Zambia Namibia Raid 2011
12 piloti, 12 moto, 7 persone al seguito

LA VERA AFRICA ESITE ANCORA

Grande traversata nell’Africa Australe dal Malawi allo Zambia alla Namibia 

  Agosto – Settembre 2011
Zambia Namibia Raid 2011, come ogni nuovo viaggio motociclistico, aveva un tema da sviluppare che si proponeva di portare le nostre due ruote in un paese sconosciuto, dimenticato e prevaricato ingiustamente dai più noti e frequentati paesi confinanti come il Botswana, lo Zimbabwe, la Namibia: lo Zambia, nel cuore dell’Africa Australe e’ stato descritto dai partecipanti ai nostri viaggi della Linea Safari, come un’oasi di incontaminata bellezza, quell’Africa Vera che sta scomparendo, travolta e sommersa dalla contaminazione delle masse sempre più numerose di turismo convenzionale. Risolti i problemi logistici tipici di ogni raid, abbiamo deciso di spedire in aereo le nostre moto a Lilongwe in Malawi, situato a pochi chilometri dal confine con la regione più orientale dello Zambia e di traversare Zambia e Namibia fino a raggiungere il porto di Walvis Bay sull’Atlantico da dove rispedire le moto in container via nave. Quindi da Lilongwe a Walvis Bay, circa 3600 km tutti da scoprire sulle carte più aggiornate, sulle relazioni dei viaggi precedenti, sulle poche e rare relazioni di motociclisti solitari reperibili su internet, insomma tutte quelle incognite affascinanti da risolvere con il consueto spirito di avventura cercando on the road le soluzioni più opportune. A pochi giorni dalla partenza riceviamo due drammatiche notizie: il Malawi e’ in rivolta per problemi politico-sociali e proprio per il giorno seguente il nostro arrivo, e’ prevista una manifestazione che potrebbe degenerare in rivolta; consultiamo i nostri gruppi presenti in Malawi e il console che ci suggerisce, in ogni caso, di uscire dal paese il più rapidamente possibile ed entrare in Zambia. L’altra è quella del 4x4 che doveva aggregarsi al nostro gruppo in Malawi che purtroppo subisce uno spaventoso incidente per cui deve terminare il viaggio in Tanzania, a pochi chilometri dal confine con il Malawi. Infine, a pochi minuti dall’imbarco, Davide, veterano motociclista solitario che insieme a Lele e Juna doveva realizzare in autonomia un itinerario diverso dal nostro, riceve al cellulare una grave notizie per cui non può più partire; la sua moto è già a Lilongwe, non abbiamo tempo per valutare la situazione…dobbiamo partire ….lo lasciamo all’aeroporto di Fiumicino con una sorta di magone che ci accompagnerà per il lungo trasferimento verso il Malawi. All’aeroporto incontriamo le nostre tre auto provenienti dal Sud Africa : un safari truck con Hendrik Shoeman ( detto Chuck) guida e autista, e due Toyota con Brent e Tony, tre personaggi carichi di quella simpatia tipica dei sudafricani che conservano ancora oggi il gusto per l’avventura e l’amore incondizionato per la loro terra, la natura, gli animali, la gente. Con loro condivideremo in perfetta armonia piu’ gioie che dolori lungo tutto il viaggio, dal primo all’ultimo giorno. Le moto sono già scaricate e pronte, rabbocchiamo pochi litri di benzina, ricolleghiamo le batterie, gonfiamo le gomme, carichiamo la moto di Davide sul rimorchio (provvidenziale) di una delle nostre 4x4 e partiamo per i primi 27 km in Africa… Raggiungiamo il nostro albergo, la città è deserta e non si trova nemmeno un goccio di benzina. Ci attaccheremo al capiente serbatoio del nostro truck …c’è benzina per tutti. L’indomani di buon mattino partiamo verso il confine dello Zambia per iniziare la nostra straordinaria avventura in terra africana.

16 AGO LILONGWE – Frontiera Zambia - CHIPATA CHIPATA - MFUWE - WILDLIFE CAMP Km 290 Asfalto e pista
A Chipata si respira un’aria di pace e tranquillità, andiamo da Faruck un vero personaggio, che fa e può fare di tutto, cambia denaro, compra, vende, trova il trasporto per la moto di Davide a Lusaka, è l’immagine-simbolo di una ritrovata fortuna che ci seguirà per tutto il viaggio. Puntiamo verso il Parco South Luangwa, uno dei più sconosciuti e più ricchi parchi africani in assoluto; raggiungiamo per piste incerte il Wildlife Camp, sulla pista giraffe ed elefanti. Poi chi si punta la tenda, chi si sistema in bugalow mentre il sole tramonta e tinge di rosso le acque del fiume Luangwa che scorre lentamente sotto di noi, l’Africa ci accoglie con quel fascino immenso che ci coinvolge nel corpo e nell’anima in totale armonia con la natura che ci circonda. Lo Zambian Buffet preparato da Mrs Dora e una serie infinita di birre concludono questa nostra prima grande giornata africana.
 
17 AGO PARCO SOUTH LUANGWA  Una giornata di Safari – Mattino Game Safari in truck locali e nostre auto e  Game drive di notte - Vediamo in un solo giorno i mitici Big Five
Dalla mattina alle 6.15 fino alla sera alle 20.00 siamo in game drive, non solo riusciamo a vedere i mitici Big Five (leone, leopardo, elefante, rinoceronte e bufalo) ma assistiamo ad una scena rarissima: attorno ad bufalo appena ucciso,  si alternano iene dalle fauci e teste  insanguinate, leoni affamati e avvoltoi in attesa della loro parte.
Questo South Luangwa Park meriterebbe da solo un viaggio,  si estende lungo la valle del fiume omonimo per 9500 kmq e ospita circa 100 specie di mammiferi e oltre 400 di uccelli. E’ considerato uno dei santuari naturalistici più importanti di tutta l’Africa al pari di altri parchi nazionali come il Kruger N.P. in Sudafrica, l’Etosha in Namibia, l’Okawango e il Chobe in Botswana, il Serengeti e Ngorongoro in Tanzania, inoltre è fra i meno contaminati del continente africano. Qui dicono ci sia la massima concentrazione di leopardi… mancarlo pare impossibile.

18 AGO WILD LIFE CAMP - MFUWE (Rifornimento) - WILDERNESS LODGE   Km 119 Pista
Il nostro programma prevedeva di risalire il fiume Luangwa fino ad un non meglio identificato pontoon (traghetto) che dovrebbe permettereci di traversare il fiume e proseguire per una pista sconosciuta verso la Great Northern Road, a Mpika dove una strada asfaltata con 500 km permette di  raggiungere Lusaka. Le ricerche effettuate, difficili e complesse, ci avevano confermato la possibilità di poter passare ma l’Africa non si racconta, si deve vivere in prima persona e così, nonostante le dubbie informazioni, abbiamo deciso di tentare. In sintesi queste sono le informazioni raccolte e condivise con i partecipanti prima della partenza. Da Mfuwe (Wilderness Lodge) inizia la traversata del Muchinga Escarpment circa 200 km di pista che scavalca la grande barriera di rilievi e passa tra i due parchi, il South e il North Luangwa. Su questa pista e sulla  possibilità di farla in moto ci sono stati molti dubbi,  dalla corrispondenza risulta che la pista esiste, è stata percorsa e lo è tuttora da cacciatori e sembra anche da moto … della polizia(???) come conferma uno dei contatti avuti con residenti locali  via Facebook; si chiama Munyamadzi Corridor o Corridor Road 49 ( possono essere anche due percorsi diversi), alcune carte non la segnalano ma altre si, come la Michelin (solo nel sito web). La pista contorna i confini del parco fino a raggiungere l’uscita nord del Parco South Luangwa (Chifungwe). Ecco le indicazioni del proprietario del Wildlife Camp di Mfuwe: "…è possibile traversare tra i due parchi , da Mfuwe si entra il Nsefu Sector attraverso la Milyoti Gate per uscire dalla Chikwinda Gate, poi il Luambe National Park dove si può campeggiare e da dove possiamo traversare il fiume (Niampala Pontoon) e proseguire per la Great North Road (strada asfaltata che viene dalla Tanzania)”. Come è noto, salvo rarissime eccezioni, le moto non possono entrare nei parchi africani ma qui in Zambia scopriamo le Transit Roads che, dove esistono insediamenti umani, permettono a qualsiasi veicolo di traversare i parchi. Noi ne abbiamo la conferma solo alla Milyoti Gate quando ci permettono di entrare nel Nsefu National Park in sella alle nostre moto, e ce ne rendiamo subito conto incontrando un branco di bufali scalpitanti e un enorme ippopotamo, ci ricompattiamo e proseguiamo con la massima prudenza fino alla Chikwinda Gate, poi entriamo nel Luambe National Park dove osserviamo molti animali e un branco di elefanti; con qualche dubbio arriviamo al Wilderness Lodge sulle rive del fiume Luangwa. Bella pista, guadi su letti di fiumi asciutti, traversiamo molti villaggi ovunque accolti con curiosità e amicizia, è la Vera Africa, quella che avevamo sognato. Il Pontoon sembra non esistere o forse è affondato chissà quando. Al Wilderness Lodge percepiamo una strana atmosfera di incertezza e connivenza, qui in effetti circolano molti cacciatori e bracconieri quindi l’omertà si respira.
Il posto è incantevole, il campeggio è una terrazza sul fiume dove rumoreggiano moltissimi ippopotami, la presenza di un ranger armato  ci invita alla prudenza ed a guardarci bene le spalle. Poi pian piano viene fuori la verità, la signora che gestisce il lodge ogni sera traversa il fiume con un Toyota 4000  pick up scarico, per raggiungere il marito che gestisce un altro lodge sull’altra riva del fiume, frequentato esclusivamente da cacciatori. Ci consente di seguirla così possiamo effettuare un sopralluogo sul punto di guado, circa 80/100  metri con percorso sinuoso segnato da pali, profondità 80-90 cm. Assistiamo al passaggio del pick-up scarico. L’acqua è molto alta, forse le moto passerebbero ma se solo una cadesse in acqua potrebbe essere un disastro, e il nostro camion stracarico di benzina acqua, viveri, bagagli? Se si blocca nel bel mezzo del fiume chi potrà mai tirarlo fuori? Qui siamo solo noi e il fiume, e il Toyota della signora. Tornando al campo, incontriamo elefanti, gazzelle, facoceri ….e il sole se ne va  più bello che mai.
A sera intorno al fuoco ne parliamo a lungo …siamo arrivati da appena due giorni e ce ne aspettano altri 20 di Africa tutta da scoprire. Studiamo bene le carte. La notte porterà consiglio..
 

19 AGO  WILDERNESS  LODGE CAMP - YAKOBE – MWANYA – LUKUSUKI NATIONAL PARK - CHIKOMENE Km 140 Pista e incendio nel parco
Decidiamo di non rischiare il passaggio del fiume. Ieri abbiamo studiato un percorso alternativo attraverso il Lukusuki National Park per raggiungere la Great Eastern Road. A Mwanya una foratura ci permette di condividere con gli abitanti del villaggio momenti indimenticabili, oltre il gate del parco imbocchiamo la transit road e non incontriamo anima viva così come pochi animali; lungo la pista a tratti anche dura, divampa un incendio ma riusciamo a passare indenni, al gate di uscita di Chikomene chiediamo per un campo o un lodge, qui inesistenti. Il villaggio è lindo e pinto con case ben fatte, un paio di baobab nella piazza principale e un pozzo di acqua potabile, un angolo di paradiso africano, dipinto da un sole che sta tramontando; non abbiamo scelta e chiediamo ospitalità ai capi villaggio, ci permettono di campeggiare sotto i baobab. Sarà un serata di grande condivisione con tutto il villaggio partecipe di questo evento per loro eccezionale, cuciniamo la nostra cena sotto gli occhi curiosissimi delle donne e dei tanti, tantissimi bambini che si avvicineranno sempre di più al campo e canteranno e balleranno e gusteranno i nostri dolci e le nostre coca cola per loro impossibile oggetto di desiderio. Esperienza inaspettata e piacevolissima per tutti noi. Siamo nella Vera Africa.

20 AGO CHICOMENTE - Great East Road – CHIPATA – KATETE – PETAUKE – NYIMBA - BRIDGE CAMP sul fiume Luangwa km 482 Gravel Road e asfalto
Partiamo di buon mattino, salutiamo i nostri ospiti ed imbocchiamo lo sterratone che ci porterà di nuovo a Chipata, un saluto a Faruck, rifornimento nel ben provvisto supermercato e via a tappe di 80-100 km. Su asfalto. Non possiamo guidare di notte. Arriveremo al Bridge Camp per un ultimo tramonto sul fiume Luangwa che dopo una grande ansa si dirige verso le acque dello Zambezi. Qui mangeremo il miglior filetto di tutto il viaggio e birre a volontà.

21 AGO LUANGWA BRIDGE CAMP – LUSAKA – MUMBWA (Rifornimento) PARCO KAFUE MAYUKUYUKU CAMP km 524 Asfalto arriviamo al tramonto
Altro tappone di trasferimento. Ci fermiamo a Lusaka per recuperare il carrello con la moto di Davide, abbiamo deciso di  portarcela fino a Walwis Bay. Davide non ci può raggiungere a Lusaka. Puntiamo verso il Kafue National Park il più grande parco nazionale di tutto lo Zambia e il secondo in assoluto in Africa. Il Mayukuyuku camp è in una posizione meravigliosa, il campo non è recintato quindi occorre fare attenzione anche quando si va al bagno, assistiamo al guado di elefanti che traversano il fiume, il ruggito di un leone incombe sulle nostre tende. Con tutte le precauzioni ce ne andiamo a dormire dopo una terribile cena.

22 AGO PARCO KAFUE  - Game drive diurno e notturno  Km. 186
Decidiamo di fare un game drive con le nostre auto, lasciando le moto al campo. Il Kafue è un parco immenso che richiede molti giorni per una visita accurata. Seguiamo piste polverose senza incontrare animali, a parte le onnipresenti impala, poi prendiamo una deviazione per una pistaccia dissestata che corre lungo il fiume e improvvisamente ci troviamo dinanzi 8 splendidi leoni che si soffermano, ci scrutano poi lentamente traversano uno dopo l’altro la pista. Nemmeno al Luangwa ne avevamo visti tanti tutti insieme. Torniamo al campo soddisfatti. Il giro notturno sarà invece una sonora delusione anche perchè si svolge lungo la transit road che avremmo potuto percorrere anche con le nostre moto.  

23 AGO MAYUKUYUKU CAMP – BIVIO SOUTH KAFUE- ITEZI TEZHI Tragetto fiume Kafue – NAMWALA CHOMA – Kozo Lodge km 395 Asfalto Gravel Road Pista Asfato

E partiamo di buon mattino, dopo una sessantina di chilometri d’asfalto  puntiamo verso sud per un  pistone sterrato di oltre 100 km; l’aria mattutina, i motori che carburano a meraviglia, il  bel sole invitano a folli velocità, talvolta eccessive, alcuni dimenticano che siamo nel bel mezzo di un’Africa remota e sconosciuta. Arriviamo a Itezhi Tezhi dove sorge una grande diga sul fiume Kafue, un imponente servizio di sicurezza conferma l’importanza strategica dell’impianto idrico e ci costringe ad acquistare la benzina presso l’autorità militare. Ieri sera abbiamo studiato a fondo l’itinerario da seguire per raggiungere Livingstone e le Cascate Vittoria, le carte anche le più dettagliate, acquistate in Zambia, non sono precise, potremmo tentare una possibile transit road traversando il South Kafue Park verso Ndumdumwense e Kaloma o puntare su Namwala e Choma traversando il fiume Kafue su un pontoon (traghetto) che i locali ci dicono in funzione. Scegliamo la seconda ipotesi ed imbocchiamo una pista che si fa sempre più stretta, con molti banchi di sabbia ed alcuni guadi. La regione è molto popolata, ricca di coltivazioni ed i villaggi sono autentici e  non contaminati. Veniamo accolti come sempre con entusiasmo,  curiosità e cordialità e raggiungiamo, nascosto in un denso canneto, il traghetto…che effettivamente esiste e funziona. Traversiamo il Kafue che qui si apre in un vasto delta interno creando una zona umida inclusa nel Blue Lagoon National Park, accessibile solo con imbarcazioni a motore.  Imbocchiamo una pista sconvolta da lavori in corso per raggiungere Namwala dove troviamo la decantata strada cinese “under costruction” che in effetti è costruita e funzionante. Rapidamente raggiungiamo Choma ed è già tramonto. Come al solito non sappiamo dove andare a dormire, e come sempre ci affidiamo alla buona fortuna, un giro di telefonate e scopriamo il Kozo Lodge  con parcheggio e bungalow per tutti, ottima e abbondante la cena - buffet.

24 AGO CHOMA - KALOMO – ZIMBA - LIVINGSTONE Jolly Boys Backpackers Camp  Km 215
Nella tarda mattinata siamo a Livingstone dove lo  Zambesi si apre in grande lago che getta le sue acque in un profondo canyon lungo oltre un chilometro, con salto di circa 130 metri; siamo alle Cascate Vittoria tra le più spettacolari cascate del mondo…., Mosi-oa-Tunya, il fumo che tuona nella lingua locale, che segnano il confine tra Zambia e Zimbabwe. Ci vestiamo da turisti e ci confondiamo nella moltitudine di visitatori, provenienti da ogni paese del mondo oltre ad un nutrito numero di turisti africani. Negozietti di artigianato locale, banchi e bancarelle, bar, snackbar che attraggono e accolgono i turisti sempre con un gran sorriso che spesso nasconde solenni fregature, ogni prezzo è trattabile da 100 a 10. Incontriamo alcuni gruppi di Avventure nel Mondo con i loro safari truck ed i rispettivi autisti fra cui Albert uno straordinario personaggio, conosciuto da molti del nostro gruppo in precedenti raid motociclistici in Africa Australe. L’incontro è un evento storico per tutti noi, con il suo cappellaccio da esploratore, i suoi short, i suoi megasandali Albert rappresenta quanto di più simpatico, esperto, appassionato si possa incontrare sulle piste africane. Ed è un susseguirsi di racconti, di aneddoti, di ricordi, bagnati da fiumi di birra.
Visitiamo le Cascate dal versante dello Zambia, evitiamo di entrare in Zimbabwe attraverso il ponte sullo Zambesi per evitare il doppio visto, molto costoso, ma anche perché la foschia degli spruzzi rende quasi invisibili le cascate da quel versante. Decidiamo per un volo in elicottero al tramonto, esperienza unica e indimenticabile, solo dall’alto in effetti si possono davvero comprendere le dimensioni delle cascate, del lago e della grande spaccatura nella quale si riversano le acque dello Zambezi.

  
25 AGO LIVINGSTONE – KASUNGULA – SESHEKE - KATIMA MURILLO (Frontiera Namibia), Kaprivi Strip - KONGOLA – MUDUMO N.P. – Namushasha Country Lodge  Km 345 Sunset cruise sul fiume Kwando
Con la testa siamo già in Namibia. Vorremmo visitare alcuni parchi che si trovano lungo il fiume Kwando che segna il confine con il Botswana e il Parco Chobe. Non abbiamo relazioni ma una serie di informazioni reperite tra gli ospiti dei vari campeggi, ci spinge a tentare. La normativa per il transito delle moto in Namibia e molto più rigida, non esistono transit road e i parchi namibiani sono praticamente vietati alle nostre moto. Lasciamo le Cascate Vittoria e seguiamo la strada che risale lo Zambesi. Passiamo in Namibia a Katima Mulilo ed entriamo nella Caprivi Strip o Striscia di Caprivi, che deve la sua esistenza ad un accordo politico fra inglesi e tedeschi, siglato a fine ‘800 e voluto dalla Germania (che allora possedeva Namibia e Tanzania) per arrivare al fiume Zambesi e raggiungere l’Oceano Indiano in navigazione collegando in qualche modo le due colonie. A Kongola prendiamo una pista che va a sud, verso il Mudumu National Park. In questa remota regione non si è sviluppato un turismo di massa ma esistono poche strutture ricettive di altissimo rango, per un turismo elitario, esigente e danaroso……in effetti la manager di uno di questi super lodge, all’arrivo del nostro gruppo di motociclisti sporchi, camion e 4x4 più che “vissuti”, motori rombanti con qualche evoluzione di fine tappa… dà in escandescenze e praticamente ci caccia via: no camping, no bed, no wc, no water, no food; facciamo giusto in tempo a farla incavolare un po’ di più chiedendole se esistesse un manager migliore e più in alto di grado, che potesse decidere diversamente…si infuria, rossa come un cocomero , mentre noi ce ne andiamo con un paio di rabbiose impennate. Con maggiore prudenza ci avviciniamo al Namushasha Country Lodge, prezzi sempre proibitivi ma il manager, un anziano personaggio dall’aspetto simpatico ci da l’ok per il camping; e per la cena….? Il ristorante è un’apoteosi di lusso…ci pensa un po’: “ vi porterò tutto al campo tavoli sedie e cena”; compromesso accettato, senza spogliarci delle protezioni e stivali decidiamo di partire con tre lance a motore per quella che sarà forse la più spettacolare game drive di tutto il viaggio sul fiume Kwando: un sole  grandioso che scende lentamente verso l’orizzonte, il giallo luminoso delle canne e dei papiri lungo il fiume, ippopotami emergenti e sulle rive, uccelli, branchi di elefanti e un momento magico con un paio di elefanti  in acqua vicinissimi forse anche troppo. Il fascino dell’Africa ci ammalia tutti…torniamo al campo.

26 AGO NAMUSHASHA – KONGOLA – Ponte sull’Okawango - RUNDU - Ngandu Camp  km 430 Asfalto
Considerata la buona tenuta del gruppo  dei motociclisti  e dei partecipanti che ci seguono sulle auto, decidiamo di  fare due lunghe tappe di trasferimento per guadagnare del tempo da dedicare poi alle piste namibiane e di inserire anche la visita al Parco Etosha non incluso nel nostro programma originale.
A Rundu, in un fornitissimo supermercato, acquistiamo 30 T-bone steaks da cuocere nelle eccezionali griglie del Ngandu di Rundu. Chuck, Tony e Brent (i nostri autisti) partecipano attivamente all’operazione, aggiungendo birra sulla carne per renderla più tenera. Gran mangiata e grandi bevute e poi un bel sonno nonostante musiche e schiamazzi per una festa nazionale.

27 AGO RUNDU - GROOTFONTAIN – OTAVI - Zum Potie Camp  Km 375 Asfalto
Un rettilineo senza fine di 375 km ci porta a Grottfontain. Siamo oramai  vicini al grande Parco Etosha, cerchiamo con qualche difficoltà un campeggio per la notte ed andiamo ad “invadere” una fattoria di una irascibile signora che ci vede arrivare con il solito frastuono e per errore andiamo a parcheggiare proprio di fronte al suo tranquillo cottage. Poi con l’acquisto della solita scorta di birre si addolcisce e ci mette a disposizione l’area di campeggio e un attrezzata cucina da campo. Studiamo attentamente l’itinerario delle future tappe nel dedalo di piste  che coprono, come una fitta ragnatela, tutto il territorio namibiano. Le strade e le piste sono segnate sulle carte con codici alfanumerici e  in genere sono molto precise, ma cosa più importante ed essenziale sono tutte memorizzate nelle carte per GPS di Treks 4 Africa quindi facilmente scaricabili sui propri GPS che diventano fondamentali per seguire  l’itinerario programmato. Sono anche segnalati i punti di rifornimento carburante che da ora in poi diventeranno essenziali.

28 AGO OTAVI - OBA METEORITE - ETOSHA NATIONAL PARK gate - OKAUKEJO  Km 230 Gravel Road Game Drive Pozza illuminata
Con un itinerario ben programmato partiamo da Otavi e deviamo per la Meteorite di Oba; divenuta monumento nazionale, è la più grande massa di ferro, nichel e cobalto caduta dal cielo sulla terra. Proseguiamo per piste divertenti fino a raggiungere il bivio che porta al Gate del Parco Etosha. Dobbiamo lasciare le nostre moto al parcheggio e ci stipiamo tutti nelle nostre 3 auto per raggiungere Okaukejo, l’ingresso meridionale del parco. E’ forse uno dei luoghi più frequentati dai turisti in tutta la Namibia, dispone di tutto e di più: da negozi fornitissimi a piscine, ristoranti self service, un distributore di carburante, insomma un posto turistico con  un’organizzazione che ricorda la dominazione tedesca. Alle 18.00 chiude il gate e chi è dentro è dentro e chi è fuori è fuori. Una grande pozza d’acqua resta illuminata per tutta la notte e una moltitudine di visitatori passa ore ed ore ad attendere, in religioso silenzio l’abbeverata degli animali… passa di tutto: leoni, rinoceronti, giraffe, kudu, elefanti, gnu, impala, zebre, talvolta il leopardo, nel fascino delle luci giallastre delle forti lampade, insomma una vera passerella che costringe anche noi ad attendere fino a notte inoltrata. Torniamo al campo dove troviamo un branco di sciacalli che hanno fatto scempio dei nostri viveri riuscendo ad aprire anche le chiusure a lampo e le scatole  ermetiche. Il capobranco emette un ululato, si radunano, sembra che ci vogliano attaccare … un momento di paura ma poi si dileguano nel buio e noi nelle nostre tende.

29 AGO ETOSHA NATIONAL PARK - OKAUKEJO - OUTJO – VINGERKLIP (Rock Finger) – KORIXAS – TWYFELFONTAIN – ABA HAUB CAMP  Km 354 Asfalto Gravel Road
Lasciamo il Parco Etosha e sempre seguendo piste secondarie, raggiungiamo Outjo e il Rock Finger, Vingerklip, un monolito di roccia rossa alto circa 35 mt che si erge maestoso su un cono di detriti. Splendido panorama sulla valle del fiume Ugab, un corso d’acqua oggi in secca che finisce nell’Oceano Atlantico nei pressi di Cape Cross (sarebbe un sogno percorrerlo tutto in moto). Proseguiamo per entrare in un paese delle meraviglie, Twyfelfontain dove la Natura si è soffermata per dare a noi mortali immagini di bellezza eterna, un giuoco di rocce, pinnacoli, guglie di un rosso intenso in armonioso contrasto con i prati di un giallo poderoso dove l’occhio non si stanca mai di guardare, ammirare, osservare. Arriviamo così sempre accompagnando il sole verso l’ennesimo splendido tramonto all’Aba Haub Camp, altro fiume in secca che sarebbe un altro sogno poter seguire fino alla sua foce nell’Atlantico. E il fascino è tale che i nostri migliori non mancano di percorrerlo in lungo e in largo con i motori rombanti che alla fine suscitano la reazione di chi si sta pacificamente godendosi il tramonto. 

   


30 AGO  ABA HAUB CAMP – UIS MINE - SPITZKOPPE  Km 244 Gravel Road
Il GPS ci porta con precisione millimetrica all’unico rifornimento della zona, completamente isolato, vicino ad un piccolo aeroporto. Riempiamo i serbatoi e via ancora per piste facendo attenzione ai numerosi incroci, ma il GPS non sbaglia un colpo. Nei pressi del bivio per White Lady, nelle Brandeberg Mountains, la KTM 660 nuova di zecca di Andrea si ferma probabilmente per problemi di iniezione. Le più grandi menti meccaniche del gruppo provano di tutto per farla ripartire (siamo alla fine del viaggio e per Andrea sarà un trauma terribile) ma con l’iniezione elettronica non basta il cervello umano…….  sembra che non ci sia più nulla da fare. La carichiamo e proseguiamo per lo Spitzkoppe…….. Lo vediamo apparire lontano quasi all’orizzonte, sembra un gigante di pietra in movimento, cambia continuamente aspetto a mano a mano che corriamo per la pista che gli gira intorno, poi un semplice cartello indica un altro angolo di paradiso…Spitzkoppe. Il campo è gestito dalla comunità locale che ci accoglie con entusiasmo, una guida si mette a nostra disposizione  sciorinando tutto il programma per l’indomani. Ma il momento è magico, il sole gioca con luci ed ombre sui grandi monoliti di granito, il profumo del mare oramai vicino ci ricorda atmosfere dimenticate dopo oltre 20 giorni di savane, di foreste, di praterie, l’oceano all’orizzonte si illumina… d’immenso

31 AGO SPITZKOPPE - HENTIES BAY – CAPE CROSS – HENTIES BAY – 315 km
1 SET SWAKOPMUND KM 35
2-3 SET SWAKOPMUND - WALVIS BAY
4 SET WALVIS BAY - JOHANNESBURG (Pernottamento) ITALIA

Siamo ancora lì con le mappe in mano a studiare il percorso della prossima tappa, c’è una pista di un centinaio di chilometri che taglia direttamente per Hentiesbay e ci permetterebbe di arrivare rapidamente all’Oceano, ma informazioni lette sulle relazioni ce la davano addirittura come proibita, da fare con guide esperte, mai con un solo veicolo. Insomma l’alternativa è finire sulla nazionale che viene da Windhoek e arrivare a Swakopmund sull’asfalto in mezzo al traffico. Sarebbe una gran brutta fine. Facciamo un interrogatorio serrato alla nostra guida locale, ci assicura che la strada è buona, veloce, si può fare. Ci convince, ma prima di partire ci immergiamo nel fascino di questo luogo, ci avviciniamo con le moto alla base dei monoliti, poi per una “via ferrata” saliamo al Bushmen Paradise. Sotto una caverna naturale scopriamo pitture rupestri e le storie e le leggende degli antiche abitatori. L’atmosfera è magica e ci ricorda le scene di un film australiano “Picnic a Hanging Rock”. …il mistero di un popolo scomparso, un’immobilità eterna, il silenzio, insomma in questo scenario emozionante ci scompare Andrea, lo abbiamo visto saltare da roccia in roccia come uno stambecco ma ora non è più con noi; lo cerchiamo, lo chiamiamo “Andrea…Andrea”, una eco sinistra ci fa pensare alla delusione per la moto in panne….. scendiamo e ancora “Andrea …Andrea”, siamo preoccupati; fino a quando non lo rivediamo saltare di nuovo di roccia in roccia e ci raggiunge. Doveva reagire in qualche modo alla sfortuna e lo ha fatto a modo suo. Proseguiamo verso uno spettacolare arco naturale, Hoban vorrebbe tentare l’impossibile con la moto…. ma il container a Walvis Bay lo dobbiamo caricare domani. Desiste. Imbocchiamo il pistone proibito e in un paio d’ore arriviamo al mare sulle piste dure di sabbia e sale, con le nebbie e il gelo che ci avvolgono. Un rapido pasto a Hentiesbay e via per Cape Cross su pista di sale durissima, talvolta pericolosa perché sdrucciolevole, un po’ di pioggia e vento forte che porta freddo e nebbia. Arriviamo a Cape Cross dove vivono migliaia di foche in gruppi e famiglie con molti cuccioli, uno spettacolo da non perdere. Poi di nuovo in sella e via lungo il mare verso Swakopmund. Prima di entrare in città cerchiamo un albergo, la città è sempre strapiena di turisti, poi finalmente troviamo posto all’Amampupi Travel Lodge, economico e con un bel parcheggio. C’è molto traffico ed abbiamo difficoltà a trovarlo, dobbiamo traversare tutta la città, le strade sono tutte uguali e il GPS stenta a trovare il nome dell’albergo. Fermo un’auto e chiedo informazioni ad una bella ed elegante signora al volante di un fuoristrada, si offre di guidarci fino all’albergo, è una giornalista e lavora per una rivista e una TV locale, mi chiede un’intervista, non posso rifiutare dopo tanta gentilezza: “Chi siete da dove venite, mi racconti, mi racconti, dal Malawi? dallo Zambia? mi racconti… domani manderò una troupe per un servizio in TV”.
Raccontare cara bella signora, cosa raccontare, come si può concentrare in poche righe, poche parole, tre settimane di colori, di natura, di tramonti infuocati, di emozioni vivissime, di incanti magici, di paure, di dubbi, di tensioni, di gioie e di dolori, di stanchezza, di felicita’ incommensurabile?

……….in queste pagine che sto finendo di scrivere in fondo non ho scritto nulla, non ho raccontato nulla di questa indescrivibile, grande, bellissima avventura in terra d’Africa.
L’Africa non si può raccontare …. si deve vivere.

On the road again forever o meglio Off the road again for ever.
Vittorio Kulczycki