Omo River Raid


Data:

4 - 20 FEB 2008


Autore:

MAURO GIOETTO


OMO RIVER RAID
In moto tra le tribu della Rift Valley Etiopica
4-20 FEB 2008 
    
PARTECIPANTI :
GIOETTO MAURO                          
CENERINI FILIPPO
NERI LUCIANO
DORI NICOLA
FERRARI ANDREA;BB
LOI MAURO
GIUSTI SERGIO
ZANETTI STEFANO





ITALIA ADDIS ABEBA
Ci contiamo, ci siamo tutti, otto MOTOCICLISTI, ma all’inizio eravamo molti di più 50, 100, forse 200, ma andiamo con ordine .Prima dell’estate rapido giro di telefonate, “cosa facciamo questo inverno” andiamo a fare l’Omo, va bene tutti d’accordo a Febbraio si parte, ma poi !!! il cane con la febbre, la macchina con le gomme da cambiare, il tacchino di Natale non ancora digerito e ogni altra scusa possibile ci ha ridotti in otto, ma per fortuna ora siamo in partenza, all’aeroporto le solite formalità, le moto sono già state spedite a fine Gennaio, le troveremo ad Addis-Abeba,
All’alba del 4 febbraio arriviamo ad Addis-Abeba con 17 € prendiamo rapidi il visto d’ingresso e usciamo dall’aeroporto senza alcun disguido, fuori il corrispondente ci sta aspettando, carichiamo i bagagli sul pulmino e andiamo in albergo , sono gia le quattro del mattino, subito a letto, domani sarà dura, ci sono le moto da sdoganare. Alle 8,00 colazione e subito andiamo in aeroporto zona cargo con due “esperti” per effettuare le operazioni di sdoganamento inizia un vero calvario, qui nessuno decide nulla, e tra un ufficio e l’altro non vi è alcuna comunicazione, tutti sanno delle moto ma nessuno sa cosa fare…. Alla fine riusciamo a infrangere il muro di gomma che si ci divideva dalle moto e dopo aver pagato le operazioni di scarico “50 € a moto” e altri 700 Bir “60 € per tutti” riusciamo a farci consegnare i mezzi, intanto si è fatta sera, sono gia le sei, non ci speravo più, ma ora sono in moto. Ci facciamo accompagnare nell’ufficio del corrispondente, prendiamo gli accordi per il viaggio lasciano i biglietti aerei a Andrea Morello, responsabile dell’agenzia, per le conferme sui voli di ritorno e per predisporre il rimpatrio delle motociclette paghiamo l’intera cifra pattuita meno il 10% che salderemo alla fine del viaggio e ci diamo appuntamento per il mattino successivo ore 8.00, con le due guide che ci seguiranno per tutto il viaggio.
Torniamo in albergo, doccia e subito a cena, chiediamo di essere accompagnati al ristorante Serenate ma magicamente ci troviamo in un altro. Che dire siamo troppo stanchi per replicare e poi anche qui non si sta male.

ADDIS ABEBA – WONDO GENET
Al mattino del 05/02/2008 alle sei sono gia sveglio, durante la notte ho sognato la soluzione a un piccolo problema di motore che affiggeva la mia vecchia TT 600 da almeno due viaggi, scendo nel cortile dell’albergo smonto sella, serbatoio, e sostituisco la bobina di accensione e la pipetta della candela e magia la moto è guarita, non c’è più quel fastidioso buco in alto, anche Andrea è alle prese con la moto, problemi di carburatore, lo spillo conico non chiude a dovere e la moto piscia benzina dallo sfiato del carburatore, in oltre quando si accelera si spegne, diamo quattro colpi alla vaschette, smontiamo il getto del massimo, gli soffiamo un pò dentro, rimontiamo il tutto e anche XR 650 e a posto, Si sono fatte le nove, con gli altri facciamo colazione e aspettiamo le guide, dobbiamo ancora preparare alcune cose prima di partire, Andrea e Filippo vanno in banca per prelevare un pò di contante, “ci metteranno più di una ora,” io e Sergio partiamo alla ricerca dei bidoni da 200 litri per portare benzina “per circa mille Km si trova solo gasolio,” dopo aver girato 2 ore ne troviamo 3 per 400 bir “circa 30 €”, gli altri vanno a comprare un pò di frutta, ci ritroviamo tutti in albergo alle 12.00 mangiamo banane e arance e partiamo, alla volta del lago Ziway, che raggiungiamo alle 16,00 facciamo una sosta di circa una ora per vedere i MARABU che mangiano gli scarti di pesce buttato dai pescatori, il tempo scorre rapido, io e Stefano partiamo avanti a tutti alla volta di Wondo Genet, distante da qui km 120 che copriamo in circa 1.30. ore, poi aspettiamo gli altri all’imbocco dello sterrato di 30 Km che ci porta al resort di Wondo Genet, percorriamo questi trenta Km al buio immersi in un polverone micidiale che ci avvolge come la nebbia di Novembre a Milano, alla fine arriviamo al resort con una stanchezza profonda dovuta alla tensione nervosa, in questo primo giorno abbiamo gia disatteso la prima regola del Motociclista in Africa, “A BUIO NON SI VIAGGIA MAI” al resort per fortuna non c’è nessuno, prendiamo le camere “veramente carine” e dopo poco ci diamo appuntamento per la cena nel ristorante dell’albergo,la serata passa allegra e con la giusta quantità di birra in corpo facciamo i piani per il giorno successivo.

WONDO GENET - ARBA MINCH
La mattina del 06/02/2008 ci vede operativi fin dalle 7.30, solito brekfast in albergo, carichiamo i bagagli sulle Toyota e facciamo per partire, ma ancora una volta la moto di Andrea fa i capricci, allora ci si mette al lavoro e con buona lena dopo 1 h riusciamo ad avviarla, percorriamo a ritroso i 30 Km di sterrato che con la luce assume un’aspetto veramente invitante per appassionati di fuoristrada, e ci facciamo una bella smanettata tra buchi e sabbia, qualche bambino ci guarda passare e ci incita. poi di nuovo strada asfaltata, e sotto il sole proseguiamo verso Sodo dove facciamo una sosta per un pò di frutta e un rapido giro al mercato per comprare dell’ acqua, ci rimettiamo in moto alla volta di Arba Minch, l’asfalto è in pessime condizioni ma per le moto non è un problema, io perdo un dado del serbatoio, me è cosa di poco conto, arriviamo a Arba Minch che sono le 18.00 e subito andiamo all’albergo, ci diamo appuntamento con le guide per la cena, concordiamo con tre uomini il scarico/carico dei bidoni pieni per 100 BIR, la sera scorre allegra, e come sempre viene sancito il tormentone del viaggio, il “PATACCA alias Cevoli di Zelig” nella famosa pubblicità interpretata con Valentino Rossi, ci accompagnerà per tutti i 15 giorni di viaggio, torniamo in albergo che sono gia le due, subito a letto,
ARBA MINCH – NECHISAR – LAGO- ARBA MINCH
Alle otto del 07/02/2008 dobbiamo partire con le auto per visitare il Nech Sar National park Paghiamo l’ingresso 1200 BIR e entriamo. Stiamo in macchina una buona mezza giornata su e giù per sterrati e pietraie, fotografando zebre gazzelle e scimmie, “certo che sarebbe stato più bello poter entrare in moto, ma proprio non si può,” usciamo dal parco che sono le 13,30 e ci dividiamo in quattro vanno a pranzare al ristorante della sera prima altri quattro preferiscono tornare in albergo, io sono tra questi, devo cercare il dado perso il giorno prima, e sistemare l’alimentatore del G.P.S. che con le vibrazioni ha cessato di funzionare. Alle 15.30 ci ritroviamo per andare a vedere i coccodrilli e gli ippopotami. Saliamo su una barca a motore noleggiata per 1200 BIR e si parte. I coccodrilli sono veramente impressionanti, ce ne sono alcuni che hanno la schiena larga un metro, ma il vero re del lago è ippopotamo, il nostro barcaiolo si tiene ben lontano da loro e quando vede che vengono verso di noi inverte la rotta e rapido prende il largo, la visita dura circa due ore poi accompagnati dai pellicani torniamo a terra, sono ormai le 18.00, rientriamo in albergo per prepararci per la cena. Alle 20.00 ci rechiamo al ristorante Soma, una vera sorpresa, mangiamo veramente bene e senza farci mancare nulla, vino bianco compreso per la cifra di BIR 480 in undici, la sera finisce in un bar a parlare del più e del meno. 

ARBA MINCH – KONSO
08/02/2008 l’appuntamento è alle 8.30 dobbiamo andare a visitare i villaggi dei DORZE che distano 50 Km da Arba Minch la strada a salire è tutta sterrata, si sale fino a 2700 m di altezza, immersi in un bel paesaggio da valli Svizzere, le auto rimangono un po’ dietro, quando arriviamo al villaggio dei DORZE ci accorgiamo che assomiglia a CINECITTA’, le capanne con il nasone sono di diverse dimensioni, interessante è vedere come vivevano, ma è tutto falso, nel cortile interno altre capanne adibite a Lodge con la televisione che stride e il solito mercatino di artigianato, ce ne andiamo con l’amaro in bocca, forse più avanti avremmo potuto trovare di meglio. Ripercorriamo la strada fatta all’andata, su una curva il LORD “Stefano” la prende un po’ larga e sbatte con il carter motore in una pietrona rompendolo, moto ferma, attendiamo le auto e con cautela trainiamo la moto in paese, con non poche difficoltà smontiamo il carter e lo portiamo da un saldatore, lo facciamo sistemare, rimontiamo tutto, mettiamo l’olio, e si riparte, ma sono gia le tre del pomeriggio e dobbiamo ancora preparare i bagagli, ci diamo da fare, carichiamo le auto e ci accorgiamo che manca una borsa di Luciano con dentro tutta l’attrezzatura da campeggio più alcuni ricambi del BMW cerchiamo di capire dove può essere finita ma ormai è andata Prima di uscire da Arba Minch facciamo sosta presso la stazione di servizio per fare i pieni, ma di benzina non ne troviamo decidiamo comunque di partire per KONSO che dista solo 120 Km. La stada è bella e c’è asfalto solo per il primo tratto, poi inizia una pista sterrata che corre a lato di una stradona in costruzione, attraversiamo alcuni guadi, poco dopo NICOLA mi dice che il cruscotto del KTM 990 fa le bizze, non ci facciamo caso e andiamo avanti fino a KONSO che raggiungiamo al tramonto, prendiamo posto all’ Edget Hotel Green Hotel “Hotel per modo di dire” più centrale del paese, un vero squallore pieno di zanzare e polvere. Mentre stiamo trafficando sulle moto un indigeno si avvicina e ci offre della BENZINA in nero, facciamo il prezzo, 15 BIR litro contro i 9.5 del prezzo ufficiale, poi quando sembra tutto fatto il bravo ragazzo ci chiede una ulteriore cifra per il suo disturbo, rifiutiamo la proposta e lo liquidiamo, con le guide ci diamo appuntamento per la cena in modo da poter fare il punto per il giorno successivo. 
 

KONSO TURMI
La mattina del 09/02/2008 la giornata inizia presto sveglia prima delle sei e pronti a muovere appena fa luce, destinazione finale TURMI, prendiamo in direzione di WEYTO e iniziamo a salire, ma ancora una volta si presentano dei problemi alla Moto di Andrea, non c’è modo di accenderla, allora giù il serbatoio e sotto a controllare l’impianto elettrico, perdiamo una bella ora e mezza e alla fine risolviamo il problema in maniera definitiva eliminando un piccolo interruttore che serviva da antifurto e che con le vibrazioni non faceva più contatto. Arrivati a WEYTO sosta per la colazione e subito si ripartiamo, poco fuori dal paese mentre siamo su uno sterrato dalla polvere alzata da SERGIO esce una buca spaventosa, io non faccio in tempo a rendermi conto di quanto è grossa che ci finisco dentro, la ruota anteriore passa ma quella posteriore non ce la fa e così mi ritrovo in volo come un trapezista, mentre atterro vedo Mauro (il Sardo) che pinzato si appoggia alla mia moto e cade a sua volta, per fortuna quasi da fermo, le protezioni fanno il loro dovere e così ne io ne Mauro ne le moto subiamo dei danni, e poco dopo possiamo ripartire alla volta di Arbore. Percorriamo 40 Km di una incantevole strada che taglia la savana, costeggiamo per un tratto il lago STEFANIA e poco dopo arriviamo a TURMI, da qui 28 Km ci separano da DIMEKA dove visitiamo il mercato popolato da numerose etnie che fanno affari tra di loro, il tempo scorre e fa piuttosto caldo, sono gia le cinque, il gruppo si divide, chi va a Turmi a cercare l’albergo e chi resta per le ultime foto, io sono ancora alla ricerca di un pò di benzina, con la guida entriamo in un bazzar e la chiediamo, non ci sono problemi ci dicono, facciamo il prezzo e questa volta riusciamo a concludere l’affare, percorro la strada per TURMI con il cuore più leggero, e mi ricongiungo con gli altri, A TURMI prendiamo le camere in due alberghi differenti, in quatto andiamo al Tourist Restaurant, 40 Birr a testa e gli altri vanno al Evangadi per 400 BIR a camera, la sera ceniamo al Tourist Restaurant, intanto iniziamo a prendere informazioni per vedere il famoso salto del toro e la flagellazione delle ragazze HAMER, la cosa si rivela più ostica del previsto, sembra che tutte le volte per un motivo o per l’altro il salto venga spostato o annullato, questo mi fa venire un dubbio che poco dopo mi si chiarisce, mi si presenta un ragazzo che mi chiede 150 BIR a persona per assistere all’evento, di rimando gli chiedo come mai dobbiamo pagare una manifestazione culturale, e dopo una lunga chiacchierata il tipo mi dice che alcune volte la fanno apposta per i turisti, io a queste condizioni non accetto e cosi anche gli altri, rimandiamo il tutto al giorno successivo.
TURMI – KOLCHO - TURMI
La mattina del 10/02/2008 si presenta luminosa e gia calda anche se sono solo le 8,30 in quattro decidiamo di muoverci in moto, gli altri quattro preferiscono la macchina, dobbiamo andare a vedere il villaggio di Kolcho, distante da qui km. 60 Km, di una bella pista che corre tra la vegetazione bassa, con le moto è un vero piacere Sali-scendi pietrosi, buche, radici,e anche un pò di sabbia, comunque tra le soste per fare foto e le fermate per aspettare le auto ci mettiamo due ore buone quando arriviamo al villaggio il solito rituale del pagamento del posteggio, e del pagamento delle foto, comunque la visita di questo interessante sito, ubicato su un promontorio, con una bella veduta sul fiume Omo e abitato dall’etnia Karo è impedibile, intanto la KTM 990 continua a fare le bizze, si accende, si spegne, non da quadro, ecc. ecc, proviamo a controllare i morsetti della batteria, ne troviamo uno ossidato, lo puliamo e …..problema risolto, ritorniamo a TURMI che è gia pomeriggio, e ci prendiamo il resto della giornata libero.

TURMI OMORATE
Alle h.7,30 del 11/02/2008 partiamo per Omorate che si trova a 72 km a sud-ovest di Turmi. Alle h.9,30 arriviamo a destinazione e qui paghiamo l’ingresso delle 2 jeep ma non delle moto, beviamo una cosa al baretto e ci avviamo al fiume qui ci chiedono 40 BIR a testa per attraversarlo, poi un ragazzo scende a dieci, come scritto nella Lonely Planet Etiopia e Eritrea, uno degli altri che si proponeva come guida gli si avvicina minaccioso, allora dopo averlo apostrofato con le giuste parole lo convinciamo a seguirci dalla locale polizia, fatica sprecata, ma almeno nessuno si fa più avanti a proporci i suoi inutili servigi, visitiamo dopo aver traghettato e pagato l’ingresso 100 BIR il villaggio Galeb, anche qui per fare delle fotografie a persone si deve pagare una cifra variabile tra 1 e 3 BIR a seconda del soggetto. Torniamo a OMORATE, sulla riva del fiume un nutrito gruppo di Galeb in attesa di attraversare canta, ci dicono che stanno andando a una festa per la circoncisione, ma noi non possiamo andarci, attraversato l’OMO dobbiamo decidere se andare al lago Turkana o se tornare a Turmi dove c’è il mercato, dalle due decidiamo la seconda con enorme dispiacere di STEFANO, ma si sa non si può fare tutto. Alla spicciolata arriviamo al mercato che come sempre in queste zone è un’esplosione di colori e di ……odori, giriamo un pò liberamente accompagnati dai bambini conosciuti in albergo, NICOLA si fa intanto accompagnare da un poliziotto a vedere il salto del toro, ne tornerà entusiasta e a sera inoltrata, tutti gli altri invece rientrano in albergo, questa sera abbiamo chiesto alla titolare di poter usufruire della cucina per preparare la cena, il buon MAURO cuoco provetto prepara una ricca Carbonara dando fondo alle scorte d’uova dell’albergo, intorno al nostro tavolo rapidi si radunano i pochi turisti presenti “la cucina italiana è sempre ben considerata” e la sera finisce a “tarallucci e vino” offerti da un Franco/Etiope in vacanza con amici.
OMORATE JINKA
Il 12/02/2008 siamo in attesa degli altri quattro per muovere in direzione di JINKA, iniziamo a preoccuparci del ritardo, veniamo a sapere che la moto di STEFANO non ne voleva sapere di partire e che hanno deciso di trainarla, con il risultato di riuscire a cadere per fortuna senza danni, comunque si parte, passiamo rapidi da DIMEKA e imbocchiamo una pista simile a quella del giorno prima, io rimango un po’ indietro, la pista si presenta un pò in disordine, e LUCIANO si ritrova a gambe per aria senza neppure accorgersene, gli duole un pollice, ma è solo la botta e nulla più, rimettiamo la moto sulla pista e andiamo avanti, in considerazione del fondo mi aspetto altre cadute, ma per fortuna mi sbaglio e arriviamo a JINKA senza altri inconvenienti, quando arriviamo sono da poco passate le due, paghiamo 100 BIRR a auto l’ingresso alla città e andiamo in albergo, prendiamo un pranzo frugale al ristorante dell’albergo e poi usciamo per la visita della città, ANDREA viene agganciato da due studenti, che gli chiedono di comprargli dei libri lui che è un poeta nell’animo acconsente e con 100 BIRR li fa felici, NICOLA intanto va a visitare il museo etnografico, situato a nord di JINKA, noi invece rientriamo in albergo per riposare, per la cena ci rechiamo in un ristorante vicina al prato che funge da aeroporto e dove normalmente pascolano capre e passeggiano studenti, è strano pensare che quella sia la pista di atterraggio, alle undici rientriamo in albergo anche perché tolgono la corrente alla città per risparmiare combustibile.
JINKA – VILLAGGI MURSI – JINKA
L’appuntamento è alle 8.00 del 13/02/2008 la destinazione il villaggio di Hanamursi, scendiamo dall’altipiano che è a quota 1800 mt fino alla valle che è a circa 500 mt, fa molto caldo, prima di arrivare al villaggio carichiamo una guardia armata di Kalasnicov, il nostro Driver ci dice che è per la sicurezza, ma noi sappiamo che questo ingaggio serve solo a far guadagnare qualche BIRR al tipo,
Viaggiamo per circa una ora su una pista rossa che si insinua armoniosa e stanca nella savana ci pentiamo di aver preferito le auto lasciando le moto a riposare a Jinka, sotto un albero all’ombra iniziamo a vedere alcuni guerrieri Mursi e poco dopo arriviamo al villaggio di Hanamursi, Scendiamo dalle auto e subito un gruppo di uomini ci chiede i canonici 100 BIR a macchina per il “POSTEGGIO” siamo gia pronti a questo tipo di richieste e paghiamo senza protestare Qui più che altrove l’uso di chiedere soldi a qualunque titolo e per i più disperati motivi è radicato. I Mursi fanno un po’ pensare a come il turismo di massa possa modificare e mortificare le persone, i fieri guerrieri sono a mio avviso ormai ridotti alla stregua dei leoni nello Zoo, che aspettano il cibo “leggasi soldi” dal visitatore per poi andarselo a bere da qualche parte o anche peggio per comprarsi delle armi che poi mostrano con un’eccessiva disinvoltura. La visita al villaggio non dura molto, compriamo qualche piattello labiale, qualche collanina facciamo qualche foto e poi visto il crescente nervosismo che attanaglia un gruppo di uomini alle prese con alcune bottiglie d’acqua decidiamo di rientrare, saliamo sulle auto e facciamo ritorno a JINKA non prima di essere passati alla sede del parco MAGO per pagare l’ingresso, Arrivati a JINKA andiamo tutti a telefonare alle poste e poi ci reclamo al PUB Tsion Restaurant Juice per berci un beverone a base di Mango/Papaia/Ananas, squisito, visto il livello del locale prenotiamo anche per la cena.

JINKA – WEYTO – KONSO
La mattina del 14/02/2008 dirigiamo per WEYTO torniamo indietro per un tratto sulla strada fatta due giorni prima, rifacciamo alcuni guadi “Con le moto è sempre divertente” visitiamo il mercato di KEY AFAR e poi prendiamo diretti a WEYTO, la pista larga e polverosa costeggia uno stradone in costruzione il gruppo si sgrana, chi fa foto, chi si ferma a bere o a c ……. Insomma anarchia allo stato puro, poi all’ingresso di WEYTO ci fermiamo sotto un albero per ricompattarci quando facciamo per ripartire la moto di Luciano recalcitra e non ne vuole sapere, allora iniziamo a cercare, ma cosa? Questo non lo sappiamo proprio e andiamo a tentoni, tutte le volte che diamo quadro la moto fa l’autoanalisi e sembra vada bene ma appena tocchiamo il pulsante dell’avviamento si spegne tutto, pensiamo erroneamente che il guasto sia da attribuire al blocchetto devioluci, “anche sostenuti dal fatto che due giorni prima in occasione della caduta di Luciano le manopole riscaldate del BMW non si disinserivano più e avevamo dovuto escluderle,” con questa convinzione aggrediamo il blocchetto tagliando, giuntando, rompendo, segando e chi più ne ha più ne metta ma senza risultato, alla fine siamo sconfortati e pronti a caricare la moto su un camion per portarla a KONSO quando ingenuamente Stefano ci dice “avete provato a sostituire la batteria,” lo insultiamo un po’ ma la risposta è NO, allora ci proviamo e magicamente la moto si rianima, morale una batteria rotta dalle vibrazioni e un blocchetto devioluci dal costo di ….unmilione di euro disintegrato da noi, ripartiamo rapidi e arrabbiati della nostra ingenuità abbiamo ancora 70 Km prima di arrivare a KONSO e sono gia le cinque, non vogliamo viaggiare con il buio. La strada corre veloce, e all’imbrunire siamo a KONSO, Andrea anche complice la gomma posteriore completamente finita imposta una bella derapata e ci pianta una scivolata con rotazione di 180 gradi in mezzo al paese tra gli applausi della gente, intanto io e Luciano andiamo a cercare due pezzi di cavo per avviare la sua moto, sembra impossibile ma a KONSO trovare un cavo con sezione superiore al millimetro è una impresa, mobilitiamo il paese e alla fine il cavo salta fuori.
KONSO – YAVELO
Ore 9.00 del 15/02/2008 Siamo ancora in partenza per una altra tappa fino a YABELO sono circa 130 Km di pista facile con qualche sasso e nulla più, il trasferimento ci vede ancora tutti sgranati chi avanti a tutta forza chi indietro in meditazione, forse in questa parte finale del viaggio tutti ci ritagliamo quegli spazi che ci fanno stare bene, in cui il viaggiare con i propri pensieri fa scorrere il tempo più piacevolmente, quando arriviamo a una decina di Km da YABELO Nicola buca la posteriore del Kappone, smontiamo la gomma, per portarla a riparare, gli altri intanto ci anticipano in paese per cercare la sistemazione per la notte, riparata la gomma li raggiungiamo al Yabello Motel, è da poco passato mezzogiorno mangiamo un pò di frutta ci cambiamo, scarichiamo le auto e prendiamo la strada per El Sod dove un cratere veramente suggestivo racchiude sul fondo un laghetto sorgivo salato, ci sottoponiamo al solito rituale, pagamento del parcheggio, trattativa per la visita, offerta di una guida per accompagnarci nella visita nostro rifiuto e partenza, in quattro decidiamo di scendere, il dislivello è di 310 mt, “ma si sa in discesa rotolano anche le zucche” e in poco siamo sul fondo del cratere, un locale per 50 BIR si offre di farci vedere come si effettua la raccolta del sale, o per meglio dire la raccolta di un fango nero nero, quello che dopo diversi lavaggi diventerà sale, intanto si fa l’ora di salire, guardando in alto ci rendiamo conto che in salita le zucche non rotolano e con buona lena e buone gambe partiamo, Sergio e Nicola vanno via come stambecchi io Luciano e Mauro la prendiamo con più calma, i bambini del villaggio dall’alto ci guardano salire, quando siamo a buon punto si fanno trovare come per caso sul sentiero con …… una bottiglia di acqua fredda, oppure una Coca Cola ghiacciata, resistiamo a fatica alla provocazione e arriviamo riarsi alla sommità del cratere, ci rifocilliamo, paghiamo il pattuito e rientriamo a YABELO. Sulla strada ci sarebbe da fermarsi per fare la visita ai Pozzi Cantanti, decidiamo visto l’orario di rimandarla al giorno successivo. La sera ceniamo in albergo, e parlando con la nostra guida manifestiamo l’ intenzione di visitare i Pozzi dalle otto alle nove del mattino, Koffi (il soprannome della guida) ci informa che a quell’ora i pozzi non funzionano perché gli animali non sono ancora arrivati, a malincuore allora decidiamo di rimandare la visita al prossimo viaggio.
YAVELO - AWASA
Ormai il divertimento è quasi finito è il 16/02/2008, ci rimane solo dell’asfalto, oggi oltre 300 Km, alle otto è fissata la colazione, facciamo l’ordine e alle nove la stiamo ancora aspettando, decidiamo di partire, mangeremo strada facendo, la strada è lunga e i primi cento Km monotoni, poi si trasforma in una ridente strada di montagna, si corre tra paesi cosi vicini tra loro da non distinguere la fine dell’uno dall’inizio dell’altro, Luciano fa la lepre, e con la scusa di non poter fermare la moto va avanti a tutti, la destinazione finale è AWASA, sulla strada ci fermiamo compriamo frutta, pane e vettovaglie varie e pranziamo circondati dai bambini, pranzato proseguiamo fino a DILLA dove ci prendiamo una bibita in un locale del centro, pieno di studenti, si vede chiaramente che ci stiamo avvicinando alla capitale, quando ripartiamo fa un caldo terribile, “oserei dire AFRICANO” e un pò svogliati puntiamo su AWASA che raggiungiamo alle 16.00, all’entrata del paese ci ricongiungiamo con LUCIANO che è un po’ arrabbiato, è quasi due ore che ci aspetta, intanto NICOLA con una auto va dal gommista, quel posteriore proprio non vuole stare gonfio, noi con l’altra auto andiamo a prendere le camere al Gabrekiristos Hotel, la sera trascorre allegra nel migliore ristorante del paese il Pinna Hotel,
AWASA – Bale Mountains - AWASA
Oggi 17/02/2008 il programma prevede una giornata libera, ma la proposta prima di visitare il locale mercato del pesce dove i pescatori scaricano il pescato fresco dalle loro piccole barche in legno e ne fanno filetti da consumare sul momento e poi di salire verso BALE MONTAIN riscuote un successo inaspettato, visitato il mercato con tutta la sua umanità prendiamo la strada per WONDO e poi dirigiamo per DINSK, la pista si presenta dapprima polverosa e insignificante e poi diventa via via più bella, anche qui si corre tra montagne che salgono fino a oltre 4000 mt e prati adibiti a pascolo che tanto ricordano le nostre montagne, unico neo i numerosi lavori di sistemazione del fondo stradale e allargamento dello stesso che ci obbligano a continui cambi di corsia, saliamo fino a 2800 mt e ci fermiamo per pranzo al paese di Wambi, che sembra importato direttamente dal FAR WEST, i mandriani ci sono, le case di legno anche, e c’è pure il SALOON dove ci servono da mangiare salse piccanti, fagioli e frittata, una strada sterrata divide in due il borgo come nella migliore tradizione americana e gli asini sostituiscono egregiamente i cavalli, dopo aver mangiato e bevuto ci diamo appuntamento alle 15.30, io, Sergio, e Mauro andiamo su un prato a dormire, Nicola, Filippo e Andrea salgono ancora un pò verso DINSK, poi all’ora stabilita ci ritroviamo per rientrare. Il viaggio volge al termine e come sempre gli ultimi giorni sono quelli a rischio rilassamento, e proprio il rilassamento gioca uno scherzetto a Sergio, l’unico neofita del gruppo per quanto riguarda il fuoristrada, su un cambio di corsia arriva leggermente lungo, e finisce sui sassi, la BMW che proprio non è un fruscello si sdraia su un lato scaricando il buon Sergio, che nulla può fare se non la conta dei danni quando rialziamo la moto, nessuna conseguenza se non la delusione di non essere riuscito a finire il viaggio senza cadere, ormai iniziava a crederci. Rientriamo a AWASA ci diamo appuntamento alle 18.00 per andare a fare una passeggiata sulle rive del Lake Awasa e per cena scegliamo il ristorante Post Rendez –Vous, un ristorante frequentato da studenti dove un cuoco acrobatico coaudiovato da un macellaio “che dalla velocità sembra un lanciatore di coltelli” cuoce pezzi d’agnello su un braciere posto sopra una buca piena di legna nel terreno dove vengono versati mestoli d’olio che fanno fiammate e fumo nero, “chissà cosa ne penserebbe la nostra USL di tale sistema di cottura,” finiamo la serata alla ricerca di un locale per bere un digestivo, ma è troppo tardi e tutti i bar sono chiusi. 

AWASA –ADDIS ABEBA
18/02/2008, E proprio finita , solo 230 Km ci separano da ADDIS ABEBA, li facciamo veloci per essere in dogana nel primo pomeriggio e predisporre per la spedizione delle moto, alle 15,00 iniziamo le pratiche, e alle 21,00 lasciamo le moto sotto la tettoia per la notte, nel gruppo c’è un po’ di nervosismo, non abbiamo ancora concluso la procedura e ci sarebbe piaciuto avere la giornata successiva libera.
ADDIS ABEBA
Il 19/02/2008 è l’ultimo giorno, io e Andrea andiamo per terminare le pratiche di spedizione in aeroporto, gli altri vanno a visitare il grande mercato della città, nel primo pomeriggio ci raggiungono giusto in tempo per svuotare i serbatoi e portare le moto all’interno della zona doganale, finalmente siamo liberi, ultimi acquisti, cena e poi aspettiamo dormendo le 22,00 per andare col pulmino messo a disposizione della GREEN LAND all’aeroporto, siamo tutti soddisfatti del viaggio appena terminato, solo qualche sbavatura di poco conto ha creato piccole incomprensioni che viste dall’aereo già si ridimensionano, perse nei progetti dei futuri viaggi,

Testo e foto di :
Gioetto Mauro
Tel 348-4711719



Indice



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In attesa del Libro:
L'EPOPEA DEL 
 
MOTOCLUB 4X4
AVVENTURE
 
Tutte le relazioni 
dei raid realizzati 
dal nostro 
MotoClub4x4
      INDICE

INIZIAZIONE AL DESERTO CON MOTO A NOLO
Storie racconti ed immagini della nostra più grande avventura africana

 Gruppo Zambon
My Faraoni's Rally
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ZAMBIA NAMIBIA RAID
2011 - Gruppo Kulczycki

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RIFT VALLEY RAID
2010 - Gruppo Kulczycki

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TRANSANDINA RAID
2010 - Gruppo Barba

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THAI LAOS MOTO RAID
2009/10 Gruppo Zambon-Losi
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PATAGONIA RAID
2009/10 Gruppo Di Nauta

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ETIOPIA KENYA TANZANIA RAID
2009 Gruppo Mattei

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OMO RIVER RAID
2009 Gruppo Barba

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AFRICAUSTRALE RAID

2009 Gruppo Gioetto

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TRANSANDINA RAID
2009 - Gruppo Cerpelloni

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BORNEO RAID
2009 - Gruppo Kulczycki

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OMO RIVER RAID
2008-2009 Gruppo Tullini

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PATAGONIA RAID
2008-2009 Gruppo Capra

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DANCALIA RAID
2008-2009 Gruppo De Longis

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WEST AFRICA RAID
2008-2009 Gruppo Losi Marna 
-Garavelli Sandro

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TRANSAFRICA NORDSUD 
2008 - Gruppo Kulczycki

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TORTUGUERO RAID  2008
Gruppo Ramperti

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TRANSANDINA  2008
Gruppo Gioetto

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MURZUK-LIBIA RAID EXPRESS
2006 -
Gruppo Kulczycki

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OMO RIVER RAID
2008 - Gruppo Gioetto

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ITALIA LIBIA RAID
2008 - Gruppo Turchi

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ITALIA SUDAN RAID
2007/2008 - Gruppo Garavelli

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MEKONG MOTO RAID
2007/2008 - Gruppo de Longis

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MADAGASCAR RAID 4X4
2007 - Gruppo
de Longis

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TRANSANDINA 2007
Gruppo Bernardini

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TRANSAMAZZONICA RAID
2007 - Gruppo Ramperti

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ASIA RAID 2007
Gruppo Arnoldi

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YEMEN OMAN RAID
2006/2007 -
Gruppo de Longis

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DANCALIA RAID-ETIOPIA
2005
- Gruppo Mattei

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ROYAL ENFIELD INDIA RAID
2006/2007 - Gruppo Rizzo

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TRANSANDINA 2006
Gruppo Forzoni

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LADAKH INDIA RAID
2006 - Gruppo Kulczkycki

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SILK ROAD RAID 2006
Gruppo Castagna

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TRANSAUSTRALIA 2005
Gruppo
Kulczycki

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TRANSANDINA 2005
Gruppo de Longis

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MARCO POLO 2005
Gruppo Pistore

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GREAT SAND RAID 2005
Gruppo Kulczycki

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NEPAL TIBET RAID 2004
Gruppo Kulczycki

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CINA TIBET RAID 2004
Gruppo Cristani

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CAMERUN RAID 2004
Gruppo Alex Monticone

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BLUE NILE RAID
2003/2004 - Gruppo Kulczycki

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AFRICAUSTRALE RAID
2003-
Gruppo Kulczycki
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MOTOAFRIKA 2003

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OMO RIVER RAID
2003-Gruppo Cairoli

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GILF KEBIR RAID
2003-Gruppo Garavelli

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DJANET TAM DJANET
2003-Gruppo
Kulczycki

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OMO RIVER RAID 2002
Gruppo Kulczycki

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MONGOLIA SIBERIA RAID 2002
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TRANSANDINA 2002
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TRANSANDINA 2001
Gruppo Kulczycki 

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ASIA RAID 2000
Gruppo Kulczycki