YEMEN OMAN EMIRATI RAID


Una straordinaria impresa realizzata dal nostro Moto Club Avventure,per la prima volta nello sconosciuto e inesplorato Yemen orientale


Data:

19 dic.2006 16 genn. 2007


Autore:

Alessandro De Longis detto "o professore" Foto Tullini Paolo


LA STRAORDINARIA IMPRESA PORTATA A TERMINE DA UN GRUPPO DI VETERANI DEL MOTOCLUB AVVENTURE 

La grande traversata della Penisola Arabica Meridionale attraverso le inesplorate regioni dello Yemen Orientale  ai confini tra  Arabia Saudita e Oman




              
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19/12/2006 ITALIA  SANAA
Volo dall’ Italia per SANA’A via Cairo
All’ aeroporto ci siamo tutti, imbarchiamo la cassa cucina ed i viveri, spediamo i nostri bagagli; le tende, l’abbagliamento da moto, gli attrezzi ed i pezzi di ricambio li avevamo già caricati sui pallets insieme alle moto. Il volo, con una sosta al Cairo, ci porta a Sana’à dove arriviamo in serata. Formalità di entrata, visti e, con un pulmino messoci a disposizione dal nostro corrispondente arriviamo in ’hotel. Il primo approccio con Mohamed Al Amari, il titolare della Saba non è tra i migliori; abbiamo subito un’accesa discussione sull’importo da pagare per il noleggio delle auto che ci accompagneranno fino in Oman, piu’ alto di quello comunicatoci dal figlio Saleem per email. Non abbiamo molte alternative; versiamo il richiesto, cambiamo un po’ di soldi ed andiamo a consumare una pessima cena, pagata uno sproposito, in un uno dei pochi ristoranti rimasti aperti a quell’ ora. 

       

20/12/2006 SANA'A
Visita della città di Sana’à con le sue case caratteristiche; preparativi per la partenza del raid.
Di buon mattino , accompagnati da Saleem, andiamo in aeroporto; troviamo le moto già scaricate dai pallets insieme ai bagagli che hanno subito un’ispezione doganale. Inizia la lunga fila burocratica mentre noi, ricollegate le batterie ed aggiunta un po’ di benzina facciamo risuonare il magazzino con il rumore dei nostri motori.
A mezzogiorno siamo pronti: sui nostri passaporti hanno segnato modello e telaio delle moto.Io prendo la moto di Danilo che aveva lasciato le chiavi mentre carichiamo quella di Marna, chiusa , su un Pick-up e rientriamo in albergo.
Usciamo per un giro nella città vecchia; Sana’à è una delle città più antiche del mondo, secondo la tradizione fu fondata da uno dei figli di Noè. Entriamo attraverso la porta di Bab-al-Yemen e ci perdiamo dirigendoci in tutte le direzioni attraverso le sue strade sulle quali si affacciano le antiche case a cinque sei piani. Le finestre di legno colorate e sovrapposte da colonne di marmo reggono archi di gesso che a loro volta incorporano vetri colorati.
Attraversiamo alcuni degli innumerevoli mercati contraddistinti dal tipo di merce o di artigianato, osserviamo le numerose moschee che costellano la città per salire, infine, sul tetto di una casa di nove piani, da dove possiamo ammirare, al tramonto, questa fiabesca città da mille e una notte.
Rientriamo perché ho appuntamento con Alì, il nostro autista, per concordare l’itinerario. Lo incontro in hotel e, dopo aver definito per l’ennesima volta programma e percorso e messo a punto gli ultimi preparativi, ci salutiamo e ci diamo appuntamento per l’indomani .

             

21/12/2006 SANA'A - SHIHARAH
Da Sana’à a Shiharah il  "nido delle aquile " Km 174 asfalto e km 25 sterrato

Dopo aver caricato il Pick-up ed il Land Cruiser che ci accompagneranno partiamo prendendo la strada che ci porterà al nord
Pochi kilometri e la moto di Vittorio si ferma: sta perdendo la batteria. Proviamo ad assicurarla al telaio, ma vista la precarietà della soluzione preferiamo caricarla sul pick-up. 





    

Poco piu’ avanti, ad un posto di blocco, contattiamo la scorta che ci accompagnerà e poi, poco prima di Huth ci fermiamo per il pranzo. Riccardo approfitta della sosta per cambiare il filo della frizione della sua “antica” XR: come inizio non è promettente.
Fatta la riparazione si riparte e subito dopo Huth inizia lo sterrato che ci porta alle pendici del nido delle aquile. Contrattiamo due pick-up che ci porteranno su mentre Gianpaolo, Roberto, Riccardo, Renato e Gianni decidono di salire con le moto. Ci sistemiamo sulle due scassatissime auto: uno dei nostri autisti è un ragazzo di 13/14 anni!!
Mentre stiamo per partire Gianni ritorna; nella ruota della sua moto si è infilato un fil di ferro. Posa il Suzuki e monta su una delle auto; la strada si inerpica tra curve e sassi con una forte pendenza rendendo il procedere davvero impegnativo. L’autista/bambino si rivela più capace dell’altro che nel frattempo buca una ruota. sembra una “slik”. Riparazione e ripartenza; a metà strada troviamo Renato e Roberto esausti. Parcheggiamo, dietro compenso, il KTM di Renato vicino ad una casa, Gianni prende la moto di Roberto e riprendiamo la salita; gli ultimi kilometri sono davvero spettacolari: strapiombi, montagne, antichi villaggi arroccati sulle cime, un tramonto rosso fuoco. Arriviamo a Shiharah alle 18 e ritroviamo gli impavidi motociclisti al funduk Franciska; ci sistemiamo in due cameroni e, richiamati dalla musica usciamo e ci imbattiamo nei festeggiamenti per un matrimonio. Qualche foto, qualche riflessione sui matrimoni al maschile, della sposa e delle donne nessuna traccia, e poi a cena e a letto con il sonno interrotto da continue smitragliate di Kalashnikov in onore degli sposi.... 



  

22/12/2006 SHIHARAH -SHIBAM
Da Shiharah a Shibam Km 25 sterrato e Km 157 asfalto
La mattina, dopo colazione, usciamo per visitare il villaggio con le sue case di pietra e le sue cisterne; ci dirigiamo poi verso il magnifico ponte sospeso costruito intorno al 1700 che collega due villaggi separati una profonda gola. Qualche foto e, mentre i motociclisti iniziano la discesa, noi ci avventuriamo a piedi fino a metà percorso dove ci attendono le auto; ricompattato il gruppo, riprendiamo lo sterrato fino ad Huth. Di qui attraverso una bella strada che si snoda sinuosa in un wadi, arriviamo a Shibam. Scarichiamo la moto di Vittorio e, trovato un fabbro, riusciamo a saldare il telaietto ed a fissare la batteria; una passeggiata in paese per un thè e dopo un po’ di manutenzione ai mezzi ci riuniamo per la cena. 










23/12/2006 SHIBAM - MANAKAH

Da Shibam a Manakah Km 191 asfalto

Dopo colazione ci dirigiamo a Thula, uno dei tanti villaggi fortificati della zona, di lì ritorniamo verso Shibam per salire a Kawkaban che visitiamo chi a piedi, chi in moto. Ci ritroviamo alla porta del villaggio e ripartiamo percorrendo una bella strada che corre sui 2.000 m. tagliando un lungo e freddo altopiano. Dopo pranzo ci dirigiamo senza esitazione verso Manakah; la strada è bellissima, sale e scende attraverso profonde vallate e alte montagne costellate da villaggi arroccati su cime aguzze. Arriviamo in paese nel primo pomeriggio mentre un fitto nebbione scende a coprire tutto, ci rintaniamo nell’ albergo dove ceniamo ed assistiamo ad una festa dove musicanti e ballerini sono tutti rigorosamente uomini 







24/12/2006  MANAKAH - SANA'A
Da Manakah a San’à Km 138 asfalto
Quattro in auto e cinque in moto andiamo a visitare Al Otaib e la sua piccola moschea in cima ad un cucuzzolo; ci ritroviamo con gli altri nell’affollato e variopinto mercato di Manakhah dove si trova di tutto: frutta, ortaggi, panni, ricambi, fucili, pistole e munizioni....
Ripartiamo per Sana’à dove ci aspettano Marna e Danilo arrivati con il volo di ieri; sono in Hotel , tutto ok, ed allora ci prendiamo il pomeriggio libero. Con Vittorio, Fabio, Riccardo ci infiliamo in un hammam dove ci lavano, strizzano e massaggiano senza pietà mentre gli altri si fanno un giro per la città. Rientriamo e ci dedichiamo ai preparativi: compriamo qualche tanica per la benzina, bombola per il gas, un po’ di provviste, una tavola di legno che dovrà fungere da tavolo. Gli ultimi accordi con Alì ed appuntamento per la mattina dopo. 



25/12/2006 MANAKAH - MARIB - RAMLAT AS SABATYN
Da San’à a Ma’rib e poi nel Ramlat as Sabatayn Km 341 asfalto e Km 15 sabbia
Caricata l’auto ed il Pick-up partiamo; ci aspetta una lunga giornata. Usciamo dalla città e dopo pochi kilometri incontriamo la scorta ed altre 20/25 auto con le quali procediamo praticamente incolonnati fino a Ma’rib. Arriviamo in città ad ora di pranzo e lasciata la scorta militare sostituita da una della polizia locale andiamo a visitare la Grande Diga; quello che rimane rende comunque l’idea di quanto grande ed imponente era l’antica costruzione lunga oltre 700 metri. Di li un salto alla nuova diga donata al governo yemenita dal presidente degli Emirati Arabi Uniti e una breve visita alle rovine di Ma’rib vecchia, antica capitale dell’imperio sabeo. Rientriamo in città carichiamo circa 150 litri di benzina per le moto, due cartoni di acqua, ed incontriamo la guida beduina che ci scorterà nel Ramlat as Sabatayn dopo una breve visita all ‘Arsh Bilqis o Tempio della Luna. Riprendiamo l’asfalto e, nel tardo pomeriggio, lo lasciamo per imboccare la pista che taglia il deserto da Ovest ad Est. ; una quindicina di kilometri e siamo all’accampamento beduino dove pernotteremo. Abbiamo a disposizione due tende beduine e mentre tramonta il sole salutato dai lamenti dei dromedari decidiamo di utilizzarne una per cenare e l’altra per chi non ha voglia di montarsi la sua. Sistemiamo la cucina e ci prepariamo una squisita cena a base di tortellini riscaldata da un’ ottima grappa.

26/12/2006  RAMLAT AS SABATYN  - SAYUN
Da Ramlat as Sabatayn a Sayun Km 146 sabbia e Km 156 asfalto

Sveglia all’alba, smontiamo il campo e partiamo; il Ramlat as Sabatayn che attraversiamo è praticamente un esteso plateau con poche piccole dune che non soddisfa la voglia di sabbia dei motociclisti. I 150 kilometri che ci separano dall’asfalto vengono percorsi velocemente ed alle 11 siamo alla pompa di benzina dove facciamo rifornimento e gonfiamo le gomme alle auto. Altri 150 kilometri e siamo a Sayun; pomeriggio libero trascorso tra il bordo piscina dell’albergo e la visita della città, antica capitale del Wadi Hadramawt. Ci ritroviamo la sera in un piccolo ristorante consigliatoci da un tedesco incontrato in città: mai ascoltare i consigli di uno straniero, abbiamo mangiato poco e male.... 

27/12/2006 SAYUN - TARIM - SHIBAM - SAYUN
Da Sayun a Sayun visitando le città di Tarim e Shibam Km 126 asfalto
La giornata è dedicata alla visita delle due piu’ antiche ed importanti città situate sul Wadi Hadramawt. Partiamo costeggiando questo fertile e coltivato wadi; oasi e piantagioni di banane, frutta e cereali si susseguono senza sosta. Scorgiamo donne con i loro caratteristici “cappelli da strega” intente alla coltivazione dei campi. Arriviamo a Tarim e, a piccoli gruppi, giriamo la città nota per le sue innumerevoli moschee ed i suoi palazzi in mattoni di fango; una sosta dovuta per la visita alla Al Ahgaf Manuscript Library, una delle piu’ grandi librerie del paese per poi rientrare a Sayun per uno spuntino al bordo della piscina dell’Hotel. Il pomeriggio è dedicato alla visita della città vecchia di Shibam la “Manhattan del deserto” con i suoi alti palazzi in mattoni di argilla e paglia alcuni dei quali raggiungono otto piani di altezza. I piu’ volenterosi si arrampicano su un’altura nei pressi della cittadina per poter scattare qualche bella foto mentre il sole oramai tramonta all’orizzonte. Rientrati in albergo, vista la pessima esperienza della sera prima, decidiamo per l’autosufficienza; montata la cucina a bordo piscina Gianpaolo e Fabio ci preparano una deliziosa cena con la nostra immancabile pasta asciutta !!!
Intanto nel pomeriggio era iniziata una lunga ed estenuante discussione sul percorso che avremmo dovuto intraprendere l’indomani. A Sana’à e, ancor prima da casa, quando avevo deciso di percorrere il Wadi al Masilah, non avevo trovato nessun ostacolo; ora una prima guida contattata da Alì mi avvisa che il wadi è attraversato da innumerevoli fiumi e da altrettanti guadi, alcuni dei quali profondi almeno 1 metro e perciò impraticabili per le nostre moto. Oppongo la considerazione che siamo nella stagione secca e mi sembra poco credibile questa massiccia presenza di acqua, ma i miei interlocutori insistono confortati anche dall’intervento di un rappresentante della polizia locale che conferma le loro affermazioni; rimango scettico, ma devo trovare un’alternativa anche perchè comunque nessuno è disposto ad accompagnarci. Alì mi propone di fare la strada asfaltata che passando per Aynat, As Sawm, Thamud e Rimah arriva al confine omanita, ma io scarto la proposta e gli do l’incarico di trovare qualcuno che ci possa condurre fino ad Al Ghaydah attraverso il Wadi Dhahawn. Dopo cena incontro la guida che ci accompagnerà l’indomani; discutiamo il compenso, in verità un po’ alto, ma questo è il tempo della grande festa musulmana di fine anno e la gente disposta a lasciare la famiglia in questi giorni pretende piu’ della norma. Accetto e concordiamo la partenza.

28/12/2006 SAYUN - WADI DHAHAWM
Da Sayun al Wadi Dhahawm Km. 130 asfalto e km 158 pista
Partiamo di buon’ora dopo aver fatto provvista di acqua e caricato oltre 200 litri di benzina nelle taniche. I primi kilometri scorrono veloci lungo il Wadi Hadramawt, poi, improvvisamente, la strada si inerpica lungo la sua sponda per sbucare su un fantastico altopiano; un’ ultimo sguardo al wadi giusto in tempo per vedere l’acqua che scorre nel suo fondo e che mi porta a pensare che forse la storia dei guadi non era poi solo una storia.....
Intanto il nastro asfaltato corre sui crinali di canioyns profondissimi in un ambiente arido e desertico ma di una bellezza unica. Dopo circa 130 kilometri imbocchiamo con decisione la pista che si apre sulla nostra destra; per i motociclisti inizia il divertimento. Ci accordiamo per una sosta ad ogni bivio e comunque ogni 20 km e via. Ma, dopo poco, la nostra “ guida “ si accorge di aver sbagliato strada, torniamo indietro e troviamo un insediamento beduino; scende e va a chiedere informazioni. Ripartiamo senza tanta convinzione e, trovato un posto all’ombra sotto una grande isolata roccia, ci fermiamo per il pranzo.
Alì parte e dopo un po’ ritorna con un vecchio beduino regolarmente armato di Kalashnikov che farà da guida alla nostra guida!!!
Finito di pranzare riprendiamo la pista e dopo circa 50 kilometri scarichiamo il vecchio, non senza averlo prima pagato, in un piccolo villaggio lungo il nostro percorso e, non senza qualche dubbio, riprendiamo il cammino. All’imbrunire troviamo alcuni bassi fabbricati abbandonati e decidiamo di fermarci per la notte. Nel migliore di questi montiamo la cucina e così anche questa sera ceneremo al coperto. 

29/12/2006 WADI DHAHAWM - AL GHAYDAH
Dal Wadi Dhahawm ad Al Ghaydah
Km 229 pista
La mattina fa freddo, colazione e via, ma dopo pochi kilometri ci accorgiamo di aver sbagliato nuovamente strada; ci verrebbe voglia di lasciare la nostra “guida” in mezzo a questo deserto. Torniamo indietro e riprendiamo le nostre traccie, ma oramai nessuno si fida piu’....Il paesaggio che attraversiamo è selvaggio e desertico; corriamo lungo una serie di piccolo wadi con la pista ora dura e sassosa, ora soffice e sabbiosa. Ogni tanto si intravedono isolati accampamenti beduini; in prossimità di uno di questi ci fermiamo e contrattiamo un’altra guida per la nostra guida. Questo giovane beduino, armato e munito di telefono satellitare, ci infonde decisamente piu’ fiducia, ed infatti con lui procediamo spediti verso Est. Ci fermiamo in un piccolo agglomerato di case dove troviamo bibite fresche ed una pompa di benzina; oramai siamo vicini alla meta. Giusto il tempo di perdere e ritrovare Vittorio e di soccorrere Renato vittima di una caduta, per fortuna senza conseguenze, che già si sente l’odore del mare. Arriviamo ad Al Ghaydah poco dopo le due e, sistematici in albergo, ci disperdiamo per la città: l’appuntamento per tutti è per cena. Scopriamo, con piacere, che il miglior ristorante della città è nel nostro albergo e perciò ordiniamo pesce a volontà che consumiamo con grande soddisfazione.

30/12/2006 AL GHAYDAH - NISHTUN
Da Al Ghaydah a Nishtun e ritorno Km. 110 asfalto

Il cambio di programma con la forzata rinuncia al Wadi al Masilah ci ha fatto guadagnare un giorno e allora ce ne andiamo al mare. Poco fuori Al Ghaydah ci imbattiamo in piccoli villaggi di pescatori, il pesce, messo ad essiccare sulla sabbia e coperto da grandi rete messe a protezione dei gabbiani , emana un forte odore. Proseguiamo osservando queste distese maleodoranti fino a raggiungere una bella spiaggia dove ci fermiamo; chi fa il bagno, chi cerca conchiglie, chi passeggia. Dopo un’oretta ci dirigiamo verso Nishtum, villaggio di pescatori; ci fermiamo in un baretto e mentre pensiamo al da farsi alcuni locali ci vengono a chiamare. Hanno incontrato Marna e Danilo e li hanno invitati, ed ora vogliono anche noi. Accettiamo di buon grado e veniamo accolti nella grande sala della loro casa. Biscotti, the e poi invito a pranzo!!! Siamo in tanti, non sappiamo cosa rispondere; non vorremmo essere di peso, ma non vorremmo offenderli con un rifiuto. La nostra titubanza rischia di essere il peggiore dei comportamenti e cosi Alì ed il padrone di casa decidono che “dobbiamo” restare. Pranziamo riso e pollo serviti nei loro unici grandi piatti e dei dolci veramente squisiti mentre Marna, catturata dalle donne della casa, viene trasformata in donna yemenita con velo e mani dipinte con l’ennè: è uno spettacolo! Ringraziamo di cuore colpiti dalla loro spontanea, generosa e sincera ospitalità e riprendiamo la strada del ritorno. Alcuni di noi si fermano poco prima della città per un’altro bagno e la serata finisce con un’altra grande mangiata di pesce.

31/12/2006 AL GHAYDAH - SHIBITH
Da Al Ghaydah a Shibith, frontiera omanita Km. 272 asfalto
Salutiamo il mare; la strada che ci porterà in Oman si dirige prima verso Ovest e poi piega verso Nord Est. Risaliamo un’altro splendido, arido altopiano desertico, l’aria è tersa ed il freddo pungente. Procediamo spediti, qualche sosta per sgranchirci e per ammirare il panorama che ha scorci davvero mozzafiato. All’una arriviamo in frontiera; io ed Alì ci perdiamo negli uffici per sbrigare le formalità relative all’uscita dal paese. Dopo essere passati per gli uffici dell’immigrazione ci controllano i numeri di telaio e annotano sui nostri passaporti l’uscita delle moto; distribuisco un po’ di mance e in un paio di ore sbrighiamo tutto. Abbiamo il problema del trasporto dei bagagli fino alla frontiera omanita; un militare ci offre, a caro prezzo, un pick-up. Carichiamo tutto, salutiamo Alì e lo Yemen ed entriamo in Oman; come era sporca, disordinata ed approssimativa la frontiera yemenita, così è pulita, ordinata ed organizzata quella omanita. I soldati indossano una regolamentare divisa, mentre i funzionari di dogana una elegante tunica di un bianco immacolato; in pochi minuti sbrighiamo tutto, manca solo l’ assicurazione obbligatoria per le moto, ma non è un problema. Ci consentono di andare tutti nel vicino paese trattenendo i passaporti; io e Vittorio stipuliamo le assicurazioni per tutti, le portiamo in dogana dove le controllano e ci restituiscono i passaporti con il timbro di ingresso. Intanto un altro camioncino ha trasportato i nostri bagagli fino all’hotel dove ci siamo sistemati; abbiamo preso, tra l’altro, una stanza grande con cucina dove prepariamo il “cenone di capodanno”: Resistiamo fino a mezzanotte; un po’ di alcool rimasto, auguri e buon anno !!!


01/01/2007 SHIBITH - RAMLAT FASAD
Da Shibith al Ramlat Fasad Km. 106 pista e sabbia

Alle nove arrivano l’autista e la guida con due Toyota Land Cruiser 4500 a benzina. Come d’accordo hanno smontato i sedili posteriori per aumentare la capacità di carico, ed una delle due auto ha anche un robusto portapacchi. Studiamo e concordiamo il percorso: per prima cosa tagliamo Salalah e decidiamo di puntare subito a nord verso Fasad per entrare nel Rub Al Kali; di lì decideremo come e per dove proseguire.
La guida ci ha già manifestato i sui dubbi sul percorso disegnato da casa; abbiamo le auto troppo cariche e necessitiamo di maggior autonomia di carburante per le moto. Comunque siamo tutti ansiosi di partire; facciamo un pò di spesa, carichiamo la benzina per le moto e via. In un’auto io e la guida e nell’altra l’autista, Primo e Fabio; guidare un 4500 a benzina è, per me, un’esperienza nuova, eccitante e difficilmente ripetibile....
Imbocchiamo subito una pista dura e scorrevole e, dopo 40 kilometri mettiamo le ruote sulla sabbia; proseguiamo in un vasto plateau fino a Fasad. In una piccola oasi cresciuta intorno ad una pozza di calda acqua sulfurea, facciamo uno spuntino; riprendiamo il cammino in direzione nord in mezzo alle alte, rosse dune del Rub Al Kali.
Qui, ci assicura la guida, le dune, disposte da Nord Est a Sud Ovest, sono distanti l’una dall’altra e permettono di avanzare facilmente; piu’ avanti infittiscono e, scavalcare gli innumerevoli cordoni per dirigersi verso Est, diventa un’impresa veramente impegnativa per uomini e mezzi. Percorriamo un quindicina di kilometri e trovato un bel posto in una conca al riparo del vento montiamo il campo; passiamo le ore che ci dividono dal tramonto chi a correre con la moto tra le dune salendo e scendendo come in una giostra, e chi scalando a piedi la piu’ alta vicino al campo; da lassu’ lo spettacolo è splendido: dune e dune si perdono fino all’orizzonte accendendosi, con il calare del sole, di un rosso fuoco.
La sera un bel falò ci riscalda la cena ed il cuore. 









02/01/2007 RAMLAT FASAD -UBAR - RAMLAT SHIGAG
Dal Ramlat Fasad a Ubar e poi al Ramlat Shigag Km. 190 pista e sabbia

La luce dell’alba ci fa da sveglia; smontiamo il campo e ritorniamo verso Fasad dove ci fermiamo per un po’ di spesa. Riprendiamo in direzione Sud Est verso Ubar. La seconda auto non arriva, io e la guida torniamo indietro e li troviamo intenti a buttare acqua su una ruota; si è bloccata una pinza ed ha surriscaldato i freni fino a farli prendere fuoco!!
Stacchiamo la pinza e riprendiamo il cammino. Ci fermiamo per visitare le rovine di Ubar che, a detta degli studiosi, era una delle grandi città perdute d’Arabia; in realtà il sito di quella che era la Sodoma del mondo arabo distrutta da Allah per l’empietà dei suoi abitanti, non è altro che un cumulo di pietre di poco interesse.
Facciamo uno spuntino e ripartiamo imboccando il Ramlat Shigag; affrontiamo immediatamente una serie di dune e dunette irregolari di sabbia soffice che ci impegnano severamente; la seconda Toyota condotta dall’autista omanita procede con difficoltà insabbiandosi continuamente.
Io mi diverto un mondo; faccio da battistrada. La guida mi indica la direzione ed io cerco il passaggio; l’esperienza accumulata in diversi raid sahariani mi aiuta, ma anch’io vengo soccorso un paio di volte a uscire dai buchi nei quali mi sono andato ad infilare.
Proseguiamo con fatica: questo susseguirsi di piccole dune rende la guida veramente impegnativa per uomini e mezzi.
E’ così fino all’imbrunire quando, esausti, ci fermiamo in un avvallamento sotto vento e montiamo il campo.

03/01/2007 RAMLAT SHIGAG - QATBEET
Dal Ramlat Shigag a Qatbeet Km. 126 pista e sabbia

Smontato il campo, si riparte e subito la seconda auto si insabbia; procediamo con fatica tra insabbiamenti delle auto e cadute dei motociclisti mentre il sole riscalda l’aria e rende sempre piu’ soffice la sabbia. Scavalchiamo un cordone di dune ed entriamo in un piatto catino con fondo duro in mezzo ad un mare di sabbia; qualche kilometro e di nuovo in mezzo alle piccole, infide, difficili dunette. Mi insabbio anch’io una, due, tre volte; i motociclisti meno esperti avanzano a fatica. In un passaggio particolarmente difficile scendendo da una duna tagliata prendo un colpo con la parte anteriore sinistra della mia auto, vado a controllare e mi si gela il sangue... perdo acqua!!!
Mi stendo sotto l’auto e con sollievo mi rendo conto che per fortuna ho spaccato solo la vaschetta del liquido per il tergicristallo; seghiamo e buttiamo via un pezzo di paraurti ormai spaccato, e riprendiamo il cammino. Dopo un po’ la moto di Donato si ferma; ne approfittiamo per fare uno spuntino mentre, non senza difficoltà e dopo qualche tentativo, riusciamo a metterla di nuovo in moto. Ancora kilometri in mezzo alle dune tra continue difficoltà cercando, con l’aiuto del mio GPS, di non perdere la direzione giusta, fino a quando la moto di Donato si ferma di nuovo.
Siamo tutti stanchi, qualche tentativo per farla ripartire, poi, smontata la ruota anteriore, la carichiamo su una delle auto; vedremo questa sera cosa è successo.
Ancora dune e dunette fino ad imboccare un pistone che, dopo un paio di kilometri, ci porta sull’asfalto in prossimità di una stazione di rifornimento.
Siamo all’imbrunire e, visto che c’è un motel, decidiamo di fermarci per la cena e per la notte. Smontiamo la moto di Donato che ha il carburatore completamente pieno di sabbia; un ripulita e riparte senza problemi, mentre la moto di Danilo accusa un consumo eccessivo di olio ed un rumore sospetto di valvole..... vedremo! 









04/01/2007 QATBEET - NIMR
Da Qatbeet a Nimr Km. 395 asfalto

Salutiamo la guida che ci ha accompagnato fin qui attraverso questa parte del Rub al Kali non senza aver prima convenuto con lui che per portare avanti interamente il programma che avevo tracciato a casa ci sarebbero voluti almeno altri quattro giorni ed un paio di mezzi d’appoggio in piu’.
La partenza viene ritardata da due forature: una alla moto di Roberto e l’altra all’auto di Fathi, il nostro autista omanita che da oggi inizierà a darci prova della sua conoscenza del territorio e del
suo innato senso dell’orientamento.....
Seguendo le sue indicazioni ci mettiamo in cammino; la strada è una lunga, diritta striscia di asfalto che corre attraverso un territorio piatto e desolato senza fine.
Ogni tanto delle pompe per l’estrazione dell’ oro nero e qualche pozzo petrolifero interrompono la monotonia del paesaggio.
Ci fermiamo per uno spuntino in mezzo a questa desolazione per riprendere subito il viaggio. Vicino a Rima Marna fora; mentre si ripara la ruota cerchiamo una sistemazione, ma questo, come tutti i posti oggi attraversati, non è altro che un complesso per l’estrazione del petrolio e non ci puo’ offrire nulla, e così, con un ultimo strappo di 60 kilometri, arriviamo a Nimr.
Anche questo è un impianto per l’estrazione e la lavorazione del greggio; siamo tutti stanchi con quasi 400 kilometri di strada sul groppone e così cerchiamo una sistemazione per la cena e per la notte. I responsabili del centro si rivelano immediatamente di una gentilezza unica; possiamo cenare con pochi rial al buffet della mensa aziendale e per la notte ci possono sistemare nella loro sala di lettura fornita anche di lavandini e bagni.
Accettiamo di slancio e mentre aspettiamo di lasciare il nostro segno al buffet, parlando con i locali apprendo che abbiamo sbagliato strada e domani dovremo ritornare a Rima...... Fathi inizia a colpire....

05/01/2007 NIMR - RAS MADRAKAH
Da Nimr a Ras Madrakah Km. 308 asfalto

Salutiamo i nostri gentili ospiti e riprendiamo il cammino per Rima; qui giunti proseguiamo in direzione Sud Est. La strada dopo aver attraversato lo stesso monotono paesaggio di ieri scende dall’altopiano attraverso una stretta gola: si inizia a sentire l’odore del mare.
Arriviamo in prossimità di Kahil e ci affacciamo sulla Suqrah Bay; dopo giorni di freddo pungente la vista del mare arabico ci risolleva e ci infonde calore.
Dopo aver vinto la resistenza di Fathi che, chiaramente, voleva proseguire in direzione Sud Ovest, imbocchiamo la litoranea e speditamente ci dirigiamo verso Ras Madrakah. A metà strada la moto di Marna improvvisamente si ferma: manca l’olio!!
Un rabbocco, la ripartenza a traino della mia auto e via fino al capo.
La lunga spiaggia di Madrakah ci vede arrivare ad ora di pranzo, il tempo di insabbiarmi e di fare uno spuntino e poi parto alla ricerca di un posto per poterci accampare; lo trovo ad un paio di kilometri dal villaggio giusto in prossimità del capo.
Una splendida insenatura di sabbia e rocce al riparo dal vento si apre davanti a noi: da un lato le barche dei pescatori e dall’altro una caletta che sembra fatta su misura per ospitare il nostro campo.
Alcuni pescatori che abbiamo avvicinato ci mostrano il pescato della giornata; cerchiamo di comprarlo, ma dopo avercene regalato un po’ ci promettono che la sera ce ne porteranno altri già cucinati alla brace; insistiamo per poterli pagare, ma non c’è niente da fare, sono davvero di una gentilezza ed ospitalità da noi oramai veramente rara.
Montiamo il campo, qualcuno fa il bagno, altri una passeggiata sul bagnasciuga mentre Gianpaolo e Fabio raccolgono un po’ di frutti di mare, qualche granchio e mettono su un sughetto di pesce per la cena.
Al tramonto siamo pronti: un bel falò, pasta al sugo di pesce e pesce arrostito che i nostri amici pescatori ci hanno portato fino all’accampamento in un grande pentolone; andiamo a dormire satolli e soddisfatti accompagnati dallo sciabordio delle onde e dalla magica luce di una splendila luna piena.


06/01/2007 RAS MADRAKAH - RAS RUWAYS
Da Ras Madrakah a Ras Ruways Km. 355 asfalto

Svegliarsi di fronte al mare è davvero impagabile; ci organizziamo e partiamo.
La moto di Danilo e quella di Marna sembrano, oramai, mezzi a due tempi; consumano più olio che benzina. La strada si snoda in uno scenario desertico e monotono lontano dal mare; non incontriamo villaggi, solo alcuni insediamenti costruiti dal governo per la popolazione locale, ma non ancora abitati.
Un caffè, un thè, la sosta per il pranzo condita dal solito riso e dal solito pollo e si riparte; all’imbrunire, in prossimità di Ras an Nuqdah, il gruppo è diviso.
Una parte vuole pernottare nell’hotel situato all’imbarco dei traghetti per l’isola di Masirah, un’altra è dell’idea di proseguire e fare campo sul bagnasciuga in prossimità di Ras Ruways; come sempre accade in questi casi non ci fermiamo in hotel e non arriviamo al bagnasciuga.
La notte cala inesorabile e siamo costretti a montare il campo in una landa piatta e desolata.
Danilo decide di pulire e smontare la sua Yamaha prima di fare altri ed irreparabili danni; la caricheremo su una delle auto domani mattina.... e uno

07/01/2007 RAS RUWAYS  - RAS AL HADD
Da Ras Ruways a Ras Al Hadd Km. 85 sabbia e Km 206 asfalto

La mattina, mentre carichiamo la moto di Danilo e cerchiamo di far partire quella di Marna, ci raggiungono quattro auto con un gruppo di Avventure; saluti, scambio di informazione e partiamo.
Uno, due kilometri e siamo sul bagnasciuga; corriamo veloci tra piccole dune alla nostra sinistra ed il mare alla destra. La frizione della moto di Donato inizia a dare segni di sofferenza.
Percorsi 12 kilometri siamo costretti a lasciare la spiaggia per l’avanzare della marea; il percorso a questo punto segue una serie di grandi dune. Saliamo e scendiamo senza sosta; la frizione della moto di Donato si surriscalda.
Ci fermiamo per farla raffreddare, la regoliamo e riprendiamo. La pista ora corre in prossimità del mare, ora si allontana, ora sale e scende lungo alte dune, ora si infila tra dunette in mezzo a sabbioni.
Dopo 80 lunghi kilometri arriviamo su un pistone che corre lungo la costa; una fermata ad un villaggio di pescatori e poi guadagniamo l’asfalto. Abbiamo tempo e decidiamo di proseguire fino a a Ras al Hadd; involontariamente ad un bivio ci dividiamo.
Io ed un gruppo di motociclisti prendiamo la litoranea, mentre altri con Fathi prendono una strada piu’ interna; ci ritroviamo al Beach Hotel di Al Hadd dove ci sistemiamo.
Consumiamo la cena in un ristorantino locale e alle 9 andiamo sulla spiaggia di Ras al Jinz per osservare la tartarughe marine che depongono le uova.
Anche se la spiaggia è strettamente controllata e veniamo accompagnati da personale locale insieme ad altri turisti lo spettacolo rimane unico, interessante e suggestivo.

08/01/2007 RAS AL HADD - WADI BANI KHALID - SUR
Da Ras Al Hadd al Wadi Bani Khalid e poi a Sur Km. 315 asfalto

Pochi kilometri ci separano da Sur, la nostra prossima meta; tra andare al mare o arrivare subito a Muscat alla fine decidiamo per una visita al Wadi Bani Khalid.
Partiamo con tutto comodo e dopo aver percorso una bella strada lungo la costa siamo a Sur; fermiamo l’albergo per la notte, un po’ di spesa, cambio di soldi e via.
Dopo un centinaio di piatti kilometri la strada pare animarsi; arriviamo alle piscine naturali del Wadi inerpicandoci su ripidi tornanti che segnano il fianco della valle
Il posto è bello, anche se rovinato dal cemento; alcuni fanno il bagno e poi, in ordine sparso, rientriamo a Sur.
Ci ritroviamo davanti ad un localino dove fanno dell’ottimo kebab e prendiamo appuntamento per la cena a base di pesce.

09/01/2007 SUR - MUSCAT
Da Sur a Muscat Km. 85 pista e Km 156 asfalto

Si parte e si imbocca subito la strada che va verso Muscat costeggiando il mare; procediamo spediti, ma dopo qualche kilometro inizia lo sterrato. Proseguiamo fino a Tiwi dove ci raggruppiamo; restiamo d’accordo che alla prima bella spiaggia ci fermeremo per una sosta ed un bagno. Si riparte, faccio qualche centinaio di metri e mi fermo, con l’altra auto, all’imboccatura del Wadi Tiwi; decidiamo di fermarci per una breve escursione ed una passeggiata tra le pozze di limpida acqua e le ricche e verdeggianti piantagioni. Ripartiamo e dopo una mezz’ora sbuchiamo in prossimità di una splendida spiaggia di finissima sabbia bianca: la White Beach . Dei motociclisti nessuna traccia.
Con disappunto riprendiamo il cammino perchè il posto meritava senz’altro una sosta, ora la pista lascia la costa ed inizia ad inerpicarsi sul jebel con ripidi e tortuosi saliscendi; guidare qui è un divertimento ed immagino che i motociclisti se la stiano godendo. Su una scoscesa salita troviamo Vittorio: la sua moto sta di nuovo perdendo la batteria. Con l’aiuto di Paolo, un po’ di fil di ferro, un paio di fascette organizziamo una riparazione di fortuna e raggiungiamo gli altri alla fine della pista. Purtroppo la parte di costa bella è finita, ma decidiamo lo stesso di fermarci: chi va a pranzo e chi a farsi un bel bagno. Di qui alla nostra meta rimane poca strada; la percorriamo velocemente e nel tardo pomeriggio arriviamo a Muscat. Ci sistemiamo in un albergo sulla Corniche di Mutrah e dopo aver incontrato il nostro corrispondente omanita e consumato un’abbondante cena sul lungomare ci sparpagliamo nel suq.

10/01/2007  MUSCAT
Visita della citta di Muscat
Giornata free. Ci dividiamo in piccoli gruppi e visitiamo il centro città, la Grand Mosque, il Sultan’s Palace, la spiaggia di Jissah con i suoi lussuosi alberghi, il Mutrah Fort ed il Al Riyam Park. Ci ritroviamo la sera in albergo dopo cena; Marna ha deciso di caricare anche la sua moto sull’auto di appoggio.... e sono due.

11/01/2007 MUSCAT - NIZWA
Da Muscat a Nizwa attraverso lo Jebel Shams Km. 319 asfalto e Km 32 pista

Usciamo da Muscat ed imbocchiamo una larga autostrada che velocemente ci porta a Nizwa; trovato un hotel scarichiamo i bagagli, facciamo uno spuntino e via in direzione dello Jebel Shams, la montagna piu’ alta dell’Oman con i suoi 3.075 m. Anche qui la strada scorre veloce e solo negli ultimi 25 kilometri si trasforma in una pista che sale sul fianco della montagna. Arriviamo in cima e restiamo un po’ delusi: ci aspettavamo qualcosa di piu’ dalla montagna e dal tanto decantato Wadi Ghul noto come il “Gran Canyon d’Arabia”.
Rientriamo a Nizwa per una doverosa visita al suo famoso forte e poi ci dividiamo per la cena; in cinque o sei ci infiliamo in un ristorantino dove, finalmente, proviamo i piatti tipici omaniti: la shuwa ( carne marinata), l’harees (grano cotto a vapore e carne bollita) e il rabees (squaletto bollito)
Al rientro in albergo ci riuniamo per decidere il programma dell’indomani; alcuni, oramai stanchi e demotivati, spingono per andare direttamente negli Emirati Arabi e visitare Dubai prima di chiudere il viaggio ad Abu Dhabi, gli altri hanno in mente l’attraversamento del Wadi Bani Awf... si decide per quest’ultima avventura.

12/01/2007 NIZWA - AL BURAYMI
Da Nizwa ad Al Buraymi attraverso il Wadi Bani Awf Km. 72 pista e Km 330 asfalto

Sveglia presto, colazione e partenza; per prima cosa devo vincere le resistenze di Fathi che ci vuol portare a visitare solo la parte finale del Wadi attraverso una strada asfaltata che gira intorno al jebel, ma io ho i punti GPS della pista e prendo la testa del gruppo. Pochi kilometri fuori Nizwa imbocchiamo la strada che ci porta, prima con l’asfalto e poi con lo sterrato, in cima alla montagna; qui si apre uno scenario spettacolare: nubi basse galleggiano sulla sottostante profondissima vallata. Iniziamo la ripida discesa; la strada, strettissima, è tagliata, a strapiombo, sul fianco della montagna costeggiando il ciglio del burrone. Affronto la discesa con le ridotte, qualche motociclista, nei ripidi tornanti, preferisce condurre la moto a piedi. Finita la parte piu’ difficile della pista incontriamo, in questa parte sperduta e selvaggia, piccoli villaggi in prossimità di pozze sorgive dove le donne sono intente a lavare i panni. Attraversiamo tutto il Wadi Bani Awf esplorando strette e profonde vallate in uno scenario ricco di scorci spettacolari e suggestivi; per percorrere i 70 kilometri di questa, che rimane una delle piu’ belle piste di tutto il viaggio, impieghiamo poco piu’ di 4 ore.
Sbuchiamo ad Ar Rustaq e riprendiamo l’asfalto appagati da questa straordinaria mattinata. La strada scende verso il mare che costeggiamo fino a Sohar per poi puntare ad Ovest.
Poco prima del confine la frizione della moto di Donato ci lascia... Inutili tutti i tentativi di ripararla e perciò, smontata la ruota anteriore la carichiamo sulla mia auto... e sono tre.
Ripartiamo, sbrighiamo le formalità di uscita dall’Oman in pochi minuti, e dopo aver attraversato alcuni kilometri di zona franca raggiungiamo Al Bruraymi per la notte.

13/01/2007 AL BURAYMI - ABU DHABI
Da Al Buraymi ad Abu Dhabi Km 184 asfalto
La frontiera è a pochi kilometri dall’hotel; la raggiungiamo ed in meno di 20 minuti otteniamo i visti.
Fathi non è in regola con il suo permesso per entrare negli Emirati Arabi Uniti; tutti i tentativi per cercare di convincere la polizia di frontiera sono vani: Un rapido consulto, una telefonata al nostro corrispondente omanita e lo lasciamo ad Al Buraymi; Danilo prende la guida della seconda auto e percorrendo una modernissima autostrada che taglia il deserto, con tanto di aiuole fiorite e prati costantemente irrigati, arriviamo a Abu Dhabi.
Pranziamo e, trovato l’albergo, scarichiamo e svuotiamo le auto che consegniamo ad un nuovo autista arrivato da Muscat. Dopo cena ci ritroviamo in un Disco pub nei pressi dell’Hotel dove finalmente Paolo può dare sfoggio delle sue indiscusse capacità di ballerino!!

14/01/2007 ABU DHABI 
 Abu Dhabi spedizione delle moto e visita della città
Il viaggio è così terminato; la mattinata la trascorriamo tra uffici ed il porto per la spedizione delle moto. Tutto si svolge con rapidità e senza particolari difficoltà; alle 17 abbiamo finito. Con quel misto di tristezza per la fine del viaggio e di piacere per l’imminente rientro a casa dai nostri cari, ci perdiamo tra le via della città tra grandi magazzini e sfavillanti negozi.....

15 e 16/01/2007 ABU DHABI
Abu Dhabi, Sana’à, Roma

All’una un pulmino che ho prenotato il giorno prima ci viene a prendere e ci porta all’aeroporto.
Ci imbarchiamo e dopo uno scalo ad Aden, uno a Sana’à ed un’altro al Cairo, alle 7 di mattina del 16 gennaio arriviamo a Roma.
Un abbraccio, un saluto, un arrivederci con negli occhi, nella mente e nel cuore ancora vivide e forti le immagini del popolo yemenita armato fino ai denti, ma gentile ed ospitale, delle colorate case di Sana’à, dei villaggi arroccarti sulle impervie cime, di Shiharah con il suo ponte sospeso nel vuoto, dell’antica Ma’rib e della Regina di Saba, della case di Shibam, delle moschee di Tarim , delle rosse dune del Rub al Kali , dell’azzurro mare di Ras Madrakah, delle tartarughe di Ras al Jinz, dello spettacolare Wadi Bani Awf , della rutilante e moderna Abu Dhabi

Alla prossima avventura!!!!! 




















Indice



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In attesa del Libro:
L'EPOPEA DEL 
 
MOTOCLUB 4X4
AVVENTURE
 
Tutte le relazioni 
dei raid realizzati 
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MotoClub4x4
      INDICE

INIZIAZIONE AL DESERTO CON MOTO A NOLO
Storie racconti ed immagini della nostra più grande avventura africana

 Gruppo Zambon
My Faraoni's Rally
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ZAMBIA NAMIBIA RAID
2011 - Gruppo Kulczycki

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RIFT VALLEY RAID
2010 - Gruppo Kulczycki

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TRANSANDINA RAID
2010 - Gruppo Barba

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THAI LAOS MOTO RAID
2009/10 Gruppo Zambon-Losi
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PATAGONIA RAID
2009/10 Gruppo Di Nauta

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ETIOPIA KENYA TANZANIA RAID
2009 Gruppo Mattei

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OMO RIVER RAID
2009 Gruppo Barba

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AFRICAUSTRALE RAID

2009 Gruppo Gioetto

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TRANSANDINA RAID
2009 - Gruppo Cerpelloni

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BORNEO RAID
2009 - Gruppo Kulczycki

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OMO RIVER RAID
2008-2009 Gruppo Tullini

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PATAGONIA RAID
2008-2009 Gruppo Capra

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DANCALIA RAID
2008-2009 Gruppo De Longis

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WEST AFRICA RAID
2008-2009 Gruppo Losi Marna 
-Garavelli Sandro

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TRANSAFRICA NORDSUD 
2008 - Gruppo Kulczycki

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TORTUGUERO RAID  2008
Gruppo Ramperti

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TRANSANDINA  2008
Gruppo Gioetto

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MURZUK-LIBIA RAID EXPRESS
2006 -
Gruppo Kulczycki

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OMO RIVER RAID
2008 - Gruppo Gioetto

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ITALIA LIBIA RAID
2008 - Gruppo Turchi

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ITALIA SUDAN RAID
2007/2008 - Gruppo Garavelli

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MEKONG MOTO RAID
2007/2008 - Gruppo de Longis

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MADAGASCAR RAID 4X4
2007 - Gruppo
de Longis

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TRANSANDINA 2007
Gruppo Bernardini

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TRANSAMAZZONICA RAID
2007 - Gruppo Ramperti

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ASIA RAID 2007
Gruppo Arnoldi

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YEMEN OMAN RAID
2006/2007 -
Gruppo de Longis

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DANCALIA RAID-ETIOPIA
2005
- Gruppo Mattei

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ROYAL ENFIELD INDIA RAID
2006/2007 - Gruppo Rizzo

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TRANSANDINA 2006
Gruppo Forzoni

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LADAKH INDIA RAID
2006 - Gruppo Kulczkycki

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SILK ROAD RAID 2006
Gruppo Castagna

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TRANSAUSTRALIA 2005
Gruppo
Kulczycki

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TRANSANDINA 2005
Gruppo de Longis

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MARCO POLO 2005
Gruppo Pistore

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GREAT SAND RAID 2005
Gruppo Kulczycki

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NEPAL TIBET RAID 2004
Gruppo Kulczycki

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CINA TIBET RAID 2004
Gruppo Cristani

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CAMERUN RAID 2004
Gruppo Alex Monticone

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BLUE NILE RAID
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AFRICAUSTRALE RAID
2003-
Gruppo Kulczycki
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MOTOAFRIKA 2003

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OMO RIVER RAID
2003-Gruppo Cairoli

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GILF KEBIR RAID
2003-Gruppo Garavelli

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DJANET TAM DJANET
2003-Gruppo
Kulczycki

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OMO RIVER RAID 2002
Gruppo Kulczycki

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MONGOLIA SIBERIA RAID 2002
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TRANSANDINA 2002
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TRANSANDINA 2001
Gruppo Kulczycki 

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ASIA RAID 2000
Gruppo Kulczycki