SERATA DI PRESENTAZIONE
Pubblichiamo si seguito il resoconto della serata in onore di 3 motocicliste partecipanti al raid Iniziazione al
deserto Djanet Raid, serata che ha ispirato e motivato la nascita del Moto Club Donne Avventura.
UNA SERATA IN ONORE DI TRE MOTOCICLISTE
Federica Romano Antonella Mencarelli Barbara Mandelli. L’Angolo ha ospitato una serata dedicata alle tre motocicliste
di cui due romane che hanno partecipato al nostro progetto Iniziazione al deserto Djanet Raid di cui vi diamo di seguito
un simpatico resoconto . “Un’attenzione ed un plauso particolare e meritano le sole tre donne che hanno partecipato
al Djanet Raid - Iniziazione al Sahara.Vittorio Kulczycki, presidente del Moto Club Avventure accoglie con grande
entusiasmo Federica Romano,Antonella Mencarelli e Barbara Mandelli, le tre donne motocliste protagoniste del Djanet
Raid e della serata loro dedicata dell’associazio-ne Culturale l'Angolo dell’Avventura a Roma.“Sono state bravissime"
prosegue "allegre, simpatiche, vivaci e intelligenti, così hanno affrontato una esperienza unica,dimostrando grande
coraggio, forza ed estrema tenacia in ogni circostanza, risolvendo, con il solo ausilio della loro intraprendenza,
tutte le difficoltà che si sono presentate”. Un viaggio splendido nella bella oasi di Djanet nel sud Algerino, vicina
al confine con la Libia e col Niger, nel cuore del più bel deserto africano, dove i monti si confondono con le prime
sabbie del Ténéré, dove le rocce del Tassili N'Ajjer, dei Monti Gautier si innalzano dalle lingue di sabbia, dove le
dune dell’Erg di Admer e di Tin Merzouga continuano il loro eterno ed incessante movimento. Le tre ragazze, che hanno
affrontato il viaggio tra marzo e aprile, hanno condiviso con piloti più esperti la conoscenza delle tecniche di guida
sui vari fondi (sabbia, sassi, superamento di dune, fech fech etc...), guidando sulla sabbia e sugli sterrati,
seguendo ed emulando chi ha più esperienza di loro. Una settimana di specializzazione su sabbia, quella sabbia che
solo il deserto può offrire,battuta dal vento, ammucchiata in dune talvolta alte centinaia di metri, talvolta
battuta e compressa come una strada asfaltata e altrove soffice come il talco. "E' stata una occasione unica"
raccontano le tre ragazze "per una breve vacanza in un ambiente sahariano tra i più spettacolari di tutta quell'immensa
area che chiamiamo Sahara. Una breve fuga dal nostro mondo". Le Moto utilizzate per il progetto Djanet Raid sono KTM 525
DESERT, vere gazzelle, leggere, agili, con una coppia bassa che permette di salire le dune anche in 4°, generose con i
meno esperti, pronte ad assorbire amichevolmente i piccoli errori di guida e aggressive con chi sa andare. "Sei giorni
immersi in ambienti di straordinaria bellezza" proseguono serene e un po' malinconiche "Abbiamo preso la pista che scende
verso sud per la Tadrart seguendo la famosa balisée che porta in Niger, abbiamo raggiunto i Monti Gautier, guglie rocciose
che sbucano dalla sabbia, per imboccare l'alveo del Tafassasset, antico fiume, girando attorno all'Erg d'Admer per superarlo
nel punto più accessibile per la mitica duna d'Admer alta oltre 200 metri, abbiamo cercato la pista, tra lingue di sabbia
fino a rientrare sulla strada per Djanet. Sono stati giorni indimenticabili, ci siamo fermate nel nulla, dormendo sotto
le tende o "a la belle étoile", sotto le stelle, mangiando attorno al fuoco, lavandoci poco, pochissimo, ma il deserto
non sporca anzi pulisce e leviga anche i nostri piedi con la sabbia pulitissima". Alex Monticone, il capogruppo del
viaggio è ancora stupefatto per la prova, brillantemente superata, di Federica, Antonella e Barbara. "Mi hanno
affascinato, a tratti, più dello stesso viaggio, mi hanno sorpreso e meravigliato, mi hanno incantato ed hanno
abbattuto tutte le mie resistenze, dovute ad un primo approccio che mi aveva, devo dire la verità, lasciato un po’
perplesso. A parte Barbara, le altre due non avevano alcun tipo di esperienza di fuoristrada ed io ero partito un po’
preoccupato.
da un articolo su Italia Sera di Cristina Dalla Vecchia
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