011 - Gruppo Kulczycki

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RIFT VALLEY RAID
2010 - Gruppo Kulczycki

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TRANSANDINA RAID
2010 - Gruppo Barba

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THAI LAOS MOTO RAID
2009/10 Gruppo Zambon-Losi
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PATAGONIA RAID
2009/10 Gruppo Di Nauta

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ETIOPIA KENYA TANZANIA RAID
2009 Gruppo Mattei

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OMO RIVER RAID
2009 Gruppo Barba

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AFRICAUSTRALE RAID

2009 Gruppo Gioetto

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TRANSANDINA RAID
2009 - Gruppo Cerpelloni

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BORNEO RAID
2009 - Gruppo Kulczycki

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OMO RIVER RAID
2008-2009 Gruppo Tullini

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PATAGONIA RAID
2008-2009 Gruppo Capra

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DANCALIA RAID
2008-2009 Gruppo De Longis

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WEST AFRICA RAID
2008-2009 Gruppo Losi Marna 
-Garavelli Sandro

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TRANSAFRICA NORDSUD 
2008 - Gruppo Kulczycki

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TORTUGUERO RAID  2008
Gruppo Ramperti

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TRANSANDINA  2008
Gruppo Gioetto

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MURZUK-LIBIA RAID EXPRESS
2006 -
Gruppo Kulczycki

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OMO RIVER RAID
2008 - Gruppo Gioetto

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ITALIA LIBIA RAID
2008 - Gruppo Turchi

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ITALIA SUDAN RAID
2007/2008 - Gruppo Garavelli

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MEKONG MOTO RAID
2007/2008 - Gruppo de Longis

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MADAGASCAR RAID 4X4
2007 - Gruppo
de Longis

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TRANSANDINA 2007
Gruppo Bernardini

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TRANSAMAZZONICA RAID
2007 - Gruppo Ramperti

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ASIA RAID 2007
Gruppo Arnoldi

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YEMEN OMAN RAID
2006/2007 -
Gruppo de Longis

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DANCALIA RAID-ETIOPIA
2005
- Gruppo Mattei

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ROYAL ENFIELD INDIA RAID
2006/2007 - Gruppo Rizzo

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TRANSANDINA 2006
Gruppo Forzoni

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LADAKH INDIA RAID
2006 - Gruppo Kulczkycki

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SILK ROAD RAID 2006
Gruppo Castagna

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TRANSAUSTRALIA 2005
Gruppo
Kulczycki

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TRANSANDINA 2005
Gruppo de Longis

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MARCO POLO 2005
Gruppo Pistore

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GREAT SAND RAID 2005
Gruppo Kulczycki

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NEPAL TIBET RAID 2004
Gruppo Kulczycki

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CINA TIBET RAID 2004
Gruppo Cristani

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CAMERUN RAID 2004
Gruppo Alex Monticone

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BLUE NILE RAID
2003/2004 - Gruppo Kulczycki

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AFRICAUSTRALE RAID
2003-
Gruppo Kulczycki
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MOTOAFRIKA 2003

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OMO RIVER RAID
2003-Gruppo Cairoli

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GILF KEBIR RAID
2003-Gruppo Garavelli

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DJANET TAM DJANET
2003-Gruppo
Kulczycki

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OMO RIVER RAID 2002
Gruppo Kulczycki

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MONGOLIA SIBERIA RAID 2002
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TRANSANDINA 2002
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TRANSANDINA 2001
Gruppo Kulczycki 

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ASIA RAID 2000
Gruppo Kulczycki