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GENOVA – TUNISI – KAIROUAN
Sabato 18 DIC 2004
Domenica 19 DIC 2004
Sbarchiamo e in poco piu' di un'oretta siamo tutti fuori, c'e' ancora luce e partiamo rapidamente alle 18.00 per Kairouan
dove arriviamo alle 20.30 all'Hotel Continental che ci fa trovare un'ottima e abbondante cena.
(km 170 Asfalto)
KAIROUAN – BEN GUARDANE
Lunedì 20 DIC 2004
Tempo bello, non fa freddo, partiamo alle 8.30. Pranzo a base di spiedini di Kebab lungo la strada ..... siamo 47
persone ma questi straordinari tunisini sono organizzatissimi e tirano fuori da un forno scavato sottoterra
carne calda per tutti. Al tramonto arriviamo a Ben Guardane.
(km 380 Asfalto)
BEN GUARDANE – RAS AJDIR – GADAMES
Martedì 21 DIC 2004
Ci aspettano due frontiere e tanti chilometri. I tunisini sono rapidi ma temiamo la dogana
libica con i carnet, le assicurazioni, le targhe libiche ...si parla di 4 ,5 ,6 ore ognuno ci
racconta delle lunghe attese in viaggi precedenti ....... ma il nostro Mohammed Al Najah, il fratello
di Avventure in Libia e' lì ad attenderci con il suo splendido sorriso: corsia preferenziale,
consegna delle targhe e di tutta la documentazione e in poco meno di un ora siamo
tutti fuori dove incontriamo il camioncino libico che trasportera' il nostro bagaglio a Gadames e Carlo Franceschetti
con la notstra Toyota Hi Lux - officina.
Un bel sole limpido e caldo saluta la nostra partenza da Ras Ajdir, passiamo per Nalut con il suo
bel qars arroccato sulla collina esaltato dal sole al tramonto. Poi una cavalcata notturna con la
temperatura in continua discesa e un freddo intenso. Arrivo all’ostello poi tutti a cena al lussuoso ristornate
nella piazza principale.
(km 626 Asfalto)
GADAMES - CAMPO NEL DESERTO
Mercoledì 22 DIC
Incontriamo le 10 fuoristrada di appoggio che ci accompagneranno nel sud, i 10 autisti, le guide ,
i poliziotti.......insomma siamo tutti insieme 60........una comunita' di nomadi che si spostera'
unita, mangera' insieme , dormira' sotto le tende lontana da tutto e da tutti in pieno
deserto per due settimane. Un bell'impresa mettere tutti d'accordo, ci carichiamo un migliao di
litri di benzina per le moto, acqua, pomodori, frutta verdura e alle 12 finalmente partiamo.
Pista dal fondo duro , un po di hammada e al tramonto il primo campo.
(km 128 Pista )
ERG DI AWBARI - AWBARI - FIJEI
Giovedì 23 DIC (km 212 Sabbia)
Venerdì 24 DIC (km 186 Sabbia)
Sabato 25 DIC (km 162 Sabbia + 64 Asfalto)
Tre giorni di immersione totale nel deserto dell'Erg di Awbari. Per un primo tratto prendiamo la pista che
corre lungo il confine algerino e che scende a Al Uwaynat, pista seguita da tutti i gruppi che si recano in Acacus,
noi invece tagliamo trasversalmente piegando verso est ed entriamo in un mare di dune di straordinaria bellezza.
Questo Erg di Awbari sorprende tutti per la varieta' del percorso, tutto integralmente su sabbia, con scavalcamento non solo
di dune isolate ma di veri e propri sistemi di dune dove l'esperienza della nostra brava guida Arbi e' fondamentale. Parte sempre
per primo con la sua agile Toyota si infila in valloncelli, sale, scende , poi lo vediamo sbucare in cima alla duna dove
ha trovato il passaggio e cosi' si prosegue superando tratti entusiasmanti, con paurose discese su sabbia molle e salite al
limite della capacita' dei nostri motori, tutti passiamo con qualche caduta , qualche indecisione. Sovente le moto, più
gili delle auto, si fermano sulle creste delle dune per assistere ai passaggi, ai tentativi falliti , alle cadute , è come
uno spettacolo nello spettacolo , momenti di emozioni, di paure, di ansie che si dissolvono lungo i pianori del serir piatto
e compatto che di tanto in tanto incontriamo e dove i motori e i piloti possono finalmente rilassarsi e correre veloci
allargandosi a ventaglio nell'immensità del deserto ...ma lontane all'orizzonte ci attendono
dune e ancora dune e allora su di nuovo , su di nuovo in piedi, occhio alla sabbia, al compagno che ci corre
accanto a quello che ci ha appena preceduti fino a raggiungere l' ultimo immenso pianoro di sabbia chiuso all'orizzonte dal
profilo scuro dei monti del Messak Setaffet ai piedi dei quali corre la strada asfaltata per Fijei.
In questo paradiso trascorriamo la notte di Natale, la cena e' ricca: tortelloni, porchetta, torrone e una torta
l cioccolato incredibilmente arrivata fin qui per festeggiare il compleanno di Valeria una delle quattro motocicliste
donne che hanno partecipato al Raid dimostrando ancora una volta: coraggio, resistenza, determinazione , tutte doti
che non hanno nulla da invidiare ai piloti maschi.
Arriviamo alla base di Fijei, dove troviamo il meccanico Frodo e le 16 KTM dell'Acacus Raid del progetto
Iniziazione al Deserto.
Abbiamo tutti un letto , una doccia calda e una bella cena con le gambe sotto il tavolo.
FIJEI- MURZUK - TIMSAH
Domenica 26 DIC 2004
Ci aspetta una tappa di trasferimento su asfalto, partiamo di buon mattino e raggiungiamo Murzuk, l'ultima cittadina
che incontreremo prima di Tazurbu, cambiamo gli euro in dinari e facciamo scorta di pomodori, aranci e altre verdure
fresche poi via ancora su asfalto fino a Timsah dove arriviamo al tramonto, evitiamo l'ingresso nella cittadina
attraverso una circonvallazione che ci porta direttamente in un palmizio dove decidiamo di fare il campo.
(km 325 Asfalto + 25 Sabbia)
TIMSAH – PISTA NORD PER WAW NAMUS
Lunedì 27 DIC 2004
Decidiamo di non seguire la pista segnata che sembra difficile con una tole (corrugato)
da camion penosissima ed imbocchiamo un piccolo erg dove invece viaggiamo su sabbia compatta.
Dovremmo incontrare la pista di Waw el Kebir ma la guida decide per una deviazione verso nord est, sempre
su sabbia, seguiamo il corso di un ampio wadi dove troviamo i resti di grossi alberi sradicati dalle
intemperie, doppiamo rilievi rocciosi, poi altri wadi sempre sabbiosi e al tramonto facciamo il campo.
(km 281 Pista)
PISTA NORD - WAW NAMUS – VERSO TAZURBU
Martedì 28 DIC 2004
Alle 11 raggiungiamo il primo vulcano dove incontriamo un fuoristrada con alcuni militari quindi puntiamo tutti
verso la mole nera del Waw Namus, una lunga salita a tutta manetta ed eccoci sul bordo del cratere ad ammirare
un spettacolo di bellezza naturale unico.
Il paesaggio circostante è nero, il vento ha soffiato via la sabbia e ha lasciato in superficie scorie vulcaniche
di colore nero intenso. Riporto la descrizione di Ardito Desio
“Arrivandoci sopra rimasi estasiato dinanzi alla
singolare bellezza di quel vulcano e non mi saziavo di prendere fotografie. L'orlo del cratere esterno appariva come un
cerchio perfetto, mentre quello centrale,scavato nel cono eruttivo, era visibilmente spostato da un lato.
All'esterno si notava anche un piccolo gruppo di coni parassiti, che non avevo potuto vedere la prima volta
che v'ero stato: Sembravano pustolette. Le tinte ora apparivano più varie e meno smorte. Il nero dei lapilli e
delle sabbie era ravvivato dal rosso bruno del cono centrale e ad esso facevano vivace contrasto le macchie verdazzurro dei laghetti,
contornate dalle cimose smeraldine della vegetazione e dalle chiazze bianche delle saline....... le ricerche delle
olivine non portarono a buoni risultati.
Le belle druse verde oliva erano sparse un po' dappertutto fra i lapilli e le sabbie ma i cristalli erano troppo piccoli
per essere usate in oreficeria.”
Anche noi ci mettiamo accertare le olivine, ne troviamo di piccolissime buone per un singolare ricordo.
Fa decisamente caldo e ce ne stiamo al sole per un'oretta a consumare il nostro pranzo a base di
affettati, formaggio e maionese, quest'ultima finisce come crema solare sul viso di un motociclista,
infatti fa caldo e riusciamo a prende il sole a dorso nudo, quindi ripartiamo verso est.
Le moto ele auto si allargano nel pianoro lasciando tracce bianche su un deserto nerissimo, uno spettacolo straordinario.
Alcune auto ed il camion seguono una pista parallela che riserva, però, una sgradita sorpresa: banchi enormi di fech
fech rallentano decisamente il passo e siamo costretti ad utilizzare pala e piastre da sabbia, mentre le
moto volano via veloci come gazzelle. Il tramonto ci trova come sempre impegnati a puntare le tende e a
predisporre la cucina da campo.
(km 240 Pista)
CAMPO VERSO TAZURBU – TAZURBU
Mercoledì 29 DIC 2004
La pista piega a nord per evitare la traversata dell'erg di Rabiana le cui dune ci appaiono alla nostra destra
quindi riprende verso sud e si avvicina alle dune. Guidiamo fuori pista su sabbia compatta che ci permette una
buona andatura e arriviamo all'oasi di Tazurbu con il sole ancora alto all'orizzonte.
Abbiamo tutto il tempo di fare rifornimento di benzina, fare acquisti al suk e le ragazze riescono perfino a farsi
uno shampoo al volo tra la simpatica curiosita' dei locali, poi compriamo una capretta intera che un abile macellaio
taglia pezzi con una enorme mannaia, servira' per la cena di questa sera.
A Tazurbu si trova di tutto e ci attardiamo alla ricerca dei nostri acquisti , usciamo dalla cittadina quando e' gia
buio e facciamo il campo in un palmizio.
(km 278 Pista)
TAZURBU – BUZEMA – CAMPO ERG RABIANA
Giovedì 30 DIC 2004
Da oggi abbiamo una guida locale con narghile' e telefonino che viene ad accrescere la carovana.
Il cielo e bianco e la sabbia si confonde con il cielo all'orizzonte, la nuova guida non ha riferimenti e
ci porta troppo a sud, poi intravede sulla sinistra il monte che sovrasta l'oasi di Buzema e alle 13
entriamo sulla difficile sabbia che porta al villaggio non più abitato. Un fascino sinistro aleggia tutt'intorno,
le case in muratura sono in rovina , alcune conservano ancora i tetti in tronchi di palme e intonaci decorati ,
le palme scaricano i loro preziosi datteri per terra e non ci sono animali che se ne vengano a nutrire,
il lago a forma di mezzaluna e' lungo alcuni chilometri ed e' circondato da una fitta vegetazione che rende
difficile raggiungere le rive fangose. Il monte domina il generale stato di abbandono, qui il tempo si e' fermato quando
una quindicina di anni fa la popolazione tebu fu costretta ad emigrare altrove e il vento , il caldo , la sabbia dominano su tutto.
Un tempo doveva essere ben diverso, ogni casa disponeva nel cortile di un pozzo profondo pochi metri con acqua potabile,
la piccola moschea si animava al tramonto , le greggi di caprette, pecore e dromedari circolavano per le stradine bordate
da muretti di cinta, verso le stalle annesse alle case, il mercato, le carovane di passaggio ...non e' rimasto che il vento che
corrode lentamente i ruderi di una storia oramai finita.
Lasciamo Buzema e traversando l'Erg di Rabiana puntiamo sulla strada asfaltata di Al Khofra. Campo nel deserto al tramonto.
(km 225 Sabbia)
ERG RABIANA – BIR BU ZARRAIGH – GREAT
SAND
Venerdi 31 DIC 2004
Percorriamo una ventina di chilometri e siamo sull'asfalto deteriorato della strada Al Khofra-Jalu che imbocchiamo
proprio all'altezza di Bir Bu Zarraigh dove si trova una stazione di servizio con un paio di ristorantini-cafe'
dove sostiamo al sole in attesa che venga acceso il generatore per l'erogazione della benzina.
Bir Bu Zarraigh e' l'unico punto di ristoro e rifornimento sulla strada Jalu - Al Khofra dove transitano i convogli di
camion diretti a Al Khofra e più a sud in Sudan e Ciad. Sono quei mostri del deserto che si incontrano su piste sconosciute e
che nella tradizione delle antiche carovane seguono misteriose e sconosciute vie di comunicazione verso mercati del sahel
o fanno un contrabbando più o meno legalizzato, in ogni caso per noi appassionati viaggiatori delle immensita' sahariane
questi vecchi, stracarichi, lentissimi ed affascinanti camion rappresentano l'unica forma di vita ancora esistente in
quelle regioni aride e desertiche che l'uomo fugge per la grande difficoltà a viverci.
Lasciamo subito l'asfalto ed entriamo nel Great Sand Sea, quel Grande Mare di Sabbia che inizia qui per finire
in Egitto sulle rive del Nilo. Un deserto abbandonato dall'uomo nel quale anche in epoche remote non si svilupparono
mai quei traffici commerciali che abbiamo trovato nel Sahara Occidentale. Qui l'immobilita' e' totale, la frontiera
tra Egitto e Libia e' invalicabile, lungo quel confine corrono solo rare, scassate fuoristrada dei fuorilegge che
trasportano clandestini, gente misera, disperata che affronta sacrifici enormi per poter pagare un posto su
quelle auto della speranza che spesso diventano auto della morte come possiamo testimoniare noi di Avventure,
infatti il nostro primo motoraid nel Gilf Kebir egiziano proprio lungo il confine Egitto – Libia rinvenne
i cadaveri di due clandestini abbandonati ancora vivi, in pieno deserto.
Viaggiamo veloci superando una serie di dune basse e arrotondate che per una strana luminosita'
opaca del cielo ci danno un senso di totale irrealta', ad ogni superamento di dune ci sentiamo
come sollevati di peso con tutta la nostra moto per essere di nuovo adagiati sulla sabbia.
Il gruppo delle moto e delle auto scompare come coperto da onde del mare e riappare improvvisamente
ridandoci quei punti di riferimento necessari per proseguire in sicurezza.
Di tanto in tanto ci avviciniamo a dune più alte , veri e propri cordoni articolati dove la guida cerca il passaggio
più agevole , qui la sabbia e' più infida e assistiamo a qualche caduta sempre risolta senza danni. Poi una sosta
di ricompattamento del gruppo più lunga delle altre , troppo lunga , torniamo indietro e troviamo il camion Unimog
di Julian drammaticamente fermo. E' evidente che si tratta di un guasto grave all'interno del motore.
Facciamo il campo. E' l'ultimo dell'anno e fa freddo, il sole pallido non scalda e un vento costante abbassa
la temperatura di parecchi gradi. Smontiamo la coppa dell'olio per scoprire che la pompa si e grippata e l'albero
a camme definitivamente deteriorato. Siamo in pieno deserto a oltre cento chilometri dalla strada asfaltata ................
una fine dell'anno peggiore di questa non ci poteva capitare.
Ma il deserto e' generoso con chi osa e grazie ai telefoni satellitari riusciamo incredibilmente a
localizzare una “bettina”, uno di quei camion che trasportano i caterpillar per il movimento di terra anche in pieno deserto,
in viaggio tra Al Kofra e Jalu. La guida parte verso la strada asfaltata , interviene anche il corrispondente di
Tripoli che fa ponte con il nostro ufficio di Roma , in breve , alle 23.00 vediamo arrivare come per miracolo, un camion
enorme che sbuca dalla duna a ridosso della quale abbiamo fatto il campo.
Sara' stato un anno bisestile poco fortunato ma almeno si conclude con un colpo di fortuna. Ricca cena organizzata come
sempre dalla brava Marna che oltre a guidare la sua agile Beta come tutti noi, appena arrivata, con incredibile energia
si mette a coordinare la cucina assistita dai due cuochi che oramai la rispettano come capo indiscusso e dal preziosissimo
ed efficientissimo Primo , nostro cambusiere unico a districarsi nel caos delle casse viveri , escono dai bagagli, dalle auto
le ultime bottiglie di vino e di spumante e i fuochi di artificio che solo Alessandro ha pensato di portare dalla sua Benevento.
Salgono al cielo esplodendo in mille luci e mille colori e uno punta direttamente sul campo, creando un momento di panico ,
ma si esaurisce rapidamente. E' troppo freddo per aspettare la mezzanotte, baci ed abbracci e ci infiliamo tutti nelle tende.
(km 147 Sabbia)
1°CAMPO GREAT SAND - POZZI DI SARIR
Sabato 1 GEN 2005
Assistiamo alla complessa operazione di carico dell'Unimog, sembra incredibile, argani, catene e dopo un paio d'ore
portra' partire ma si insabbiera' alla prima duna e occorreranno ben tre ore per sgonfiare e rigonfiare le
18 ruote e riuscire a passare su quei 100 chilometri di mare di sabbia . Il suo viaggio verso Tripoli sara' una vera epopea con i
suoi sette metri di altezza non potra' passare sotto i ponti e sara' costretto ad evoluzioni difficili, con
l'autorizzazione della polizia, sempre molto gentile, percorrera' tratti di autostrada contro mano e il bravo
Julian passera' 3 giorni da vero camionista libico accompagnato da stufato di cammello, fegato di cammello,
aglio crudo e harissa.
Ma alla fine arrivera' alla Mercedes di Tripoli dove un'officina molto ben attrezzata riuscira' a metterlo in sesto e
a ripartire in tempo per arrivare al traghetto per l'Italia.
Noi proseguiamo in pieno Great Sand, l'ipotesi di avvicinarsi alla linea di confine con l'Egitto e quindi arrivare a
Al Jarabub viene scartata definitivamente. La pista che sale da Al Khofra verso Al Jarabub per oltre tre quarti
(circa 600 km) e' costituita da un immenso serir (deserto di sassi) che da quanto ci hanno confermato i gruppi di
Avventure che l'hanno percorsa e' molto monotona e poco interessante. Inoltre la pista Al Jarabub – Jalu e' una stradaccia
corrugata di oltre 300 (km dove le auto non superano i 30 (km e per le moto deve essere tutt'altro che piacevole.
Proseguiamo quindi sempre su sabbia verso nord, corriamo sui corridoi tra cordoni di dune che di tanto in tanto dobbiamo
superare con ricerca dei passaggi e le evoluzioni che ci ricordano l'erg di Awbari. Facciamo il campo nei pressi dei pozzi di Sarir.
(km 180 Sabbia)
POZZI DI SARIR - JALU – AWILA
Domenica 2 GEN 2005
Riprendiamo la nostra galoppata su sabbia, incontriamo i campi coltivati circolari con innaffiamento automatico, alcuni
sono in stato di abbandono ma gruppi di fennec hanno trovato qui condizioni di vita possibili e sbucano dalle loro tane
terrorizzati dal nostro branco di moto, ma riusciamo ugualmente a fotografare il loro dolcissimo musetto.
Appare da lontano Jalu e siamo sull'asfalto. Qui incontriamo il minibus che ci trasportera' il bagaglio fino a
Tunisi e qui saluteremo le nostre 10 auto di appoggio e i bravi e simpatici autisti , la guida Arbi, e suo fratello
Hussein che torneranno a Sebha e Awbari tagliando direttamente per il deserto.
Un inaspettato alberghetto nuovo di zecca ci salva da un campo lungo la strada e ci offre anche una
cena a base di pollo arrosto.
(km 215 Sabbia + 32 Asfalto)
AWILA - AJDABYIA – SIRTE
Lunedì 3 GEN 2005
Raggiungiamo la litoranea, fa freddo e piove. Arriviamo in serata a Sirte dove due auto della polizia, gentilissima,
ci scortano a sirena spiegata fino ad un bell'albergo dove possiamo fare una bella doccia calda e
consumare una abbondante cena.
(km 671 Asfalto)
SIRTE – LEPTIS MAGNA – TRIPOLI
Martedì 4 GEN 2005
All'ora di pranzo arriviamo alle rovine di Leptis Magna, ricca citta' romana sempre straordinaria da visitare con
le sue colonne , i suoi fori, i suoi archi, poi Tripoli.
(km 446 Asfalto)
TRIPOLI – RAS AJDIR - BEN GUARDANE
Mercoledì 5 GEN 2005 (km 215 Asfalto
Mattinata dedicata alla visita di Tripoli e del suo suk, dove possiamo finalmente trovare qualche souvenir ed
ammirare le costruzione vecchie e nuove della citta': la piazza Verde, la bella zona del posto, le mura , le rovine romane.
Tripoli e' senza dubbio una bella citta'.
Un guasto ai computer della dogana tunisina ci costringe a 5 ore di attesa al freddo.
Dormiamo a Ben Guardane e quei 30 chiulometri da Ras Ajdir a Ben Guardane, a mezzanotte, con un freddo intenso non
li dimenticheremo facilmente.
(km 215 Asfalto)
BEN GUARDANE - TUNIS - CARTAGINE – PORTO
LA GOLETTE - GENOVA
Giovedì 6 GEN 2005 (km 575 Asfalto)
Venerdi 7 GEN 2005 (km 12 Asfalto)
Sabato 8 GEN 2005 Arrivo
La galoppata finale attraverso la Tunisia finalmente accompagnati da un bel sole. Fa ugualmente freddo ,
arriviamo all'Hotel Amilcar di Cartagine, testimone di tante partenze e di tanti arrivi dei nostri raid.
Concludiamo l'ultima serata africana nel famoso caffe' di Sidi Bou Said dove, tra un tè con pinoli e un narghilè,
ricordiamo i momenti più magici del nostro raid . L'indomani l'imbarco sulla comodissima Carthage e poi Genova.
Abbiamo percorso km 3516 di asfalto, km 1140 di fuoripista su sabbia , km 490 di pista sabbiosa e km 649 di pista per
un totale di km 5795.
Le immagini dell'erg di Awbari con le sue dune straordinarie, il nero deserto del Wau Namus, il fascino dell'oasi
abbandonata di Buzema e dell'erg di Rabiana, il mare di sabbia del Great Sand , rimarranno trai i nostri ricordi
ed andranno ad arricchire il nostro patrimonio di esperienze di grandi viaggiatori resta solo il rimpianto per
la nostra Balise Avventura, ma come sempre...... torneremo.
on the road again forever
Vittorio Kulczycki
Presidente Moto Club Avventure
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