TRANSAUSTRALIA 2005
Australia Outback Raid

AD ALESSANDRO ZAMBON

Dedichiamo questo nostro raid alla memoria di un motociclista amico, Alessandro Zambon, vittima innocente di un incidente stradale avvenuto a pochi giorni dalla nostra partenza. Danilo Zambon e Marna Losi, i genitori, due figure storiche del nostro Motoclub, erano iscritti al viaggio Transaustralia 2005, in partenza a meta’ agosto.

Ci eravamo incontrati tutti a Roma per la spedizione delle moto ed era gia’ nato fra noi quello spirito di gruppo che, ad appena due giorni dalla data di partenza, ci ha spinti a partecipare al funerale di Alessandro condividendo con i nostri amici tutto il loro dolore.

Di fronte ad un dramma contro il quale noi uomini ci sentiamo incapaci di comprendere il mistero che avvolge la nostra vita , incapaci di intervenire in qualche modo per modificare una tragica realta’ inesorabilmente irreversibile, abbiamo voluto reagire riaffermando i valori della vita che deve continuare ed abbiamo convinto i nostri amici a partecipare al viaggio che sapevamo impegnativo e denso di profonde emozioni nella sconfinata solitudine dell’outback australiano. Ci siamo cosi’ incontrati in uno sperduto aeroporto del Western Australia, dove Marna e Danilo sono arrivati dall’Italia, con alcuni giorni di ritardo sul gruppo ed abbiamo iniziato insieme questa grande avventura, dura e difficile, nel corso della quale e riaffiorata tutta la forza, la generosita’ e la determinazione di questi due straordinari compagni di viaggio.

Per ricordare Alessandro Zambon abbiamo scelto questa immagine scattata in Etiopia durante il Blue Nile Raid e le parole scritte da Marna.

"Questa foto esprime esattamente la sua personalità, all' apparenza "vagabondo" o forse veramente vagabondo, un cuore senza una fissa dimora rivolto a chiunque , il suo sorriso rivolto a tutti ,anziani e giovani, la sua semplicità unica dove non lasciava spazio ad ambizioni superficiali che rendono l' individuo sterile , il nome Alessandro significa "Protettore di uomini" voglio, anzi vorrei credere che sia stato chiamato in un altro mondo per qualche motivo per me incomprensibile ma importante. Solo così posso giustificare tutta la violenza disumana, la forza maligna di un attimo, spegnere il suo sorriso, perchè solo tanta disumana violenza poteva spegnere quel sorriso così dolce che ha conquistato tanti cuori di uomini e donne giovani e non più giovani che in lui vedevano un’ anima unica nel suo genere, un cuore di artista sognate, lontano dai nostri tempi, racchiuso nel suo mantello magico ricco di sensibilità e sogni di artista di strada.

Forse è stato chiamato lassù per proteggere anche noi.
Ricordiamolo così"


Marna