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Dall'angolo di Bologna:
visita al centro di Radioastronomia dell'Università di Bologna

Con la partecipazione di 60 amici dell'Angolo di Bologna, il 24 Aprile, abbiamo effettuato la visita al centro di Radioastronomia della nostra famosa e antica Università.
Il nostro amico coordinatore Dr. Jader Monari, responsabile del Centro di Ricerca Radioastronomica, con la Sua esposizione ha coivolto e interessato tutti i partecipanti i quali, al termine, hanno posto numerose domande dimostrando grande curiosità e gradimento.
A fine visita ci siamo ritrovati in un vicino Agriturismo per una ottima cena, conversando e programmando viaggi, chiudendo così una piacevole giornata.

Ecco alcune foto dell'Evento e una sintetica descrizione delle strutture stesse.
La “Croce del Nord” è oggi costituita da due rami perpendicolari lunghi 564 metri (Est-Ovest) e 640 metri (Nord-Sud) e possiede un’area di raccolta complessiva di 30.000 mq. Una tale superficie rende l’antenna sensibile a sorgenti radio molto deboli.
L’antenna osserva ad una frequenza di 408 MHz, ed è stata utilizzata principalmente per effettuare mappature di vaste aree di cielo e quindi produrre ampi cataloghi di sorgenti. Tali cataloghi sono e sono stati di fondamentale importanza per la ricerca astronomica.
La ‘Croce’ è stata utilizzata inoltre per lo studio delle stelle pulsar e per l’indagine spettrometrica dell’emissione proveniente dal gas interstellare, con la rilevazione delle righe relative all’idrogeno e al carbonio ionizzati.
Lo strumento è utilizzato nell’ambito del programma internazionale SKA (Square Kilometre Array), ovvero per la realizzazione di un radiotelescopio di nuova generazione, con una superficie di raccolta di un chilometro quadrato. La ‘Croce’ rappresenta infatti un ideale banco di prova per effettuare test su tecnologie e sistemi di acquisizione dati che confluiranno nello SKA.

La parabola da 32 metri è principalmente impiegata per osservazioni interferometriche: l’antenna lavora in contemporanea con le altre antenne del consorzio EVN (European Very Long Baseline Interferometer Network), collocate in diversi paesi Europei, allo scopo di produrre immagini ad altissima risoluzione, estremamente utili per analisi molto dettagliate delle sorgenti radio.

Le richieste di partecipazione erano state superiori alla disponibilità datami dal Dr. Monari. Insieme a lui ho convenuto di effettuare un'altra visita per il 16 Ottobre prossimo.

appassionatamente
Vanna Piana