Avventure nel Mondo scopre un'isoletta paradiso:
Sakah, di fronte a Bir Ali, in Yeme

Aggiornato al 5-07-2007
2 gennaio
Dopo la sveglia e la buona colazione, partiamo di buon ora per la spiaggia di Bir Ali.
Nelle relazioni di Yemen Socotra non era segnalata ma altri gruppi dello Yemen c’erano già stati. Giornata splendida, non montiamo nemmeno le tende e dormiamo nei capanni che il tourist complex del signor Abebaker.
La sera ci cuciniamo la pasta portata dall’Italia e ci facciamo cucinare del pesce freschissimo, in più ci organizzano una serata di musica e balli genuina e divertente. Sotto le stelle sorseggiando il te che ci portano in continuo, l’amarezza della perdita di Socotra è già retrocessa a contrattempo.

3 gennaio
Se possibile il giorno scorre ancora meglio del primo, ottima notte sotto le stelle, bagni, trekking e passeggiate.
Si era già deciso di tornare ad al Mukalla, un po’ perché c’era una mezza idea di andare a Sif il giorno 4, un po' perché da Roma sembrava che si potesse anticipare di un giorno la partenza per Socotra.

Poco prima di partire vado a salutare e pagare il gentile signor Abebaker, a quel punto lui mi dice che se scriverà nelle relazioni del suo complesso turistico potrei già anticipare la possibilità di fare dei fanghi caldi, di visionare un lago dentro un vulcano e soprattutto di visionare l’isola di Sakah, che non è l’isoletta di fronte alla sua spiaggia, ma una isola assai più grande a circa un' ora da Bir Ali. Su questa isola non c’é stato mai nemmeno lui, ma ne ha sempre sentito parlare bene dai pescatori, che la considerano una riserva incredibile per numero e varietà di pesci, in più e ci credo, mi dice che non ha ricordanza che alcun turista sia mai approdato sull’isola.

Quest’ultima affermazione è sufficiente perché nella testa cambi subito il programma, parlare con il gruppo e decidere di visitarla è un tutt’uno. Torniamo lo stesso all’Holiday Inn (sono poco meno di due ore di buona strada) ma già con l’idea di essere di nuovo lì all’indomani, ormai ci muoviamo in quel tratto di lungo mare come tra Viareggio e Forte dei Marmi, non fosse per le scorte armate e i permessi che sempre dobbiamo avere con noi.

Giorno 4
Ci svegliamo alle 5, l’albergo ci prepara pure il cestino e partiamo che è ancora notte. Alle sette e trenta siamo sulla spiaggia dove ci attende il titolare che vuole vedere l’isola per la prima volta e l’esperto pescatore che ci accompagnerà.
Il mare è ancora più calmo di ieri ma sulla barca non ci sono salvagenti per tutti, come avevo richiesto il giorno prima. Su questo tasto non si può mai chiudere un occhio e ritardando un po’ la partenza riesco a trovare e pagare un'altra barca d’appoggio.
Durante la traversata, il pescatore tira su piccoli tonni e pesci vari che sembra un cartone animato, fa provare un po tutti, il bello è che c’è solo il filo, l’amo e nessuna esca. Arrivati all’isola è un'emozione, c’è una bella spiaggia nascosta, due protuberanze e una asperità liscia e brulla, da paesaggio lunare che sovrasta tutta l’isola, Verne potrebbe averla immaginata per un suo romanzo.
Ma la bellezza è realmente il fondale circostante, dai pesci pappagallo a quelli più striati, un'enorme distesa di corallo, un susseguirsi di pesci colorati. Obbligatorio portare la maschera e non nulla come ho fatto io. Praticamente è impossibile uscire dall’acqua, ma anche le passeggiate su questa movimentata e brulla isola non sono da meno. Forse un pezzo di luna nel mare più turchese è la giusta descrizione.

Prima che faccia tardi, e magari cambi il mare, ripartiamo per la spiaggia dove arriviamo per le 4, in tempo per mangiare il pesce appena pescato e goderci il tramonto. A qualcuno per scherzo ma fino ad un certo punto scappa detto “peccato domani andiamo a Socotra”.
Mi raccomando di prenotare due barche anche se avete tutti il salvagente, troppo sperduta è l’isola e troppo poca è la spesa.

Il nostro è stato il primo gruppo, non solo di avventure ma di europei, che è stato sull’isola.
Appena a terra e sentiti i nostri racconti subito un altro gruppo ha deciso all’indomani di visitare l’isola di Sakah, ma con il sig. Abebaker siamo d’accordo che per i prossimi gruppi sarà possibile avere il permesso di pernottare sull’isola, o muniti di solo sacco a pelo nella caletta riparata o nella tende portate da casa.
Daniele Guarducci