Marina di Massa
Pagelle molto serie dopo un cappotto di mezza estate
(dal raduno nazionale di "Avventure" a Marina di Massa)
#Ebbene si! Il 7 a 0 subito dal nord è destinato a rimanere negli annali. Il sud e i suoi alati gladiatori sono già entrati nel mito senza passare dalla storia. Un risultato per niente scontato alla vigilia, che peserà sul morale degli uomini del nord usciti dal campo mesti e pesti. Vediamo la cronaca. La partita inizia in ritardo per motivi tecnici e il sud, con un uomo in meno, soffre le incursioni di Riccio e Delfino. Uno a destra l’altro a sinistra costringono il sud ad un arrocco attorno al sicuro Pino, portierone nazionale. Ma il forsennato attacco non sfonda. La difesa suddista tiene. Vittorio the Rock e terzino the wall arginano le folate del rapido e agile Delfino. La partita scorre su uno zero a zero che, vista la differenza numerica dei giocatori in campo, sembra premiare il sud. La storia ha una svolta improvvisa quando, raggiunto l’equilibrio numerico, il sagace mister Pino decide di avanzare nel cerchio del tappeto verde il carismatico Paolo e arretrare in difesa l’Andrea toscano. Mossa azzeccata. Ma più che tattica è uno squillo di tromba. Ora si gioca sul serio, è la parola d’ordine che i giovani gladiatori sembrano passarsi di bocca in bocca. E la vittoria scioglie le ali al vento. I gladiatori sentono l’odore della battaglia: lanci verso le punte che non tradiscono, dribbling eleganti sulle fasce, colpi di testa e stop da applausi. L’arena è ormai il maracanà o forse il Bernabeu o meglio Berlino tinto di azzurro. Robertino davanti ricorda il madrileno Buitre. Agile, sicuro, scattante, sempre pronto davanti l’incolpevole portiere nordista. Andrea a centrocampo serve assist a non finire, e Paolo in mezzo ordina e distribuisce palloni. I gol arrivano a grappoli. Per i difensori del sud è una passeggiata e solo lo scontro tra titani Vittorio – Delfino sembra ricordare ai molti spettatori che il nord può ferire. Ma Vittorio the rock non tradisce e Delfino sembra affogare sulla fascia isolato e impotente. Pino – in porta – si riposa ma allo scadere neutralizza l’impennata d’orgoglio dei nordisti in cerca del gol della bandiera. Alla fine dopo 7 gol e spettacolo in ogni angolo del campo la ola del pubblico saluta il giro d’onore dei gladiatori. Vediamo le pagelle.

Pino: Dovremmo mettere un voto ma ci limitiamo a riportare la frase di un’avversario: ha parato tutto. Dove non è arrivato con le mani ha parato con i capelli. Il prossimo anno vogliamo il suo scalpo. Si ! – aggiungiamo noi – magari il prossimo anno…Divino.

Terzino destro the wall: elegante e sicuro non lascia passare nessuno. Essenziale.

Paolo B: da libero o mediano è il faro della squadra. Smista, suggerisce, ordina. Affidabile e preciso. Insostituibile. Un uomo a cui affideresti il tuo passaporto.

Andrea toscano: elegante e presente nella manovra arriva a segnare. Cosa chiedere di più? Infaticabile

Vittorio the rock: mai soprannome fu più appropriato. Con eleganza e forza annulla le folate delle punte avversarie. Mitico nelle ripartente, fautore del gioco a zolla che interpreta con sagacia tattica. Rimarrà per sempre nei nostri occhi lo scontro fisico con l’agile e sgusciante Delfino sulla fascia. Un voto in più per la bella divisa indossata. Piucchemeraviglioso.

Speedi gonzales XXX: Lo spettacolo nello spettacolo. Gioca solo di prima e delizia la platea con la velocità che gli appartiene. Sorregge il centrocampo creando filtro, aiutando la difesa in inferiorità numerica. Sorride, non suda e non lascia l’odore. Fisico scultoreo da Mastrolindo. Delizioso.

Andrea romano: Scappa nel traffico d’area con intuito raro. Prezioso nel gioco di interdizione ci prova su ogni palla come fosse una donna dagli occhi azzurri. La sua uscita dal campo è salutata da un’ovazione. Splendido.

Robertino el Buitre: Che cosa dire di questo gladiatore. Quando serve usa il gladio o il pugnale con la stessa classe. Sempre presente. Affidabile, veloce e sicuro non manca mai all’appuntamento. Si muove in ogni parte del campo ed è un sicuro punto di riferimento per tutti. In campo e fuori(?) un uomo che tutte le donne vorrebbero avere al fianco ma lui si concede solo in campo: standing ovation. Sempre in bianco.

Per la squadra del nord ci sentiamo solo di giudicare due uomini che hanno saputo innalzarsi oltre il grigiore dello spettacolo indecoroso. Delfino: sobrio e veloce è lasciato solo a tenere alto l’onore della squadra. Ha solo il torto di impattare nella zone di the rock Vittorio. Agile Il portiere Andrea: scende da Torino ad evitare un punteggio pallavolistico. Ricorda il mitico Zoff per stile e prontezza di riflessi: incolpevole L’unica cosa che ci sentiamo di dire ai nordisti scesi in campo con baldanza dopo il 7 a 0 subito è:
Magnate de meno e correte di più!

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