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Avventure nel Mondo Ë arrivata a Gaza...
Il 13 Febbraio un nostro amico Farid El Haffar terrý una piccola
conferenza al centro culturale francese di Gaza dove proietterý le
foto del viaggio Burma Sconosciuta fatto a Natale
2005, portando un po' di novita' in questa piccola striscia di terra
in cui sono tenuti prigionieri circa 1,4 milioni di Palestinesi.
Pochissimi di loro hanno viaggiato, al massimo hanno visto altri
paesi del Medio Oriente. Con questa conferenza si vuole mostrare
agli studenti del centro e agli altri partecipanti (l'ingresso e'
libero) altri luoghi a loro sconosciuti e farli uscire dal loro
stato di prigionia, almeno con la mente...
    
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Avventure nel Mondo scopre un'isoletta paradiso: Sakah, di
fronte a Birali Yemen
2
gennaio
Dopo la sveglia e la buona colazione, partiamo di buon ora
per la spiaggia di Bir Ali.
Nelle relazioni di Yemen Socotra non era segnalata ma altri
gruppi dello Yemen c’erano giý stati. Giornata splendida, non
montiamo nemmeno le tende e dormiamo nei capanni che il tourist
complex del sig. Abebaker.
La sera ci cuciniamo la pasta portata dall’Italia e ci
facciamo cucinare del pesce freschissimo, in pi˜ ci organizzano
una serata di musica e balli genuina e divertente. Sotto le
stelle sorseggiando il te che ci portano in continuo, l’amarezza
della perdita di Socotra Ë giý retrocessa a contrattempo.
3 gennaio
Se possibile il giorno scorre ancora meglio del primo, ottima
notte sotto le stelle, bagni, trekking e passeggiate.
Si era giý deciso di tornare ad al Mukalla, un po’ perchË c’era
una mezza idea di andare a Sif il giorno 4, un po' perchÈ da
Roma sembrava che si potesse anticipare di un giorno la partenza
per Socotra.
Poco prima di partire vado a salutare e pagare il gentile signor
Abebaker, a quel punto lui mi dice che se scriverÚ nelle
relazioni del suo complesso turistico potrei giý anticipare la
possibilitý di fare dei fanghi caldi, di visionare un lago
dentro un vulcano e soprattutto di visionare l’isola di Sakah,
che non Ë l’isolotta di fronte alla sua spiaggia, ma una isola
assai pi˜ grande a circa un' ora da Bir Ali. Su questa isola non
c’Ë stato mai nemmeno lui, ma ne ha sempre sentito parlare bene
dai pescatori, che la considerano una riserva incredibile per
numero e varietý di pesci, in pi˜ e ci credo, mi dice che non ha
ricordanza che alcun turista sia mai approdato sull’isola.
Quest’ultima affermazione Ë sufficiente perchÈ nella testa cambi
subito il programma, parlare con il gruppo e decidere di
visitarla Ë tutt’uno.Torniamo lo stesso all’Holiday Inn (sono
poco meno di due ore di buona strada) ma giý con l’idea di
essere di nuovo lÏ all’indomani, ormai ci muoviamo in quel
tratto di lungo mare come tra Viareggio e Forte dei marmi, non
fosse per le scorte armate e i permessi che sempre dobbiamo
avere con noi.
Giorno 4
Ci svegliamo alle 5, l’albergo ci prepara pure il cestino e
partiamo che Ë ancora notte. Alle sette e trenta siamo sulla
spiaggia dove ci attende il titolare che vuole vedere l’isola
per la prima volta e l’esperto pescatore che ci accompagnerý.
Il mare Ë ancora pi˜ calmo di ieri ma sulla barca non ci sono
salvagenti per tutti, come avevo richiesto il giorno prima. Su
questo tasto non si puÚ mai chiudere un occhio e ritardando un
po’ la partenza riesco a trovare e pagare un'altra barca
d’appoggio.
Durante la traversata, il pescatore tira su piccoli tonni e
pesci vari che sembra un cartone animato, fa provare un po
tutti, il bello Ë che c’Ë solo il filo, l’amo e nessuna esca.
Arrivati all’isola Ë una emozione, c’Ë una bella spiaggia
nascosta, due protuberanze e una asperitý liscia e brulla, da
paesaggio lunare che sovrasta tutta l’isola, Verne potrebbe
averla immaginata per un suo romanzo.
Ma la bellezza Ë realmente il fondale circostante, dai pesci
pappagallo a quegli pi˜ striati Ë su una enorme distesa di
corallo Ë un susseguirsi di pesci colorati
. Obbligatorio portare la maschera e non nulla come ho fatto io.
E’ praticamente impossibile uscire dall’acqua, ma anche le
passeggiate su questa movimentata e brulla isola non sono da
meno. Forse un pezzo di luna nel mare pi˜ turchese Ë la giusta
descrizione.
Prima che faccia tardi e magari cambi il mare ripartiamo per la
spiaggia dove arriviamo per le 4, in tempo per mangiare il pesce
appena pescato e goderci il tramonto. A qualcuno per scherzo ma
fino ad un certo punto scappa detto “peccato domani andiamo a
Socotra”.
Mi raccomando di prenotare due barche anche se avete tutti il
salvagente, troppo sperduta Ë l’isola e troppo poca Ë la spesa.
Il nostro Ë stato il primo gruppo, non solo di avventure ma di
europei, che Ë stato sull’isola.
Appena a terra e sentiti i nostri racconti subito un altro
gruppo ha deciso all’indomani di visitare l’isola di Sakah, ma
con il sig. Abebaker siamo d’accordo che per i prossimi gruppi
sarý possibile avere il permesso di pernottare sull’isola, sia
muniti di solo sacco a pelo nella caletta riparata o nella tende
portate da casa.
Daniele Guarducci
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