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In ricordo di Giorgio Bettinelli...
amico di Avventure nel Mondo
 

Giorgio Bettinelli - a Crema Giorgino, caro amico, viaggiatore, scrittore, poeta e vespista con gli occhi consumati dal vento - è morto il 15 settembre nel sud della Cina, nella sua casa. Mi aveva descritto come fosse incantevole vivere in quel luogo con la giovane moglie nata a Tajwan, Ya Pei, il suo angelo custode.
Lo scorso giugno era tornato in Italia per presentare il suo ultimo libro: La Cina in vespa, ma la prima tappa aveva voluto farla a Crema, la sua Crema. La sua telefonata: «Sto tornando a Crema mi piacerebbe incontrare gli amici e presentare il mio ultimo libro, avrei piacere che lo facessi tu, all’interno della rassegna “Nonsoloturisti”» mi inorgoglì ed ero felicissima.
Quando venne a Crema il 16 giugno scorso aveva invitato tutti ad andarlo a trovare in Cina. In quell’occasione trascorsi due giornate in compagnia di Giorgino e Ya Pei a parlare: ci accomunava la stessa passione per i viaggi, mi affascinava il suo spirito libero e indomito che girava i continenti in sella a una vespa con la chitarra a tracolla. Diceva che era magnifico “poter mordere l’aria fresca o calda che ti sferza la faccia e immergersi in maniera diretta in ciò che ti circonda “ Riusciva con naturalezza a scrivere dei suoi viaggi solitari, vere e proprie odissee dell’animo umano, a descrivere l’incontro con l’altro e con le diverse culture.
Le parole di Ya Pei ora sono: “Giorgio non è più con noi, vola libero come un uccello. È in viaggio, ma in un altro mondo: Giorgio aveva iniziato a scrivere un libro sul Tibet, ma non può più farlo, ora ha bisogno di dormire....... non so cosa posso fare per continuare il suo sogno, le sue parole e il suo amore verso di noi.” A noi rimane, insieme al ricordo, la convinzione che il segreto del viaggio stia proprio nell’incontro con l’uomo.

Appassionatamente, Andreina
Crema, 24 settembre 2008

 

Giorgio Bettinelli ha partecipato alla rassegna «Nonsoloturisti» tenutasi a Crema lo scorso giugno in una serata intitolata:

Alla scoperta del vasto territorio cinese con Giorgio Bettinelli e la sua Vespa: “Ma nessuno può dire di conoscere veramente la Cina”



Incontri - Straordinario appuntamento ieri sera presso la Sala Pietro da Cemmo al Centro Sant’Agostino in occasione della chiusura della rassegna «Nonsoloturisti» ideata da Andreina Castellazzi. Straordinario il protagonista stesso della serata, Giorgio Bettinelli, cremasco doc, che da sedici anni viaggia intorno al mondo in sella a una Vespa. Quale occasione migliore per presentare in anteprima nazionale il suo ultimo libro La Cina in Vespa, pubblicato da Feltrinelli, resoconto di un viaggio compiuto nel 2006 e durato 18 mesi che lo ha visto attraversare l’immenso territorio cinese? Intervistato dal giornalista Marco Viviani, il noto viaggiatore cremasco che da quattro anni vive in Cina sul Mekong ha reso partecipe il numeroso pubblico presente in sala delle avventure che affronta nel corso dei suoi lunghi viaggi. Il libro, dedicato alla figura del padre scomparso nel 2003, rappresenta in tutte le sue 360 pagine il resoconto di un viaggio, ma soprattutto di un paese che lo ha conquistato. In compagnia della moglie, originaria di Taiwan e «invulnerabile ai disagi», Bettinelli ha attraversato le 33 aree geografiche che dividono la Cina. «La Cina è uno straordinario spectogramma di culture, storie, lingue, religioni non comuni, le 55 minoranze etniche che la compongono ne fanno una tavolozza di culture e di emozioni. È diversa dagli altri paesi che ho visitato, è il paese in cui voglio vivere. Per questo viaggio ho messo l’anima in piazza e la Cina se l’è presa». Bettinelli – accompagnato e suggerito dalle proiezioni delle immagini dietro le sue spalle – ha raccontato le difficoltà logistiche che lo hanno accompagnato durante il viaggio, ma anche le persone meravigliose che gli hanno offerto solidarietà. Il suo All China Tour è la storia di una «risurrezione» che lo ha portato a scoprire se stesso, «da quattro anni non leggo alcun libro che non riguardi la Cina, non guardo alcun film che non sia cinese, non ascolto musica che non appartenga alla grande tradizione cinese, eppure della Cina posso dire di conoscere solo una minuscola parte, è un paese che cambia talmente in fretta… chi dice di conoscere la Cina, di essa non conosce nulla». Lo sguardo incantato del protagonista ci fa capire che La Cina in Vespa non è solo un resoconto di viaggio, bensì, soprattutto, un libro di sentimento.