Costiera Amalfitana Trek

Aggiornato al 9-07-2007
CONSIDERAZIONI GENERALI
Mi sono dovuta inventare il viaggio in due giorni poichè la persona che lo aveva ideato (Riccardo Carusi - quello della settimana verdazzurra) non aveva ancora pensato seriamente all’itinerario ed aveva idee vaghe e per giunta confuse in proposito. Fondamentale per realizzare il trek è la carta del CAI che è in vendita solo nelle sezioni del Club Alpino Italiano e nella fattispecie solo nelle sezioni di Salerno, Cava dei Tirreni o Napoli.

Questa carta mi è stata lasciata da una gentilissima Presidente del CAI presso l’ufficio turistico di Salerno ed è stata fondamentale per la realizzazione del viaggio. Preoccupante è lo stato dei sentieri che hanno segnavia molto sbiaditi o del tutto assenti; anche la gente del posto non li percorre più e non sa dare alcun aiuto. Molto spesso inoltre i sentieri sono invasi dall’erba alta e dai rovi risultando così quasi impraticabili. Il trek sui monti Lattari può essere fatto in due modi diversi.

In maniera hard percorrendo tutto il sentiero alto 00 (segnavia bianco e rosso) che in tre giorni senza tenda, 5 giorni con la tenda, va da Cava dei Tirreni a punta Campanella. Percorso che in questa stagione, non avendo più acqua, obbligatoriamente deve essere fatto in 3 giorni con tappe di 12/14 ore e molto dislivello (3800 m in salita e 3600 in discesa totali). Segnavia sbiaditi od inesistenti richiedono che ci sia con voi una persona locale che conosca il percorso.

In maniera soft percorrendo parte del sentiero 00, ma anche tratti che si affacciano più sul mare, paesaggisticamente molto remunerativi, e perdendo un po’ di tempo per splendidi tuffi in acque verdazzurre trasparenti. Vista la stagione e la compagnia di “ragazze” anche vogliose di fare qualche bagno ho confezionato un itinerario che alternava tratti a piedi a raccordi in bus, lasciava tempo per qualche nuotata, alloggiava prevalentemente in ostelli per contenere la spesa ed alternava giorni con zaino pesante a giorni senza peso. In questo modo abbiamo potuto godere delle bellezze della Costiera in modo certamente più appagante soffermandoci con tutta calma in posti panoramici dove con l’auto non è possibile neppure sostare brevemente. Il nostro era un piccolo gruppo di 6 persone, tutte donne, e tutte siamo state d’accordo sul fatto che la Costiera Amalfitana non può che essere visitata in questa maniera.

Tutte ci siamo accorte che le altre volte, in auto, non avevamo visto un bel nulla e che solo girando a piedi avevamo potuto apprezzare il territorio in tutta la sua straordinaria bellezza. In questa stagione poi si può godere di una fioritura straordinaria, di una modesta affluenza turistica, di prezzi più contenuti. Le gentilissime persone incontrate ci hanno fatto apprezzare anche gli indigeni oltre che i magnifici luoghi. Le strade sono spaventose, curvosissime e strettissime, ma gli autisti dei bus sono dei maghi e non succedono quasi mai incidenti gravi.

GUIDE, CARTE, CLIMA

Non esistono guide sui percorsi a piedi della Costiera. Anche in internet si trovano solo i tre itinerari classici : le Ferriere, il percorso degli Dei, punta Campanella e sono scollegati tra loro. Fondamentale la carta del CAI “MONTI LATTARI” 1:30 000, costo 8 €, che si trova solo nelle sezioni dei CAI del posto.

Forse, avvisati prima, possono mandarla per posta. Noi in Maggio abbiamo trovato clima estivo di giorno e fresco da felpa leggera la sera, si facevano i bagni che era una bellezza.

CHE COSA PORTARE

Poiché questo è un trek itinerante consiglio di calibrare bene lo zaino e non portare cose inutili. Pantaloni leggeri, magliette anti sudore, vestiti di ricambio per la sera, biancheria di ricambio, calze ricambio, pile leggero e/o più pesante, giacca a vento, mantella, ombrello (?), scarponcini, altre scarpe (utili quelle da ginnastica), sandali doccia/mare, costume , pareo, nec. toeletta, asciugamano, occhiali da sole, cappello, protettivi per il sole, pronto soccorso, vivamente consigliati i bastoncini da sci, coltellino, utile ma non fondamentale, una torcia, tappi per le orecchie per i/le russatrici, sveglia, sacco lenzuolo (non indispensabile), calcolatrice, carta igienica, borraccia (va bene anche una bottiglia di plastica). Naturalmente soldi, documento, bancomat e/o carta di credito.
Il tutto in uno zaino comodo che si porti bene sulle spalle. Utile uno zainetto leggerissimo per i giorni con poco peso.

RACCOMANDAZIONI

Questo è un trek facile, ma non è da sottovalutare per la gran quantità di scale che dovrete fare e che metteranno a dura prova le vostre ginocchia ed i vostri quadricipiti. I sentieri sono veramente poco segnati, mettete in conto che potreste anche perdervi ed essere costretti a tornare in dietro. Non crediate che i sentieri sul terreno siano segnati, come sulla carta del CAI, con i numeri; troverete solo rari segnali a volte rossi, a volte gialli, a volte blu senza nessuna logica e spessissimo assenti del tutto La Costiera è molto calda, portate sempre almeno 1 litro di acqua, di più per i percorsi più lunghi.

DIARIO GORNALIERO

Qualche giorno prima con l’aiuto di amici partenopei mi faccio una idea dell’itinerario più corretto e prenoto, dove possibile, gli ostelli.

Arriviamo in 3 a Salerno con lo stesso treno. L’orario previsto è 6.55, ma in realtà arriviamo alle 8.30 poiché di notte il treno ha investito un motorino posto sui binari. Colazione ed alle 9 all’ufficio turistico prendiamo gli orari dei bus, la cartina del CAI lasciatami da Anna Maria ed alcuni indirizzi di alberghi che non avevo. Visita della bellissima Salerno, spuntino e verso le 13 trasferimento a Cava dei Tirreni. Sistemazione in ostello, visita di Cava e passeggiata al forte che domina la valle. Nel pomeriggio arrivano anche le altre tre con aereo su Napoli , prima cena assieme.

Alle 8 bus per il Monastero, arrivo 8.19. Visita ed alle 9 imbocchiamo il sentiero sotto la Badia attraversando il torrente su ponte. Rari segnavia bianchi e rossi, ma incontriamo trekkers locali che in ameni conversari ci fanno da guida.. Alle 10.20 siamo ad una terrazza in prossimità di una casetta/cappella dove si può godere di una bella vista di Vietri e Salerno. Ci sono 2 punti di acqua lungo la strada. Alle 11.30 siamo sul valico al bivio per il monte Avocata e decidiamo di andare fino in vetta mentre un amico occasionale, Antonio del CAI di Cava, ci sorveglia gli zaini. La vista dal m. Avocata è a 360 °, tutta la costiera è ai nostri piedi. Alle 12 siamo di ritorno (A/R 20’) ed alle 12.20 siamo al santuario poco sotto dove facciamo un picnic; ripartiamo alle 13.30. Lunga e stroncante scalinata fino a Maiori dove arriviamo scaglionate verso le 15.30. L’albergo/ricovero dei francescani è tutto ad Ovest in fondo alla passeggiata, è splendido e le stanze sono vista mare. Bagno in mare e riposo nel magnifico giardino con pergole di limoni. Alla sera passeggiata fino a Minori (1 Km) e gelato alla famosa pasticceria Pansa.

Colazione 7.30 alle 8.15 bus per Amalfi dove arriviamo alle 8.30. Lasciamo gli zaini all’ufficio turistico per i traghetti, ufficio che fa servizio anche di deposito
bagagli. Subito ci inoltriamo verso l’interno in direzione del museo della carta, ancora chiuso, poi verso la scuola. Lo stradello diventa poi un sentiero che salendo costeggia il fiume a lato del quale case diroccate sono le vecchie cartiere e ferriere che una volta erano la ricchezza di Amalfi. Si passa il fiume su ponte precario, si sorpassa un ultimo rudere e si arriva ad un muretto con evidente freccia rossa a dx. Si segue questa direzione su resti di un condotto d’acqua fino ad arrivare ad una rete con cancello che delimita l’oasi di rifugio del WWF. Consiglio di introdursi abusivamente (per il varco sul torrente) oltre la rete per poche centinaia di metri per vedere le grandi felci e la bella cascata con grotta. Tornati alla freccia proseguiamo dalla parte opposta, a sn, con un sentiero che si innalza improvvisamente (pochissimi segni) di circa 100 m poi più tranquillamente di altri 100 m. Il sentiero gira su spalti rocciosi con rudere poi, al bivio a T, si prende a sinistra. Ora il sentiero prosegue quasi in piano e sovrasta il vallone delle Ferriere; si incontra un altro bivio del sentiero che in 4 h può portare direttamente ad Agevola (quest’anno il sentiero era pulito, ma informatevi). Se non si vuole proseguire fino ad Agerola si prende a sn fino ad arrivare ad una casa a picco su Amalfi. Qui sono le 12.30 e ci fermiamo per lo spuntino in compagnia di alcuni pastori che, con mulo, sono saliti a curare l’orto. Ripartiamo alle 13 e, dopo circa ½ ora, siamo a Pogerola. Alle 13.45 bus per Amalfi raggiungibile volendo anche per scalette. Approfittiamo del fatto che alle 14.30 parte un battello per la grotta di Smeraldo e ci imbarchiamo. La grotta non è esaltante, ma i riflessi verdi sono molto belli e poi vediamo un pezzo di costa dal mare. Tornati, visita del Duomo e dei cantieri navali restaurati, granita di limone e bus per Agerola.

Ci alziamo alle 7.30, colazione ed alle 9 si parte direttamente dalla piazza del paese. Si fanno 800 m di strada dalla quale si è arrivati ed all’altezza della discoteca si prende una piccola stradetta asfaltata a sn per l’orrido di Pino (cartello). Si percorre uno scenografico anfiteatro roccioso con case rupestri, si attraversa un ruscello e si arriva a Pino, sulla statale. Con scale e scalette infinite si raggiunge la chiesa di Furore paese poi ancora scale fino ad altra chiesa più in basso e albergo con tre evidenti piscine ed ancora scale fino al depuratore ed finalmente al fiordo. Lunghi bagni nel meraviglioso posto, sole ed alle 14.10 bus per Amalfi e coincidenza per Ravello dove incontriamo Brigitte che oggi ha fatto lo sciopero degli scalini. Visita del bel paese e della villa Rufolo; non c’è tempo per l’atra magnifica villa Cimbrone. In bus ad Amalfi e correndo coincidenza per Agerola.

Il bus delle 8.05 non arriva e questa mattina c’è anche nebbia. Facciamo l’autostop per Bomerano, ma la nebbia persiste così ci sediamo sul ciglio del sentiero ed aspettiamo che il sole sciolga le nubi. Piano piano, con difficoltà la nebbia si dirada e solo alle 11 scompare del tutto. Riprendiamo così il cammino di buon passo tra panorami mozzafiato, pareti verticali e fiori. Alle 13 siamo a Nocelle e ci concediamo un primo al volo nella famosa trattoria di Santa Croce. Proseguiamo fino a Montepertuso evitando le verticali scale che da Nocelle scendono diritte a Postano e poi dal paese sovrastato, come dice il nome, da un monte forato scendiamo per le solite scalette. Arriviamo a Positano alla spicciolata tra le 15.30 e le 16 con l’idea di prendere il traghetto per Sorrento (6 €/pax), ma scoppia un tremendo temporale che ci fa rifugiare nella famosa pasticceria Zagara (provate i babà con panna o limoncello) e decidere per il bus. Prima di salire sul bus visita del turisticissimo paese e granita sulla piazzetta confezionata artigianalmente dalla famosa ambulante.

L’ostello di Sorrento è in buona posizione, ma ci mettono in tre camere diverse, abbiamo rovinato i piani cambiando la nostra prenotazione 2 gg. fa, con altre ragazze molto incasinate.

Alle 8.25 aliscafo per Capri, il tempo è sempre fosco. A marina Grande funicolare per Capri e poi percorso a villa Jori e monte Tiberio poiché il monte Solaro oggi non merita: c’è poca visibilità Poi percorso all’arco naturale dove in un posto con vista splendida facciamo il picnic. Discesa a punta Tragara tra i faraglioni, dove per un ingresso al mare paghiamo ben 12 €/pax !, ma il posto è fatato. Ci fermiamo un po’ facendo bagni nell’acqua freddissima dai colori bellissimi e salutiamo Giovanna che ci lascia perché il marito si è rotto il tendine d’Achille e deve essere operato. Risaliamo sul sentiero e pensiamo di fare la scenografica via Krupp per marina Piccola, ma è in restauro e perciò chiusa. Discesa per scalette a marina Grande e traghetto per Sorrento. Siamo rimaste in 5. Metto qui di seguito indicazioni per altre camminate possibili a Capri. Salita al monte Solaro: dall’ospedale di Anacapri salire al Passatiello, poi all’Osservatorio ed in breve al monte Solaro; 350 m di dislivello, meno di 2 h, portare acqua. Se si vuole si può scendere con la funivia. Via dei fortini : in bus alla grotta Azzurra poi si percorre tutta la costiera verso sud arrivando fino al faro. Ci vogliono 4 h circa.

Alle 8.05 bus per Torca, siamo solo in 4 poiché Giovanna è già a casa e Brigitte ha deciso di riposarsi facendo giri più culturali. Alle 8.40 siamo a S. Agata e ci avviamo a piedi a Torca (1 Km), anzi prima di Torca imbocchiamo un sentiero per marina di Crapolla, c’è qualche segno bianco e rosso, siamo infatti di nuovo sulla 00. Poco prima del mare deviazione a dx ed il sentiero si mantiene circa a 200 m di altezza fino ad arrivare a case e casupole sicuramente abusive e recinzioni che lo interrompono. Non c’è verso di ritrovare il cammino od i segni e la gente del posto non sa dare indicazioni, così saliamo fino a Spina a quasi 400 m per poi buttarci giù verso Recommone Torre prima su una vecchia strada poi su fasce coperte da una erba alta e tagliente che ferisce chi incautamente ha i calzoni corti. Recommone ha una bella spiaggia ed una scenografica antica torre di difesa che si erge sul mare. La discesa è stata difficile e ci abbiamo messo un sacco di tempo, ma, arrivati quasi sul mare, sono ricomparsi i segni bianchi e rossi della 00 che avevamo perso. A Recommone Gloria e Cristina sono un po’ provate e ci dobbiamo fermare una mezz’ora. Contorniamo il promontorio godendo di panorami molto belli e guadagniamo marina del Cantone che ha una spiaggia di acqua cristallina, qui comperiamo altra acqua e mangiamo qualche cosa velocemente. La mulattiera per Nerano è ripidissima ed il sole, sono oramai le 13, è implacabile. A Nerano proseguiamo imboccando il sentiero per l’oasi del FAI alla baia di Ieranto, ma Gloria e Cristina a metà circa della deviazione, stanche, rinunciano e tornano su Nerano. Arriveranno a piedi a Termini e, posati gli zaini, faranno A/R a punta Campanella. Io e Tere proseguiamo invece fino al mare alla baia di Ieranto e troviamo (h 14) una baia fantastica dai colori incredibili ed un sacco di gente che in barca è arrivata comodamente da marina del Cantone.

(Suggerisco per fare più presto ed affaticarsi meno di prendere una barca da marina del Cantone per la baia del FAI e poi, dopo un bagno, risalire dal mare di Ieranto fino al bivio per il monte S. Costanzo a sn e Nerano a dx; prendere per S. Costanzo e scendere a punta Campanella per risalire poi a Termini. Così facendo si risparmiano due ore buone e rimane tempo per andare a Campanella facendo un percorso nella giornata di non più di 6 h 30’). Sappiamo che non dovremmo fermarci, la strada è ancora lunga, ma l’acqua è stupenda, il sole non troppo forte e non riusciamo a venir via prima delle 16.15. Ci rendiamo conto che è troppo tardi per rrivare oggi a punta Campanella a piedi (saranno 2h.30 circa) e cosi alle 17.30 da Nerano saliamo sul bus che in pochi minuti ci porta a Termini. Arrivate in albergo scopriamo che Gloria e Cristina sono andate alla Punta da Termini ed arrivano stravolte solo alle 18.30. Vista stupenda di Capri dalla finestra della camera.

Questa mattina se ne vanno già Gloria e Cristina, ma io e Tere alle 9 ci avviamo per punta Campanella senza zaino solo con acqua, costume e qualche genere di conforto. In circa 1 h con calma, su di una stradetta prima asfaltata poi trasformatasi in sentiero, arriviamo alla punta e dopo aver gironzolato un po’ torniamo quasi al paese per imboccare a sn,di nuovo verso il basso, la deviazione che scende alla baia di Mitigliano che azzurra si vede in fondo tra gli ulivi. La discesa è lunga, ma il bagno ci rinfresca e quasi perdiamo la corriera delle 14.40 perché la risalita è più lunga del previsto. Bus per Sorrento dove Tere e Brigitte alle 16.30 hanno il bus diretto per l’aeroporto di Napoli.

Io lascio lo zaino alla circumvesuviana e con bus urbano vado al Capo di Sorrento e scendo fino alla villa della regina Giovanna. La villa romana è in posizione splendida e si può fare il bagno nella profonda pozza/piscina naturale che si trova chiusa da un arco di roccia. Mi fermo fino alle 18, poi bus per il centro, mangio un gelato ed alle 19.30 prendo il trenino metropolitano che in circa 1 h. mi porta alla stazione di Napoli. Il treno per Torino è già pronto e non mi resta che salire. Dormo profondamente fino a Genova, dopo una settimana di sole in Costiera qui al Nord trovo brutto tempo.