Raid lungo la Great Rift Valley attraverso Kenya, Uganda, Rwanda e Tanzania.
13 piloti, 13 moto, 11 persone al seguito
10 agosto - 6 settembre 2010

IN MOTO LUNGO LA GREAT RIFT VALLEY
Traversata dall’Uganda, al Rwanda e la Tanzania  
Una nuova Prima del Nostro Moto Club
Agosto – Settembre 2010

Great Rift Raid e’stata una prima, un altro capitolo di storia che andremo a scrivere nel nostro libro: L’epopea del Moto Club 4x4 Avventure, libro che prima o poi pubblicheremo per ricordare a noi stessi e a tutti i motociclisti che di questa epopea sono stati protagonisti, le storie delle più grandi imprese motociclistiche mai organizzate in Italia.
Con lo stesso entusiasmo e la stessa passione di sempre abbiamo aperto carte geografiche, studiato le preziose relazioni dei gruppi di Avventure che ci hanno preceduti in auto, preso contatto con i nostri validi corrispondenti Francis e Don, caricato le nostre moto sui pallet della generosa Emirates Airlines che per la prima volta in assoluto ha trasportato moto ad Entebbe, aeroporto di Kampala  e siamo partiti: 13 moto e 11 persone al seguito per traversare Uganda, Rwanda e Tanzania e finire a Dar Es Salaam sull’ Oceano Indiano.
Sorvoliamo di notte la nostra Africa: Sudan, Etiopia, Kenya e il pensiero rincorre i ricordi indelebili delle piste del Deserto Nubiano, i campi accanto alle Necropoli Reali di Merowe gli sterrati etiopici del Lago Tana, le difficili piste della depressione Dancala, le genti dell’Omo River e del Lago Turkana in Kenya, pagine di avventure indimenticabili. Inizia così all’alba dell’11 agosto il nostro Great Rift Moto Raid 2010.

10 AGO Italia-Istanbul- Entebbe – Siamo in volo verso l’Africa
11 AGO Entebbe Kampala  Km 43
Arriviamo di prima mattina. Entebbe che dista 43 km da Kampala, e le nostre moto sono al Cargo della Emirates. Ci vestiamo nel parcheggio dell’aeroporto andiamo a ritirare le moto mentre il resto del gruppo va a Kampala. L’operazione doganale e’ facile ma un po’ lunga: le moto escono finalmente ad una ad una. Mettiamo un po’ di benzina, ricolleghiamo le batterie, una gonfiata alle gomme e via per la prima tappa africana verso l’albergo di Kampala. Pomeriggio briefing generale con Francis, è la prima volta che tratta un gruppo di moto e ce n’e’ voluta per fargli capire che una moto enduro può  correre su una pista come e meglio in un 4x4. Abbiamo un pulmino per i partecipanti al seguito e un altro per i bagagli dei motociclisti. Nella notte un forte temporale tropicale ci fa temere per domani una tappa bagnata.
Siamo al Pope Paul VI Memorial Hotel (in Uganda e Rwanda molti alberghi appartengono a organizzazioni religiose e sono economici e di buon livello)


12 AGO Kampala - Masindi - Marchison Falls (sorgenti del Nilo) Km 346
Infatti partiamo in tuta antipioggia, ma ce la toglieremo presto. Quattro gocce giusto per meritare il detto: “partenza bagnata, partenza fortunata” ed il Great Rift Moto Raid sara’ in effetti baciato dalla fortuna, non avremo piu’ pioggia.
Siamo sulla strada nazionale asfaltata che punta su Luwero e Nakasongola. A Nakitoma  prendiamo uno sterrato rosso per il Ziwa Rhino Sanctuary gestito da una simpatica famiglia di coloni bianchi che ci organizzano anche un pranzetto al volo. E’ il primo impatto con la natura africana vissuta al ritmo di un breve trekking. L’incontro con i rinoceronti è emozionante, siamo a piedi con un ranger accanto con tanto di Kalashnikov e i rinoceronti immensi e tranquilli ci danno il primo benvenuto. Rientriamo sulla strada e dopo pochi km eccoci sui primi 120 km di pista per Masindi, cittadina caotica e importante nodo stradale, da dove prendiamo la pista per il Murchison Falls National Park, abbiamo il permesso per entrare in moto potremmo incontrare di tutto, elefanti, bufali , leoni…….
Prima birra di fine tappa con il Marinaio ma sembra che non ci sia posto per le nostre 12 tende, tutto completo ristorante compreso. Finiamo al lussuoso Nile Safari Lodge che gestisce un campeggio in  splendida posizione panoramica sul Nilo Victoria affluente del Lago Albert, il primo della serie dei grandi laghi che incontreremo lungo la Grande Spaccatura Continentale (Great Rift). Per alcuni, prima notte in Africa, prima notte in tenda, prima notte col naso in su a guardare stelle sconosciute.
 
13 AGO  Nile Safari Camp - Paraa - Murchison Falls
Ci svegliamo con le tende bagnate per l’umidita ‘- Lasciamo  moto e tende per un “game drive ”  con i nostri pulmini. Raggiungiamo Paraa per il ferry con il quale attraversiamo il fiume e con il ranger ci apprestiamo al primo incontro con la fauna africana: giraffe, bufali, impala, babbuini, gazzelle, elefanti e leoni. Nel pomeriggio escursione in barca alle Murchison Falls risalendo il Nilo Vittoria, osserviamo  molti animali sulle rive del fiume, ippopotami, elefanti, bufali, coccodrilli, antilopi, aquile pescatrici e altri uccelli. La barca si infila in un canyon sempre piu’ stretto fino ad arrivare in vista delle spettacolari cascate.
Un gruppo scende e prosegue a piedi su un sentiero che si inerpica fino al Top of the Falls, un’ora di cammino immersi in uno scenario grandioso, le acque del fiume scendono vorticose tra pareti di roccia strapiombanti, piu’ che una cascata è un’immane rapida con salti paurosi e un fragore assordante, percepiamo un’energia d’incredibile potenza. Queste acque raggiungeranno il Mediterraneo dopo aver attraversato mezza Africa. Torniamo al campo. Notte stellata – Miriade di insetti volteggiano sulle nostre tende, eserciti di formiche invadono tende e bagagli ma saranno infine sconfitti dai nostri provvidenziali insetticidi.

14 AGO Murchison- Hoima- Fort Portal   Km 333
Ci aspetta un tappone di 280 km di sterrato, bello ed entusiasmante, un godimento per moto e piloti. La pista corre sul versante orientale del Lago Albert, lontane, sulla riva opposta le Montagne Blu gia’ nello sconosciuto Congo. Il paesaggio e’ stupendo, la pista sale e scende, traversa campi di tè dal verde cupo, ordinati come i giardini di una villa. La gente e’ sempre curiosissima e gentile e ad ogni sosta siamo circondati, acclamati e toccati da tutti, piu’ che le moto che sono presenti con piccole 125cc e’ il nostro abbigliamento che stupisce e li affascina. Arriviamo a Fort Portal al Raja Excelsio Hotel. Ottima cena preparata da un gruppo di simpatiche ragazze, forse la migliore di tutto il viaggio.
 

15 AGO  Fort Portal – Bunyuru – Kasese - Qeen Elisabeth N. P. - Mweya   Km 148
Lasciamo Fort Portal ed imbocchiamo una pista sterrata che ci porta a Bunyuru, base di partenza per un piacevole trek a piedi all’altisonante Top of the World.  Questo camminare  immersi nella natura è piu’ che piacevole, per un tratto seguiamo le orme  di ippopotami, poi raggiungiamo il Top da dove la vista spazia sui tre laghi sottostanti, torniamo per un sentiero che traversa piantagioni di tè, banane, papaia  e risaliamo in sella. Dubbi sulla pista da seguire, ci suggeriscono uno short cat (una scorciatoia) che si rivelera’ una  divertente “speciale” sue giu’ per colline, salite e discese per villaggi pittoreschi fino a raggiungere l’asfalto.
Davanti a noi a c’e’ il Monte Ruwenzori, ma una foschia in quota non ci permette di vederlo. Transitiamo per Kasese e dopo pochi chilometri eccoci alla meta’ del mondo, siamo sulla linea dell’Equatore, apoteosi di foto. Siamo gia’ all’interno del Queen Elisabeth National Park raggiungiamo l’ingresso sud e percorriamo la pista per Mweya, 30 km di “game Drive” in moto, incontriamo elefanti, kudu, impala, (l’indomani sulla stessa pista, ma in pulmino, troveremo anche un leone a pochi metri dalla strada),
Il lodge si trova su un altura in posizione panoramica sul Lago Edward. Simpatici facoceri vengono a curiosare davanti ai nostri bungalow, femmine di Kudu si avvicinano senza paura e uno sciame di  manguste striate corre trai tavoli del ristorante alla ricerca di cibo.
Un angolo di pace a contatto con la natura.

16 AGO Mweya - Quenn Elisabeth N.P. South - Kasinga Channel - Mweya Dedichiamo una giornata al game drive nel parco e alla gita in barca nel Kazinga Channel, il canale naturale che unisce  il Lago Edward al Lago George. 
Questa escursione in barca si rivelerà  come un autentico momento magico del viaggio,
Vedremo, elefanti, ippopotami, coccodrilli, gazzelle e kudu, aquile ed altri uccelli volteggiare su questo paradiso, stormi di cormorani e aironi sulle rive del fiume convivere tranquillamente con i pescatori  ed ancora coccodrilli e ippopotami come in un eden  esaltato dalla luce del sole al tramonto, momenti di pace e di armonia veramente indimenticabili.

17-18 AGO Mweya-Ishasha  Km 148 – Ishasha- Kihiihi – Ishasha    
La pista porta direttamente in Congo e un gruppetto di moto arriva al confine guardato a vista dai soldati sorpresi da un inaspettato arrivo. E’ un evidente errore anche perche’ il cartello che indica Ishasha Camp è praticamente invisibile. Ishasha ovvero l’inutile ricerca dei leoni sugli alberi. Facciamo ben tre game drive coni nostri pulmini, in due giorni, ma dei famosi Tree Climbing Lions nessuna traccia. Bello il paesaggio della savana ma qui a Ishasa siamo stati veramente sfortunati anche perche’ altri gruppi avvistano un bel leopardo con la preda fra i denti. Il trek a piedi lungo il fiume e uno splendido gruppo di ippopotami non attutiscono la delusione. La cena al campo è modesta e l’indomani andremo al vicino Kihiihi, al Meeting Point Hotel per una cena consolante. Ad Ishasha finchè non riapriranno il  vecchio campo sul fiume in piena foresta, quello attuale e’ piu’ che modesto, in una landa desolata in peno sole. Ci rifaremo l’indomani con una splendida tappa su pista rossa in un ambiente di una bellezza incomparabile.

19 AGO Ishasha- Foresta di Bwindi - Kisoro  Km. 186
Dubbi sulla pista da seguire. Ci sono almeno due o tre strade che portano a Kisoro, la prima fa un lungo giro e va a congiungersi con la strada asfaltata, le altre due, piu’ brevi, sono sterrate. L’assenza di pioggia nei giorni passati convince la nostra guida ad imboccare quella che attraversa il Bwindi Impenetrabile Forest National Park, strada che  non risulta in alcuna carta geografica in nostro possesso. Partiamo forse per la tappa piu’ bella di tutto il viaggio, almeno per noi motociclisti : una pista rossa che si snoda fra foreste incantate un percorso vario pieno di salite, discese, curve e controcurve, con un fondo solido e ben battuto e saliamo fino a 2400 m. Siamo nel Parco dei Gorilla del versante ugandese, dove e’ praticamente impossibile prenotare la visita per l’enorme afflusso di visitatori. (infatti noi andremo in Congo). Scendiamo per Kisoro. Subisco un furto di ben 3 paia di scarpe, e gia’ buio e domani partiamo per il trek al Virunga. Sono a piedi nudi e gli stivali da moto non sono proprio adatti per un trek. Ma l’Africa non ti abbandona mai. I negozi sono chiusi corro al mercato dove stanno smobilitando, un fantastico personaggio mi vuota davanti un sacco pieno di scarpe…usate, ci sono anche scarponi da trek,posso addirittura scegliere. Domani partiro’ con un ottimo scarpone Made in Usa.  

20 AGO Kisoro –Bunagana – Parco Virunga – Trek Gorilla- Kisoro
Escursione in Congo per il Gorilla trek - Parco Viruga
Siamo tutti alla frontiera con il Congo, aspettiamo ma non si capisce bene cosa dobbiamo fare, ci chiedono di dividerci in gruppi di 6 persone perche’ ogni gruppo andra’ in una zona diversa: trek facile, trek medio, trek difficile, un’ora , due ore in camion …un po’ per caso ma con grande fortuna (come vedremo) ci troviamo su un moderno camion Man e partiamo per oltre due ore di trasferimento. Stadaccia ma il Man va veloce. Riusciamo a percepire la grande poverta’ di questo paese dilaniato da una guerra civile che sembra senza fine. Poi imbocchiamo una pista difficile che comincia a salire ripida  e stretta su verso la montagna. In alcuni tratti sembra scomparire su rampe  con enormi massi, a vista invalicabili, ma passiamo ed eccoci al Park Headquaters, siamo oltre 2000 metri, un breve briefing sul comportamento da tenere, la consegna delle mascherine, obbligatorie quando saremo in contatto con i gorilla.
Cammineremo per oltre due ore dapprima su tracce di sentiero, poi in piena foresta per “tracce di gorilla”. I trackers che hanno localizzato il gruppo la mattina di buon ora, sembra non riescano più a trovarlo. Si aprono la strada con grossi machete. Poi improvvisamente si fermano…….eccoli, ci siamo ….
L’ora che segue sarà difficile da descrivere perché assisteremo ad uno spettacolo di tale intensità emotiva impossibile da tradurre in un racconto: l’enorme Silver Back accoccolato tra il fogliame, una mano grigia, gigantesca, enorme, uno sguardo umano, i piccoli che giocano saltando da un ramo all’altro, l’incontro tra l’anziana della famiglia ed una giovane femmina, l’abbraccio e le affettuose carezze, il gioco delle mani, il Black Back che appare quasi minaccioso, la sagoma del Silver e del Black seduti l’uno accanto all’altro, il piccolo attaccato al seno della mamma, poi un movimento inaspettato, il Silver cammina verso di noi, quasi ci sfiora per scendere verso il basso seguito dal black e da tutta la sua famiglia, i piccoli si attardano, una mamma li aspetta poi ci guarda e …. ci batte le mani come per salutarci e se ne và. Incredibile!
I 60 minuti concessi dal regolamento sono finiti. Le 3000 foto scattate, anche le migliori, non potranno mai trasmettere la nostra emozione. Torneremo a tarda sera, dopo un guasto al poderoso Man.
Dopo accurate ricerche possiamo confermare di aver raggiunto il Bukima Patrol Post nella zona Mikeno del Parco Virunga - Congo ed abbiamo incontrato i gorilla della Kabirizi Family… ma noi eravamo nel Paradiso Terrestre.



21 AGO Kisoro-Cyanika (frontiera Rwanda ) Ruhengheri - Lago Kivu-Kibuye  Km 202 Tutto e’ facile alla frontiera di Cyanika, passiamo rapidamente  in Rwanda. Qui le strade sono molto piu’ vissute, non per il traffico dei veicoli ma perche’ letteralmente invase dalla popolazione. “Fate attenzione” ci dice la guida e proseguiamo con prudenza su asfalto fino a Ruhengheri poi, prima di arrivare a Gyseny, imbocchiamo la pista che corre lungo la costa orientale del Lago Kivu, saranno due tappe quelle che seguono che non dimenticheremo facilmente per la bellezza del paesaggio, i fiordi  profondi, il continuo zigzagare della pista, che sale su per i monti e ridiscende a livello del lago quasi continuamente, sassi, sterrati e per finire anche un buon assaggio di fech fech, Insomma un vero paradiso per l’enduro.
Arriviamo a Kibuye con il buio e per trovare Il Centre Bethanie, uno splendido lodge a picco sul lago dovremo ricorrere all’aiuto di un mototaxi.
  
22 AGO Lago Kyvu - Kibuye - Kagano -  Foret National de Nyungwe  Km 143
Proseguiamo lungo il lago Kivu la pista e’ sempre fantastica, l’incontro con la gente durante le soste sempre cordiale e gioioso, traversiamo tratti di fitta foresta, poi un ‘attesa tropo lunga ad un punto tappa e grazie ai telefonini riusciamo a sapere che il pulmino bagagli e in panne, ma la guida ci chiede di proseguire, dobbiamo ancora trovare dove dormire e ancora piu’ importante dove magiare, Decidiamo quindi di proseguire. Superiamo gli ultimi tratti di fech fech e arriviamo all’asfalto. Avevamo contattato una certa Mama Koko segnalata in una delle nostre preziose relazioni che ci aveva promesso un posto per le nostre tende e una buona cena. Ma non riusciamo a trovarla, la cerchiamo ovunque nella famosa Tea Guest House dove l’avevamo cercata senza successo. Ci sentiamo un po’ persi, poi sempre grazie ai telefoni cellulari scopriamo che M.me Koko ci aspetta al campeggio della Foresta Nyungwe dove infine la troviamo, la cena e’ assicurata ma i nostri bagagli non arrivano, siamo senza tenda, senza sacco a pelo e senza una cambio e fa anche freddo.. Aspetteremo fino a notte ma infine in pulmino arrivera’ accolto da un sincero applauso, riusciremo a mangiare, bere e dormire nonostante tutto.  Bella la foresta ma costosissima per quello che offre.

23 AGO Nyungwe Forest N.P. – Butare km 96
Questa regione non e’ ancora frequentata dal turismo e la struttura del parco, realizzata sicuramente con finanziamenti stranieri, non dimostra molta esperienza proponendo un tariffario, rispettato religiosamente dai ranger, con prezzi altissimi, sproporzionati che scoraggiano e spaventano il viaggiatore.
La cena e la colazione di mama Koko hanno soddisfatto il gruppo, salutiamo con simpatia e affetto questo straordinario personaggio che si appresta a ripartire con le sue pentole i suoi cuochi, i suoi fardelli (pagheremo circa 10 euro per cena e colazione).
Riprendiamo la strada che traversa la foresta tra paesaggi e viste meravigliose ed arriviamo a Butare all’Hotel du Mont Huye, poi al Museo etnico con una bella raccolta di testimonianze della cultura locale, in particolare manufatti lignei, infine riperdiamo tra negozi e negozietti ricchi di artigianato.

24 AGO Butare - Kigali  Km 148
Come al solito le moto raggiungono prima dei pulmini la citta’ con la convinzione di trovare in questa enorme Kigali un piccola e sconosciuta guest house dove dovremmo aver prenotato. Seguiamo guide occasionali che non riescono a localizzare l’albergo e ci lasciano infine di fronte al grande stadio di calcio. Con i soliti telefonini ci giunge la triste notizia siamo lontani e senza albergo. Dinanzi a noi svetta uno strabiliante Sport View Hotel, nuovo di zecca e lussuosissimo, teoricamente inavvicinabile; Simone e Giulia insistono per tentare: prezzi inaccessibili 100 – 120; ma l’albergo e’ praticamente vuoto,  “Ma qual’e’ il vostro budget ragazzi?” Timidamente rispondono “30 madame 30” ..una telefonata alla direzione e siamo tutti dentro, piscina, jacuzzi, palestra ricco buffet e stanze meravigliose … anche questa e’ avventura.
Nel pomeriggio visita al Museo del genocidio ovvero della follia umana. Qui riaffiora drammaticamente  una sensazione provata sin dal nostro ingresso in Rwanda, quei sorrisi opachii, quegli occhi incerti, quella titubanza che nasconde la paura, quella tristezza che abbiamo letto nei visi dei non piu’ giovani e degli anziani e’ una conferma che qui in Ruanda non hanno ancora dimenticato il dramma che ha colpito il Paese.
Noi popoli progrediti e ricchi non siamo riusciti a fermare il massacro, anzi pesa su di noi la terribile responsabilità di averlo in qualche modo generato, ed oggi di averlo dimenticato: 1994, appena 16 anni fa, 1.000.000 di tutsi e di hutu moderati vengono barbaramente trucidati dalle bande paramilitari legate un potere mai democraticamente eletto.

25 AGO Kigali- Kubungo - Rusumo  – Frontiera Tanzania –Geita    Km 447
Corriamo veloci verso la Tanzania a Rusumu incontriamo Don con le tre Toyota Land Cruiser che ci accompagneranno per il resto del viaggio, salutiamo  le guide e gli autisti ugandesi bravi e pazienti  con i quali abbiamo condiviso 15 giorni di viaggio attraverso Uganda e Ruanda. Sara’ una tappa lunga con una sessantina di chilometri di pista polverosa piena di camion. A sera arriviamo a Geita.

26 AGO Geita – Mwanza  Km 125
Partiamo e in breve siamo in vista del grande Lago Vittoria. Un traghetto ci porta a Mwanza attraversando il profondo Golfo omonimo.. Citta’ portuale capolinea delle navi che la collegano con i porti del Kenya e dell’Uganda, Mwanza e un centro commerciale attivissimo e in rapido sviluppo grazie anche alle numerose strade asfaltate che solo recentemente l’hanno collegata al resto del  paese.
Nel pomeriggio facciamo un’ escursione in barca sul lago, sostiamo e nei villaggi di pescatori. 
   
27 AGO Mwanza - Bunda – Balili  Km 200 
Seguiamo la litoranea del Lago Vittoria per raggiungere Bunda dove incontriamo il camion sul quale caricheremo le moto per l’attraversamento del Serengeti National Park (in Tanzania non ci sara’ permesso di entrare nei parchi in moto), ma ci aspetta una sorpresa. Don ci ha organizzato una serata speciale, una sorta di benvenuto nel suo mondo, in un  campeggio-resort, quasi esclusivo  in cima  ad una montagna  che domina le pianure  e le savane del sottostante Serengeti. 20 km di solito sterrato e 20 km di “speciale”, una sorta di mulattiera che supera dislivelli mai visti in questo raid. Fortunatamente troviamo birre fresche. Le grandi savane si perdono all’orizzonte esaltate dalla luce del tramonto.  La serata sara’ memorabile:  musica, canti, danze alle quali partecipiamo trascinati dai ritmi frenetici della musica africana. 

28 AGO Bailli – Serengeti Gate  Seronera-Ngorongoro Moto in Camion 300 km
Carichiamo non senza difficollta’ di ogni tipo le 13 moto sui due camion che le porteranno  a Ngorongoro, all’uscita del parco e partiamo verso il Serengeti. Incontreremo leoni, elefanti, e gazelle di ogni tipo, il fascino della Grande Savana e’ indubbio. Arriviamo al Campo di Ngorongoro di notte.è stracolmo di 4x4 , di tende e di turisti. Nel capannone adibito a ristorante c’e’ un caos indescrivibile, gente di ogni nazionalita’ si accalca sui tavoli per consumare il proprio pasto. Solo in fondo, all’angolo opposto all’ingresso, intravvediamo 24 posti sorprendentemente liberi, tavolo ben apparecchiato, piatti, posate e tovaglioli, e’ il miracolo del nostro bravo Ali cuoco mandato da Don per la nostra cena che sara un’ottima cena con tanto di spaghetti al ragù. Raggiungiamo le tende avvolte in una fitta nebbia.

29AGO Ngorongoro-Arusha-Moshi- Kilimanjaro- Marangu km 290
Discesa in 4x4 nel famoso Cratere di Nogorongoro, uno scrigno naturalistico, unico in tutta l’Africa. All’interno di un immenso cratere naturale ricco di acqua e vegetazione albergano dal tempo dei tempi animali di ogni specie. Noi partiamo nonostante la nebbia, talmente fitta che non riusciamo nemmeno a vedere la strada, ma l’autista e’ fiducioso e inizia a scendere per una pista ripidissima e stretta. Non vediamo nulla. Poi improvvisamente come se una mano magica aprisse un sipario ci appare il cratere ancora lontano, il sole squarcia le nubi ed illumina i laghi, i fiumi, le paludi in un gioco di colori affascinante. Scorgiamo in lontananza un leopardo…forse, una iena, elefanti, gnu, ippopotami poi finalmente il re della foresta: il leone ma un leone sui generis perche oggi Simba ha deciso di portare la sua famiglia, leonessa e leoncini compresi a fare la conoscenza con la stupidita’ del’homo sapiens e s’e’ andato a spaparacchiare proprio vicino alla pista, in posizione ben visibile seguito da mogli e prole. Nel giro di pochi minuti, grazie anche ad un supersistema di avvistamento e collegamento con tutti gli autisti via cellulare, ben 23 Toyota 4x4 ciascuna con 6 o 7 persone a bordo per un totale di 161 persone con almeno 200 fotocamere e digitali, 50 cineprese e un centinaio di binocoli sono rapidamente confluite sul luogo dell’avvistamento. Simba non si aspettava tanto e teme che i piccoli possano impaurirsi del continuo movimento delle auto i cui autisti fanno a gara ad occupare il posto piu’ vicino, con la migliore vista a beneficio dei propri turisti clienti. Simba è saggio si alza e se ne va, si allontana lentamente lontano dalla pista dove ben sa che le auto non potranno mai seguirlo come previsto dal ferreo regolamento del parco. Ce ne andiamo anche noi dopo aver fotografato non il leone che da queste bande e’ abbastanza comune ma tutta quella gente alla ricerca di un contatto ravvicinato con la natura.
Non vederemo molti animali a Ngorongoro ma il paesaggio era bellissimo.
Si risale, ci avviciniamo all’uscita dove sappiamo ci stanno aspettando le nostre moto.
E le troviamo sotto un bel sole una a fianco all’altra ansiose di ripartire, integre e pronte a ripartire nonostante le preoccupazioni, le critiche, i dubbi, e un po’ di immancabile menfreghismo da parte di tutti nelle operazioni di carico. L’importante e’ che possiamo ripartire. Superiamo Arusha per raggiungere Marangu, punto di partenza per l’ascensione al Kilimanjaro che e’ avvolto dalle nebbie,

30-31 AGO Marangu – Koronguwe – Dar Es Salam km 569
Sentiamo che il viaggio sta finendo .In due giorni scendiamo dalle falde del Kilimanjaro alla costa dell’Ocenao Indiano. La strada offre scorci inaspettati e la guida e’ piacevole ottimo fondo stradale, poco traffico e autogrill a livello europeo poi il caos di Dar Es Salaam, ma prima del tramonto siamo tutti in albergo. La Dea Fortuna che ci ha seguiti fino a destinazione, si deve essere distratta per un momento, ad un centinaio di km da Dar la moto del Marinaio si ferma e non c’e’ modo fi farla ripartire se non con un camiocino di passaggio.

1 SET Dar Es Saalam - Porto Container - Carico Moto- Zanzibar  8
Otto chilometri ci separano dalla zona portuale dove aspettiamo una paio d’ore l’arrivo del contianer della MSC Mediterranean Shipping Company. Carichiamo le 13 moto, con amorevole cura, poi di corsa all’aliscafo per Zanzibar dove trascorrereemo alcuni giorni di paicevole relax per rientrare in Italia il 6 settembre.
Queste nostre moto fedeli compagne per oltre 20 giorni attraverso le piste e le strade africane. Queste moto maltrattate, costrette a tutto nelle condizioni piu’ difficili con pioggia, neve, fango, sabbia  sempre generose, sempre pronte a ripartire per una nuova avventura, magnifici strumenti di avventura, compagne amorevoli  ed instancabili con le loro ruote hanno percorso le strade di tutto il mondo dai deserti australiani alle piste himalayane e mongole, dalle sabbie sahariane alle savane africane, dalle piste amazzoniche agli sterrati andini, alle fantastiche piste dei salares boliviani.
Ovunque con grinta e determinazione incondizionata, incrollabile, continueranno la loro epopea con la stessa passione di noi motociclisti per sempre
on the road again forever

Vittorio Kulczycki