TRE MOTOCICLISTI TRE SENZA AUTO DI APPOGGIO DAL PAKISTAN ALL'ITALIA


Sulle tracce dell' Asia Raid 2000 e del Silk Road Raid


Data:

12 agosto - 8 settembre


Autore:

Mario Raffaele Arnoldi (Lele)



 Dalle montagne di ghiaccio alle verdi praterie attraverso l’antica Via della Seta
Quando Davide al solito locale davanti alla solita birra mi disse che aveva risolto i suoi problemi e potevamo partire non credevo alle mie orecchie. Ci avevamo fantasticato tanto e finalmente avremmo potuto vivere davvero questa avventura. Chiamo Vittorio per confermare sperando che non sia troppo tardi, ma con la ormai consolidata efficienza, in tempi da record Avventure ci procura i carnet, i visti, biglietti aerei, il pallet per le moto e la guida cinese purtroppo obbligatoria, possiamo partire. 



12 - 13 AGO 2006 Milano – Dubai – Islamabad
Volo di Trasferimento e Dogana Pakistana
Il 13 Agosto siamo ad Islamabad, Saduddrin il corrispondente di AnM per il Pakistan ci aspetta all’aeroporto alle 07:00 per accompagnarci ed aiutarci nello sdoganamento. Le pratiche sono lente, macchinose e costose, vista l’assoluta anarchia e corruzione dei funzionari di dogana. Saduddrin ed Ali Shah, la persona che si occupa per noi delle attività doganali, sono efficientissimi e corrono tutto il giorno da un uffici all’altro. Alle 23:00 riusciamo finalmente a prendere le moto, non prima di aver pagato un discreto balzello ai vari uffici. Decidiamo comunque di dare dei soldi alle persone che ci hanno aiutato e con grande stupore scopriamo che si sentono terribilmente a disagio, dobbiamo insistere, e per Saduddrin non ci sarà niente da fare, si vergogna delle istituzioni del suo paese e non accetta i soldi continuando a ripetere che il Pakistan non è questo. Riusciamo ad invitarlo a cena e alle 24:00 siamo a in un ristorante Afgano che ci prepara dei succulenti Shashlyk (spiedini) ed altre specialità. Mentre siamo a cena inizia un diluvio monsonico che ci accompagnerà nel rientro in albergo, attraversiamo veri e propri guadi e fiumi d’acqua e fango che inghiottono le nostre moto fino allo scarico, più che delle motociclisti sembriamo palombari, cominciamo bene.
14 AGO 2007 Islamabad – Besham 310 Km
Nell Hazara verso la Karakorum Highway
Ci dirigiamo verso la Karakorum Highway accompagnati nel primo giorno da un alternanza di sole e cataratte monsoniche che ci inumidiscono il midollo. La regione è popolata per la maggior parte dall’etnia Pashtun che è la stessa che rappresenta la maggioranza in Afganistan, ma le persone sono estremamente gentili e disponibili non ci sentiamo mai a disagio, ne tantomeno in pericolo. Raggiungiamo Besham in serata facendo lo slalom tra camion, capre e ragazzini che con le loro motorette si ingarellano con noi e ci festeggiano, creandoci però qualche difficoltà nella guida.
15 AGO 2007 Besham – Gilgit 340 Km
Tra le ripide gole dell’Indo
Ripartiamo verso Gilgit, l’asfalto si fa vedere solo in brevi tratti in quanto le continue frane hanno ormai ridotto la strada ad una pista sterrata. Ovviamente non potevamo esimerci da incontrare una bellissima frana che blocca il passaggio, una breve valutazione della situazione e poi, smontati i bagagli, passiamo le moto una ad una a colpi di frizione e sollevamenti a braccia. In un oretta ricaricati i bagagli siamo di nuovo in viaggio. Attraversiamo splendide valli con panorami affascinanti ed il fiume Indo che vorticoso rumoreggia sotto di noi. Ma non è finita, infatti verso le 13:00 in una bella valle pietrosa senza ripari dal sole Juna buca la ruota posteriore, niente di male, cambiamo la camera d’aria e ripartiamo, in serata immancabile l’acquazzone monsonico. Arriviamo sul tardi all’hotel, dove ci avvisano che, Saduddrin, preoccupatissimo, ha già chiamato 3 volte per sapere se eravamo arrivati, lo richiamiamo rassicurandolo.
16 AGO 2007 Gilgit – Karimbad 110 Km
Nella splendida valle dell’Hunza
Ripartiamo verso Karimbad con molta tranquillità visto che il percorso è breve, attraversiamo il ponte cinese e godendoci completamente la strada e le vallate. Il Rakaposhi con i suoi ghiacciai ci compare imponente dietro una curva, è un susseguirsi di strette gole, ampie vallate, vette innevate e fiumi torbidi che precipitano tra le rocce, in uno scenario splendido. Raggiungiamo Karimbad nella valle dell’hunza. Visitamo forte Baltit e ci godiamo un po’ di sole sulla terrazza dell’albergo che ci regala un panorama mozzafiato sull’intera valle con la vetta del Rakaposhi che si staglia all’orizzonte. Nella notte dopo la cena offerta dal padrone dell’albergo veniamo coinvolti in una festa locale con frenetiche danze e grande divertimento, la gente è splendida e non vorremmo ripartire.
17 AGO 2007 Karimbad – Hoper – Sost 50 +90 Km
Nella valle del Nagyr sul Bualtar Glacer
Lasciamo in albergo i bagagli e partiamo per un’escursione a Hoper su di una bella strada sterrata che si arrampica nella valle del Nagyr, raggiungiamo il Bualtar Glacer attraverso bellissimi paesini di montagna ricchi di frutteti. Ci godiamo totalmente questa mezza giornata di puro divertimento aprendo anche un po’ il gas.
Nel pomeriggio recuperati i bagagli ripartiamo alla volta di Sost, la strada è bellissima, spesso sterrata, ma non difficile, la verticalità della valle si fa sempre più imponente, e le pareti di roccia incombono su di noi, ci sentiamo piccoli nella maestosità di questa natura. Dietro una curva il Baltura Glacer quasi lambisce la strada nei pressi di Passu uno splendido paesino incastonato tra le ripide pareti del Karakorum ed un ansa del fiume le vette innevate brillano al sole, lo spettacolo è affascinante e ci dispiace non poter restare di più in questi splendidi posti.
Raggiungiamo Sost senza problemi e scopriamo che solo un’ora prima è stata aperta la strada che porta al Kunjerab Pass dopo 5 giorni di lavori per liberarla da un gigantesca frana (finalmente un po’ di fortuna). 

18 AGO 2007 Sost – Khunjerab Pass – Taskurgan 230 Km
Sulle Nuvole verso la Cina
La mattina sveglia presto per fare dogana, aiutati dal gentilissimo proprietario dell’PTDC Hotel a cui non riusciamo neanche a dare una mancia per il disturbo. Le pratiche sono abbastanza veloci e riusciamo a partire verso il Kunjerab Pass. La strada è impressionante per la sua bellezza, raggiungiamo il luogo della frana dove sono ancora in corso dei lavori ma con le moto non abbiamo problemi a superarli, le gole di roccia si aprono salendo in verdi vallate nel parco nazionale del Khunjerab, raggiungiamo il posto di polizia Pakistana e dopo un rapido controllo del passaporto, qualche foto ed i convenevoli di rito con i militari sempre gentilissimi, raggiungiamo la linea di confine ad una quota di 4700m. La stranezza che nel lato cinese tutto è intonso ed impeccabile, la strada perfetta con le linee ben dipinte scende dolce attraverso le vallate tondeggianti, tutto sembra più morbido e rilassante come se avessero arrotondato anche le montagne, un’infinità di marmotte ci guardano incuriosite passare, ritte sui sassi della vallata tra i dolci tornati della strada.
Arriviamo a Tashkurgan dove ci aspetta la nostra guida con i documenti e per passare la dogana, i militari cinesi sono molto formali ma molto cortesi e corretti, dai loro sguardi traspare comunque la curiosità e lo stupore per noi e le nostre moto. I controlli filano lisci e dopo averci “disinfettato le moto” ci lasciamo andare. Raggiungiamo il paese, io ho qualche linea di febbre e preferisco infilarmi a letto per evitare di peggiorare la situazione mentre Juna e Davide si fanno un passeggiata. L’hotel è un po’ scarso è anche la cena non è eccezionale. 


19 AGO 2007 Taskurgan – Kashgar 300 Km
Gli altopiani del Pamir e il lago Karakol
Ripartiamo verso il lago Karakol attraverso le spoglie vallate del Pamir, il Muztagh Ata si staglia imponente sugli altopiani, viaggiamo sempre ad una quota di 3.500m – 4.000m e l’aria è fredda e pungente.
Ci fermiamo al lago e ci inoltriamo attraverso i prati per raggiungere gli insediamenti abitati, lontani dai punti più turistici e affollati, veniamo ospitati da una famigliola in una yurta dove ci viene offerto del chai (the) e vari oggetti di artigianato locale.
Purtroppo e domenica e quindi decidiamo di ripartire subito per non perdere il famoso mercato di Kashgar.
Raggiungiamo Kashgar verso le 13:00 e lasciate le moto ed i bagagli in albergo ci dirigiamo con la nostra guida Anwar Arkin al mercato degli animali. Ci immergiamo totalmente nell’atmosfera caotica del mercato, mangiamo del pane e degli involtini di carne molto saporiti e gironzoliamo tra la gente estremamente cordiale e simpatica. Anwar ci spiega che al mercato degli animali, come al mercato grande che visiteremo dopo, sono tutti di etnia Uygur come lui e che la situazione con i Cinesi di etnia Han non è felicissima, la città è letteralmente spaccata i due cinesi da una parte e Uygur dall’altra.
Visitiamo rapidamente anche il mercato coperto rimandando ad una visita più accurata per l’indomani.
20 AGO 2007 Kashgar
Alla scoperta della cultura Uygur nella più importante oasi ai margini del Talimakan Desert
Giornata di riposo a Kashgar, visitiamo la moschea grande di Id Kha e la tomba di Abakh Hoja splendido esempio di architettura mussulmana tipica dell’Asia centrale.
Abbiamo il tempo per una visita più accurata del mercato con acquisiti vari, abbiamo modo di assistere anche ad una esibizione musicale rigorosamente Uygur presso un liutaio. Pranziamo con degli Shashlyk (spiedini) in un locale vicino al mercato.
Nell’hotel dove siamo alloggiati abbiamo modo di condividere le nostre esperienze con un ragazzo svizzero che sta facendo il giro del mondo con una Ducati Monster, scopriamo che pur avendo provato in tutte le maniere non è riuscito ad entrare in Cina senza gli adeguati permessi e l’utilizzo di una guida ed un veicolo d’appoggio, è stato costretto quindi a lasciare la moto al confine Kyrghizo ed entrare a piedi, spedirà poi la moto ad Hong Kong e da li in nave verso gli USA. 


Lago Karakul

21 AGO 2007 Kashgar – Osh 520 Km
Il Kyrghistan, l’impatto con le repubbliche ex sovietiche e i suoi cani
Partiamo molto presto la mattina per raggiungere il confine con il Kyghzistan, dopo aver fatto benzina con i canestri e gli imbuti perchè le moto sono pericolose e non possono fare benzina dalla pompa (boh ??).
Raggiungiamo il confine verso le 11:00, i controlli sono abbastanza rapidi e salutato Anwar ci dirigiamo verso la dogana Kyrgiza. La strada è devastata e dobbiamo fare lo slalom tra i camion fermi ovunque. Raggiungiamo il posto di frontiera e cominciamo le trafile burocratiche. Ovviamente nessuno parla una parola di Inglese, solo Russo, Kyrgico o i vari linguaggi locali e tutti i documenti da compilare sono in cirillico, scopriremo che questa è una consuetudine che ci accompagnerà per il resto del viaggio. Riusciamo comunque ad uscirne regalando un sigaro simil-cubano al doganiere al momento giusto.
La pista è devastata ed i chilometri cominciano a farsi sentire, dobbiamo uscire dalla pista principale e fare dei percorsi alternativi, si rompe per la seconda volta il supporto laterale delle borse di Juna, ridistribuiamo i bagagli e ripartiamo. Il panorama è bellissimo ma non abbiamo tempo per goderne a pieno, dobbiamo raggiungere Osh prima che faccia buio. Su un pezzo di asfalto pieno di buche, un cane si getta sotto la ruota anteriore della moto di Davide che cade rovinosamente, grande spavento, ma niente di grave. Medichiamo le ferite, risistemiamo alla meglio l’Honda XR che a parte il faro rotto non ha riportato danni significativi e ripartiamo, raggiungiamo Osh nel tardo pomeriggio, il primo impatto con le città delle ex repubbliche sovietiche non è entusiasmante, abbiamo parecchie difficoltà a chiedere informazioni e a trovare l’albergo ed anche a ordinare la cena, ma come sempre ce la caviamo.
22 AGO 2007 Osh – Andijan 100 Km
Le dogane centro-asiatiche
Di buon mattino raggiungiamo il vicino confine con l’Uzbekistan dove l’infinità di burocrazia ci farà perdere quasi 4 ore, decidiamo quindi di fermarci ad Andijan per sistemare meglio la moto, provare ad aggiustare il portaborse di Juna e riposarci un po’. Siamo felici perché per i prossimo giorni non dovremo fare più frontiere e dogane.
Per la cena, visto i precedenti, ci affidiamo ad un tassista che ci porta in un ottimo ristorante, musica, qualche birra e poi a nanna.
23 AGO 2007 Andijan – Tashkent 390 Km
L’ Uzbekistan e la sua capitale
Prima di partire per Tashkent cambiamo i soldi in una banca, poi partiamo cercando di intuire la direzione giusta per uscire dalla città, cosa assai difficile vista la totale assenza di indicazioni e per di più in cirillico. La strada è scorrevole ma gli animali che invadono la sede stradale ed i controlli di polizia, che ci fermano solo per curiosità e mai con intenzioni ostili, ci rallentano. In effetti ci sentiamo come delle Star, tutti ci suonano e ci salutano, addirittura un pulmino con delle persone ci affianca per scattarci delle foto, speriamo di non finire su scherzi a parte Uzbeko.
Raggiungiamo Tashkent nel primo pomeriggi e fermato un taxi ci facciamo accompagnare in albergo (questa tecnica costa pochissimo e permette di non perdere tempo a districarsi nelle strade cittadine).L’Hotel è molto accogliente e ci coccoliamo un po’, una birretta e poi via a gironzolare per vedere la vita della capitale.
Alloggiamo in un quartiere elegante vicino all’ambasciata di Israele ed i locali in zona sono abbastanza chic, troppo per dei rudi motociclisti, opteremo per una cena in hotel con degli ottimi “Spaghetti Bolognese”. 


24 AGO 2007 Tashkent – Samarcanda 370 Km
Il mito di Samarcanda ed il Festival Musicale
Ripartiamo verso Samarcanda consci che la strada deve attraversare per un piccolo pezzo il confine Kazako, proviamo a passare ma siccome abbiamo i visti sul passaporto i militari insistono per mettere i timbri, cosa che ci impedirebbe poi di rientrare in Kazakistan una seconda volta, preferiamo quindi tornare indietro e fare il giro per Bekabad che ci fa allungare il percorso rimanendo però in territorio Uzbeko.
Arriviamo a Samarcanda verso le tredici e scopriamo subito che è in corso il famoso Festival Internazionale della Musica presso il Registan e che quindi il complesso monumentale è chiuso per 5 giorni. Vista l’imponenza delle strutture riusciamo comunque a fare delle belle foto ma ci dispiace un po’ di non poter entrare.
Cena a base di Shashlyk (spiedini) e birra sulla terrazza di un tipico Chaikana (Caffè) con vista su Registan illuminato e musica del festival.
25 AGO 2007 Samarcanda – Bukara 300 Km
Il fascino dell’antico regno di Bukara
Ci dirigiamo verso Bukara, fa caldo e sulla strada incontriamo un corteo di auto per un matrimonio, immancabilmente ci riprendono con le telecamere, siamo un evento.
Ci fermiamo per comprare dell’acqua in un negozietto sulla strada, e la coppia di giovani gestori ci offre un dolcissimo melone bianco, a Juna fanno anche un regalino con una dedica in russo. Rimaniamo senza parole.
Arrivati a Bukara ci fermiamo affascinati sotto le splendide mura della città vecchia e chiedendo ad un passante scopriamo che l’hotel che cercavamo e proprio a due passi. Visto che siamo arrivati prestissimo decidiamo di visitare la città e ripartire l’indomani per recuperare il giorno perso a Andijan.
La città è incantevole, giriamo le viuzze tra le Madrasse e le Moschee, raggiungiamo le mura e l’Ark, la città regale nella città vecchia. La sera cena a bordo della vasca d’acqua all’ombra di gelsi secolari, nel punto più importante della città il Lyabi-Hauz.
26 AGO 2007 Bukara – Kiva 470 Km
Il kuzylkum desert e l’Amu-Darya
La strada per Kiva è asfaltata, ma spaccata e piena di buche, fa caldo siamo in pieno kuzylkum desert ed il panorama è abbastanza monotono se non quando raggiungiamo la vista sulla vallate del fiume Amu-Darya che attraverseremo più tardi.
Pranziamo in un localino sulla strada a base di mortadella pane e cipolle il tutto innaffiato da dell’ottima coca cola.
Scendiamo nella vallata del fiume e siamo circondati da campi di cotone, costeggiamo per un tratto il fiume poi deviamo verso Urgench attraversando l’ Amu-Darya su di un ponte di barche abbastanza malmesso ma divertente.
Raggiungiamo Kiva nel tardo pomeriggio e troviamo un alberghetto proprio all’interno della città vecchia, dove parcheggiamo le moto praticamente in stanza.
Qui abbiamo deciso di fermarci per una giornata di riposo per cui facciamo con comodo.
27 AGO 2007 Kiva
La perla dal passato crudele
Giornata da “turisti”, macchina fotografica, telecamera e via per le viette di Kiva, splendida cittadina storica con un passato in verità un po’ inquietante che racconta di carovane di schiavi, crudeltà e viaggi attraverso deserti infestati da tribù selvagge e spietate.
La visita e gradevole e rilassante, acquistiamo il biglietto unico che consente di visitare tutti i monumenti ed i siti storici della città e ci infiliamo tra le molte Madrasse Mosche e Tombe che affollano la città vecchia.
Un po’ di manutenzione alle moto, una buona cena e siamo pronti ad affrontare la parte più impegnativa del viaggio che ci porterà a nord, sfiorando ciò che resta del mare di Aral ed aggirando il mar Caspio in un territorio dimenticato da Dio e dagli uomini il Karakalpakistan. 

Buhara

28 AGO 2007 Kiva – Kungrad 320 Km
Il Karakalpakistan
Percorriamo i chilometri che dividono Kiva da Kungrad, ultimo avamposto Uzbeko prima delle piste che seguendo la ferrovia porta al confine con i Kazakistan.
Troviamo posto per la notte in una locanda vicino alla ferrovia gestita da un una famigliola il cui padre ubriaco da mattina a sera stressa gli avventori con le sue chiacchiere ed il suo fetido alito. Dormiamo su dei tappeti in una stanza abbastanza ampia solo per noi tre, fa caldissimo e solo la notte e un po’ di venticello ci da sollievo e ci permette di riposare.
29 AGO 2007 Kungrad – Bejneu 440 Km
Polvere Vento e Babuske impazzite
Facciamo benzina e seguiamo scrupolosamente le indicazioni che Fabio un profondo conoscitore di questi posti ci ha mandato, corredate da alcuni punti GPS, per raggiungere Bejneu.
Il primo pezzo è di asfalto, poi diventa pista, ma tutto sommato non particolarmente impegnativa.
Arriviamo al confine ma è chiuso per pranzo. Le solite, lunghe e noiose pratiche di frontiera ci faranno perdere le ormai solite 4 ore. Non c’è possibilità di cambio e riusciamo solo a cambiare qualche dollaro in un Bar dopo la frontiera Kazaka. Dovrebbero mancare solo una settantina di Km a Bejneu e siamo tranquilli, ripartiamo ma ci rendiamo subito conto che la strada non è come avevamo previsto, ad un certo punto esplodo in una buca di polvere larga almeno 10mt che avevo scambiato per sabbia e dove la moto una volta entrata invece di “galleggiare” si ferma all’ istante. Mi rialzo, per mia fortuna era polvere per cui un gran botto ma nessun danno ne a me ne alla moto, sprofondato fino alla ginocchia avviso gli alti che stanno sopraggiungendo, mi aiutano a tirarare fuori la moto e ripartiamo. Purtroppo scopriremo che della strada non c’è traccia e che questa polvere, che a differenza della sabbia, non permette la guida con peso indietro e gas aperto a cui siamo abituati, ci accompagnerà per un bel pezzo. Sicuramente il bagaglio non aiuta e si sta facendo buio, ma andiamo avanti e riusciamo a raggiungere Bejneu prima del tramonto. Chiediamo informazioni e dei ragazzi ci accompagnano in un Hotel a vedersi abbastanza carino. Lasciamo fuori Juna a bada delle moto ed entriamo, ci riceve una tipica babuska sorridente e dai modi gentili. Dopo un quarto d’ora passato a decidere se aveva le stanze tra listini calcolatrice e consultazioni è iniziata una situazione a dir poco esilarante, la signora ci fa capire che c’ è posto ma non vuole darci le stanze perché siamo impolverati. Esce con una spazzola per farci pulire le tonnellate di polvere che avevamo addosso e sui bagagli, intanto Juna tiene a bada a fatica un branco di ragazzini impazziti che gironzolano intorno alle moto mettendo le mani su tutto. Chiediamo dove mettere le moto e ci viene detto dalla signora di metterle nell’atrio davanti alla hall in un posto lindo dopo una rampa di 10 scalini, saliamo di slancio con tutti i bagagli creando una nuvola di polvere immensa tra gli applausi divertiti della signora e dei bambini. Non si è ancora risolta la faccenda delle stanze se non chè io occupo di forza una stanza buttandoci dentro i bagagli e chiudendo la porta. La comica continua anche per pagare in quanto la signora, sentito il titolare dichiara di accettare i dollari, ma poi rifiuta i pezzi da 20$ e vuole solo un pezzo da 100$ per poi darci il reso in moneta locale. Finalmente un cliente afgano dell’hotel che parla inglese ci viene in soccorso cambiandoci dei dollari e spiegandoci che la signora era un pò pazza, ma questo lo avevamo già capito. Cena a base di 2 uova al tegamino e una fetta di Wurstel grigliato e poi a nana. 


30 AGO 2007 Bejneu – Atyrau 460 Km
Nel nulla verso la Pizza
La prima tratta di pista, se così la vogliamo chiamare, fino a Oporny è un disastro. Stanno costruendo una strada sulla traccia principale della vecchia pista e siamo costretti a viaggiare lateralmente in mezzo alla polvere molle con i camion che ci incrociano nelle due direzioni e che non mollano l’acceleratore per paura di insabbiarsi, insomma non è una bella esperienza.
Arriviamo ad Oporny abbastanza provati ma siamo fiduciosi perché le nostre informazioni ci dicono che da qui è tutto asfalto. In realtà l’asfalto vero lo troveremo dopo Kulsary perché a causa della costruzione della strada veniamo sistematicamente deviati fuori dal tracciato in mezzo al nulla, ma comunque è più semplice del primo tratto.
Arrivati a Dossor ci fermiamo a comprare dell’acqua fresca e la signora del locale impietosita ci offre una mela ed un arancio, dobbiamo essere proprio conciati male.
Contattiamo Massimo un amico che vive ad Atyrau e che abbiamo conosciuto via mail attraverso Giampiero che è passato di qui l’anno scorso diretto in Cina.
Massimo ci viene incontro, raggiungendoci a 35Km da Atyrau, percorriamo l’ultimo tratto dietro la sua auto.
Alloggiamo nel residence che gestisce per una società italiana e che ospita i lavoratori delle società petrolifere, infatti Atyrau si trova su uno dei giacimenti petroliferi più grandi del mondo.
Gli appartamenti del residence sono spettacolari, diamo subito fondo a della frutta fresca che troviamo nella stanza, una doccia e po’ di relax e poi Massimo ci porta a cena in una Pizzeria italiana dove mangiamo, oltre che ad una ottima pizza anche Prosciutto crudo, Parmigiano Reggiano e focaccia, ci sentiamo a casa.
31 AGO 2007 Atyrau
Sul Petrolio tra i due Continenti
I giacimenti di petrolio e gas naturale hanno dato modo alla città di espandersi in un territorio del tutto inospitale e che non offre nessuna particolare attrattiva, tra l’altro Massimo ci spiega che d’inverno è moto facile raggiungere i 40 gradi sotto zero.
Visitiamo la città e passeggiamo lungo le rive del fiume Ural che attraversa il centro tuffandosi nel Mar Caspio qualche chilometro più a sud. Attraversiamo anche il famoso ponte sul fiume che divide geograficamente il continente Europeo da quello Asiatico.
Dobbiamo fare anche un po’ di manutenzione alle moto per ripulirle dalla polvere e rabboccare l’olio, d’ora in poi ci aspetta una lunga cavalcata verso casa. 


01 SET 2007 Atyrau – Astrachan 380 Km
Verso la Russia
Ripartiamo salutando calorosamente Massimo e ripromettendoci di incontralo in Italia nei prossimi mesi, poi via verso il confine Russo. Alle dogane la solita burocrazia ma ce la caviamo abbastanza velocemente, appena fuori dalla dogana Kazaka un traghetto ci fa attraversare il fiume, siamo sul delta del Volga. Facciamo ancora qualche chilometro e arriviamo ad Astrakan.
La città è un cantiere e anche l’albergo. La sera nelle strade ci sono un sacco di ragazzi che affollano i locali sul lungo fiume, con la solita gestualità riusciamo a cenare con pomodori patatine fritte e Shashlyk (spiedini) tanto per non perdere l’abitudine.
02 SET 2007 Astrachan – Volgograd 450 Km
La grande battaglia di Stalingrado
La strada verso Volgograd è buona ma scopriamo presto che l’insidia sta nei poliziotti che cercano di fermati con qualsiasi scusa per spillarti dei soldi. La prima volta che ci fermano, dopo un lunga discussione paghiamo 10$ ma poi capito il sistema io e Davide improvvisiamo delle splendide commedie alla Totò e Peppino ad ogni posto di blocco che ci permetterà di non pagare più nulla.
Arriviamo a Volgograd e lasciate moto e bagali all’hotel, facciamo un giro a piedi della città, siamo nell’ex Stalingrado luogo della più importante battaglia di liberazione dell’armata rossa contro i nazisti e forse per questo percepiamo una sorta di nostalgia per l’ex URSS, bandiere rosse ovunque, loghi sovietici, falci e martelli e immagini di Lenin insomma non sembra cambiato molto.
03 SET 2007 Volgograd – Lugansk 490 Km
La valle del Don e le Verdi Colline Ucraine
Ci dirigiamo verso il confine con l’Ucraina, dopo il solito fermo di polizia abilmente gestito dal nostro teatro arriviamo alla dogana. Le formalità russe non sono complesse e ci sbrighiamo in fretta. Arrivati al confine Ucraino capiamo che l’aria che tira è la stessa, un militare ci fa intendere che se gli diamo dei soldi ci fa passare velocemente, altrimenti ….., ci accordiamo per dei rubli russi che comunque non saremmo più riusciti a cambiare e dopo 20 minuti siamo fuori senza aver aperto neanche una borsa.
La polizia Ucraina è corrotta tanto quanto quella Russa ma il teatrino ha il suo effetto anche qui, riusciremo a non pagare più neanche un soldo.
A Lugansk ci facciamo accompagnare in albergo dal solito taxi e scopriamo un albergo veramente carino ed accogliente con dei gestori che masticando un po’ di inglese si fanno in quattro per metterci a nostro agio.
04 SET 2007 Lugansk – Dnipropetrovsk 400 Km
Un nome impronunciabile e tanta acqua
La mattina partiamo sotto la pioggia, fa freddo ma almeno la polizia non ci ferma, arriviamo abbastanza velocemente a Dnipropetrovsk, riusciamo anche a trovare velocemente l’albergo, smette di piovere ed il clima è più mite.
Incontriamo degli italiani che lavorano in zona e ci indicano un centro commerciale dove si può cenare e connettersi ad internet. Facciamo prima una passeggiata sul lungo fiume affollato da molti giovani, purtroppo spesso accompagnati dall’immancabile bottiglia di birra o vodka, poi andiamo a cena.
Dnipropetrovsk e quasi una linea di confine infatti da qui in poi oltre al paesaggio che si fa via via più lussureggiante le persone cambiano atteggiamento diventando sempre più simili agli europei. 


 Juna la straordinaria  motociclista 
Complimenti Juna da tutti noi del MotoClub Avventure

05-06 SET 2007 Dnipropetrovsk – Vinnitia – Mucacevo 600+580 Km
Tra le Verdi pianure Ucraine e Campi di girasole
Prendiamo la nostra dose di pioggia giornaliera, arriviamo a Vinnitia verso sera e troviamo un simpatico Hotel sulla strada che ci eviterà l’ingresso in città.
Continua a piovere e anche se il paesaggio e decisamente bello, non riusciamo a godercelo come vorremmo. Dobbiamo andare la strada e lunga e fa freddo. Raggiungiamo Mucacevo a 50km dal confine con la Slovacchia e decidiamo di fermarci in uno splendido Hotel vicino alla strada. Il posto è splendido e molto accogliente.
07 SET 2007 Mucacevo – Nova Bana 450 Km
Entriamo in Slovacchia e in Comunità Europea
La dogana con la Slovacchia è una passeggiata e anche gli Ucraini non ci creano problemi, siamo nella Comunità Europea, ben evidenziata sul confine dagli Slovacchi che ne sono molto fieri.
Continua a piovere e fa freddo ma il panorama è splendido, sembra di essere già in Austria.
Gli automobilisti sono tutti molto disciplinati, cominciamo a vedere qualche moto, anche da fuoristrada. Ci fermiamo verso le 16:30 e chiediamo dove poter alloggiare, ci dicono che a qualche chilometro presso Vhine ci sono diverse locande perché è una zona turistica, raggiunto il posto scopriamo che a causa di una manifestazione le locande sono tutte piene. Non ci resta che riprendere la strada verso Bratislava, si sta facendo buio, diluvia e fa freddo.
Comincia l’autostrada ma nei pressi di Nova Bana decidiamo di uscire e di chiedere informazioni per l’alloggio, troviamo un Endurista che sta pulendo il suo Suzuki RM davanti a casa, parla inglese, fa un paio di telefonate e poi salta in macchina e ci accompagna per qualche chilometro verso un paesino sulle colline. Alloggiamo in una casetta tutta per noi riscaldata con stufe a legna, per la cena il ristorante è lontano e piove quindi decidiamo per un the qualche nocciolina e un po’ di cioccolato, ci rifaremo a colazione.
08-09-10 SET 2007 Nova Bana – Sankt Valentin – Patsh – Milano 410+340+430 Km
Entriamo in Slovacchia e in Comunità Europea
Ripartiamo con la pioggia che ci accompagnerà fino al Brennero, passiamo il confine con l’Austria poi sulle autostrade austriache, ci fermiamo a Sankt Valentin vicino a Linz e poi a Patsh dopo Innsbruck dove smette finalmente di piovere. L’Italia ci accoglierà con un bel sole tanto che abbandoniamo l’autostrada a Mezzolombardo e attraverso i frutteti della Val di Non, il massiccio dell’Adamello e il passo del Tonale torniamo a Milano.


Il viaggio è stato affascinante ma abbastanza faticoso, la splendida armonia tra persone affiatate che si conoscono da anni ha fatto in modo di poter superare qualsiasi difficoltà senza problemi ed in totale armonia, facendoci apprezzare completamente questi splendidi luoghi e questi fantastici popoli. 
  
TOTALE KM PERCORSI  9.330
On the road (and off-road) Again……………..Forever

Partecipanti :
Davide Del Prete (Didi) Honda XR600
Juna Cocco Suzuki DR350
Mario Raffaele Arnoldi (Lele) KTM 640 Adventure

 


Indice



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In attesa del Libro:
L'EPOPEA DEL 
 
MOTOCLUB 4X4
AVVENTURE
 
Tutte le relazioni 
dei raid realizzati 
dal nostro 
MotoClub4x4
      INDICE

INIZIAZIONE AL DESERTO CON MOTO A NOLO
Storie racconti ed immagini della nostra più grande avventura africana

 Gruppo Zambon
My Faraoni's Rally
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ZAMBIA NAMIBIA RAID
2011 - Gruppo Kulczycki

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RIFT VALLEY RAID
2010 - Gruppo Kulczycki

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TRANSANDINA RAID
2010 - Gruppo Barba

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THAI LAOS MOTO RAID
2009/10 Gruppo Zambon-Losi
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PATAGONIA RAID
2009/10 Gruppo Di Nauta

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ETIOPIA KENYA TANZANIA RAID
2009 Gruppo Mattei

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OMO RIVER RAID
2009 Gruppo Barba

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AFRICAUSTRALE RAID

2009 Gruppo Gioetto

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TRANSANDINA RAID
2009 - Gruppo Cerpelloni

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BORNEO RAID
2009 - Gruppo Kulczycki

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OMO RIVER RAID
2008-2009 Gruppo Tullini

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PATAGONIA RAID
2008-2009 Gruppo Capra

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DANCALIA RAID
2008-2009 Gruppo De Longis

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WEST AFRICA RAID
2008-2009 Gruppo Losi Marna 
-Garavelli Sandro

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TRANSAFRICA NORDSUD 
2008 - Gruppo Kulczycki

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TORTUGUERO RAID  2008
Gruppo Ramperti

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TRANSANDINA  2008
Gruppo Gioetto

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MURZUK-LIBIA RAID EXPRESS
2006 -
Gruppo Kulczycki

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OMO RIVER RAID
2008 - Gruppo Gioetto

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ITALIA LIBIA RAID
2008 - Gruppo Turchi

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ITALIA SUDAN RAID
2007/2008 - Gruppo Garavelli

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MEKONG MOTO RAID
2007/2008 - Gruppo de Longis

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MADAGASCAR RAID 4X4
2007 - Gruppo
de Longis

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TRANSANDINA 2007
Gruppo Bernardini

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TRANSAMAZZONICA RAID
2007 - Gruppo Ramperti

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ASIA RAID 2007
Gruppo Arnoldi

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YEMEN OMAN RAID
2006/2007 -
Gruppo de Longis

----------------------

DANCALIA RAID-ETIOPIA
2005
- Gruppo Mattei

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ROYAL ENFIELD INDIA RAID
2006/2007 - Gruppo Rizzo

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TRANSANDINA 2006
Gruppo Forzoni

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LADAKH INDIA RAID
2006 - Gruppo Kulczkycki

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SILK ROAD RAID 2006
Gruppo Castagna

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TRANSAUSTRALIA 2005
Gruppo
Kulczycki

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TRANSANDINA 2005
Gruppo de Longis

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MARCO POLO 2005
Gruppo Pistore

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GREAT SAND RAID 2005
Gruppo Kulczycki

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NEPAL TIBET RAID 2004
Gruppo Kulczycki

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CINA TIBET RAID 2004
Gruppo Cristani

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CAMERUN RAID 2004
Gruppo Alex Monticone

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BLUE NILE RAID
2003/2004 - Gruppo Kulczycki

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AFRICAUSTRALE RAID
2003-
Gruppo Kulczycki
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MOTOAFRIKA 2003

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OMO RIVER RAID
2003-Gruppo Cairoli

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GILF KEBIR RAID
2003-Gruppo Garavelli

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DJANET TAM DJANET
2003-Gruppo
Kulczycki

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OMO RIVER RAID 2002
Gruppo Kulczycki

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MONGOLIA SIBERIA RAID 2002
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TRANSANDINA 2002
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TRANSANDINA 2001
Gruppo Kulczycki 

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ASIA RAID 2000
Gruppo Kulczycki